Infanzia Made in Italy #5 Che genere di libri?

Questa è un’altra tappa del nostro viaggio alla scoperta delle aziende italiane che producono per l’infanzia.
Torniamo a parlare di editoria. Questa volta lo facciamo analizzando i prodotti della casa editrice Giunti, la quale ha una sezione dedicata all’ infanzia e alla preadolescenza molto ricca e varia.
Alcuni prodotti sono particolarmente apprezzabili, come la collana Donne di Scienza, ma a questa felice presenza si affiancano le serie e le collane riservate a un’utenza femminile e segnate, in maniera forte, da quegli elementi considerati parte del mondo delle bambine e delle ragazze.
Le case editrici, soprattutto le più grandi, oggi hanno quasi tutte una gamma, più o meno ampia, di prodotti riservati in esclusiva al pubblico femminile. È una strategia di marketing. Nelle bambine, ma forse ancor di più nelle adolescenti e preadolescenti, è stato individuato un bacino di utenza particolarmente fiorente e su questo si tende a spingere. Ma lo si fa spesso con prodotti che alimentano e si alimentano di stereotipi, i quali  indirizzano e limitano le aspettative e i desideri delle bambine e delle ragazze.

I prodotti dedicati “a lei” a volte si rivolgono esplicitamente alle bambine, alle ragazze, altre volte invece si servono del colore rosa, in tutta la gamma di sfumature, per farsi riconoscere. Le associazioni rosa-bambina e azzurro-bambino vengono apprese molto precocemente e questo permette di genderizzare i prodotti sin dalla prima infanzia. Il colore rosa e tutti gli sbrilluccichii, che spesso lo accompagnano, funzionano un po’ come un campanello dall’allarme per il bambino maschio, il rosa sembra dire “Stai lontano! Questa non è roba per te, è da femmine!”

La Dami Edizioni, acquistata nel 2002 dalla Giunti, produce la collana “I libri per le bambine”.

libri per le bambine

I disegni un po’ retrò sono immersi in un’atmosfera romantica, le bambine sognano ad occhi aperti e volano con la fantasia. E credo proprio solo con la fantasia, dal momento che le ambientazioni di questi libri, tutti dedicati alle bambine, sono interni di case, castelli e cucine.
Infatti, potendo sfogliare alcune pagine in anteprima, ho scoperto cosa si fa nel club delle piccole amiche.

la ricetta

Si cucina una torta per la merenda con le amiche.
Le bambine protagoniste di queste splendide avventure (?) sono tutte adorabili. Gli aggettivi usati per definirle sono: dolci, romantiche, studiose, ordinate, affidabili.

aggettivi ragazzeaggettivi bambine

Hanno i boccoli, i fiocchi in testa, i capelli color oro gli occhi azzurri come il cielo e l’anima da sognatrici.

Non appartengono alla collana libri per lei, ma il colore rosa le colloca ugualmente nel target , le avventure (?) della piccola BiBì. Bibì viene definita una principessa dei giorni nostri, il che non guasterebbe dato l’anacronismo del prodotto precedente. Bibì non ama le regole, ma in realtà questa piccola principessa rosa, con la corona, la borsetta e il cane, non sembra molto moderna o ribelle.

bibi la piccola principessa

Quando vedo la collana Barbie, presente anche in altre case editrici, quasi quasi traggo sollievo dall’ intraprendenza della famosa bambola bionda. Intraprendenza relegata al ballo e alla sfilate di moda, ma che diventa paradossalmente apprezzabile se confrontata con la passività e la fastidiosa perfezione di quelle bimbe vittoriane dei libri precedenti.

barbie

Non esiste una sezione esplicitamente indirizzata ad un pubblico maschile. I prodotti “neutri” sono però in numero maggiore rispetto a quelli rivolti a un pubblico femminile. L’offerta “per lei” è quindi fortemente limitata.

I prodotti “neutri” spesso non sono veramente tali, i colori e i personaggi maschili portano facilmente a classificare la maggior parte dei prodotti neutri come prodotti per bambini e ragazzi maschi. Solitamente questi prodotti hanno ambientazioni più avventurose. Gli aggettivi con cui vengono descritti i protagonisti maschi sono: coraggioso, sveglio, arguto. Come il Capitan Fox.

capitan fox

Anche altri prodotti della Giunti editore come gli album da colorare, i giochi, i libri musicali, gli stickers, esistono nella variante per lui e per lei.

album da colorare

Le colorerà principesse e fate, lui macchine e dinosauri.

Anche del libro pianoforte esiste la versione neutra e l’immancabile versione principessa.

pianoforte

In quest’ultimo caso sostanzialmente il prodotto non cambia nelle funzioni e nell’ utilizzo da una variante all’altra. A una diversa riflessione invece ci spinge la differenza che c’è tra prodotti pensati “per lui” e “per lei” della collana “Scienza a parte”. I prodotti non sono esplicitamente indirizzati ad un genere piuttosto che a un altro, ma i colori e i soggetti in copertina determinano, in maniera inequivocabile, i soggetti destinatari dei libri in questione.

smaltoscienza moda

Il Besteseller A tutto smalto e il libro che ti aiuta a creare il tuo stile Alta moda sono prodotti indirizzati alle bambine.

scossaaerei di carta

Scienza con la scossa e Aerei di carta sembrerebbero libri dedicati ai bambini maschi, unici rappresentati nelle copertine.

