Video : la violenza sulle donne raccontata dai media

Cattura

Il lavoro che portiamo avanti giornalmente attraverso il nostro blog ci ha fatto notare come la comunicazione diffonda troppo spesso sessismo e alimenti stereotipi misogini già ben radicati nella società italiana.
Dopo esserci dedicate a lungo alle pubblicità sessiste abbiamo deciso di allargare il nostro raggio d’azione, così abbiamo iniziato ad osservare ed analizzare il linguaggio dei media, in particolar modo la maniera in cui divulgano le notizie circa la violenza sulle donne .
Abbiamo raccolto diverse notizie che riportavano eventi come femminicidi, stupri e violenze domestiche e abbiamo constatato che quasi tutte avevano due elementi in comune : la giustificazione costante nei confronti del violento e l’uso della parola “delitto passionale”.
Su quasi ogni articolo di femminicidio il violento è stato descritto come un uomo deluso, abbandonato, che aveva perso il lavoro, che ha avuto un raptus o che era sotto effetto di alcol o sostanze stupefacenti –anche quando si trattava di semplice marijuana- tutto ciò per indurre il lettore a credere che dietro questi omicidi non ci sia una cultura da abbattere ma episodi sporadici compiuti da singoli soggetti momentaneamente depressi o vulnerabili.
Anche le notizie di molestie e stupri vengono spesso riportate dai giornali in maniera fuorviante, avviene quasi sempre la colpevolizzazione verso la vittima : in che modo fosse vestita, se stesse camminando da sola o meno e l’orario in cui si trovasse in giro; mai un’analisi verso il fenomeno della violenza sulle donne, quasi sempre elementi inutili che colpevolizzano la vittima .
Così abbiamo deciso di raccogliere alcune di queste notizie e creare un video, che spieghi passo per passo cosa si dovrebbe evitare nella divulgazione di queste vicende, con la speranza che il nostro piccolo contributo possa essere d’aiuto ad un modo di fare comunicazione meno sessista e provinciale e che dedichi più attenzione a episodi che riguardano la violenza sulle donne.

Buona visione!

16 commenti

  • Reblogged this on lamartocchia and commented:
    Video:La violenza sulle donne raccontate dai media
    Da vedere assolutamente.
    Le parole hanno un peso.

  • Reblogged this on Sud De-Genere and commented:
    grazie a tutte le girls di un altro genere di comunicazione!

  • Reblogged this on L'Opinione Politica and commented:
    Un interessante video che evidenzia certi particolari degli articoli giornalistici sugli stupri non così evidenti normalmente ma capaci di comunicare messaggi distorti di stampo sessista.

  • Concordo su tutto, ma non vedo tentativi di giustificazione da parte dei giornalisti quando si parla del motivo che ha spinto l’uomo a commettere tali atti, penso si voglia solamente spiegare la “causa scatenante”. I femminici in primis sono crimini e come tali vengono riportati sui giornali, specificando movente (ed è qui che si inserisce la gelosia che voi invece vedete come giustificazione), complici, vittime, conseguenze e condanne. Questa è l’unica cosa che mi ha fatto storcere un po’ il naso, per il resto seguo i vostri articoli con molto piacere :)

    P.S. Vorrei specificare che sulla terminologia “delitto passionale” invece concordo pienamente con voi! Cosa ha a che fare la passione con la violenza??? :( Che ridicola “abbreviazione” giornalistica!

  • Davvero un video interessante e puntuale! Bravissime!

  • Diffondo; davvero chiaro e interessante!

  • Interessante e bella analisi.

