Lucianina a Sanremo: gnocca, One billion rising e la solita aprossimazione

Possiamo anche fare gli snob e dire che di Sanremo non ce ne frega nulla e che la televisione la usiamo come soprammobile o  tavolino per gli aperitivo (oh no, ora son tutti schermi piatti, scusate!), ma io Sanremo lo seguo e vi spiego perché. In questo blog cerchiamo  di occuparci comunicazione di genere, di media, anche di televisione quindi  e di come questa televisione educa o diseduca gli spettatori. In un Italia travolta dall’analfabetismo di ritorno e dalla decadenza culturale, Sanremo resta la trasmissione più vista. Parliamo di 1oltre 4 milioni di telespettatori. E poi la storia di Sanremo é una delle pagine della storia della musica italiana, perché snobbarla? 

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Sanremo e sessismo

Sappiamo bene che normalmente la struttura di questa kermesse ha permesso di individuare il nemico al primo colpo. La scelta, ripetuta per secoli, di avere un presentatore UOMO circondato da due vallette semi-parlanti DONNE ha reiterato lo schema tipico dell’era del velinismo. Donne belle ma non lì per la loro intelligenza o bravura nella conduzione, relegate in secondo piano, assurte a manichini parlanti a monosillabe, spessissimo straniere ma non è un problema se non fosse che poi al primo errore la loro non padronanza della lingua italiana diventava una buona occasione di canzonarle e lanciare battutine di cui loro non potevano cogliere il doppio senso.

L’anno scorso abbiamo dovuto subire l’ennesima umiliazione sessista, credo ricorderete la scenetta estremamente avvilente messa in atto da Gianni Morandi e Pappaleo. Ne avevamo parlato qui. E la farfallina di Belen? Pietà, vogliamo dimenticare.

Quest’anno  la scelta di avere solo due conduttori, un uomo e una donna, poteva farci sperare in un edizione un po’ più rispettosa delle discriminazioni di genere. Poteva forse essere un’occasione per rompere la struttura a piramide del potere, quella che concedeva ad un uomo la conduzione e relegava le donne in secondo piano, presenze decorative, lì per i continui cambi d’abito e le discese dalla scalinata.

Ma Fabio Fazio e Luciana Litizzetto in queste prime due serate hanno dato vita a uno spettacolo in cui sessismo e battutine da osteria hanno intaccato quasi ogni secondo della competizione canora. Ed è proprio il livello e il tono della presunta comicità di Lucina Littizzetto a destare infinite perplessità.

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Luciana Littizzetto: tra gnocca e femminicidio

Conosciamo bene oramai Luciana Litizzetto. All’inizio delle sue partecipazioni alla trasmissione di Fazio (Ma che tempo che fa?) forse in molti abbiamo l’abbiamo trovata divertente. Penso alle tante parolacce, che destavano inizialmente sdegno forse solo perché era una donna a dirle, al suo rivolgersi alla Chiesa sottolineando le sue ingerenze,  alla sua capacità di mescolare temi legati alla vita quotidiana a questioni legate alla politica, alla TV e al mondo delle pubblicità (spesso prese ampiamente in giro e decostruite). Oggi sappiamo oramai che la sua é la cosidetta comicità del “cacca-pipì”, quella delle parolacce e delle marachelle dette con fare quasi infantile.

Ma a Sanremo il suo modo di fare e le sue battute hanno secondo me azzerato ogni possibilità di vedere, davanti a noi, un’immagine di donna non stereotipata. Sarà perché in Italia  ci piace tanto far ridere parlando di “noi femmine” e “voi maschi”? sarà perché da noi sessismo e differenze di genere fanno tanto ridere? Sono certa che in altri paesi molte delle uscite di Lucianina non sarebbero state per nulla accolte positivamente.

1) la pantonima della bruttina invidiosa: Luciana Littizzetto si é resa protagonista di una continua ed estenuante sottolineature atteggiamenti legati a una visione stereotipata della donna. Il continuo confronto della sua presunta bruttezza con la presunta bellezza di donne come la modella Bar Refaeli e Carla Bruni, il riemergere del cliché donna brutta ma simpatica e intelligente contro la donna bella e fortunata ma stupida. Bar Refaeil trattata come una bambina di 5 anni incapace di intedere e di volere (da entrambe i conduttori) e Carla Bruni adulata da Fazio e resa oggetto di insostenibili invidie dalla Littizzetto, con tanto di canzoncina.

2) Il linguaggio da macho sessista e  il continuo utilizzo di espressioni da umorismo stereotipato come, ad esempio: che bella gnocca, come sono gnocca, che tette, guarda che spacco, ma non ha correnti d’aria con tutto quel traforato, eh ma come fai con quei tacchi, eh ma che bella gnocca. Avete sentito il commento fatto al seno della cantante Maria Nazionale? Luciana dixit:   “sembrano due gatte grosse” .  Ci rendiamo conto???? Ma come si permette? E se un ragazzo ripete questa frase alla maestra o alla mamma il giorno dopo?  Vogliamo capire che la televisione detta modelli comportamentali? Ma, aldilà del contesto, cosa pensereste voi se qualcuno si permettesse di dire una cosa del genere sul vostro corpo? Possibile che si sia ancora lì, ancora nella fase infantile di stare a commentare e sbeffeggiare le persone per le loro fattezze fisiche? Poteva benissimo essere una battuta di Teo Mammuccari!

DULCIS IN FUNDO: Femminicidio e One billion rising in prima serata

Scusatemi, so che in molti e molte avrete apprezzato l’intervento dedicato alla violenza sulle donne e al tema del femminicido. Ma io sono stufa di dover essere contenta perché “almeno se n’è parlato”.  Vi spiego cosa non andava nel discorso di Luciana Littizzetto:

1) Parlare di violenza sulle donne rivolgendosi solo alle donne vuol dire fare esattamente come chi, per combattere gli stupri, ci dice di vestirci diversamente, di mettere una gonna meno corta. BASTA con questa storia che SIAMO INGENUE. Basta colpevolizzare le donne per la violenza subita, basta mortificarle, costringerle a pensare che se non si sono messe in salvo per tempo beh, allora é anche colpa loro. Capisco sensibilizzare al fatto che  se qualcuno ci mena dobbiamo metterci in salvo, é che non si tratta di amore, ma per una santissima volta ci si può rivolgere ai carnefici e non alle vittime? Perché non parlare AGLI UOMINI, ai ragazzi giovani, agli uomini di domani? Un minutino di educazione alla non violenza avrebbe fatto male allo share?

2) La coreografia del One billion rising è stata eseguita come fosse uno stacchetto qualsiasi da un anonimo corpo di ballo solo femminile. Io a Parigi fra le mille persone che hanno ballato ho visto moltissimi uomini e ragazzi giovani. E il video di quei ragazzi a Padova lo avete visto? Perché a Sanremo solo donne? Non riguarda tutti la violenza sulle donne? L’estetica pulita e l’assenza di spiegazioni ha fatto sì che sembrasse davvero una coreografia come un’altra, avrebbero almeno potuto tradurre il testo della canzone e mandarlo in sovra-impressione?

