E’ femminicidio anche quando ad essere uccisa è una prostituta. Lettera aperta al Corriere Adriatico

Abbiamo giusto scritto ieri a proposito di un articolo tendenzioso uscito sul “Corriere Adriatico”,che pretendeva di raccontare nei dettagli l’omicidio di una giovane donna di 26 anni, colpevole di essere tale e con l’aggravante di essere una prostituta.

Ma il giornalista, non contento, ci ritenta e sforna un altro articolo romanzato all’interno del quale non fa altro che stigmatizzare e colpevolizzare la vittima, dipingendo il presunto assassino come un uomo debole e invaghito dalla femme fatale.

Già dal titolo si evince che “lei era una escort” e “lui voleva altro“.

1

L’articolo si apre descrivendo i fantomatici sentimenti provati dall’assassino nei confronti della vittima, non ricambiati. “Lei voleva i soldi, non il suo affetto“; “lui ha visto spegnersi la fiamma dei sentimenti che sentiva ardere“. Pertanto, senza domandarsi quanto sia pericoloso e fuorviante parlare di sentimenti quando si tratta di un femminicidio, le conclusioni sono tratte: “la scintilla della follia ha trasformato l’imprenditore buono”.

2

D’altronde l’assassino “era predestinato” a una sorte del genere: imprenditore di successo di un’azienda prestigiosa (fuori) e uomo con complessi d’inferiorità e impacciato con le donne (dentro).

Insomma, con lei “si sentiva più sicuro, ci teneva alla relazione“. “Non sarà stata una love story“, ma come biasimarlo? Era invaghito dalla “fascinosa squillo“, “icona di femminilità“!

I soliti cliché: lui innamorato e respinto, lei fredda e distaccata. E l’epilogo del raptus di follia.

L’articolo infatti prosegue, parlando di “furia assassina“, “scattata dal crollo dell’unica certezza a cui [l’assassino] si aggrappava“. Forsel’ancora per non affogare nel mare della solitudine“.

Da parte sua la mala femmina ha sibilato, come un serpente, parole che lui non ha accettato. Una frase di scherno, che si è infilata come una freccia avvelenata nei suoi sentimenti di amico e nell’orgoglio di uomo“.

La giovane procace, che spillava denaro ai clienti, quello che all’apparenza sembrava un angelo biondo giunto a salvare il malcapitato, si era trasformata in un DEMONE DA TOGLIERE DI MEZZO.

3

Lei era una prostituta ma… “la pretesa di soldi ha fatto andare su tutte le furie” il presunto assassino. Lei “deve aver ribattuto prendendo seccamente le distanze da lui e dai suoi palpiti emotivi“, “gli ha tolto il lume della ragione“. Lui chiaramente ha agito “sotto la spinta di un raptus omicida“.

Alla fine come non giustificarlo quest’uomo, visto il suo profilo psicologico di uomo debole, con quel  “senso di inferiorità che si porta dentro come la sua ombra“. E’ questo che potrebbe aver fatto da miccia, portandolo alla furia assassina.

4

Lui un uomo debole, solo, triste, innamorato, illuso.

Lei una prostituta avida, procace e affascinante. E come donna, ma soprattutto prostituta, colpevole di quello che le è accaduto. Ma non solo. Questo omicidio non è neanche degno di essere chiamato femminicidio dal giornalista. Forse l’uccisione di una prostituta ha meno valore?

Noi gridiamo BASTA! Basta a quello che vorrebbe passare come giornalismo e che è invece un’accozzaglia di frasette romanzate, luoghi comuni e giustificazioni per l’assassino. Inviamo una lettera aperta a Emanuele Coppari (cronaca@corriereadriatico.it), autore degli articoli, e al direttore del Corriere Adriatico (direttore@corriereadriatico.it), invitando chi ci segue a fare lo stesso:

Alla Cortese attenzione del Signor Emanuele Coppari e del direttore del “Corriere Adriatico” Paolo Traini.

