Il risultato degli attacchi alla legge 194 è il ritorno dell’aborto clandestino

560087_460293960692976_1822886246_nUn tempo erano i ferri da calza e gli intrugli di prezzemolo, oggi sono pasticche usate solitamente per curare l’ulcera gli strumenti delle “mammane”. Perchè l’aborto clandestino non è un evento del passato, non è solo nei ricordi, spesso taciuti, delle nostre nonne e bisnonne, ma è quello che in questi giorni ha quasi ucciso una ragazzina di 17 anni.
Oggi costa 50 euro un aborto clandestino. Oggi come un tempo l’aborto clandestino può uccidere.
E io mi chiedo come facciano a chiamarsi pro-life coloro che si oppongono all’aborto, me lo chiedo sempre, ma oggi più che mai questo loro appellarsi “per la vita” mi sembra così in malafede, così crudele. Per la vita di chi? Sicuramante non per quella della donna, donna che loro considerano esclusivamente come utero-incubatrice.
Mi interrogo sulle responsabilità di questo ritorno agli aborti clandestini. Chi fa entrare i movimenti per la vita nei consultori e nelle strutture pubbliche? Chi permette loro di gestire servizi, tra i quali anche la sepoltura dei feti senza consenso dei genitori?
Le percentuali elevatissime dei medici obiettori di coscienza sono conosciute, è evidente che queste impediscono la reale applicazione della legge 194. L’obiezione di coscienza è illegalmente utilizzata anche per la prescrizione della pillola del giorno dopo, ce lo avete raccontato voi qui.
Eppure loro, quelli per la vita, si riuniscono ogni primo sabato dei mesi disapri a pregare davanti agli ospedali pubblici, con le loro croci, la loro retorica, la loro ipocrisia; loro entrano nelle scuole pubbliche a imporre una morale integralista; loro maricano su Roma; loro sono la Consigliera contro le violenze di genere.
Ma questa come dovremmo chiamarla se non violenza? Se non è violenza quella che ti porta a ingerire un farmaco che potrebbe ucciderti perchè le tue scelte non sono sostenute così come dovrebbero essere, allora ditemi come dobbiamo chiamare tutto questo, perchè io sinceramente non riesco a trovare un nome diverso da violenza.
E’ probabilmente una morale feroce, una morale che etichetta come “facile”, “poco di buono”, una morale sessuofobica quella che ha portato la ragazza a tacere.
E’ sicuramente disinformazione, disinformazione colposa, disinformazione per la quale le istituzioni non possono essere giustificate, quella che nasconde alle ragazze minorenni la possibilità di abortire in anonimato, anche senza il consenso dei genitori.

Lo abbiamo urlato in faccia ai prolife e torneremo a farlo tutte le volte che torneranno a minacciare i nostri diritti: la 194 non si tocca! O al massimo si tocca per rendere reale la sua applicazione eliminando l’obiezione di coscienza.
Per quanto mi riguarda personalmente non prenderò in seria considerazione nessuna proposta di legge, nessuna raccolta firme, nessuna manifestaizone ecc… che parli di violenza sulle donne e non includa la condanna degli attacchi alla legge 194. Perchè questa è a tutti gli effetti violenza sulle donne.