3) Non hanno spiegato praticamente nulla. Quasi come si trattasse di un ballettino qualsiasi. Non hanno menzionato Eve Ensler nè detto qualcosa sul perché questa iniziativa é stata realizzata oggi. il 14 febbraio. Sono troppo critica? é forse troppo pretendere che un’iniziativa che ha coinvolto il mondo intero venga spiegata in due parole un po’ più precise di quelle utilizzate da Fazio? E, soprattutto, cosa c’entra SeNonOraQuando? Non mi risulta che siano state loro il motore organizzativo di questo flash mob mondiale!!!!!!Ne deduco che in campagna elettorale va di moda parlare di violenza sulle donne. Ma non va di moda parlarne bene, accuratamente, senza inciampare in gaffe e imprecisioni continue?

Cara Luciana, noi non vogliamo essere donne con  le palle, dici bene. Non ci interessa però neanche sentirci per forza brutte o belle. Siamo stufe di aggettivi che riguardano il nostro corpo, stufe di essere trattate come oggetti, di essere divise in categorie e cliché. Stufe di sentire che il linguaggio sessista che viene usato dalle persone che lavorano in TV venga poi copiato e imitato dai più giovani. E siamo stufe anche che ci si dia delle ingenue o che sia sempre colpa nostra. Noi non abbiamo voglia di deridere i nostri compagni dicendo, come hai fatto tu aggiungendo l’ennesimo stereotipo alla pila, che gli puzzano i piedi e giocano alla play station seminando disordine in casa.  Questa é roba vecchia! Queste battute sono vecchie e non fanno più ridere. Possibile che non si riesca ad andare oltre? Luciana, il mio compagno stira e cucina regolarmente, spesso sono io sul divano a far nulla. Sono un uomo quindi?

Per fortuna, le parole del meraviglioso Anthony Hegarty, Antony and the Johnsons, mi hanno sollevata da tanta miseria. Ma anche lui, interrotto mentre parlava, ha lasciato velocemente il palco dell’Ariston.

Voi cosa ne pensate? Continuamo ad accontentarci o possiamo pretendere meno approssimazione e strumentalizzazione di temi così importanti? Andrà meglio nei prossimi giorni? Speriamo.

65 commenti

  • Articolo illuminante!

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  • Ma dai… ma perchè essere in disaccordo a tutti i costi sempre e comunque? Vi leggo ormai da tempo e mi trovo sempre d’accordo con ciò che scrivete…ma stavolta mi sembra tanto che stiate cercando il pelo nell’uovo! Littizzetto è sì una che ha fatto spesso battute da osteria ma se state parlando di stasera allora a me non sembra, ad esempio, che abbia presentato le donne violentate come vittime, non a caso a fine discorso è stata fatta la coreografia di One Billion Rising, nella quale, per una volta – e finalmente- le donne non le vediamo rappresentate affatto come vittime!

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    • A volte cercare il pelo nell’uovo è un diritto, a volte sento la necessità di mettere i puntini sulle i. Perché no? Un blog serve anche a questo. si decostruisce per ricostruire e magari meglio. In prima serata in una trasmissione vista in tutta europa con uno share elevatissimo si poteva fare un pochino meglio e si potevano evitare mare di stereotipi e linguaggio sessista (tette gnocche e quant’altro, io che lavoro con gli adolescenti so bene come queste cose verrano reiterate nel quotidiano, acuendo quello sguardo oggettivante sul corpo femminile delle compagne). E non ho mai scritto che parla delle donne come vittime ma che colpevolizza le donne rivolgendosi solo a loro nel suo mologo sulla violenza. Non a caso a ballare solo donne (lei e un corpo di ballo, non donne normali). Educare all’autodifesa ci sta, ma educare alla non violenza mai? Lucina Littizzeto aveva già fatto questo monologo praticamente identico a Ma che tempo che fa. E io ne ero stata felicissima perché almeno ne aveva parlato. Ora penso i tempi siano abbastanza maturi da poter permettere di trattare con maggiore attenzione un problema grave e urgente che ci riguarda tutti.

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  • Sono d’accordo con tutto l’articolo (a parte i riferimenti alle prime 2 sere che non ho visto) ma sono rimasta entusiasta lo stesso della Littizzetto e dal discorso che ha fatto. Certo doveva parlare agli uomini, ma è una comica ed è l’unica coraggiosa che sta incrinando l’immagine della donna oggetto in TV. Che si possa fare meglio non ne ho dubbi, ma diamole il merito di essere la sola coraggiosa che stia facendo qualcosa!
    Penso che se non ci fosse stata lei in questa edizione del festival avremmo rivisto la valletta-manichino e neanche un discorso o balletto sulla violenza contro le donne.

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    • Lucianeide (sempre più Livia turco deo puffi) non é certo l’unica, tante lo fanno: Geppi Cucciari, Virginia Raffaele, Lucia Ocone, Paola Cortellesi, Anna Barbera, ecc.

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  • Antonella Barillà

    Ma perché non apprezziamo il fatto che se ne sia parlato “anche” a Sanremo! Sono stufa di questa intelligenza femminile che saprebbe fare benissimo, ma che si accontenta di circoli ristretti. Bisogna occupare tutti gli spazi perché
    sI formi una coscienza collettiva che permetta di fare massa critica. Antonella

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    • io non ho visto niente di critico o di intelligente, ma una serie di banalità trite e ritrite con tanta spettacolarizzazione e superficialità

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      • (Rispondo da qui per problemi al PC) Ieri non ho visto tutta la puntata, mi rivedrò questo famoso One Billion Rising e il discorso sul femminicidio. Peccato per Luciana Littizzetto perché è una donna intelligente. A parte il viso e l’altezza, non ha neanche un brutto fisico. Visto che il tema del Festival è la musica e lei ha studiato in conservatorio, farebbe più bella figura se si mettesse a suonare il piano o la chitarra! Riguardo al vestito di Maria e a quello di Bar ma perché le hanno vestite così? Bar è bellissima anche vestita di cenci perché ha un fisico perfetto ed insegna a non essere anoressiche (brava!) ma l’ho trovato eccessivo (sono religiosa, comprendetemi. La modestia per me è per principio e vale anche per gli uomini). A Maria invece quell’abito stava malissimo. Almeno con Fazio ci hanno risparmiato le inquadrature da maniaco sessuale! Poi se dobbiamo parlare di come hanno vestito Luciana… per carità! E’ sempre il conduttore che deve far bella figura. Diciamo la verità: Luciana Littizzetto non sa neppure fare la conduttrice. Bellissima invece l’esibizione di quella pianista di 20 anni: avrei chiesto un’altro brano. Mandate quest’analisi a Fabio e a Luciana: la devono leggere. Potreste mandargliela via e-mail su che tempo che fa, dato che lì ci sono le caselle per scriverli di persona.

