Il pelo pubico che fa paura. Autodeterminazione, decoro e dintorni.

Amanda Palmer, "Map of Tanzania"
Amanda Palmer, "Map of Tanzania"

Amanda Palmer, “Map of Tasmania”

Immaginereste mai che il pelo pubico possa urtare la sensibilità di tante persone tutte insieme? Forse sì. Perché si sa, nonostante tutto quello che ci viene propinato al giorno d’oggi attraverso i media di massa e i nuovi media, il mostro peloso che esce minaccioso fuori dalle nostre mutande… non si può proprio vedere!

Abbiamo trattato recentemente di come alcuni modelli culturali ci siano entrati talmente dentro da diventare la lente attraverso cui leggiamo la realtà e risultare invisibili, seppure presenti. Ci dicono che taglia dobbiamo portare, come dobbiamo essere per risultare appetibili, addirittura che cosa mangiare. Come se tutto questo fosse in qualche modo connaturato al genere femminile. Come se le donne avessero la prerogativa di conformarsi e rimettersi al giudizio altrui.

Opera di Skid Staniak https://www.facebook.com/pages/Skid-Staniak/262748440468224

“Cespugliami”, opera di Skid Staniak https://www.facebook.com/pages/Skid-Staniak/262748440468224

Ed è chiaro, ci dicono anche che dobbiamo essere completamente glabre, lisce come pesche mature per l’occhio che ci guarda e la mano che ci tocca.

Così, l’immagine sulla destra, opera di un artista italiano e postata sulla nostra pagina facebook, ha suscitato una serie di commenti con reazione a catena tra chi si è definito inorridito e chi sghignazzava dietro allo schermo.

Vi riportiamo di seguito alcune tra le “accuse” portate avanti come bandiere da coloro che parevano far parte dei sindacati estetiste e cerettatrici .

  • Sarà libertà, ma non è né bellezza né femminilità. Non rispetta il senso estetico.
ciao

“Perché dovrei alterare lo stato naturale del mio corpo per essere vista come socialmente accettabile?”

A quanto ci risulta il concetto di “femminilità”, così come quello di “bellezza”, è socialmente costruito  su canoni estetici prestabiliti, che possono variare nel tempo anche in base al periodo storico e alle mode. Non esiste un concetto assoluto di “femminilità” e “bellezza”, tanto più che i canoni promulgati dai media e dai  “costumi” vigenti, come nel caso dell’epilazione integrale, si rifanno maggiormente a caratteristiche artificiose e costruite culturalmente piuttosto che date “per natura”, che soddisfano a loro volta un immaginario socialmente condiviso. Pertanto non si può parlare di “femminilità” come una premessa metafisica di appetibilità e di fatto questa parola si svuota di tutto il significato comunemente attribuitole.

Come potrebbe, in effetti, un pube femminile (ovvero appartenente ad una donna) non essere considerato “femminile” nel momento in cui mantiene la sua peluria in dotazione? Rimane un mistero e un paradosso. I messaggi che acquisiamo inconsciamente non descrivono LA femminilità o LA bellezza in senso assoluto, ma riguardano da una parte il concetto di appetibilità femminile, così come imposto “dall’alto”, e dall’altro il profitto del mercato dell’estetica. Infine, quando si parla di senso estetico ci domandiamo “senso estetico di chi?”. Il senso estetico è per definizione individuale e soggettivo, seppure condizionato dall’esposizione costante ad un certo tipo di immagini. Pertanto crediamo disonesto e sovradeterminante pensare di potersi arrogare il diritto di definire ciò che dovrebbe essere considerato universalmente “bello”.

In definitiva il fantomatico concetto di femminilità, per molti, non può far rima con libertà, perché il risultato di una scelta libera potrebbe non risultare, ai più, “femminile”. E allora, più probabilmente, femminilità farà rima col concetto di costrizione. Ed ecco che ci ritroviamo a vivere in gabbie sociali e culturali e ad obbedire a norme estetiche imposte da terzi.

  • C’è un limite al decoro e alla decenza. Offende il buon gusto, l’eleganza. Non si può andare in giro “conciate” in questo modo. Se non ti depili e metti il perizoma sono risate assicurate.
Amanda Palmer, "Map of Tanzania"

Amanda Palmer, “Map of Tasmania”

Le reazioni suscitate dal pelo pubico fanno appello a concetti quali decoro, decenza, buon gusto ed eleganza. Ma cerchiamo di decostruire questi significati attraverso la loro definizione:

Decoro: complesso di valori e atteggiamenti ritenuti confacenti a una vita dignitosa, riservata, corretta.

Decenza: rispetto della morale, delle convenienze sociali.

Buongusto: capacità di cogliere e apprezzare ciò che è bello.

Eleganza: che possiede grazia e un certo pregio estetico.

Il significato che questi concetti assumono quando vengono rapportati all’estetica femminile è lampante: moralizzare la “femminilità” e la “bellezza” femminile. Si tratta infatti di rispettare valori e convenzioni sociali, il senso comune del bello, del pregio e della grazia. Modelli all’interno dei quali la donna non può uscire, dettati da uno sguardo esterno che giudica e schernisce ogni devianza da ciò che risulta socialmente accettabile, volti a privare di fatto la donna dell’autodeterminazione e della libertà di scelta.