Siamo lettrici profondamente deluse per quanto riguarda due articoli scritti giorni fa dal signor Emanuele Coppari sul suo quotidiano on line (qui e qui), in cui racconta la gravissima vicenda dell’omicidio di una giovane donna. Il linguaggio ci risulta inappropriato, in quanto veicola l’idea che la vittima sia colpevole di quanto accaduto, e giustificatorio nei confronti del presunto assassino. Vengono forniti, inoltre, dettagli inutili e tendenziosi sull’avvenenza e la vita privata della donna, rimarcando il fatto che fosse una prostituta. Assistiamo quotidianamente a fatti di cronaca che ci raccontano il fenomeno della violenza di genere attraverso una comunicazione fuorviante, che stenta ancora a riconoscere il fenomeno del femminicidio, strutturale all’interno della nostra società, nascondendolo dietro a giustificazioni e raccontandolo come conseguenza di raptus di follia, quando sappiamo bene che è la risultante di fattori culturali che discriminano profondamente le donne. In un momento critico come quello attuale, ci saremmo aspettate altre parole, considerazioni riguardanti il fenomeno della violenza sulle donne o, almeno, una trattazione più consona e coerente rispetto a quanto accaduto. Invece ci troviamo con la solita accozzaglia di frasi romanzate e vecchi cliché, attraverso i quali viene messa in dubbio la moralità della vittima e mitigato l’atto violento del presunto assassino. Chiediamo quindi spiegazioni per quanto accaduto e scuse pubbliche da parte del  “Corriere Adriatico”.

Cordialmente,

firma

8 commenti

  • Ho scritto e inviato la mail.

    Bisognerebbe smetterla di usare toni assolutori verso gli assassini ogni volta che una donna viene uccisa.
    Smettere di perdonare, quasi, sempre nascosti dietro la motivazione che “una donna un po’ o tanto se la cerca” questi poveri uomini che dimenticano le loro debolezze, fragilità, incapacità di relazionarsi con le donne solo con le prostitute o con donne più deboli di loro per motivi forse più seri di una difficoltà di tipo sessuale.
    Noi donne, la maggior parte almeno, non pensiamo che comprare del sesso un tanto al chilo sia la soluzione ai problemi psicologici, ecco.
    Ci vorrebbe una campagna seria di sensibilizzazione per invitare alla cura psichiatrica questa categoria, tipologia di subumani che solo di fronte ad una prostituta tira fuori palle e violenza insieme ai soldi coi quali se le paga.
    E bisogna smettere di considerare sempre le donne colpevoli di tutto, anche di essere la causa del “raptus di follia” col quale si giustifica uno stupro, la violenza, l’omicidio come ha fatto il vostro giornale che invece di orientare la gente alla riflessione seria su un argomento drammatico, tragico come quello degli omicidi delle donne compiuti da uomini sì malati ma coscienti, si è unito al codazzo del giudizio qualunquista, maschilista e sessista.
    E, ribadisco, vergognoso.

    Mi piace

    • Cara roselouise1, noi non pensiamo affatto che siano malati e bisognosi di cure psichiatriche. Non sempre almeno. Quello he porta avanti la violenza di genere è un insieme di istanze culturali profondamente discriminatorie e violente, sessiste e misogine, supportate dalla mentalità vigente.

      Mi piace

    • non dimenticare … Mia sorella era una fioritura boccioli di rosa che a malapena hanno reso l’assassino? bagato tomba

      Mi piace

  • L’ha ribloggato su Elena.

    Mi piace

  • Mah, sinceramente, cosa pretendeva? Che l’avrebbe pagata per un po’, poi lei si sarebbe innamorata, avrebbe abbandonato la sua (proficua) professione, con tanto di (nutrita) lista di clienti, si sarebbero sposati ed avrebbero fatto tanti pargoletti?

    Mi piace

    • Una delle cose che mi dà più fastidio è che lui la portava in giro per sfoggiarla, perché gli piaceva farsi vedere in giro con una bella ragazza. Di come lei fosse, di cosa pensasse, di ciò che provasse, chi se ne frega, era bella e andava sfoggiata come fosse stata un’auto costosa.
      Io non ci vedo “amore” in questo. Proprio per niente. E no, il fatto che lui avesse tutti i problemi di autostima del caso non gli dava comunque diritto ad avere una donna a disposizione. Con quei soldi avrebbe potuto pagare uno psicologo e lavorare su se stesso, ma era troppo difficile.
      Molto meglio pagare una per fare sesso e usarla come donna-trofeo, salvo poi ucciderla se lei non era innamorata di lui.
      Vale

      Mi piace

  • sa plateasca criminalul…nu conteaza ce facea era o fiinta omeneasaca ..era un trandafir care abea inflorea, el ce a facut a bagato in mormant? ai sa arzi in iad criminal nenorocit

    Mi piace