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    • assolutamente daccordo

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  • io son d’accordissimo con Giulia e non condivido la logica “almeno se ne è parlato” perchè di un tema come la violenza sulla donne o ne parli in maniera corretta o è meglio non farlo altrimenti si rischia di banalizzare e rimanere alla superficie del problema

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  • L’ennesima riprova che la televisione è meglio non accenderla qualsiasi cosa trasmettano è solo disinformazione ,,,,

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  • Giacomo La Franca

    Siamo ancora indietro e non me ne stuipisco affatto. La stragrande maggioranza di persone (uomini e donne), dopo lustri di assuefazione, non percepiscono nemmeno le volgarità di qualsiasi genere come tali. Manca il rispetto della vita, umana e non; come può esserci il rispetto per le donne? Sanremo poi è un programma fatto (male) per far soldi con le canzonette e la pubblicità; fatto da maschi dominanti che filtrano al suo interno solo ed esclusivamente ciò che il main stream (maschio anche quello) ha deciso essere la linea culturale da seguire. Non mi meraviglia nemmeno che gente come la Lucianina di fronte a 300 mila eurini belli belli si scquatti come una gattina, dispettosa ma mai graffiante, al potere costituito. Tutto il resto (gli spacchi, i traforamenti vedo-non vedo, le tette più o meno gonfie, il trucco, le battute, i tacchi, gli ammiccamenti etc…) non può che andare così. E a casa invece che accade? Accade che le famiglie (anche quelle giovani con figlioli piccoli ancora vergini a queste oscenità) vedono Sanremo… Il cambio culturale deve iniziare dentro le case e le scuole elementari. Altrimenti Sanremo continua….

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  • Alla fine Lucianina è una donna che ce l’ha fatta, è salita sul palco più difficile senza essere ingessata come tanti conduttori maschi e femmine sono state negli anni. La sua comicità la conoscevamo già e l’amavamo per questo. E portare sul palco l’annoso ma mai noioso scontro di generi per poi parlare della violenza non è da poco. Alla fine è rivolgersi alle donne per educarle è giusto. Se vuoi risolvere il problema della droga non è che ti puoi rivolgere ai narcotrafficanti, devi educare i giovani. E così anche per le donne. I maschi violenti vanno isolati. Io ho molto apprezzato Luciana, le sue esspressioni, il suo entrare a gamba tesa nell’imballato modo di Sanremo, lei è uno dei pochi esempi di donna che non si piange addosso ma che lotta e vince. Sarà che qualcuna ha un po’ di invidia?

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    • 1) invidia per cosa? Io faccio tutt’altro mestiere!?! 2) E proprio perché penso che lei sia molto intelligente che mi rammarico per le gaffe e contraddizioni. 3) Altro punto molto interessante: I maschi violenti vanno isolati? E da cosa li riconosci che gli uomini che hanno compiuto femminicidio sono per la stragrande maggioranza incensurati e non hanno mai ucciso neanche una mosca? Come dovremmo riconoscerli? Avere paura di tutto, di tutti? Vivere chiuse in casa senza la possibilità di vivere una sessualità libera perché non sai mai a chi hai dato il tuo numero di telefono? UHM….quindi la violenza sulle donne sta alle donne evitarla? Immagino che l’educazione alla non violenza non rientri nelle tue priorità. Nelle mie sì, invece.

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  • condivido in pieno lo spirito dell’articolo ma continuo a pensare che senza la Littizzetto oggi non si sarebbe discusso di violenza ma di farfalline: si può dire di più e sicuramente lo si può dire meglio, Anthony lo ha fatto con un discorso illuminante. Rivendicare diritti delle donne e delle coppie omosessuali davanti a milioni di persone e ad un pubblico in sala che risponde con un applauso, sapete che significa? Che seppure in maniera banale e incompleta un messaggio diverso è passato. è arrivato a chi normalmente viene bombardato da immagini eteronormate, da stereotipi sessisti che presentano l’uomo predatore come vincente: sono d’accordo con Antonella le grandi rivoluzioni si fanno a piccoli passi e partendo dal basso, è necessario ricostruire una capacità critica collettiva, un pensare insieme per agire ma l’unico inizio possibile è la sensibilizzazione, la “con-passione” del problema: percepire le tue parole come mie, le tue sofferenze come spinta all’impegno. Siamo ancora al primo passo consapevoli che la strada è lunga.

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  • Sono d’accordo. La superficialita’ con cui anche temi importanti della nostra societa’ vengono trattati, non forma coscienze mature. La ricaduta sulle generazioni future e’ inevitabile. Spezzare questo circolo vizioso e’ dovere di tutti e vedo che pochi si prendono la responsabilita’ di farlo. L’analisi fatta e’ lucida, la condivido e mi auguro che un folto numero di donne e uomini comincino a non ridere piu’ a denti stretti, accettando le logiche del personaggio comico in quanto accreditate dalla fama, ma si lascino alle spalle il bruttissimo periodo storico passato,che puo’ diventare davvero solo un ricordo. Grazie.

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  • Hai ragione su ogni annotazione che fai. Nonostante questo, credo si sia fatto un bel saltone in avanti rispetto a tutti gli anni precedenti. Per questo motivo io mitigherei di molto la tua critica. Alcune battute della Littizzetto in realtà sono anche figlie di una cultura non necessariamente machista. Il seno di Maria Nazionale paragonato a due gatte grosse (non morte!) a me ha ricordato più le battute innocenti che ci si fanno fra amiche sul proprio corpo, per sdrammatizzare certi difetti o certi pregi e condividerli, che un commento sessista. Ma forse ero troppo ben disposta io? Può anche darsi. Anche perché dopo aver ascoltato l’intervento di Antony (di cui non ho avuto l’impressione che venisse interrotto, sinceramente) sono disposta a perdonare tutto al Sanremo di quest’anno. Interrotto o meno, ha detto ciò che ha detto e questo grazie a chi l’ha invitato. Fazio non è Baudo e Littizzetto non è Belen, questo non si può negare.

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    • sì, certamente, sono d’accordo. Ma perché accontentarsi….resto così, nella mia posizione di pretesa di maggiore professionalità e intelligenza. Infondo é intelligente Lucianina, per quello mi metto giù a ragionare e decostruire e a dibattere con tutt* voi e i vostri preziosi punti di vista! Grazie anche per la correzione, ero sconvolta all’idea che avesse detto gatte morte ahhaha davvero non me ne capacitavo, ma lo seguo in streaming dall’estero e forse il segnale disturbato ha dato vita a un’incomprensione!!! Fazio non è Baudo e Littizzetto non è Belen, questo non si può negare.questa frase mi ha fatta sentire meglio, grazie!

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  • Io ho difeso la Littizzetto quando, mesi o un anno fa, fece lo stesso identico discorso a Ma che tempo che fa. Ma ora in tempi sono cambiati, non è più il caso di riutilizzare discorsi triti e ritriti e umorismo sessista. Inoltre il discorso sul femminicidio (già sentito da lei, ripeto) ancora ua volta rivolto solo alle donne, E ok il one billion rising, ma trasformato in spettacolo senza spiegazioni. Ma perché dobbiamo accontentarci di una che dice Che gnocca ma che tette e che i maschi sono tutti scemi e debosciati e poi ci da delle ingenue? Ma perché Luciana Littizzetto, donna sicuramente dotata di intelligenza propria, non può (se proprio deve parlare di certi temi) farlo in modo più consapevole? E perché Fazio non ha ballato con lei, considerato che finita la coreografia ha detto “oggi in tutto il mondo si é danzato contro la violenza sulle donne come ABBIAMO fatto qui stasera?” Perché non c’erano uomini? Ragazzi, sveglia. I media hanno codici precisi, trasmettono codici comportamentali, trasmettono informazioni, i media educano gli italiani. Perché accontentarsi sempre di occasioni colte solo a metà? Io, mi soiace, non ci sto. Ma sono molto contenta di questo dibattito.

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  • Eh no eh! Luciana non si tocca!! E’ una donna intelligente e sono d’accordo con “Anonima” e Antonella!