Quanto detto illustra bene come vi sia un “controllo sociale” sui corpi femminili, controllo non previsto in egual misura per gli uomini. Abbiamo già espresso la nostra opinione a riguardo del “valore sociale della bellezza”, quale giudizio di valore che svuota il femminile di soggettività, sorretto da rigidi schemi culturali da rispettare, pena la perdita sociale di “dignità”.

  • Non è igienico e non è comodo.
d

“La mia peluria non è sporca”. Margot, Femen Belgique.

Se la logica non ci inganna, la presenza naturale del pelo pubico a qualcosa dovrà pur servire. Se ce lo abbiamo proprio lì un motivo ci sarà! Crediamo sia superfluo ribadire che l’igiene personale è data dall’adeguata frequenza dei lavaggi e non dall’eliminazione di una difesa naturale. Anche perché il pelo pubico ha proprio la specifica funzione di proteggere le parti più delicate e diminuire la possibilità di contrarre infezioni.

Checché ne dicano i comitati estetiste e cerettatrici, che hanno chiaramente il loro buon tornaconto nel promulgare l’idea che il pelo sia sporco, abbiamo fonti non finanziate dalle lobby della lotta al pelo che sostengono tutt’altro: “La rimozione dei peli pubici irrita ed infiamma naturalmente i follicoli, lasciando microscopiche ferite aperte. Per rimanere lisci bisogna rimuovere i peli frequentemente, causando regolare irritazione della zona depilata a rasoio o ceretta. L’irritazione, assieme al calore e all’umidità della zona genitale, favorisce la proliferazione di batteri patogeni tra i più aggressivi“.

Il nostro intento però non è tanto quello di dimostrare scientificamente la dannosità dell’epilazione, questione che non rientra nei nostri scopi; a nostro parere ognuna dovrebbe sentirsi libera di scegliere se depilarsi integralmente o tenersi fino all’ultimo pelo, senza essere bersaglio del giudizio altrui. Quello che non ci torna è come mai solo il “pelo pubico femminile” sia socialmente inteso come sporco. A quanto pare le nostre interlocutrici di questi giorni si assicureranno che i loro partner, quindi spesso anche gli uomini, presentino un pube adeguatamente glabro e depilato prima di avere qualsiasi tipo di contatto ravvicinato, altrimenti chissà quanti batteri!

Oppure l’uomo… ha da puzzà?

Per quanto riguarda la comodità sarebbe carino che si esprimesse chi decide di tenersi i peli nelle mutante, tra cui la stragrande maggioranza degli uomini!

  • Ci sono altri concetti più importanti nella lotta delle donne contro la società maschilista che tergiversare sulla depilazione, il femminismo con tutto ciò non c’entra nulla.

601164_271887276288662_42137216_nForse chi ci ha mosso queste “accuse” di “pseudo-femminismo” pensa che noi giriamo tutto il giorno coi peli in bella mostra per far dispetto alla gente che incontriamo o per omologarci ad un canone di sovversione acriticamente.

Vorremmo far presente che il femminismo forse col pelo in sé non c’entra più di tanto (e infatti pelo o non pelo per noi fa lo stesso!) ma con l’autodeterminazione dei corpi sì, e nessuno può dirci che per decoro dobbiamo obbligatoriamente depilarci! Il decoro è una norma sociale e a noi le norme sociali stanno strette. Da notare, tra l’altro, come siano soprattutto le donne, in questo caso, ad aver introiettato norme imposte da terzi e uno sguardo esterno e giudicante su di sé.

barbaTutto questo non si traduce nel dover sovvertire nulla a priori e per principio, ma nel proclamare semplicemente la libertà di scelta. A questo punto ci chiediamo… Risulta ancora tanto difficile accettare la libertà di scelta altrui?

63 commenti

  • Complimenti, bellissimo articolo su un tema che mi sta molto a cuore. Esiste anche un libro dedicato alla depilazione, purtroppo solo in edizione francese: Defense du poil

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  • Il pelo rappresenta la libertà d’espressione… http://www.wikipatata.it/patata-poffy/

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  • Ecco cos’è quel fastidio di dover essere sempre come si aspettano gli altri! Non ci sto. Oggi mi va, domani no. Così dev’essere. La decisione tocca a noi stesse, ma è difficile capire tutto ciò, se vivi in questa cultura. E voi l’avete spiegato benissimo. Ottimo articolo. Grazie!

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  • In realtà, io sto vedendo tra gli adolescenti maschi (figli di amiche) una pericolosa deriva in questo senso, pare stia diventando un must estetico la depilazione del pube anche x loro…

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  • Ciao bellissime/i, mi associo, articolo fantastico! Vi segnalo solo una piccola cosa: la canzone di Amanda Palmer si chiama “Map of Tasmania”, non “Tanzania” :) La Tasmania è uno stato (là le divisoni amministrative si chiamano Stati, tipo US) dell’Australia che, proprio per la sua forma triangolare, viene utilizzato nell’espressione “mappa della tasmania” che corrisponde al nostro.. “triangolino” :) Saluti e baci dalla Nuova Zelanda!

