Gli spot sessisti no e Miss Italia sì? La coerenza di chi dice di volerci tutelare

Quattro senatrici del Partito Democratico stanno pensando a un Ddl contro il sessismo nei Media. Ne ho parlato qui, esprimendo alcuni dubbi.
Ma non essendo riuscita a reperire notizie approffondite in merito, l’unica cosa che posso fare è cercare di immaginare il funzionamento di questo “tribunale” che, a quanto pare, dovrebbe decidere preventivamente cosa lede e cosa non lede la “dignità” delle donne.

Indovina, indovinello cosa bloccherebbe il tribunale antisessista del Pd facendosi portavoce della tutela della femminile “dignità”?

Senza nome

Il cartellone pubblicitario che ritrae Belen in mutande per pubblicizzare mutande o la Miss pronta a ricevere voti dalla giuria per il suo lato b?

Quel manifesto pubblicitario con Belen in biancheria intima ha sollevato un polverone a Milano: automobilisti in panne, genitori costretti a fare il giro lungo per accompagnare i figli e le figlie a scuola, destabilizzazione dell’ordine sociale e chi più ne ha più ne metta.

La trasmissione Miss Italia è una anacronistica sfilata di donne che devono giurare di essere caste e pure, devono ripetere “a pappagallo” che ciò che desiderano più di ogni altra cosa è la pace nel mondo, devono incarnare il modello di moglie e madre, devono rientrare in precisi standartd fisici, devono sottoporsi allo sguardo indagatore di una giuria che valuta la sodezza della chiappa e la turgidità della tetta.

Sembrerebbe essere duro il lavoro del tribunale contro il sessismo, e invece no. Se una delle senatrici giudicanti è Silvana Amati ecco che Miss Italia smette di essere una manifestazione da ventennio fascista e diventa un importante evento storico culturale degno di essere oggetto di interrogazioni parlamentari qualora a qualcuno venisse in mente la scellerata idea di toglierla dal palinsesto televisivo.

Perchè pensiamoci, Miss Italia non è più quella di una volta, si tratta di “un concorso che negli ultimi anni è stato profondamente trasformato da quando è una donna a dirigerlo”.
Dalle ultime edizioni possono partecipare addirittura le ragazze con la taglia 44, in una categoria a parte, perchè non si mischino con le concorrenti “magre”. Perchè tra i tanti temi sociali che stanno a cuore a Miss Italia “Quello più noto è certamente l’impegno contro l’anoressia e l’imposizione del modello di estrema e pericolosa magrezza.”.
Ma il celebre concorso di bellezza sostiene anche campagne contro il femminicidio, con un bel balletto in compagnia di Isabella Rauti, si adopera contro il randagismo e per le donne mutilate.
“Per questo, credo  che ridurre tutto il tema dell’immagine della donna da veicolare alla censura su Miss Italia sia ingiusto e riduttivo. Sia una semplificazione assolutoria che, come troppo spesso avviene nel nostro Paese, si accontenta di prendere un capro espiatorio, possibilmente minore, per non affrontare i veri problemi che purtroppo noi donne ben conosciamo, per risolvere i quali continuerò sempre a spendere il mio impegno.”

Le parole in corsivo sono di Silvana Amati, le ha pronunciate in risposta alla lettera in cui le chiedevamo per quale motivo si spendessero forze e soldi pubblici per convegni e interrogazioni parlamentari su una trasmissione fuori dal tempo come Miss Italia.
Silvana Amati è una delle quattro senatrici del Pd che intende proporre un Ddl contro il sessismo nei media.