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    • E chi la tocca? Qui si discute, non ci sono santi ne madonne per noi, nessuno è al riparo dal monitoraggio anti-media sessisti : )
      E proprio perché é intelligente potrebbe stare più attenta….e dire meno banalità!

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  • la comicitá della Litizzetto pare anche a me ormai noiosa, vecchiotta e stereotipata, meglio anni fa quando faceva Minchia,Sabbri . Un comico quando lascia la vita reale e diventa professionista spesso perde il polso della situazione e le battute e i personaggi migliori che nascono dall’osservazione irriverente e sofferta del quotidiano. Ormai é una signora (immagino ricca) e s-posata che gioca a fare la comica irriverente . ma senza mordente.

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  • Chiara Gianfranceschi

    D’accordissimo! Brava Giulia.
    Almeno se n’è parlato? Ma scherziamo? O vogliamo ancora far finta che il femminicidio, la violenza di genere o ciò che subiscono le donne in tutto il mondo sia una cosa così, alla buona, che bastano due frasette inutili (ah, ma dette a Sanremo, eh!).
    @Antonella, condivido che si debbano occupare tutti gli spazi, ma non così. Questa è stata un’occasione persa, purtroppo.

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  • sono d’accordo al 100% con questo articolo. non ho seguito Sanremo, ma ieri accendendo la TV ovviamente il primo canale apparso è RAIUNO e guardacaso proprio in quel momento ho sentito la battuta sulle tette di Maria Nazionale. e non penso sia una coincidenza, evidentemente di battute così ne fanno in continuazione ecco perchè proprio in quel momento sono riuscita a beccarne una. leggendo questo articolo ne ho avuta la conferma. a parte il fatto che la battuta era di pessimo gusto, la donna era lì per cantare (ed è davvero molto brava), non vedo perchè sminuirla offendendola in questo modo. ci lamentiamo delle barzellette di Berlusconi, ma il livello è lo stesso. si dice che è giusto che le donne in TV mostrino le loro bellezze, e non vestano da educande (giustissimo), poi però le sfottono se hanno una scollatura. la Littizzetto poi non è nuova a discorsi sessisti, al di là del discorso di qualche tempo fa sulla violenza, in cui diceva in pratica che erano sceme le donne che sopportavano (ricordo che lo avevamo commentato anche qui), ma le battutine su Carmen Russo che aspettava un bambino a 53 anni le avete sentite (fra l’altro leggo che ha partorito, auguri!)? La Littizzetto è stata originale e intelligente i primi tempi, ora ha stufato. non puoi continuare a fare la stessa cosa per 15 anni senza mai cambiare, perchè di quello che era l’originalità e l’intelligenza iniziale a lungo andare resta solo una parvenza vuota e triste. se prima le parolacce erano usate con pertinenza e in maniera divertente, ora sono puramente gratuite e quindi, di pessimo gusto.

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  • Concordo praticamente su tutto… anche se tributerei comunque a questa 63° edizione di Sanremo il merito di aver compiuto quel primissimo, piccolissimo passo verso un equilibrio anti-sessista, cosa che non avevano fatto le edizioni targate Carrà, Ventura, e Clerici per varie di “compensazioni” nella formula di turno (Raffa corredata da Megan Gale per avere la carne fresca, mentre Simona e Antonellina sono personaggi che giocano fin troppo a fare le pseudo-sexy). Ma per il 2013, 13° anno del XXI secolo e del 3° millennio, è davvero troppo poco.

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    • questa é anche la mia di riflessione. Non volevo scatenare un apolemica inutile di pro o contro, ma leggere fra le righe e ragionare insieme a tutt* voi su alcune perplessità che mi hanno assalita.

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  • “senza la Littizzetto oggi non si sarebbe discusso di violenza ma di farfalline: si può dire di più e sicuramente lo si può dire meglio”. Esatto. Se il Sanremo dell’anno scorso si meritava un bel due, quello di quest’anno si avvicina alla sufficienza. Le critiche servono a migliorare, a crescere… Soprattutto quando sono ben argomentate: e le critiche che leggo qui sono bene argomentate.

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  • trovo il tuo articolo puntuale esu tutto, ma poi perché per parlare di donne forti dobbiamo parlare di “donne con le palle”,ti sembra meno sessista che la forza ci venga da attributi maschili e non da quello che ci appartiene? non ti sembra anche con questa frase che vorrebbe strizzare un occhio alle donne di continuare a sdoganare degli stereotipi?
    alla fine di osservazioni così attente e accurate stonava proprio….

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  • premessa doverosa: ieri sera non ho visto sanremo e non ho ancora avuto modo di sentire le parole della Littizzetto quindi esprimo un parere generale e “asettico”. di sicuro il suo discorso avrà avuto una venatura comica (normale, direi), di sicuro non sarà stato esaustivo e completo, ma sinceramente penso che non sia giusto scagliarsi contro a quello che è comunque un segnale, un messaggio che passa finalmente anche in tv e in un programma così seguito. penso che molto probabilmente senza la sua presenza e il suo discorso molta gente non avrebbe nemmeno saputo di questa manifestazione (ricordiamo che ha girato molto in internet ma che la percentuale di chi lo usa in italia é bassissima rispetto ad altri paesi). è vero, tecnicamente si dovrebbe parlare anche e soprattutto agli uomini, ma dobbiamo anche tener presente che i tempi della tv sono stretti e facendo una ruflessione, se ho 10-15 minuti di tempo a disposizione concordo sulla scelta fatta: parlo alle donne, quelle che magari hanno ricevuto anche solo il primo schiaffone (di quella che sarà una lunga serie) e dico loro di scappare, di salvarsi, di portarsi via i bimbi. poi agli uomini glielo spieghiamo con calma il perché e cerchiamo di rieducarli ma il messaggio più semplice e fondamentale é quello di scappare dalla violenza e di non accettarla come se fosse normale.perché in 10 minuti in tv non ci si può illudere di cambiare una mentalità maschilista e retrograda fatta di violenza, ma magari riesci a far scattare qualcosa in chi si sente umiliata e ferita e subisce violenza, fosse anche solo sulla spinta emotiva del momento. detto questo è OVVIO che c’è tanto altro, che c’è moltissimo da fare in questo paese in cui la posizione della donna continua ad essere tragica, ma è pur vero che da qualche parte si deve pur cominciare e questo come inizio secondo me non è male. sarebbe forse utile invece di trovare a tutti i costi il difetto somntando pezzo per pezzo l’intervento di ieri sera usarlo come punto di partenza e fare sì che non resti un episodio isolato nella storia della tv…