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  • Sono un ragazzo bissessuale, devo dire una cosa, a me il pelo sulla vagina fa veramente schifo.
    Tutt’altra questione è su un pube maschile, dove DEVE esserci, ma curato!
    Purtroppo, mi sono ritrovato con donne che nemmeno una giungla africana e uomini che più depilati non si può.
    Il pelo, io lo vedo come una delle poche cose prettamente maschili, vederlo su una vagina, scusatemi ma è davvero rivoltante!
    Mi dispiace solo, per le poverine che si trovano uomini della mia idea, io mi sceretto qui e li, non voglio immaginare quanto vi faccia a male a voi sull pube, respect!

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    • Ciao! Speriamo tu capisca che sono considerazioni tue e che il pelo non è prerogativa maschile in quanto dato “in dotazione” anche alla donna ;) poi ognuno è libero di avere le proprie preferenze, riconoscendone magari anche le influenze culturali.

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    • A me lascia un po’ perplessa che un carattere sessuale secondario (che praticamente distingue la donna dalla bambina) faccia schifo -.-

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    • pensa che sei probabilmente nato da una vagina pelosa :D

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  • Trovo che la bellezza femminile accostata alla mancanza di peli sia pericolosamente un tentativo di proporre l’eterna giovinezza… anzi, l’eterna infanzia. Una donna è femminile se è ingenua e manovrabile, come possono esserlo le bambine… che non hanno peli. Gli adulti hanno i peli. Maschi e femmine. Ma il petto villoso maschile è sinonimo di virilità. Il pelo femminile, forse, di vecchiezza….

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    • ottima osservazione, concordo pienamente!!! anche l’articolo è davvero interessante :)

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    • Veramente da diversi anni a questa parte anche il petto maschile glabro è un “must”. Comunque personalmente trovo la donna senza peli molto più attraente; forse la cosa è un po’ mutuata dalla Francia, però se qualcuna si sente meglio con tutta la dotazione naturale, magari gambe incluse stile donna di Oltrecortina anni ’80, mica è obbligatorio depilarsi.

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  • incredibile….mi riferisco a certi commenti, compreso quello di Blake qui sopra, in cui certi giudizi vengono pronunciati come “assoluti”, senza rendersi conto di quanto siano influenzati dalle mode,
    L’altro giorno sfogliavo una rivista fotografica di metà anni ’80 e ci ho trovato una serie di nudi “artistici” dove il triangolo nero e folto è l’epicentro dell’erotismo. A metà anni ’90, ricordo che avevo messo delle foto in mostra dove comparivano nudi femminili, e un amico commentava “non sono scandalosi perché non si vede il pelo, che è il simbolo del desiderio”….
    Andrea Pazienza aveva fatto una striscia tutta dedicata ad un ragazzino che dalla finestra di fronte intravede un uomo e una donna che stanno per fare l’amore e resta sconvolto con impresso in testa il disegnino del triangolo nero (di lei!!!)
    fate un po’ voi :)

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  • tempo fa il pelo era oggetto di desiderio (anni 70 – 80 – 90), poi si è ribaltata la cosa, adesso c’è la fobia… Bah

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  • agli scettici consiglio di guardare il capolavoro di Courbet “L’origine du monde” e poi ne riparliamo.

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  • Nel manuale di educazione sessuale Make love, uscito da poco e molto pubblicizzato, c’è scritto: “Peli del pube … un taglio sbagliato può far passare qualunque fantasia e desiderio” ??… e questo libro non è per adolescenti e per le scuole…, non è un libro sul “fare l’amore”, non è aggiornato, ci sono scritti diversi errori scientifici sulla sessualità femminile, e la “prima volta” è ancora descritta in modo maschilista ecc… a chi interessa, vedi la mia intervista a lastampa: http://www.lastampa.it/2013/06/01/scienza/benessere/lifestyle/sesso-il-nuovo-manuale-di-educazione-sessuale-make-love-adolescenti-davvero-un-libro-sul-fare-l-amore-utile-per-gli-5qyEKRsZPyWZnf2xkhu2RP/pagina.html

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  • Al diavolo il decoro e le norme sociali, basta cessi, d’ora in poi voglio cagare dove capita e quando capita, anche in mezzo alla strada.

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    • Curioso che tu possa notare un parallelo tra la libertà individuale della singola persona di tenersi i propri peli nelle proprie mutande e il fatto di farla in mezzo alla strada. Diciamo che andrebbe analizzato maggiormente il post invece di fermarsi a leggere superficialmente quattro passaggi..

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  • forse oggi ” L’origine du monde” sarebbe in versione ” rasée ” ;)

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  • Grazie. Mi piace molto questo post, ben scritto e con ottime argomentazioni.

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  • something is in the air, ci stavo pensando proprio stamattina. Mentre mi depilavo.