Con Scienza con la scossa si può fare questo:

Un libro alla scoperta dei poteri dell’elettricità: come funziona un circuito? Come costruire un interruttore a prova di intrusi? Cosa c’entrano le rane con l’elettricità? E sapevi che non siamo stati noi a inventare l’elettricità, ma lei a inventare noi? In regalo una batteria, un contenitore per rullini, un motore elettrico, un cicalino, un’elica, una lampadina, 2 coccodrilli, 2 cannucce, una carrucola, filo per magneti e fili isolati

Con A tutto smalto si può fare questo:

Vuoi essere proprio alla moda? E’ il momento di sfoggiare delle super unghie dipinte! Infatti, dipingere le unghie con fantasia, non solo con banali tinte unite, ma con simpatici fiorellini, cuori, coccinelle, girasoli, porcellini, topolini e così via è proprio facile e la riuscita è assicurata!

In questo caso è assolutamente evidente come il prodotto indirizzato al bambino sia studiato per sviluppare la sua creatività, per portarlo a nutrire curiosità verso il modo che lo circonda, mentre il prodotto rivolto alle bambine punti esclusivamente sul versate estetico, sulla vanità femminile (?)  e su un precoce dirottamento delle bambine all’attenzione per la “bellezza”.

Ancora una volta ci ritroviamo davanti a una binarietà oltre alla quale non si riesce proprio ad andare. Maschilità e femminilità sono due concetti socialmente e culturalmente costruiti, due concetti cristallizzati da una visione stereotipata, che prodotti come questi contribuiscono a rafforzare. 
Bisognerebbe riuscire a vedere al di là di questa manichea distinzione tra un maschile forte, avventuroso e creativo e un femminile tutto bellezza, affetto e dolcezza. Bisognerebbe liberarsi di queste gabbie sociali che sono il maschile e il femminile e guardare alle persone con le mille sfumature che queste hanno.
Gli stereotipi sono una forte tentazione perché permettono di spiegare in maniera semplice una realtà complessa. Anche per questo motivo il mercato si serve di stereotipi per vendere i propri prodotti. E soprattutto per questo motivo gli stereotipi vanno combattuti, perché ci tolgono la ricchezza e la complessità dell’essere tutt* divers*.

Leggi anche:

Infanzia Made in Italy #1. Le principesse vanno in moto?

Infanzia Made in Italy #2 Prima infanzia genderizzata 

Infanzia Made in Italy #3. Leggi e impara. A discriminare?

Infanzia Made in Italy #4. Che genere di Pasqua?

4 commenti

  • Da mamma di bambini piccoli, concordo su tutto, con questi articoli sui giochi per bambini state facendo un lavoro fantastico.
    I giochi e le pubblicazioni destinate alle bambine sono spesso un vero insulto alla loro intelligenza, sono spesso molto piú semplici rispetto ai corrispettivi per i maschi di una certa etá, lo vedo perfino qui in Svezia nonostante ci sia piú attenzione alle pari opportunitá.
    Forse un modo per uscirne é educare noi stessi i nostri figli a scegliere liberamente fregandosene delle categorie. Mio figlio quattrenne ha visto un giorno il ‘libro di ricette delle principesse’ con set di piattini e teiere, e l’ha voluto (e lo usa), cosí come i lego di camion.
    Mi chiedo peró come sará piú avanti, quando i condizionamenti dei compagni di scuola e del resto della societá cominceranno a pesare parecchio.

    "Mi piace"

  • Complimenti ! Non ho bambini ma ho gia’ avuto modo di constatare la discriminazione che regna nel mondo dell’infanzia . Un fenomeno sottovalutato ma importantissimo in quanto i bambini in tenera eta’ assimilano i messaggi che diamo loro come una spugna influenzandone il loro sviluppo. Non e’ certamente un fenomeno che rigurda solo l’Italia ; il vostro lavoro dovrebbe fare il giro del mondo!!!

    "Mi piace"

    • Hai ragione non è un fenomeno che riguarda solo l’Italia, ma il problema dell’Italia rispetto ad altri paesi (penso alla Svezia dove un catalogo di giocattoli e’ stato ritirato perché prevedeva una eccessiva stereotipizzazione, pur rimanendo ancora una forte divisione maschi/femmine nei prodotti per l’infanzia) e’ che manca una presa di coscienza sul problema. Il fatto e’ che questo non viene avvertito come un problema! Le nostre intenzioni nell’analizzare le aziende che producono per l’infanzia sono proprio quelle di “svegliare” , di creare consapevolezza.

      "Mi piace"

  • Uno di questi libri l’ho letto da bambina, quindi è sicuramente stato scritto almeno 30 anni fa, ( 6 piccole amiche, che in realtà sono 6 cugine che vivono da sole senza adulte in un bosco.) e mi era piaciuto molto perché mi piaceva l’idea di vivere insieme ad altre bambine e ricordo che ognuna della bambine aveva carattere e abilità differenti, c’era anche la bambina maschiaccio che è l’unica a portare i pantaloni ed erano del tutto autosufficienti. Lo stile un po’ retrò delle illustrazioni è tipico delle storie di quel periodo ( alla Sarah Kay, che io adoravo) e comunque mi pare che l’ambientazione non fosse moderna ma di sicuro ottocentesca…Certo nella storia che ricordo io non c’erano ricette né altro, le avranno aggiunte ora per allungare il brodo. Erano solo storie illustrate. E’ pur vero che erano storie alla “casa nella Prateria” quindi di sicuro non vi era chissà che modernità.
    Le altre collane per bambine mi sembrano davvero tristi invece, soprattutto quelle su trucchi e moda…
    Anche se queste cose ci sono sempre state, ultimamente mi sembra che si stia sempre più calcando la mano sulla separazione dei prodotti per bambini e quelli per bambine ( ai miei tempi c’erano giornalini per maschi e per femmine, come Barbie e Candy candy, ma almeno c’erano tanti prodotti unisex, come Topolino o il corrierino dei piccoli …) rendendo tra l’altro quelli per bambine davvero grotteschi.

    "Mi piace"