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  • Anche a me non è piaciuto l’approccio della Littizzetto alla questione di genere, essenzialmente per i punti riportati nel tuo articolo. A me però non è piaciuta molto nemmeno l’idea di One Billion Rising, però. Per me scendere in piazza a dire un generico no contro la violenza sulle donne non è utile. E mi sembra il solito discorso di “almeno se n’è parlato”, traslato in piazza. E’ come quando si dice “no alla povertà” o “no alle violenze sui bambini”. Sono tutte cose in cui è necessaria l’azione. Se la campagna fosse stata “per il giorno di San Valentino telefona a una tua amica che sai che viene picchiata dal marito e prova a parlare con lei a quattr’occhi del problema”, sarebbe stata molto meglio. E allora perfino un discorso come quello della Littizzetto avrebbe avuto senso, proposto come spunto per affrontare la questione con un’amica, come invito a provare a parlarne prima scherzandoci sopra e poi arrivando al punto seriamente. Ma così no. Per me ogni volta che si organizza una manifestazione così (e quella organizzata da SNOQ era ancora peggio) si cavalca in maniera sterile l’onda dell’emancipazione, perchè parlare di diritti “si porta”, mentre l’orizzonte della civiltà recede. Dovrebbe essere percepito come un dovere morale l’associazione di un’azione concreta a questo tipo di eventi “volàno”, che catalizzano l’attenzione. Altrimenti alla fine perderemo pure l’impatto delle parole che ci servono per scardinare l’ingiustizia, perchè le avremo inflazionate con iniziative che non “producono” miglioramento dei diritti.
    Senza contare che fare il balletto con la coreografia si presta completamente a strumentalizzazioni quali quella di Sanremo, che infatti l’ha potuto piazzare come numero di ballo, con tanto di ballerine in prima fila, giusto per la serie “le ragazze emancipate scelgono tagli di capelli spettinati ma alla moda, è trendy!”.
    Ciao a tutte!

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    • Anche io nutro diverse remore per l’iniziativa del OBR, ma non volevo scendere nella questione in questo post. Quello che conta é che se Luciana o Fazio hanno deciso di portarlo a Sanremo avrebbero secondo me dovuto far ballare uomini e donne e spiegarne almeno con 5 parole in più il senso. Tutto qui. Ma sono d’accordo con molte delle cose che scrivi.

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  • Non avendo visto Sanremo e leggendo l’articolo, penso che queste critiche siano giuste.
    A mio parere, nonostante il modo (che si sia rivolta alle donne nel monologo e che abbiano ballato solo donne) dobbiamo pensare che milioni e milioni di persone hanno visto questo spettacolo e che di violenza di genere se ne parla solo in “certi tipi” di programmi. Di One Billion Rising l’italiano medio non ne sapeva nulla, grazie alla Littizzetto questa non è rimasta una notizia di nicchia.

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  • Leggo qui molte delle cose che ho scritto stamane nella mia pagina. Totalmente d’accordo sulla discutibile comicità di Littizzetto, oltre che sulla sua inadeguatezza riguardo all’argomento di cui sopra.

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  • Io difendo la Littizzetto. I pionieri sono pionieri, perfettibili. Ovvio. e poi, CE LO VOGLIAMO FICCARE IN TESTA che, come esistono gli uomini porci e sessisti e quelli responsabili e intelligenti, esistono anche le donne intelligenti, professionali, dignitose, ma PURE QUELLE CHE SI DIVERTONO A FARE DEL PROPRIO CORPO QUELLO CHE PIACE A LORO?

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  • Alessia Scomparin

    Bellissimo articolo, condivido parola per parola. I 300 mila euro usati per pagare la signora Litizietto la Rai poteva utilizzarli per avviare programmi educativi nelle scuole o per aprire un centro antiviolenza e di ascolto in qualche comune. Parola, parole….sono stanca di parole. Il problema è grave e va oltre un flashmob o una manifestazione in piazza e 4 battute sulla gnocca a San Remo o al fatto che la parità sessuale si è raggiunta perchè la Litizietto non è una velina e non fa il palo seminudo con la farfalla sull’inguine. Noi donne dobbiamo pretendere e avere pari opportunità e rispetto. E siamo ancora ancora ben lontane dall’averlo. Pensate solo al ruolo sociale dato alla madre o alla casalinga o alla nonna, pressocchè uguale a ZERO, nonostante siamo gli amortizzatori a costo zero di questo stato. Strumentalizzazione del corpo femminile, mercificazione del sesso…. manca la cultura della parola, manca la presa di coscienza, manca la consapevolezza seria che porti ad un cambiamento. Qui si devono sondare millenni di storia umana, il ruolo sociale delle donne e degli uomini nella storia, la differenza tra genere e sesso, il ruolo sociale del matrimonio e della famiglia, …. Ci vuole una seria diffusione, convegni seri, con persone preparate, ci vuole sensibilità, ci vuole un’azione radicata nel territorio, nelle scuole, nei comuni, nelle forze dell’ordine, nei pronto soccorso….

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  • Non condivido questo articolo! Sono una donna libera e indipendente e sono femminista da quando avevo 10 anni! La cosa più bella é che nel corso della mia vita (ora ho 54 anni) ho potuto usare la mia intelligenza e creatività come volevo. Ho lavorato parecchio e ho girato il mondo. Ma attaccare tutto come state facendo voi …basta!!! Ieri sera ho visto la Littizetto e il suo monologo mi ha commosso, that’s all!! Questo vostro accanimento mi sta infastidendo!

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    • Marinella quoto al 100% con te!!

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    • Mi dispaice Marinella che tu ti sia sentita innervosita. Domanda sincera e non polemica: ma non pensi, proprio perché sei femminista, che nel suo discorso avrebbe potuto rivolgersi anche agli uomini, soprattutto quelli giovani. Io lavoro con molti adolescenti, e vedo come la TV entra nelle loro teste. Ogni volta che il tema della violenza delle donne viene raccontato come qualcosa che riguarda solo le donne non perdiamo per strada l’occasione di educare e autoeducarci tutti al rispetto e alla non violenza? Spero tu capisca che non avevo alcuna intenzione di infastidire ma piuttosto, come facciamo smepre in questo blog, di fare un esercizio di analisi e decostruzione di un momento televisivo seguitissimo da persone di tutte le età ed estrazioni sociali. Sarebbe stato bellissimo veder ballare insieme uomini e donne accipicchiaccia!!!!

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  • Sono stanca de* intelletual* schifiltosi che lanciano come strali critiche predittive, e che non hanno mai visto una donna vittima di violenza in vita loro – e se l’hanno vista non l’hanno guardata, nè accolta, nè sostenuta, non le hanno fatto colloqui, non hanno raccolto con lei i fatti per stilare la denuncia querela, non l’hanno accompagnata dall’avvocata, non sono andate a testimoniare in tribunale per ottenere la punizione del violento, non si sono occupate dei suoi tentennamenti, dei suoi sensi di colpa, delle sue nostalgie, del rapporto con figlie e figli spesso compromesso dalle situazioni vissute, dei problemi dei bambini e delle bambine, non l’hanno sostenuta nella ricerca di un lavoro, di una nuova scuola dove mandare i bambini, non hanno mangiato un pezzo di pizza con lei mentre lei ti dice che sì, dai, ora va meglio, e quella serenità che fa capolino dai suoi occhi è il miglior premio del lavoro che fai. Che faccio. Perchè io faccio questo, da anni, e non mi mancano certo gli elementi e la capacità per elaborare contenuti sulla violenza contro le donne, sui meccanismi che le sono sottesi, e a farne materia di pubblicazioni, di convegni in Italia e nel mondo, di formazione accademica. Ma le donne mi hanno insegnato una cosa, tra le tantissime altre: a stare sulla terra, sulla concretezza, sulla vita di tutti i giorni delle donne che vivono la loro situazione di coppia come una loro colpa, supportate in questo da un contesto sociale che le giudica, che non le crede, che attribuisce loro ogni colpa della violenza del loro partner, che non permettere loro di avere cura della propria vita perchè le obbliga ad un olocausto estremo di sè per onorare la missione eterna di salvatrici della famiglia, tabù e dovere su cui si plasmano le culture diffuse e le politiche sociali… Ognuna di queste donne crede di essere l’unica a vivere una situazione di violenza dal partner, ognuna se ne attribuisce la colpa. E ogni volta che riesce a giungerle un messaggio di tipo diverso – la violenza contro le donne è sistemica in questa società, tu non hai colpa delle colpe del tuo partner, ci sono modi per uscirne e persone che possono aiutarti…- ognuna di queste donne ha l’opportunità di cambiare la propria vita. Posso testimoniare che ogni volta che io o una mia collega di BeFee appariamo in tv, nei giorni seguenti centinaia di telefonate giungono nelle sedi dei nostri servizi. Ecco perchè io non disprezzo il messaggio della Litizzetto, non lo critico alla luce dell mia competenza vera, ma credo importante che sia passato, che sia un segno di discontinuità con la narrazione delle donne e della violenza di genere alla quale i media ci hanno abituato, provocando danni enormi e diventando complici di tutti i femmincidi e di tutte le violenze. Anzi, ancora più che complici, responsabili. Detto tutto questo, vale la pena di scagliarsi contro un messaggio diverso – per quanto non tecnicamente e politicamente corretto – che possa comunque raccontare un’altra cosa alle donne?