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  • grazie per aver schiarito un po’ i pensieri che comunque mi vagavano dentro :P e per aver ricordato di stare attenti a non uniformarsi INCONSCIAMENTE a mode e canoni imposti!!! ma porca miseria, quanto e’ difficile, anche se lo sappiamo che non va’ fatto. Ti distrai un attimo e ti ritrovi a fare qlc che (magari) non volevi…
    e grazie per aver spiegato bene e documentato

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  • ottimo articolo. Ci sarebbe da approfondire ulteriormente, ad esempio quanto lo stereotipo del porno ha influito sulla cultura popolare, oppure una retrospettiva storica tipo la depilazione delle donne arabe.

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  • Una domanda um po’ scema, ma perché nelle foto che avete messo a illustrazione dell’articolo tutti i capezzoli sono accuratamente mascherati o “sfumati”? Soprattuto la foto di “Margot” mi fa uno strano effetto, con le areole sfumate in violetto. Pelo sí, capezzoli nó?

    Ció detto, a parte qualche incursione estiva sul pelame in zona stinchi, lascio le foreste crescere tranquille, che perfino avere le ascelle depilate mi fa sentire “meno adulta”, e sudare in modo sgradevolmente bagnaticcio (il sudore mi scorre lungo il fianco ed é una senzazione sgradevolissima).

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    • Carissima Stefafra, peli sì e capezzoli pure!! :D Le foto in questione sono state prese da facebook, e come saprai lì i capezzoli femminili sono banditi! (con nostro disappunto ovviamente!!)

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      • Avevo come un sospetto che fosse FB con la sua capezzolofobia a influenzare le foto… E pensare che li abbiamo tutti ;-)

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      • E’ assurdo, anche perché quelli degli uomini non vengono censurati, così come moltissime foto sessiste e violente! Ma sulla coerenza di fb.. Stendiamo un velo pietoso! Pretendiamo maggiore attenzione!

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  • a proposito di desiderio e cambiamenti…c’è una scena di Ultimo tango, in cui lei Maria Schneider si solleva la gonna in ascensore e mostra il pube nero. Molti ragazzi allora dicevano che era una delle immagini più erotiche possibili…per quello che mi riguarda, ho capito che era cambiato tutto guardando sex and the city. Ci sono poi le estetiche, come dire, post-coloniali…Gli,le orientali sono glabri. Anche le indie dell’Amazzonia, che portano il tanga, Trasferirne le estetiche nei consumi globali, nel consueto uso del corpo femminile, ha qualche conseguenza…

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  • grazie. bell’articolo :)

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  • Parlo da uomo etero.
    La massima espressione di erotismo e “italianità pornografica”, celebrata a piu’ riprese dai media e da tutti i branchi di allupati online, non era mica rappresentata dalle nudità di Moana Pozzi & co? Eppure non mi pare che nessuno abbia mai puntato il dito contro la loro peluria.

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  • scusate la superficilità…ma a me manca la “patata”…mi manca da morire…anche il pelo sulla patata…

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  • ….la patata e’ la patata….sia pelosa che depilata!!! Viva la passera e chi la pasturaaaaaaa….in tuttti i modi!! :)

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    • Siamo rimaste colpite dalla profondità di analisi al post del tuo intervento! :) Ad ogni modo ci spiace disilluderti, ma non a tutt* piace necessariamente la patata! ;)

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  • Secondo voi la moda del depilarsi è un “abbassare il capo” delle donne contro il maschio prepotente che vorrebbe la donna glabra e che il fatto di tenere il pelo è un po’ come il vecchio slogan “L’utero è mio e me lo gestisco io” (nato oltretutto quando di pelo ce n’era in abbondanza). Dite che se il pelo c’è ci dev’essere un motivo, un po’ come la barba negli uomini, anche se, se qualcuno mi spiegasse a cosa serve ne sarei felice (forse un retaggio di quando accendevamo il fuoco con le pietre?): forse che il pelo pubico veniva usato come attrattivo sessuale in tempi andati e regolatore di feromoni – e batteri – quando non esistevano altri modi di seduzione -igiene-?
    Io mi depilo le ascelle, perchè il pelo trattiene l’odore, nel mio caso un po’ troppo forte, del sudore. Mi depilo il petto perchè in estate il pelo mi irrita la pelle, e mi depilo il pube perchè mi regala un paio di cm in più alla vista :D (poi mi son fatto crescere la barba, ma è solo un vezzo, perchè di solito ero liscio come un bimbo)

    Credo che nessuna/o tra i lettori/rici di questo articolo si vesta come nel tardo ‘800, così come non porti l’acconciatura come ai tempi di Maria Antonietta, perchè le mode cambiano, ed è proprio questo che riguarda la scelta di cui si parla: la moda.
    Anni ’80 trucco sgargiante e pelo abbondante, anni 2000 trucco leggero e niente pelo nero.
    Io amo la donna pelosa, quella senza peli e quelle così-così: io amo la Donna. Gli ignoranti che classificano le persone in base al loro aspetto o scelte sul loro corpo o modo di vestire, vanno ignorati (scusate il gioco di parole).

    Quindi, sinceramente non capisco se questo articolo nasca dalla voglia di rispondere pubblicamente a chi ha mosso accuse contro le donne che decidono di tenersi il pube peloso, perchè sinceramente non ne trove nè capo nè coda, soprattutto alla luce dell’ultima domanda dell’articolo: se accettiamo il pelo come il non-pelo, a cosa servono tutte le considerazioni fatte prima? Non è che anche questa presa di posizione è un modo per distinguersi?

