Nudità e corpi liberi. Di Bronzi di Riace, moralismi e burqa

A Fermo qualche giorno fa c’è stata un’aspra protesta per le copie dei Bronzi di Riace campeggiate davanti ad un ristorante

Tali statue, copie delle originali, avrebbero scandalizzato alcune persone del posto, tanto da far intervenire prima il sindaco e poi la soprintendenza architettonica, che ha deciso di cacciare queste impudiche statue dalla piazza. «Quelle statue dei Bronzi di Riace non possono stare in piazza del Popolo. Questione di decoro urbano e di rispetto».

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In Italia il corpo nudo, anche se di statue, scandalizza ancora.

Sono passati decenni dalle proteste contro il moralismo democristiano, per la liberazione dei corpi e della sessualità, poi è arrivata la tv commerciale, spalleggiata  da quella di Stato, che ha trasmesso vagonate di seni e di riprese ginecologiche, e ci siamo trovati catapultati dal bigottismo a bombardamenti di pezzi di corpi femminili conformati ai rigidi canoni estetici.

Se da un lato corpi usati come esca  per intrattenere il pubblico (medio) maschile o per vendere ogni sorta di prodotto negli anni non hanno sortito  alcun tipo di protesta dall’altro ci ritroviamo gente turbata e scandalizzata per la nudità di opere d’arte (in questo caso copie).

Questo moralismo distorto ha preso piede anche nel femminismo, purtroppo.

Il femminismo, e in generale le lotte per l’emancipazione, ultimamente sono diventate un minestrone di argomenti che poco hanno a che fare con la liberazione fisica e mentale delle donne, retaggi di moralismo spesso spacciati per  lotta contro la mercificazione dei corpi femminili.

Se  indosso una minigonna per mia liberissima scelta, e non sto vendendo nulla tantomeno sto facendo da esca umana per  qualche locale, festa o programma televisivo, ma solo perché mi piace indossarla,  cosa c’entra la mercificazione?

Questa confusione l’ho notata anche per quanto riguarda l’argomento Femen ad esempio, le stesse possono essere condivisibili o meno nelle loro metodologie di protesta, o su altre scelte in generale che hanno sostenuto nel corso di questi anni, ma accusarle di alimentare ciò per cui  combattono, solo perché le loro proteste prevedono il seno scoperto, è una posizione piuttosto sciocca da sostenere.

Il seno, il sedere, le gambe sono parti del corpo quanto un orecchio, un gomito o un tallone il problema è l’eccessiva sessualizzazione che c’è stata dietro alcune parti del corpo.

Chiariamo una volta per tutte  – per chi avesse  scambiato il femminismo per il “circolo della gonna sotto al ginocchio” – che il problema non è il nudo, che ben venga la liberazione dei corpi e della sessualità ma è lo speculare sui nostri corpi. Il problema è che il capitalismo è diventato padrone non solo delle nostre menti ma anche dei nostri corpi e attraverso questi si arricchisce  sempre di più stabilendo in modo sempre più obsoleto e fascista  conformità, ruoli  e mentalità stereotipate.

Ho notato questa confusione anche durante la nostra protesta #GliShortsNonStuprano : se da una parte decine di donne e uomini ci hanno sostenuto con grande entusiasmo dall’altra diverse persone hanno lasciato, nei nostri spazi, commenti sicuramente fuori luogo, ma soprattutto di un moralismo da far invidia alla Binetti.

Molti di questi ad esempio, e devo ammettere che la maggior parte erano donne, sono venute a protestare e a chiedere perché le donne sentono così la necessità di scoprirsi,  di coprirsi poco o di vestire in maniera eccentrica, qualche altr*  parlava di una specie di ossessione dello scoprirsi accusando chi indossa una minigonna, o un paio di shorts, di stare alimentando il modello maschilista della tv.

Innanzitutto precisiamo che anche gli uomini girano in pantaloncini e canottiera solo che il corpo maschile non è sessualizzato quanto quello femminileIl corpo maschile non è scrutato in modo ossessivo dalla società  quanto quello femminile, non subisce la Santa Inquisizione del bigottismo, né tantomeno umilianti commenti dal regime estetico circa il rotolino, il chilo di troppo o la cellulite ma soprattutto non subisce commentacci, molestie e avances da chi è fermamente convinto che una minigonna sia un invito all’intimità o alla molestia.

Cari signori, il mio abbigliamento non indica la mia disponibilità sessuale, il mio shorts non è un invito a molestarmi ma lo indosso semplicemente per me stessa, perché mi piace e perché con 40° non potrei indossare altro.