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    • Cara Oria, io non mi sono scagliata, ho solo sollevato delle riflessioni critiche su aspetti secondo me importanti che riguardano la comunicazione e le tematiche di genere (in questo blog é questo che monitoriamo: media e sessismo). Tu lavori con e per le donne vittime di violenza e hai giustamente un punto di vista indiscutibilmente autorevole legato alla tua esperienza e al tuo ruolo. Io lavoro con gli adolescenti da circa 13 anni e so bene il riflesso che la Tv e tramsissioni seguitissime come queste ha nelle loro teste. Un po’ più di attenzione e un po’ meno di stereotipi buttati lì non avrebbero guastato, si parla sempre solo alle donne, ma ci sono tanti uomini che forse sono pronti per ascoltarci e ascoltare qualcosa che parli anche a loro (o che li mostri semplicemente ballare insieme a noi, ai ragazzini ne son certa sarebbe servito!). Ma mi rassicura sapere che secondo te ci sia del bene anche là dove io vedevo qualche danno. Grazie per aver scritto questo messaggio così accorato e prezioso.

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      • Cara Giulia, hai sollevato una questione importante che ha generato un bel dibattito, grazie. Quanto a me, forse sono stata un po’ troppo veemente, ma solo perchè sono convinta che ogni azione che si fa contro la violenza alle donne, ma in generale a favore dei diritti e contro le discriminazioni, sia una goccia nell’oceano, e che alla fine, a forza di gocce, l’oceano cambia… Almeno di spera!!!

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  • non dividiamoci in posizioni pro o contro, é una semplificazione inutile e non é certo questo genere di scontro che volevo sollevare con le mie riflessioni. Voglio critiche costruttive, voglio che vi uniate a me nel chiedervi se un bambino oggi a scuola dirà “che bella gnocca che tette grandi” se si tratta di una delle conseguenze della responsabilità di chi presenta eventi seguiti da un grande pubblico come questo. Voglio che proviate a immaginare se la Littizzetto avesse parlato di violenza sulle donne rivolgendovi anche agli uomini che effetto vi avrebbe fatto. Vorrei che mi scriviate se, (anche chi non é d’accordo con me), non avreste apprezzato il veder ballare la gente del pubblico, o persone normali e non un corpo di ballo? veder ballare uomini e donne insieme?

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  • Ciao!! Intanto grazie per l’impegno e la forza a tutte e a tutti quelli che lavorano su questo tema!
    Io sono d’accordissimo con quanto scritto nell’articolo.
    Però vorrei dire 2 cose:
    1. In Italia siamo talmente indietro sul tema relativo alla questione femminile che purtroppo non si può parlare “difficile” come sarebbe bello e giusto, purtroppo la maggior parte delle persone non capirebbe – ben vengano quindi i messaggi anche se non sono proprio centrati, l’importante è INIZIARE APPENA APPENA a far riflettere, pensare il grande pubblico.
    2. Il gruppo dei Modà pesantemente maschilista è il favorito e le apparizioni femminili di modelle sono le solite…continuo a vedere pubblicità per strada e sui giornali con corpi femminili ridotti a penosi oggetti…nessuna immagine descrive la donna femminea reale sui mass media – in Italia sta cambiando davvero molto poco, il cammino è ancora lungo e tanto (ma molto bello) il lavoro da fare. Forza!

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  • stregadellosciliar

    Intervengo a supporto dell’articolo di Giulia, ma anche con tutta la solidarietà che sento per Oria Gargano, visto che lavoro in un centro antiviolenza, nella mia città.
    Capisco benissimo cosa intende dire Oria quando sostiene che un messaggio come quello della Littizzetto, arrivando agli orecchi e al cuore di una donna maltrattata che sta vivendo una situazione psicologica di terrore e di autocolpevolizzazione, possa dare un piccolo, piccolissimo contributo, se non altro una consolazione, una piccola “luce” (Oria parla benissimo, descrive in modo assolutamente autentico quello che accade e che vedo anch’io con i miei occhi, che sento anch’io nell’animo ogni volta che vedo una donna che viene da noi per “parlare”).
    Sostengo Giulia, perché non dice: “La Littizzetto NON avrebbe dovuto parlare alle donne”. Lei dice “Avrebbe dovuto parlare ANCHE agli uomini”.
    Fare un passo in più.

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  • Rispondo in merito al caso Littizzetto – Nazionale, anzi, tette della Nazionale.
    Io non mi capacito del perché alla gente roda così tanto quando una donna, oltre a essere competente nel suo settore, sia anche bella e non lo nasconda.
    Non so, forse è troppo radicata in questa gente l’ancestrale convinzione che talento, intelligenza e tutte le qualità interiori siano solo prerogativa esclusiva di quelle come loro, cui non sta a cuore la cura dell’estetica (scelte personali che io rispetto, ma poi non attaccatemi perché sbraito) e pertanto, sentendosi minacciate da donne belle e competenti, pensano di rimetterle al loro posto sminuendole con questi commenti acidi dietro la scusa dell’ironia? Boh, a me sembra la stessa falsa ironia di chi, all’opposto, attacca le persone con difetti fisici.

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  • Sono d’accordo su tutta la linea. Però io, che ogni giorno, per lavoro, vedo donne vittime di violenza di genere, dico che la maggior parte di esse non è consapevole del fatto che quello che vivono non è amore. Sono d’accordo che la violenza maschile sulle donne è un problema che riguarda gli uomini e sono d’accordissimo che bisogna rivolgersi agli uomini, ma questo serve se si fa prevenzione e informazione. Rivolgersi agli uomini violenti dicendo loro che quello che fanno è sbagliato, lascia il tempo che trova. Invece, rivolgersi alle donne dicendo loro che “questo non è amore” è sempre utile.