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    • Gentile Leonardo,

      il post, come scritto esplicitamente, nasce in risposta ad una foto postata sulla nostra pagina facebook, che ha suscitato l'”indignazione” di chi sostiene fermamente che ci si debba depilare per tutta una serie di motivazioni che noi abbiamo semplicemente decostruito e smontato. Pensavamo fosse chiaro. A noi, in definitiva, interessa semplicemente difendere l’autodeterminazione e la libertà di scelta, anche quando questa va contro le mode del momento. In secondo luogo nessuna ha mai parlato di “maschio prepotente”. Certe interpretazioni fatichiamo davvero a comprenderle. Abbiamo anche ribadito che non vi è nessuna presa di posizione, in quanto tra noi c’è chi si depila, chi no, chi a volte si e altre no. La libertà a cui auspichiamo è che non si venga giudicate per questo! ;) Buona giornata.

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    • Gentile Leonardo, non credo che il vero senso del seguire le mode sia un “abbassare il capo”. Credo che si abbassi il capo quando, per omologarsi a quelli che sembrano (è stato insegnato che siano) dei canoni assoluti, si agiscono atteggiamenti che magari non sono davvero nelle proprie corde. Credo, oltretutto, che quando ci si riferisce alla bellezza, soprattutto a quella femminile, tali canoni siano, a volte, davvero incredibili e che l’imparare a riflettere sulle motivazioni e sulla storia (anche quella sulla moda, dagli anni ’70 a oggi…) possa portare a vivere meglio. E a capire davvero dove e se ci sono “gabbie”. Personalmente ritengo che la gestione dell’utero sia davvero un “affare” totalmente diverso…; anche in questo caso, però, non mi stupisco quando i tentativi di autodeterminazione femminili debbano essere semplificati nella visione di una sorta di ribellione “al maschio prepotente”. Di cui appunto, tra l’altro, davvero non credo si volesse parlare in questo scritto, non sicuramente con questa chiave interpretativa. Grazie ad Alessia per la completa precisazione.

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  • Ciao .
    Prendere sul serio i modelli estetici del sistema culturale contemporaneo può solo portare alla infelicità … Che ve frega dei commenti stupidi alle foto ? Ignorateli …

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  • come cambiano i canoni estetici! ho in casa una rivista degli anni ’60 con delle foto (posate) di sophia loren al mare e la diva (modello per antonomasia di bellezza e eleganza) aveva i peli sotto le braccia! ricordo anche di aver letto nel diario di una nobildonna francese del ‘700 che il fratello di luigi XVI era completamente depilato (lei lo aveva visto a petto nudo) come prescriveva la moda dell’epoca. mah, mode, cambierà anche questa. come la barba, che adesso va di moda lunga. oppure, fino a una decina di anni fa i modelli erano tutti depilati (forse per renderli meno sessualmente provocanti) mentre adesso, parlo dei modelli uomini, sono quasi sempre “nature”. ricordo la prima foto (pubblicità di D&G) in cui si vedevano i peli delle ascelle di un modello (che era appunto in posa provocante, ormai tutte le pubblicità tendono al porno quasi esplicito). mode che vengono imposte, c’è chi le segue e chi no… ;)

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  • Grazie ad Alessia e TPIan Studio per la precisazione sul senso dell’articolo, non lo avevo collegato alla polemica scaturita sulla vostra pagina.
    Credo che se quelli che hanno mosso polemiche su FB, avessero portato più commenti costruttivi, invece di semplice indignazione, si sarebbe creato un dialogo più positivo (come in questo caso).
    Buona giornata :)

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  • belle le donne pelose piu pelose piu’ mi piaccioni , qui si depilano ,mi sembrano tante bammolette senzxa pelo che schifo

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  • E chi lo avrebbe detto che nel terzo millennio le donne avrebbero dovuto rivendicare il femminismo con un bel dibattito su “peli sì e peli no?” io ho sempre pensato che ognuna dovesse e potesse fare solo quello che la fa sentire a proprio agio, e resta difficile da credere che una donna si senta a suo agio andando ad esempio in spiaggia “conciata così” o che si senta a posto indossando un top estivo con le ascelle che sembrano una copia su scala della foresta amazzonica.
    La peluria era necessaria e serviva a proteggere le zone delicate del corpo quando ci si vestiva di niente, oggi tutte hanno la possibilità di abbigliarsi col minimo indispensabile per proteggersi dal pericolo degli agenti esterni, dalla polvere eccetera. E in più c’è un’igiene personale che in altri periodi latitava [ma in molti casi anche adesso].
    Tutto il resto della scelta lo fa esclusivamente il sentirsi – appunto – a proprio agio anche in momenti che non dovrebbero necessitare di un dibattito pubblico.

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    • Deduco sia lo stesso per gli uomini. Eppure certe “regole” sono imposte solo a noi donne. Chissà perché.

