I giornali italiani che giustificano la violenza sulle donne

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Lo abbiamo sempre denunciato fin dall’inizio ma ora sta diventando una moda giustificare la violenza sulle donne con la scusa che la vittima non voleva denunciare il violento. Ecco quello che è apparso sulla mia home di Facebook:

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Nell’arco di una sola giornata Leggo.it ha riportato tre episodi di cronaca nera che riguardavano la violenza sulle donne, tutti con toni giustificatori verso il violento e fortemente stigmatizzanti per la vittima. Insomma, secondo il giornaletto online, le donne vanno a cercarsi le violenze. Dunque, la violenza sulle donne sarebbe tollerabile perché alla fine è quello che vogliono le donne. Questo messaggio è stato rimarcato in due articolo che riportano due episodi diversi.

Quello che ho allegato sopra è il primo. Racconta la storia di una donna strangolata dal compagno che ora sta bene fisicamente, secondo Leggo. Una donna quasi uccisa sta bene fisicamente? si può attenuare la violenza in questo modo? E’ molto grave che la stampa mandi messaggi che incitano a tollerare moralmente la violenza sulle donne. Perché Leggo ci fa sapere che lei lo baciava? E’ interessante questo aspetto? Come se nessuno sapesse che molte donne che subiscono violenza soffrono della Sindrome di Stoccolma e sono convinte che il loro carnefice le ami. Ma il giornaletto omette questo e fa passare la vititma come una scema masochista, alimentando la misoginia dei suoi lettori con un livello culturale basso (e non intendo il titolo di studio).

Sotto l’articolo si sono scatenati i cosiddetti misogini (uomini ma anche purtroppo donne) che dichiaravano che le donne sono tutte stupide, tutte masochiste, inferiori, che devono essere trattate male…insomma tutto e di più. Gli stessi misogini che quando leggono storie di donne che denunciano allora sono tutte false accuse. Addirittura c’era chi spolverava parole simili al proverbio cinese “picchia tua moglie, lei saprà il perchè”. Insomma, molti utenti hanno interpretato il bacio come un qualcosa che lei doveva farsi perdonare. Donna colpevole, dunque.

Il secondo articolo è questo:

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Per molti utenti pare che le donne firmino un contratto con la morte. In un paese devastato dal fenomeno del femminicidio come minimo bisognerebbe evitare di offendere le donne pubblicando articoli che leggendo il contenuto sembrano pure bufale. Una donna picchiata in un albergo di lusso dal marito che ha distrutto l’arredo? nessuno si è accorto di nulla in quell’albergo? Nessuno ha sentito rumori? E’ strano!

La maggior parte delle donne denunciano le violenze e molto spesso vengono uccise perché le forze dell’ordine e i giudici non le aiutano. Perché queste cose non vengono dette? Ma che belle campagne di prevenzione che fa la stampa italiana. Colpevolizzando quelle che non denunciano e buttandole in pasto a misogini repressi che colgono l’occasione per dire che le donne si meritano le botte.

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L’articolo prima presentava questo titolo “Sposina picchiata a sangue la prima notte di nozze. Ha sbagliato il nome del marito” (come potete leggere nel permalink  http://www.leggo.it/NEWS/ITALIA/benevento_sposa_picchiata_prima_notte/notizie/285973.shtml, corretto in seguito ma il messaggio non cambia. Che effetto dovrebbe fare, inoltre, questo articolo? Perché mettere le cause che hanno scaturito la violenza? Per renderla più giustificabile? per dire che in fondo se lo meritava?

E poi perché quella foto?

Questo articolo ha scaturito un mare di polemiche su quanto era “zoccola” la moglie e qualche uomo senza vergogna ammetteva che avrebbe fatto lo stesso e che non si discute sui metodi correttivi che si utilizzano con la propria donna ( stiamo scherzando??? sono bestie da soma le donne???), perché picchiare la moglie è normale aggiungo. Ecco che si ritorna al famoso ius corrigendi abrogato con il nuovo diritto di famiglia approvato negli anni ’70.

Questo dimostra quanto ancora c’è da fare sul piano della prevenzione della violenza sulle donne. Manca ogni forma di consapevolezza da parte dell’opinione pubblica. L’opinione pubblica, compresi i media non si rendono conto di scrivere messaggi discriminatori contro le donne e questo è dimostrato ogni volta che invece mostrano segni di indignazione quando ad usare violenza o maschilismo è una persona di cultura islamica.   Il governo dovrebbe seriamente impegnarsi affinché i media rispettino le donne e non riportino articoli che lascino interpretazioni simili al fenomeno della violenza sulle donne. La violenza sulle donne in Italia è l’espressione del profondo gap di genere tra uomini e donne e la prevenzione è la miglior arma per colmarlo e quindi contrastare e prevenire il femminicidio, ultimo di una lunga serie di discriminazioni a cui è sottoposto il nostro genere.

4 commenti

  • Secondo me hanno scritto il motivo dell’atto di violenza non per giustificarla ma per giocare al sensazionalismo.
    Per il resto condivido in toto.

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  • Probabilmente puntavano al sensazionalismo, visto anche il “picchiata a sangue”. Ma sicuramente molte persone, leggendo l’articolo avranno pensato “però anche lei, dire il nome sbagliato…non giustifico il marito,ma poteva fare attenzione!”-o simili perle. Il tipico giudizio dettato da un sessismo forse meno palese ma più pericoloso. Il sessismo del: se ti metti la minigonna e ti stuprano un po’ te la sei cercata, che la maggioranza delle persone non identifica come tale. Non c’è bisogno di essere dei misogini ignoranti per perpetuare stereotipi e violenza di genere. Ricordiamocelo!

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  • Bisognerebbe fare un’azione di sensibilizzazione diffusa. Stamattina su laprovinciadicomo.it potete leggere una perla di giornalismo intitolata “Botte alla fidanzata. Lei lo scagiona per amore”, in cui si legge “Il Pm ha comunque chiesto una condanna a tre mesi, ma il giudice ha ascoltato il cuore della ragazza. Niente processo”. Un esempio vergognoso di pessima giustizia unito a pessimo giornalismo. Il messaggio che passa è che prendere a pugni la tua ragazza in mezzo alla strada è un gesto d’amore, tanto che persino un giudice ti assolve! Continuiamo a parlare di violenza sulle donne, facciamo tavoli di lavoro, convenzioni, intese, progetti e poi decisioni come questa e articoli che la celebrano con parole infelici come queste passano totalmente sotto silenzio. A che serve fare interventi nelle scuole se la cultura in cui siamo immersi nostro malgrado ci spinge ad accettare passivamente la scelta di un giudice che “ascolta il cuore” di una ragazza picchiata assolvendo il suo aggressore? Quanti leggendo un articolo così formulato sono in grado di coglierne il pericoloso messaggio di legittimazione della violenza sulle donne in nome di un “amore” che amore non è?

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