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  • E nella serata di ieri sera abbiamo visto anche di peggio, con Moreno-Rockfeller tornato a recitare un sessismo tra i più beceri degli anni ’80, con tanto di molestie fisiche a Littizzetto che non ha neppure reagito…

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  • ” sole 2 parole: questa comica in quelle poche serate, che ho vista di “che tempo che fa”, non mi ha mai fatto ridere. Semplici battute, che si possono sentire da comici locali, non da chi si presenta su schermi nazionali e non ho mai capito l’importanza, che gli è stata data x questa partecipazione al festival, che pensavo ed ho indovinato non avrebbe apportato quasi nulla.

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  • Condivido parte delle critiche elencate, anche se come dire me ne faccio una ragione per così dire storica.
    Anche io ho cioè constatato che l’umorismo della Littizzetto con Fazio, riproponeva i grandi classici della comunicazione sessista. E’ un tipo di conduzione che già mi ha un po’ stancato altrove, e anche un tipo di linguaggio che non credo sia affatto facile per la Littizzetto cambiare con facilità. Sono il sintomo di un certo cambiamento storico: un passo avanti rispetto al passato, ma indietro rispetto al mondo che vorremmo: perchè una donna al posto di due vallette è una donna in una posizione di potere diversa, ed E’ meglio di due vallette. Una donna che condivide l’umorismo sessista dimostra – vecchia questione per me – che quell’umorismo sessista non è cosa di maschi ma di culture, e a sua volta domandola ne riduce il portato implicito. Perchè essa stessa è l’eccezione alla regola che enuncia. E quindi certo che Fazio e Littizzetto sono migliori dei casi precedenti, come lo era la Clerici secondo la cornice italiana: ossia vince la donna che mantiene uno stereotipo, ma in quel modo lo fa incrinare. Queste cose, piaccia o no – ci servono. Alle volte, un certo tipo di femminismo evoluto diciamo così, vorrebbe vedere in Italia gli stilemi di comunicazione che si vedono altrove – ma altrove care mie, c’è un’altra cultura ad accoglierli. E per arrivare a quella cultura, ci sono state vagonate di Littizzette. Che per esempio hanno popolato il cinema americano già nelle migliori commedie di Cukor e a seguire.
    Dopo di che la Luciana si è rivolta solo alle donne. Ahò sai che novità. Anche io lavoro nei centri antiviolenza e anche io ho a che fare con il femminismo italico operativo ivi compresa la campagna promozionale del One etc. etc. e Littizzetto o no, in Italia c’è sempre questa storia delle donne che devono parlare alle donne e degli uomini pippa. Non solo i centri antiviolenza, almeno nella rete dove io ho collaborato sono gestiti da donne e ci lavorano solo donne, ma provate come me a sondare presso questi ambienti le reazioni davanti alla possibilità di fare azione di recupero, di lavoro, con maschi violenti e vedrete che reazioncine. E la cosa interessante è che questo sessismo di avanzo, questo sessismo che esce dalla porta ed entra dalla finestra funziona: perchè in un paese vecchio funzionano solo strumenti vecchi: quelli nuovi sono rifiutati.
    Parimenti, Luciana per quello che riguarda la pubblicizzazione dell’iniziativa in questione, non poteva fare diversamente: essa ha veicolato in maniera sabotata e innoqua contenuti che se fossero stati presentati seriamente e rivolti a tutti sarebbero stati violentemente respinti.

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    • ” E la cosa interessante è che questo sessismo di avanzo, questo sessismo che esce dalla porta ed entra dalla finestra funziona: perchè in un paese vecchio funzionano solo strumenti vecchi: quelli nuovi sono rifiutati. Parimenti, Luciana per quello che riguarda la pubblicizzazione dell’iniziativa in questione, non poteva fare diversamente: essa ha veicolato in maniera sabotata e innoqua contenuti che se fossero stati presentati seriamente e rivolti a tutti sarebbero stati violentemente respinti”

      GRAZIE Zauberei per il tuo super-commento che mi aiuta a mettere a fuoco meglio la questione e che mi da davvero tanti elementi su cui riflettere. Mi chiedo come mai l’Italia sia, molto più di altri paesi europei, così restia a qualunque strumento nuovo, a qualunque forma di novità e diversità (e questo non vale solo per ciò che riguarda il sessismo ma qualunque forma di apertura alla modernità e alla diversità presente nella società moderna). Mi chiedo, con un certo sconforto e avvilimento: è così vero che gli italiani e le italiane non sono pront* a sentire messaggi diversi? Siamo così indietro? Forse gli adulti, i vecchi non sono pronti al nuovo e a nuovi linguaggi ? Io con i giovani ci lavoro, ne incontro tanti. Sono sicura che loro sarebbero saliti su quel palco a ballare OBR, sono sicura che se Luciana avesse detto qualcosa anche a loro, loro sarebbero stati pronti ad ascoltare e a supportare il nuovo. Non é anche e soprattutto per loro che ci battiamo, per gli uomini e le donne di domani? La televisione ha un potere immenso e anche se capisco e accetto di buon cuore tutte le cose che sono state dette in questo dibattito, continuo a pensare che fare le cose meglio non sarebbe costato grande fatica. E che qualcuno a sovvertire questo vecchiume ci deve pur provare. Ma forse allora sono io l’ingenua.

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      • “Mi chiedo, con un certo sconforto e avvilimento: è così vero che gli italiani e le italiane non sono pront* a sentire messaggi diversi? Siamo così indietro? Forse gli adulti, i vecchi non sono pronti al nuovo e a nuovi linguaggi ? ”

        Ti posso dire che il mio compagno (svedese), quando veniamo in Italia sottolinea che ció che l’impressiona di piú del nostro Paese é il conservatorismo. La pubblicitá, la televisione, il modo di vestirsi, presentarsi, costruire le case, arredare, tutto. Ai suoi occhi l’Italia sembra ferma agli anni 70 o prima in generale; all’inizio non ci avevo pensato, abituata a vedere posti e cose con l’occhio dell’abitudine, ma poi l’ho notato anch’io, e ho pensato che sono via dall’Italia da tredici anni e non é cambiato nulla, addirittura mi sembra che siamo tornati indietro su molto.
        Il commento di Zauberei mi sembra perció ben pertinente. L’Italia é ferma su schemi vecchi, la novitá di certi messaggi e ragionamenti é, purtroppo, relegata in spazi-nicchia visitati da poche persone, poche in confronto ai milioni che vivono nel Paese.

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      • No scusate, sono d’accordo ma solo in parte. Qui non stiamo parlando solo degli adulti, ma anche e soprattutto di giovani e adolescenti. Sta a noi, é nostra responsabilità, spezzare la catena di questo vecchiume. Le ragazze e i ragazzi di oggi di un ‘Italia ferma agli anni 70 non se ne fanno nulla, e infatti tantissimi se ne vanno. L’immobilismo italiano é difficile da combattere. Ma non impossibile.

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  • Luciana Littizzetto ha una sua formula di comicità che ha sempre fatto presa sul grande pubblico. Qualche volta mi ha divertita, altre un po’ meno. Ma non ci si poteva aspettare che parlasse della violenza sulle donne in modo accademico. Sono stata giovane e forse non abbastanza civetta e mi sono difesa senza troppi sforzi. Dai sessantanni in poi con meno corteggiatori ho avuto un senso di sollievo. Ora gli uomini sembrano incattivirsi contro le donne. Si vede che sono più deboli e non sopportano d’essere abbando nati. Si vede che ci sono più sfigati di una volta. In quanto ad accettare l’omosessualità, finché ci saranno in giro dei Giovanardi e delle Binetti non si arriverà neanche alle unioni civili. Francamente pensare ai matrimony gay in un momento storico come questo, mi sembra del tutto superfluo.