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      • Arcimbolda Vendemmietti

        ma imposte da chi??? Ti impongono quello che ti fai imporre, uomo o donna che tu sia, esiste il libero arbitrio eh! Mica ce l’ha ordinato il dottore

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      • Mi scusi Arcimbolda, nessun* mette in dubbio il libero arbitrio, ma lei considera che esiste un contesto di riferimento che influisce sulle scelte e che non siamo esseri a sé stanti ma apprendiamo determinati modelli di socializzazione?

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      • Esattamente.
        Ma gli uomini sono molto più furbi, non si perdono in dibattiti su argomenti come i peli superflui; loro hanno la mente semplice, ecco perché vivono meglio di noi.
        Non credo si mettano a discettare o si meraviglino troppo se la maggior parte delle donne del mondo trova del tutto naturale togliere i peli superflui e che possa decidere in totale autonomia quali e quanti ritenere tali.

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  • Arcimbolda Vendemmietti

    Boh, per me non è questione di indignazione, vivo e lascio vivere, solo che mi fa ridere che l’assunto, stando all’articolo, sembri essere che, se ti depili, sotto sotto significa sempre e solo che sei schiava (inconsciamente, per carità!!) delle mode e dei canoni estetici imposti dall’alto, possibilmente da pubblicitari, stilisti, web-designer, stylist e responsabili marketing e comunicazione rigorosamente maschi (e beceri, e maschilisti, ovvio). Come se non esistesse il libero arbitrio di volersi depilare perché DAVVERO ci fa schifo vedere il pelazzo nero che spunta dal bordo dello slip o sul ginocchio e ci guarda inquisitorio, o quello bagnaticcio di sudore e appiattito sotto l’ascella, magari pure maleodorante, che fa tanto anni ’70.
    Fatevene una ragione: ad alcune donne (gli uomini e i loro “desiderata” lasciamoli fuori, per il momento, ché non c’entrano) il pelo non piace, anzi, fa proprio schifo, e senza per questo essere delle decerebrate (casalinghe di Voghera, no? non è stato detto?) che seguono pedissequamente i dettami modaioli del momento… tra l’altro, come giustamente fa notare qualcuno, le mode cambiano, si evolvono, da quando esiste… l’umanità! Ma anche fosse che una si depila per uniformarsi… cosa vi fa pensare che lo fa perché teme lo stigma sociale? Io, poniamo, mi depilo perché “così fa il mondo”, e passi (e la domanda, che a questo punto sorge spontanea, è: e quindi…?), ma non necessariamente temo che il mio non essere depilata possa avere delle ripercussioni sulla mia vita sociale. Ma insomma, è tanto difficile capire che se una non si sente “a posto” col pelo urfido che scappa fuori a tradimento non è per forza perché teme il giudizio altrui ma perché realmente non si sente a proprio agio?
    E’ vero, ognuno ha i suoi personalissimi canoni estetici, che non sono universali e quindi non devono essere, come dire, impositivi. Quindi non capisco perché io (io generico) non posso dire che il corpo di una donna (ma volendo anche di un uomo) è più bello esteticamente senza peli ma in questo articolo si può impunemente insinuare che la gamba liscia da accarezzare è implicitamente una concessione che la donna fa, rendendosi schiava, al maschio impositivo. Ma chi l’ha detto? Ma cosa c’entra? Non vi viene in mente che una può amare le sue gambe lisce perché a lei per prima fa piacere accarezzarsele e non trovare “ostacoli” pelosi? perché, semplicemente, le trova più BELLE? Senza per questo stare ad aspettare un qualche avallo maschile, o sociale in genere. Mah!
    Voi dite: ” Infine, quando si parla di senso estetico ci domandiamo “senso estetico di chi?”” …ma il MIO, perdio!! Tanto per cominciare il mio (spiccato!) senso estetico. Che cosa c’è di strano, di subordinato, di sbagliato in questo? Il mio gusto è quello lì, da sempre, e non perché mi faccio intortare dalle riviste patinate o i programmi tv (che nemmeno possiedo, peraltro), come uno preferisce i maglioni blu a quelli rossi, perché si deve sindacare sui gusti? …e non per questo sono meno “liberata”, o se volete, non per questo mi metto inconsciamente in posizione di subordinazione nei confronti di chicchessia, non è così, state pur serene. Voi concludete: Risulta ancora tanto difficile accettare la libertà di scelta altrui? Per quanto mi riguarda no, quindi se questo articolo è in difesa del diritto di esibire il pelo a oltranza, va benissimo, e chi sono io per dire il contrario, io personalmente non lo trovo bello ma è gusto mio e stop, se invece diventa l’attacco intellettual-ideologicizzato a chi invece il pelo lo aborre, per tutte le ragioni che avete sopra esposto, e che sono parte della verità ma NON LA verità, beh, mi spiace, ma allora questa frase vale anche per voi. Saluti depilati. ;-)

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    • Mi perdoni Arcinbolda, ma pare che lei proprio non abbia letto l’articolo e tantomeno i commenti.
      Ma chi ha mai parlato di “schiave”? Chi ha mai parlato di “beceri maschilisti”? Chi ha mai parlato di “subordinazione”? Fa sorridere una mistificazione del genere. Le riporto la risposta ad un altro utente, così non deve darsi la pena di leggere integralmente i nostri contributi:

