Gli infelici spot di Prezzo Felice

Facevo zapping alla tv e mi sono imbattuta negli infelici spot di un nuovo portale e-commerce. Prezzo felice ha messo inonda alcuni spot. Il peggiore è quello del collaudatore di mogli, proponendo ancora una volta lo stereotipo della donna-oggetto da equiparare al prodotto venduto:

Un uomo all’arrivo del marito di una ragazza si giustifica dicendo che la stava provando per vedere se andava bene per lui. Che nessuno la chiami ironia. Cosa c’è di ironico in uno spot che attirerà tanti commenti da bar? di uno spot che si chiama “il collaudatore”? Stiamo lavorando ad un progetto contro questi stereotipi fastidiosi che vengono dalla televisione,stufe di essere rappresentate in questo modo, stanche di assistere a gente che continua a pensare che questa è ironia.

Perchè le donne dovrebbero accettare di essere umiliate in questo modo?

Parleremo di questo, parleremo del modo in cui i pubblicitari rappresentano le donne per vendere i loro prodotti. Parleremo delle pressioni culturali che ricevono le donne per non denunciare questo schifo, per indurle ad accettare queste umiliazioni.

Di cosa hanno paura le donne,diceva la Zanardo nel suo mitico 25′ “il corpo delle donne” che ha aiutato moltissimo le donne ad non accettare più gli stereotipi?

Paura delle pressioni sociali che ricevono ogni qual volta che chiedono rispetto: rispetto contro la violenza,contro la discriminazione. Il modo in cui le donne vengono rappresentate in televisione è una forma di DISCRIMINAZIONE EFFETTIVA che va denunciata pena l’accettazione e il consolidamento di ruoli subalterni.

In Italia le donne cercano di denunciare, vogliono denunciare ma non hanno i mezzi per farlo, quindi si lamentano sottovoce, accettano passivamente e per esasperazione quei ruoli che non vogliono.Le donne italiane oggi possono studiare, lavorare, fare tutto quello che le nonne non facevano, quindi come fanno ad accettare questo schifo?

Vai in giro e chiedi ad una donna se le piace come viene rappresentata in tv, qualsiasi donna,anche non femminista, dirà di no, ma sta attenta a non dirlo ad alta voce, come se si ha paura della reazione degli altri.

Noi lo sappiamo benissimo. Gli insulti, il dileggio che riceviamo dalla data di nascita di questo blog è talmente assiduo che ci siamo viste costrette a moderare i commenti, blindare i profili di Facebook ecc…

Ma questo non è servito. Hanno aperto dei blog contro di noi, decine di account e pagine clonate, perché noi non accettiamo quei ruoli. L’accanimento verso le donne che non accettano i ruoli stereotipati dei media è fortissimo, come se la donna non dovesse in qualche modo mettere in discussione la sua posizione subalterna. Parleremo anche di questo, per ora vi do solo qualche indizio sul nostro progetto a cui stiamo lavorando!

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