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    • Non credo affatto che sia superfluo pensare ai matrimoni gay, anzi mi sembra una delle tante priorità perché la parità contro ogni discriminazione è e deve essere una priorità. Inoltre vorrei sottolineare che qui nessuno ha pensato che la Littizzetto avrebbe dovuto parlare in modo accademico di violenza, ma piuttosto che avrebbe dovuto rivolgersi ANCHE e non SOLO agli uomini, avrebbe potuto moderare il linguaggio non utilizzando espressioni e atteggiamenti sessisti e potevano organizzare la partecipazione (SE SINCERA) al One billion rising facendo ballare persone normali (e non un asettico corpo di ballo) fra cui anche UOMINI e RAGAZZI. La violenza sulle donne non riguarda solo le donne, va ribadito e non è una questione “accademica”!

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  • trovo interessanti le osservazioni per un master analitico sullo sdoppiamento delle punte nella cultura di massa .
    ma ricordo -soprattutto a chi vive all’estero (lo streaming purtroppo fa perdere colore e moltiplica le doppie punte) o sul Pianeta Papalla (posto bellissimo)- che si trattava di Festival di Sanremo nell’Italia 2013 e si doveva arrivare a parlare con il più grande pubblico possibile. e Luciana Littizzetto con il suo umorismo a volte terra-terra, a volte fastidioso ce la fa. ricordo che è stato realizzato un Festival dove si è parlato di violenza contro le donne, una persona transgender ha dedicato alla sorella il proprio percorso di consapevolezza, un uomo ha potuto cantare in maniera non ridicola “Ti amo, uomo” e vincere per questo un premio. e mi accontento. poi è vero: la modella israeliana è stata vestita da uno stilista che odia le donne, Luciana ha giocato un po’ troppo al brutto anatroccolo (ma l’intesa con Carla Bruni era divertente), la citazione di “Se Non Ora Quando” non era filologicamente corretta, avrebbero potuto ballare gli uomini (io l’ho fatto, empaticamente). non vedo l’ora che arrivi un Festival condotto da Luisa Muraro (e non scherzo) ma per ora mi accontento.

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    • ; ) Il master analitico di cui parli caro Paolo é il contesto di questo blog, certo! Il blog delle doppie-punte!! Ci segui regolarmente? Conosci il lavoro che facciamo? E a che posto sta l’Italia nel processo di superamento di mentalità medievali nei confronti delle tematiche di genere? No, giusto per dare un senso in più a questo post che non è un sasso scagliato nel vuoto (come, perché e a chi si rivolge, quali i miliardi di articoli, le ricerche, le segnalazioni, le azioni, riflessioni che portano fino all’azione non gradevole di vivisezionare una trasmissione per monitorarla). Per fortuna noi non siamo Saremo e in questo spazio libero e indipendente mi sono potuta permettere di sottoporre a lettori e lettrici osservazioni personali, condivise da moltissimi e criticate da moltissimi altri. Resto comunque della mia opinione, molti i passaggi che mi hanno lasciata perplessa. Io non faccio parte della categoria degli accontentati e neanche di quelli che si accontentano! La canzone “Il postino (amami uomo)” é in assoluto una delle mie preferite…assolutamente magnifica. GRAZIE di averla menzionata. Sullo stesso palco della persona transgender (che ha un nome e un cognome!) sono salite ospiti donne lì in quanto modelle. Il massimo dell’emancipazione! Sullo stesso palco le battutine e i vari che gnocca, e i cascamortismi di Fazio. Come se in Italia pretendere di più fosse pretendere troppo! Il ballo OBR peccato non aver spiegato cosa fosse, peccato peccato peccato…si poteva fare meglio? Senza ombra di dubbio. Il fatto che si sia fatto di peggio gli anni scorsi continua a non sembrarmi una giustificazione plausibile! Un caro e sincero saluto dal Pianeta Papalla : )

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  • Ciao, potete darmi un esempio di come ci si possa rivolgere agli uomini violenti invece che solo alle donne? Che cosa poteva dire la Littizzetto a questi uomini? “Guardate che picchiare la vostra donna è un crimine? Andate in galera? La violenza è male?” Un violento resta un violento, e lo sa che se uccide o picchia una donna può essere punito dalla legge. E’ per questo che è importante fare prevenzione presso le donne perché imparino a distinguere quello che è amore e quello che non lo è, che imparino a rispettarsi e farsi rispettare. La prevenzione si fa con la potenziale vittima, non con il carnefice, mi sembra.

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    • Certo, te lo spiego volentieri, per il semplice fatto che tutti siamo più o meno violenti, chi uccide o picchia la moglie non è detto che abbia già dato delle avvisaglie, che abbia già alzato le mani. In ogni caso, dall’ironia poco cortese del tuo messaggio, con cui dimostri poco rispetto per questo post e questo blog e l nostro lavoro, deduco che per te la violenza sulle donne sia un fatto che riguarda solo le donne e che l’unico modo possibile per limitarla sia quella di vievere sole, ben chiuse in casa. Il tema dell’educazione alla non violenza ti appare desueto? La violenza, cara Libera, non è solo lo schiaffo. La violenza sulle donne si perpetua in mille modi, dalla mancanza di lavoro che rende le donne non autonome economicamente, al fatto di non avere un conto in banca proprio o una propria carta di credito, al fatto di dover chedere che giorno della settimana puoi eventualmente uscire con delle amiche, alla violenza di un lavoro che avevi e che ti viene tolto perché devi occuparti dei tuoi figli. Le mille sfumature (non di grigio) che non sto qui a spiegarti perchè le conoscerai, ci dicono che un uomo non picchia o uccide solo perché così, é violento, ma perché considera la donna un oggetto di sua proprietà. E quella é una tradizione antica, purtroppo. E sul fatto che un uomo violento paghi perché punito a dovere dalla legge, vedo che sei male informata. Non sempre la punizione c’è, e non sempre corrisponde alla gravità della pena.
      “La prevenzione si fa con la potenziale vittima, non con il carnefice, mi sembra” questa frase dimostra che le mie riflessioni sono non solo corrette ma doverose. Mai sentito parlare di colpevolizzazione della vittima? Di slut walk? Quindi tu che non vuoi essere aggredita e violentata, nel dubbio, esci col burqa?

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      • +ma visto che tutti, uomini e donne siamo più o meno violenti non sarebbe il caso che imparassimo a dosarla, a gestirla questa aggressività anzichè negarla?

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  • Perchè snobbare San remo? Non è questioni di essere snob magar può succedere chei quel tipo di musica non piaccia affatto.A me San Remo annoia-

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  • sulla musica di san remo sono d’accordo con gaia: noia, presunte novità, l’orchestrona omologante.piovani non basta…su san remo e ruoli, anch’io non sopporto più questi siparietti, anche se la Littizzetto è in origine una comica ” di razza” – è attaccata da chiunque anche da prima di diventare noiosa, mentre Luttazzi che usa lo stesso linguaggio osceno ed è tremendamente sessista è stato idolatrato fino a quando non hanno “scoperto” da dove prendeva le sue battute.

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