      “il post, come scritto esplicitamente, nasce in risposta ad una foto postata sulla nostra pagina facebook, che ha suscitato l’”indignazione” di chi sostiene fermamente che ci si debba depilare per tutta una serie di motivazioni che noi abbiamo semplicemente decostruito e smontato. Pensavamo fosse chiaro. A noi, in definitiva, interessa semplicemente difendere l’autodeterminazione e la libertà di scelta, anche quando questa va contro le mode del momento. In secondo luogo nessuna ha mai parlato di “maschio prepotente”. Certe interpretazioni fatichiamo davvero a comprenderle. Abbiamo anche ribadito che non vi è nessuna presa di posizione, in quanto tra noi c’è chi si depila, chi no, chi a volte si e altre no. La libertà a cui auspichiamo è che non si venga giudicate per questo! ;)”

      Noi non stiamo proponendo nessuna verità, tantomeno LA verità. Che le mode siano mutevoli lo abbiamo scritto anche noi nell’articolo, così come abbiamo scritto che non c’è nulla di male nel depilarsi, anche integralmente, in quanto c’è chi tra noi, compresa la sottoscritta, che lo ha fatto più d’una volta.
      Lei scrive “Fatevene una ragione” riferendosi alle donne che si depilano. Che significa? Per noi ognuno è libero di fare ciò che vuole senza sentirsi schiavo proprio di nulla. Se seguisse la nostra pagina facebook si sarebbe accorta dell’errore di valutazione commesso. Sono altr*, mi permetta, che non si fanno una ragoine del fatto che esistono persone che non amano depilarsi per le più svariate motivazioni (che sono personali). A noi del pelo non interessa proprio nulla e si evince esplicitamente dal post, pertanto gradiremmo che venissero analizzate preliminarmente le parole invece di buttarsi ciecamente in invettive che si basano su prese di posizione e supposizioni errate.

      La ringraziamo ugualmente per il contributo. Buona serata.

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  • Penso che seguire le mode anche nella cura del corpo sia una delle tante forme di adeguamento alle richieste del mercato, in altre parole: se la maggioranza degli uomini (incluso quelli che interessano a noi) fosse attratta dalla “ciccetta”, la maggioranza delle donne ci darebbe dentro con i gelati al cioccolato, non credete? Invece è il contrario, sono attratti dalle Belen, e allora vai di dieta…
    Tra il gelato e la compagnia, scelgo di sacrificare il gelato… Per quanto riguarda la depilazione è lo stesso, credo.

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  • Bellissimo articolo. Condivido il pensiero sulla libertà di scelta indipendentemente dalle mode e da cosa ne pensano gli altri. Ho iniziato a depilarmi quando avevo 16 anni e quella volta non andava di moda (anni 90). Io mi sentivo bene così, forse per un fatto pratico ma anche estetico. E di certo non si parlava più di tanto se una lo fa o meno.
    Pelo si o pelo no.. importante è che ognuno si senta bene con il proprio corpo. Ed in ogni caso, sulla questione che il pelo serve per diminuire il rischio d’infezioni o di infiammazioni è una delle mille teorie pro e contro. :D Senza poi dire che quelli che esclamano davanti ad una possibile peluria pubica femminile “oddio che schifo”.. inviterei a fare un bel giro nel reparto oncologico dell’ospedale più vicino a casa. Magari servirà d’aiuto per capire cosa sia veramente importante nella vita.
    ;) Buona serata a tutti!

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  • La cultura del non-pelo è davvero uno dei prodotti estetici più malsani della recente espressione pornografrica mondiale, di cui non si nutre soltanto chi va in rete ma anche chi guarda la tv o legge riviste patinate dove le donne sembrano tutte appena uscite da una bottiglia di olio Cuore.
    Purtroppo non si può pretendere dalla maggior parte degli uomini (ultime generazioni, quindi diciamo fino ai 30 anni?) che abbiano l’intelligenza e la sensibilità necessarie a scindere l’immagine che hanno stampata in testa (una vagina liscia come una pista da biliardo) da ciò che l’ha prodotta (ovvero l’industria pornografica e la centenaria cultura maschilista di cui è pregna la storia dell’umanità). Non tutti hanno la capacità di riconoscere che si tratta di un’imposizione bella e buona, o, ancor più semplicement,e di una moda.
    Il dictat del non-pelo, da parte dell’uomo che lo richiede e lo impone, oltre a denunciare quindi un certo gusto pornografico per il voyeurismo più totale, a mio avviso denuncia anche una contraddizione sociale ben più angosciante, ovvero una strisciante pedofilia che pur non sfociando nell’aggressione ai minori fa sì che si ricerchi nella donna quella fantomatica ‘verginità’ evangelica (e, appunto, infantile) di cui noi non possiamo fare a meno. pena: essere additate come sgualdrine.
    Il non-pelo è quindi il segno di una coercizione sociale fatta passare sotto il drappo dell’estetica, ma questo drappo è veicolo di messaggi tremendi. Ma la mia vagina è mia e ne faccio ciò che meglio credo!
    Come sto facendo io, invito tutte le donne che leggono questo articolo a parlare apertamente col proprio partner di queste cose, a spiegargli le motivazioni del pelo o del non-pelo che è una scelta NOSTRA e non loro. E se vi chiedono l’integrale e se vi va, fatela. e se non vi va, il compromesso si può trovare.
    In ogni caso, educate il vostro uomo alla diseducazione e alla disobbedienza! Le ‘rivoluzioni’ partono sempre dal basso!