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Immagine di Anarkikka

Care signore, se volete vestirvi con abiti lunghi, ampi e poco colorati  liberissime di farlo – lottiamo anche per questo nel nostro blog, affinchè ognuna si possa sentire libera di comportarsi come meglio crede- vi pregherei però di non ficcare il naso nel mio di armadio, non imponetemi la vostra vita e il vostro modo di vedere le cose, non imponetemi il vostro abbigliamento perché voglio mettere quello che a me piace, quello che mi fa sentire a mio agio, voglio poter indossare corti shorts, calze a rete e top striminziti e magari il giorno dopo dei jeans e un maxipull a dolcevita, e no credetemi, il giorno prima non ero né più oca, né più disponibile, né stavo alimentando il maschilismo, ero semplicemente vestita in maniera diversa.

Fa male pensare che alcuni pensieri provengano da donne che si autodefiniscono femministe. Forse mi sarò persa qualche pezzo ma da quando in qua, femminismo fa rima con moralismo?

Da quando il femminismo sarebbe diventato un burqa da mettere sui corpi delle donne?

Da quando il femminismo è diventato un misurare in modo compulsivo i centimetri di pelle scoperta?

Da quando il femminismo non sa riconoscere la libertà di riappropriarsi del proprio corpo e di farne ciò che meglio si crede alla mercificazione del corpo femminile?

Se questo è il femminismo, vi prego fermate tutto e fatemi scendere!

Fonti : qui  qui

6 commenti

  • “ero semplicemente vestita in maniera diversa” Sì, ma se non si insegna ai maschi fin da bambini che le donne sono Persone e non oggetti sessuali non cambierà mai niente, fino a che i ragazzi sono cresciuti come “maniaci sessuali” non cambierà nulla! la mentalità maschilista, l’oggettivazione e la deumanizzazione delle donne si può prevenire solo cambiando il modo di educare i bambini e si deve partire dalla scuola coinvolgendo anche i genitori… mi sembra però che la prevenzione non interessi…

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    • Sì, ma cosa c’entra la frase “ero semplicemente vestita in maniera diversa” con l’educazione sessuale e di genere? Che nesso ha l’abbigliamento di una donna con il crescere i ragazzi come “maniaci sessuali”?

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      • Perché tu sei davvero vestita solo diversamente, sei sempre tu, appunto una Persona, e non solo un “pezzo”… ma i maschi non vedono Te… guardano solo l’oggetto sessuale… sono, siamo stati cresciuti così… non importa l’abbigliamento perché è la mentalità maschilista che non ti considera Persona e non ti rispetta… mentalità che purtroppo negli adulti è ben radicata… e rinforzata tutti i giorni da mass-media (leggi domani mattina la mia intervista a lastampa.it su come vengono divulgati i dati dei sondaggi sessuologici per rinforzare la mentalità maschilista, anche nelle donne…) ecc… per essere considerate Persone e non oggetto sessuale è necessario appunto partire da una corretta educazione sessuale con la sessualità femminile non più divulgata solo dal punto di vista riproduttivo… solo con la prevenzione c’è qualche speranza per il futuro…

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      • Assolutamente d’accordo sull’educazione sessuale. Il mio discorso però era rivolto anche alle donne. Non sono solo alcuni uomini ma anche alcune donne non vedono me persona ma quello che indosso e in base a quello mi giudicano, il maschilismo non è una prerogativa che appartiene esclusivamente agli uomini, ci sono tantissime donne, persino alcune che si autodefiniscono femministe, che non si rendono conto in realtà di ragionare in maniera moralista, bigotta e censoria. Una donna che dice che se indosso uno shorts, o un top scollato, sto alimentando la cultura maschilista per me non solo non ha capito nulla di femminismo ma sta incolpando me e non i retaggi maschilisti della società

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  • Sì lo avevo capito (ho scritto sopra: “… per rinforzare la mentalità maschilista, anche nelle donne”), ma il “maschilismo” ha dei meccanismi di “difesa” e tra questi c’è proprio la divisione delle donne… mentre la prevenzione con la condivisione di conoscenze che rinforzano il messaggio che le donne sono Persone ecc. (vedi gli eventi per le mie lezioni che ho creato in facebook) serve ad unire/aggregare le ragazze/donne… se ti interessa scrivimi una email…

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  • Infatti io mi chiedo, sinceramente, quali femministe hanno fatto quei commenti tanto idioti e controproducenti? Se questi sono stati fatti meglio dichiarare chi, e se non i nomi e cognomi (sarebbe meglio) almeno i gruppi e le circostanze. Altrimenti questo commento risulta il solito generico “sparare sul femminismo” – di cui invece abbiamo tanto, ma tanto bisogno, ma tanto.

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