E pretende che noi ci fidiamo?! Silvana Amati ci offende!
Le chiappe di Belen no, il vibratore no, ma ragazzine che sfilano in costume davanti a una giuria con le palette, pronta a emettere lapidari giudizi su cosce e glutei, vanno bene?
Se le donne si sottomettono al modello casa-famiglia allora possono anche sgambettare in costume in prima serata? Immagino che la pubblicità in cui la donna, tutta vestita, stira, lava, pulisce non offende, vero?
Basta un costume intero, che dal 2012 sostituice lo scandaloso bikini, a trasformare una sfilata in cui le donne vengono identificate con un numero in uno “spettacolo per famiglie”?
Niente di più ipocrita! Non è solo il casto costume ad essere anni 50, ma anche il modello di donna che si vuole proporre.
Silvana Amati ha detto che Miss Italia si impegna per combattere l’anoressia. E’ come dire che una fabbrica di armi si impegna per la pace.
E dovremmo crederle quando dice che vuole contrastare il sessismo? Con quella coerenza e onestà che ha dimostrato?!

Silvana Amati non abbiamo bisogno di lei. Non abbiamo bisogno di chi stabilisce cosa è degno e cosa non è degno per ognuna di noi.

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Il nostro scambio epistolare con Silvana Amati:

https://comunicazionedigenere.wordpress.com/2013/05/23/miss-italia-il-valore-sociale-della-bellezza/

https://comunicazionedigenere.wordpress.com/2013/05/21/lettera-aperta-alla-senatrice-del-partito-democratico-silvana-amati-indipendenzasenzamissitalia/

https://comunicazionedigenere.wordpress.com/2013/05/22/indipendenzasenzamissitalia-silvana-amati-ci-risponde/

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9 commenti

  • Pingback: Se il modello/donna da promuovere è quello di Miss Italia (Vs Velinismo) – Al di là del Buco

  • a me ricorda molto il minculpop di mussoliniana memoria che voleva controllare i messaggi propagandistici http://www.tesionline.it/consult/brano.jsp?id=7289

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  • Solo per correttezza storiografica: Miss Italia nasce nel 1946 sbagliato definirla “manifestazione da ventennio”. Tra gli ideatori anche Cesare Zavattini.

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    • Definendola “manifestazione da ventennio” non faccio riferimento al periodo di nascita del concorso, ma al modello di donna che questo veicola, che ricorda, neanche troppo velatamente, la donna-utero, morigerata madre e moglie, propagandata dal fascismo.

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  • Basterebbe cambiare la “sfilata di bellezze” riportandola più su toni meno da macelleria e tratta delle carni.
    Ovvio, la miss dev’esser bella, ma tutto può esser fatto con maggior semplicità, abiti migliori, meno spogliati, temi un pelino più alti e discorsi più intelligenti. In questo caso mi sento di dire anche che non si tratta solo di uno spettacolo per uomini, ma che molte, moltissime donne si affidano anche a queste manifestazioni per goder di se stesse.
    Ultimo appunto.
    Per mia fortuna ho conosciuto molto bene una miss eletta.
    Beh, per fortuna quella miss di cervello ne ha da vendere ed ha anche due palle kuadrate, oltre che esser fantastica. Questo mi fa guardar in modo più positivo questa manifestazione.
    Per favore, non tiriamo in ballo il Benito quando non serve cmq ;)

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    • “Ovvio la miss deve essere bella”.

      Ma ti sei mai chiest* come mai per anni è andato in onda solo il concorso di bellezza femminile? La bellezza è prerogativa femminile?

      “tutto può esser fatto con maggior semplicità, abiti migliori, meno spogliati, temi un pelino più alti e discorsi più intelligenti.”

      Guarda che noi non stiamo invocando la censura dei corpi. Allungare le gonne è un atto moralista e paternalista, non in linea con le nostre posizioni. Il programma resta una sfilata di numeri da guardare e valutare come al mercato. Gli argomenti più intelligenti sono solo un tentativo ipocrita di rendere politicamente corretto il tutto.

      “Per mia fortuna ho conosciuto molto bene una miss eletta.
      Beh, per fortuna quella miss di cervello ne ha da vendere ed ha anche due palle kuadrate, oltre che esser fantastica. Questo mi fa guardar in modo più positivo questa manifestazione.”

      Nessuno ha mai detto che le miss non abbiano cervello, stereotipo retrogrado e maschilista. Certo che questo non può essere una motivazione coerente per guardare alla manifestazione positivamente. Abbiamo scritto tanti articoli a riguardo, te li consiglio, così potrai assumere anche punti di vista differenti.