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  • scusate se forse il mio commento vi sembrerà “terra terra” e un po’ troppo esplicito ma una domanda sorge spontanea..non sarà che l’imposizione della depilazione deriva anche da un fatto di comodità durante il rapporto sessuale? i peli danno fastidio durante il sesso, specialmente orale e la differenza tra uomo e donna da quel punto di vista c’è, lo dico da bisessuale..da fastiidio in entrambi casi, ma per una questione anatomica di più nel caso della donna. Credo che una delle motivazioni sia questa, poi per quanto riguarda le altre parti del corpo lì sicuramente avete ragione voi. Poi, in riferimento a un immagine che avevate postato su facebook, “perchè dovrei alterare lo stato naturale del mio corpo per renderlo accettabile” o qualcosa del genere, non sono d’accordo, si tratta di evoluzione..per non alterare lo stato naturale del corpo non dovremmo.più tagliarci i capelli, le unghie, comprarci dei vestiti, utilizzare saponi, creme, trucchi, farci la barba, usare assorbenti ecc?! viviamo in società e siamo “evoluti” e credo che la depilazione faccia parte dell’evoluzione, altrimenti possiamo smettere definitivamente di curare il nostro corpo “alterandolo” e tornare a vivere nelle caverne. Con questo non voglio negare il contenuto del vostro articolo, che condivido, ma offrire un altro punto di vista, spero che questo sia chiaro

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  • Premetto di non voler essere critico in maniera distruttiva, ma anche io avrei un paio di appunti da fare, ma vado per punti: 1- “il pelo femminile associato allo sporco”, come al solito la gente è capace di vedere solo gli estremi… Da una parte chi dice che il pelo lungo sia accompagnato da cattivi odore, dall’altra chi dice che radersi possa causare più problemi, io dico che ogni cosa ha i suoi pro ed i suoi contro! Ok, la natura ci ha dato i peli, ma non siamo perfetti, alle volte questi creano problemi pratici (e non etici/modaioli/culturali/ecc…), come le difficoltà nel sesso orale, il dolore dato dal sentirlo sfregare contro il glande, una più difficoltosa penetrazione (e non solo agli uomini, non deve essere piacevole sentire il pelo “tagliare” attraverso l’orifizio vaginale), ma anche irritazioni per via del sapone che non si riesce a togliere del tutto, una effettiva igiene più superficiale, poiché non si riesce ad arrivare alla cute in maniera completa, il ché può portare a sua volta ad avere cattivi odori… Detto questo, non ho letto nell’articolo di una semplice via di mezzo, tenere il pelo in ordine, accorciato ma non rasato, si mantengono i lati buoni e si elimina parte di quelli cattivi, no? Sul lato del femminismo non mi esprimo, perché se anche è vero che siamo liberi, non siamo soli, e nelle nostre relazioni interpersonali (profonde, almeno), dovremmo cercare di capire anche l’altro e non solo di essere egoisti, senza per questo negare quello che siamo; 2- Come canone estetico, ognuno ha i propri gusti, non solo su se stesso ma anche sugli altri, è giusto ed inevitabile! Penso sia ipocrita dire di non accettare di fare certe cose per poi avere richieste simili per il partner, del tipo “se vuole, mi accetta coi miei peli pubici, però dai, non lo posso vedere con quelle magliette!”, parlando di me stesso, posso dire che a me la ragazza col pelo “nature” sul pube piace visivamente e praticamente molto meno, ma non ha effetto sui sentimenti… Sapere che ad una ragazza potrai fare molte meno cose per darle piacere, oltre che essere triste, è facilmente risolvibile (in questo caso)! Quindi è paradossale, ci si limita per rendersi liberi? Si dice di farlo per andare contro il maschilismo, e si ritorna allo stile di secoli fa, quando il maschilismo imperava? Scommetto che in molti casi è solo pigrizia… Anche se secondo me basterebbe spuntarsi ogni tanto, mica scartavetrarsi! E lo si fa per se stessi e anche per il partner, al massimo, non per farsi vedere da altri!
    Io trovo che sia giusto il discorso dello sfuggire al giogo della società e del sessismo (sì, vale per ENTRAMBI i sessi!), ma non usiamola come scusa per il nostro egoismo! Parlo anche come uomo, io mi lavo e ho seri problemi a “presentarmi” ad una ragazza senza sentirmi ben pulito e con la biancheria linda, così come sono imbarazzato col ciuffetto di peli selvaggio, preferendogli un pelo accorciato e più uniforme al resto… Lo faccio perché mi sento meglio, ma accetto anche richieste se questo dovesse portare problemi (e finora non l’ha fatto!), visto che sentirsi apprezzati, senza esagerare, fa bene anche a noi stessi.
    Infine, direi che deve valere il motto “No alle estremizzazioni, sì ai patti!”.

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