Turchia, 29 uomini stuprano una 13enne. Verranno assolti?

Di nuovo un orribile episodio di violenza sessuale di gruppo accaduto in Turchia, a Goluck. 29 uomini hanno stuprato una ragazzina di 13 anni. La vittima é riuscita a confidare l’accaduto  grazie al supporto psicologico di un’insegnante. Tra i 29 stupratori arrestati risulta esserci anche un poliziotto.

Purtroppo non si tratta di un evento isolato. Diversi anni fa, nel 2002 a Mardin, nel sud-est della Turchia una bambina di 12 anni è stata vittima di uno stupro da parte di un branco di 26 uomini.  Dopo l’accaduto la ragazzina é corsa dalla polizia raccontando la violenza subita,  sembra inoltre che lo stupro fosse stato organizzanto da due donne che avevano offerto prestazioni sessuali della bambina  in cambio di soldi. Ma la decisione d’appello della Corte Suprema turca è stata quella di assolvere i 23 tra i 26 stupratori che vennero individuati e arrestati dopo l’accaduto, dichiarando la bambina consenziente.

Questa sentenza ci fa temere per lo svolgimento di tutti i processi di stupro in atto perché ha creato un precedente  gravissimo che  normalizza la violenza sessuale su minori, ( si chiama pedofilia), e che sottolinea quanto sia difficile per una donna anche giovanissima che ha subito uno stupro essere compresa aiutata e appoggiata dalla giustizia. Come continuare a vivere dopo che la tua vita é stata distrutta e i colpevoli in libertà? Dichiarare inoltre (ma anche solo inverosimilmente ipotizzare)  che la vittima  avrebbe potuto essere consenziente ad un’aggressione sessuale operata da un gruppo di 26 uomini dimostra come la strategia della colpevolizzazione della vittima (victim blaming) sia una pratica anche giudiziaria diffusa in tutto il mondo utilizzata per insabbiare la verità.

Queste notizie sconcertanti si inseriscono  nel preoccupante quadro delle violenze in Turchia che sarebbero secondo le statistiche  in aumento addirittura del 400%.

La bambina stuprata nel 2002 aveva scritto al ministro della giustizia chiedendogli: «Lei non ha una bambina? Che cosa farebbe se sua figlia avesse subito tutto ciò? Tutti gli accusati ora sono fuori. Che ne è della mia vita?». In primo grado una corte di Mardin ha condannato i 23 imputati a pene fra uno e 6 anni di carcere accogliendo in parte la tesi dei difensori secondo i quali la bambina sarebbe stata «consenziente». La sentenza è stata annullata dalla Corte Suprema d’Appello che ha ordinato la ripetizione del processo.

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