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      • Cara Alessia, credo proprio che chi dei due si sta barricando dietro le proprie posizioni sia tu e non io.
        Seguo questo blog (ed altri del genere) da tempo, non a caso e di certo non per portar persone a leggere il mio, quindi so benissimo quello che viene scritto, non c’è di certo bisogno da parte tua di “invitarmi gentilmente” a farlo. Datti una calmata.
        Secondo, si tratta di una sfilata di bellezza, che possa piacerti o meno, che possa esser o meno morale e/o avvilente per le donne esiste, c’è da tempo ed esisterà. Io non vedo in tale manifestazione motivo di scandalo, ma piuttosto si sia deviati troppo verso tematiche, come dire, troppo esplicite. Più che gridare aitta aitta e darmi in pratica del sessista, ho solo indicato alcune cose che potrebbero aiutare TUTTi a vedere ed a gestire tali sfilate in modo diverso. Son certo che molti maschi cavernicoli (mi manca di leggerlo) siano di fronte alla tv a guardarle con la lingua di fuori, ma appunto su questo cercherei di lavorare.
        Non verrà mai chiusa MissItalia se non per motivi economici, quindi se c’è da sistemare qualcosa vedo più concreta la possibilità di far capire vedere a tutti la cosa in modo differente.
        è sbagliata? SI. La toglieranno? NO. Si può fare qualcosa? SI. Cosa? Non lo so, vediamo delle proposte quindi…

        Perchè è andata “in mostra” per anni solo la bellezza femminile? Soldi.
        Che sia per libido maschile o per sfogglio di mille altre cose, sempre di soldi si tratta ed i soldi fanno muover questo baraccone.
        Difficilmente si sentiva 9-10 anni fa parlare tanto male del pacco di Beckham, proprio per questo motivo, non ha mosso tutti questi soldi quanto la farfallina di Belen.

        Spot sessisti no e Miss Italia Si?
        Forse no ne l’uno ne l’altro, ma alla soluzione si arriva solo modificando passo a passo quello che non va.
        Il mio dire d’aver conosciuto una missItalia eletta è solo un esempio di come può esser vista da fuori la sfilata, belle donne senza cervello. Questo è un problema, questo va modificato e va fatto capire.
        Ho conosciuto una miss, era estremamente intelligente ed arguta, è caduto il mio stereotipo di ragazzino della bellezza stupida ed ho guardato poi la sfilata diversamente. Non dico di farla diventare come Quark con Piero Angela, ma molte cose possono esser cambiate per (e qua mi cito) “”riporta(rla) più su toni meno da macelleria e tratta delle carni.””

        In ogni caso a me piace leggere, parlare ed anche confrontare i punti di vista, ti invito, se non altro, in futuro ad aggredir meno le altre persone, altrimenti buona fortuna per tutto quello che scriverai, che si rivelerà un’autocelebrazione.

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      • L’arroganza e l’auto-celebrazione nelle mie parole l’hai letta soltanto tu, visto che non era nelle mie intenzioni. Una sfilata si bellezza non è amorale e non ha nulla si scandaloso, sono queste “accuse” che mi lasciano perplessa sinceramente. Se ci leggi dovresti sapere come la pensiamo. Ho semplicemente argomentato le mie tesi, che restano le medesime. Ad ogni modo il nostro lavoro mira a mettere in discussione le istanze su cui si basano TUTTI gli stereotipi di genere, senza semplicismi. Che ci sia dietro il mercato economico è indubbio, anche quello si basa su cliché consolidati. Il nostro intento è sensibilizzare e creare premesse per cui ci siano meno discriminazioni di genere possibili, bellezza o non bellezza. Detto questo mi fa piacere che tu abbia superato i tuoi preconcetti sulle miss. Comunque interromperei qui la discussione che sta scivolando sul “personale”, se sei d’accordo. Grazie per il contributo!

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