A Reggio Emilia torna libero un femminicida, a Reggio Calabria ammazza di botte la moglie ma non è accusato di omicidio!

Strangolò la compagna ma domenica scorsa, dopo solo un anno è tornato libero. Il presidente del Tribunale di Reggio Emilia ha avviato un’inchiesta per capire le cause del ritardo di fissazione dell’udienza che ha portato alla scarcerazione di Ivan Forte, 28 anni,accusato per il femminicidio di Tiziana Oliveri, strangolata nella loro abitazione in una frazione nella provincia di Reggio Emilia.

Ad Ivan Forte non bastò uccidere la sua compagna ma diede fuoco all’abitazione per sviare le indagini, inscenando un incendio. Ora, Forte, scarcerato si è trasferito a Castrovillari, in Calabria, dai parenti. È sottoposto a obbligo di firma quotidiana e di dimora. La sua famiglia lo difende: ”Una sola cosa le posso dire: mio figlio non e’ un delinquente” sostiene il padre in un’intervista sul Resto del Carlino. Ma un uomo che ammazza una donna come può essere definito? 

Psicolabile. Questa è la tesi che i legali vogliono portare avanti per far evitare l’ergastolo all’assassino di Tiziana. Perché è un bravo ragazzo, sostengono. ”E’ libero anche di venire ad ammazzarci, di portare via suo figlio; tanto, che cosa ha da perdere questo ragazzo? Ha gia’ confessato un omicidio, che cosa gli cambia? Lo Stato ci ha abbandonati, questa e’ una vergogna” si sfoga il fratello della vittima, Alessandro.   Ora i parenti della vittima hanno paura, è veramente intollerabile che uno ammazzi una donna e torni libero dopo solo un anno, non ci sono parole.

Intanto un’altro scandalo è avvenuto a Reggio Calabria dove un uomo ha massacrato di botte sua moglie uccidendola, ma non sarebbe accusato di omicidio! La donna, Immacolata Ruimi, 53 anni, sarebbe deceduta sabato scorso negli Ospedali riuniti dopo le botte del marito. L’uomo, responsabile della morte di Immacolata è stato fermato dai carabinieri che mantengono uno stretto riserbo sulla vicenda in attesa della convalida del fermo. L’assassino non sarebbe però accusato di omicidio, infatti,  il suo fermo si collega alla necessita’ di accertare sugli episodi che hanno preceduto la morte della moglie, ossia le violenze fisiche che faceva alla donna. Dalle indagini sono emersi i maltrattamenti e le botte alle quali sarebbe stata sottoposta la donna e l’ipotesi del possibile nesso di causalità con il decesso . Sabato scorso il decesso della donna era stato attribuito, in un primo tempo, a cause naturali! La Procura della Repubblica di Reggio Calabria sottoporrà il cadavere di Immacolata Ruimi ad autopsia in modo da accertare le cause della morte verificando se sia possibile collegarla alle percosse che avrebbe subito. Si spera che questo caso non si concluda con una lieve condanna!

Fonti: qui e qui