La casalinghitudine delle donne negli spot italiani

casalinga

Pochi giorni fa abbiamo messo online il nostro film sulla rappresentazione delle donne nei mezzi di comunicazione. Si tratta di un montaggio di poco più di 25 minuti che riassume l’ immagine femminile alla quale assistiamo in tv e in pubblicità. Il corpo femminile sessualizzato sui media è diventato un argomento che spesso cade in interpretazioni erronee come se il sessismo fosse ancorato solo alla nudità delle donne. Alcuni hanno sfruttato il tema per sfruttare i tabù ancora presenti nel nostro paese, perchè il nudo fa scalpore in quanto nudo e non perchè  ad esempio la donna denudata è posta sopra un pannello solare accompagnata dallo slogan “Montami a costo zero”. Se fosse vestita avrebbe fatto ugualmente scalpore?

Nel nostro film abbiamo sollevato un altro tema importante. Le donne non vengono rappresentate solo come miss o veline ma anche come donnine dedite alle faccende domestiche e soddisfatte del proprio ruolo. La televisione è piena di spot che ritraggono donne sorridenti alle prese con le pulizie di casa, con i fornelli, pannolini….Questa rappresentazione femminile in molti paesi è scomparsa. In Italia questo non fa scalpore, forse perché  le mansioni di casa, nella testa di molti italiani, sono ancora roba da femmine.

Questi spot vanno in onda ad ogni ora del giorno senza sosta. Pochi giorni fa è andato in onda lo spot di un detergente dove una madre di famiglia che tornava dalle vacanze trovava suo figlio e i suoi amici in casa a festeggiare la vittoria della sua squadra di rugby con la casa tutta a soqquadro. Morale della favola? La mamma era disperata non perchè doveva pulire tutto da sola senza l’aiuto del figlio o del marito ma perchè non aveva il detergente giusto.  Uno spot che in un altro paese sarebbe non solo intollerabile ma nemmeno pensabile, infatti Giovanna ha scritto un post interessante confrontando il panorama pubblicitario italiano (tra l’altro sullo stesso prodotto Cif) con quello inglese.  Perfino in Spagna le cose sono diverse.

Perchè in Italia continuano a perpetuare stereotipi simili? Sono meno dannosi delle donnine discinte per vendere ogni cosa? Io penso di no. La casalinghitudine è certamente una realtà tutta italiana. Nemmeno la metà delle donne possiede un lavoro retribuito e ad occuparsi delle faccende di casa sono sopratutto le donne, anche quando lavorano fuori casa. Altre invece, pensano di avere la vocazione per le mansioni di casa o di essere più portate degli uomini in quanto donne.

Qualcuno direbbe che il panorama pubblicitario riflette la realtà italiana, ma non è così. Se le donne si fanno carico delle mansioni domestiche è perché la nostra società ritiene spetti principalmente alle donne. E il cambiamento dovrebbe partire proprio dagli spot, in assenza di altri strumenti culturali che riequilibrino la parità tra uomo e donna.

Veicolare stereotipi di genere è molto dannoso. Essi favoriscono la discriminazione di genere dal mondo del lavoro e dai posti di comando e il perpetrare delle violenze domestiche favorite dall’immagine subalterna delle donne condivisa dai simboli della nostra cultura.

Questi sono gli spot che ho visto oggi uno dietro l’altro e che riflettono un’italia ferma agli anni ’60.

Il produttore è sempre Cif. Qui le pulizie di casa vengono rappresentate come una fiaba di Cenerentola, con sorellastre cattive e principi azzurri. Insomma, tutto ciò per dire che le faccende domestiche dovrebbero essere vissute come un rito magico per accaparrarsi il principe azzurro della serie “fai in fretta pulisci bene e poi troverai un bel principe da soffiare alle sorellastre brutte e cattive che non puliscono mai casa”.

Questo è lo spot di Sole, un altro prodotto che parla solo alle donne ritenendo che solo queste ultime debbano occuparsi della lavatrice. Alla sventurata dello spot, tutta vestita e truccata come nessuna donna in casa starebbe, gli piomba in casa una misteriosa squadra anti-sporco perché colpevole di un reato gravissimo “tenere la lavatrice sporca”. Alla donna viene fatto un rimprovero e un imperativo: non solo devi pulire casa e bucato ma devi pulire la lavatrice. Morale della favola, il solito uomo nelle vesti di un esperto, perché in fondo sono gli uomini che pretendono mogli ordinate per i loro mariti.

Riporto fedelmente come era la sequenza pubblicitaria delle 18:00 circa su canale 5. Ecco uno spot della Conad. Come al solito è la moglie che deve preoccuparsi di cucinare carne per domani e lo fa chiedendo il “permesso” al marito sul letto. Perchè prima dei desideri della moglie ci sono quelli del marito. Di carne.

C’è da chiedersi se abbiamo gli strumenti per contrastare queste immagini? se chi propone leggi anti-tetta negli spot è consapevole che anche questa rappresentazione femminile nei media è altrettanto mesta e se hanno voglia di classificarla come non di meno dannosa rispetto all’idea della donna come oggetto..Sarebbe anche stupido illudersi quando proprio il governo attua condizioni che rendono impossibile l’entrata delle donne nel mondo del lavoro, quando esistono leggi che favoriscono il licenziamento delle donne incinte, quando la crisi licenzia sopratutto le donne perché le aziende ritengono il reddito femminile meno importante rispetto a quello del proprio marito, relegando le donne alla casalinghitudine degli spot ma con sguardi che sono tutt’altro che felici. E allora proprio da qui abbiamo gli strumenti per distinguere il vero dallo stereotipo. Basta!

4 commenti

  • anzi, penso che questo tipo di rappresentazione è anche peggiore, perchè più subdola di un paio di tette o culi (che è difficile non notare e/o indignarsi). Queste altre invece scivolano via, perchè vengono percepite come realtà, normalità. Penso che sia proprio utile il confronto con spot della stessa marca, ma usciti in altri paesi; forse così anche chi non capisce, inizierà a vedere che qualcosa non va…

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  • Un’altra cosa che mi dà fastidio è che questi spot sminuiscono la fatica dei lavori domestici… se hai la lavatrice ultimo modello i panni si lavano praticamente da soli (ma chi è che divide il bucato, lo carica, lo stende e lo stira? La lavatrice?), e sporco vecchio di secoli si toglie quasi con la forza del pensiero se hai il detersivo giusto. Poi la donna torna vispa e fresca come una rosa, invece che gettarsi sul divano esausta come sarebbe normale.

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  • parliamo anche delle pubblicità dei pannolini di chi ha piccole perdite urinarie ed ha paura di entrare in ascensore, inventano soluzioni assolutamente indispensabili a problemi inesistenti, come per tutti i prodotti, ma qui si usa la mortificazione invece della gratificazione

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  • Intollerabile, il mio ragazzo per esempio è convinto che la donna perchè è donna debba pulire.. Sembra qualcosa di intrinseco dell’essere donna. Non so quante di voi poi hanno ascoltato l’orribile battuta “donne tornate in cucina!”. Ebbene questi spot favoriscono sicuramente questa discriminazione. Il mio ragazzo è abituato a vedere la donna in questo modo: la madre, la tv.. tutto la mostra sotto questa luce. Io che gli faccio constatare la realtà sono strana ai suoi occhi e sono poco femminile.
    Si può fare qualcosa per eliminare tutti questi stereotipi? L’italiano medio la pensa in questo modo e la cosa più preoccupante è che anche la maggior parte delle donne siano convinte che quello sia IL LORO COMPITO.

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