    Se i media scavassero ( ma non ne hanno nessuna intenzione visto che sono in mano a chi sappiamo) sui reali motivi delle violenze si accorgerebbero quanto influisce l’educazione sessista di matrice religiosa che viene inculcata alla popolazione fin dalla tenera età…

  • Se non fossi me, vorrei essere voi! Vi adoro

  • brave brave brave! ora sono in viaggio ma da lunedi invio il vs video a tappeto ovunque. Lo mostrero in tutte le scuole. oggi sono in aula formatori a firenze e lo mostrero. lo mando ai giornali.
    vi abbraccio. avanti avanti

  • A me non piacciono le ipotesi secondo le quali dietro l’uccisione di una donna ci sia una “cultura” che spinge a ciò. È una spiegazione che non tiene conto che questi fenomeni sono diffusi a tutte le latitudini, quindi in culture profondamente diverse tra loro, e che secondo me non tiene neanche conto del fatto che un problema “culturale” interesserebbe una popolazione molto ampia (pensiamo per esempio a quanti adolescenti si uniformano alla cultura che vuole l’alcol come un elemento che aiuta la socializzazione), mentre il fenomeno del “femminicidio” interessa per fortuna una parte molto ristretta della nostra popolazione. Questa spiegazione non mi piace neanche sotto il profilo “etico”, perchè mi sembra che funzioni da attenuante: “mica è tutta colpa sua, è colpa anche della cultura”.

    Viviamo sicuramente in una cultura profondamente sessista, una misura della profondità a cui arriva questa cultura io la trovo anche nel fatto che persino le vittime, le donne, spesso contribuiscono a trasferirla alle nuove generazioni, attraverso l’educazione sessista che impartiscono ai loro figli (l’anno scorso, accompagnando mio figlio a una festa di carnevale sono rimasto sconvolto dal fatto che TUTTE le bambine erano vestite da principesse…).

    Io non credo che il “femminicidio” sia da collegarsi tanto alla cultura sessista, che sicuramente imperversa nella nostra società, quanto piuttosto ad una generale e profondissima incapacità (equamente distribuita tra i sessi) di gestire il rapporto intimo uomo-donna, soprattutto nel momento in cui diventa problematico, o si interrompe per volontà di una sola delle parti in causa.

    Io sono convinto che avremmo qualche morte in meno se l’idea dell’amore che, quando si trova la persona giusta, dura tutta la vita, fosse sostituita dall’idea che la fine di una relazione affettiva sia un suo esito assolutamente fisiologico, e che nulla abbia a che vedere con il fatto che l’altro/a sia la persona “sbagliata”.

    Perchè quando ci convinciamo che l’altro/a sia la persona sbagliata, dobbiamo cercare un modo per risolvere la “dissonanza” che sentiamo tra l’avere avuto un rapporto molto intimo con una persona, l’esserci aperti a lei, e la convinzione che questa sia una persona “sbagliata”. E la via d’uscita, per una parte delle persone, è pensare di essere stati imbrogliati, di essere stati trattati senza rispetto, e per una parte di quella parte, purtroppo, la reazione a ciò che loro percepiscono come un inganno o un maltrattamento è violenta.

    Sono stato molto prolisso, scusatemi, ma purtroppo quando sento di una cultura che spingerebbe l’uomo alla violenza verso la donna, penso (magari a torto, non credo di avere una verità nella tasca) che ci si stia allontanando dalla soluzione, invece che avvicinarcisi.

  • Molto toccante questo video, mi vengono i brividi! Io sono stata molestata al lavoro, davanti a tutti. Lui faceva finta di essere tutto preso da un’offerta economica di un fornitore ma capivo che fingeva e contemporaneamente mi palpava con un braccio. Forse gli è arrivato alle orecchie che ho parlato di lui al poliziotto dell’ospedale dove lavoro ma è solo un’ipotesi. Ormai l’accusa è caduta perché non mi molesta più ma ora non ne lascerò passare neanche una in quello schifosissimo posto. Noto con piacere che vi legge anche Olga, se potete aiutatela.

  • Oggi sul TG2 hanno spiegato che il femminicidio è sempre più comune e che si tende a giustificarlo, questo grazie sicuramente a voi!

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