Gli uomini virili che vanno a linciare lo straniero!

Pochi giorni fa a Bergamo un uomo di 34 anni ha stuprato una ragazza che tornava a casa dopo aver passato una serata con le amiche in un locale.

Della vittima si sa subito che era incinta e la notizia fa il giro del web. I giornali non omettono questo dettaglio, anzi lo accentuano come se il fatto di essere incinta fosse un dettaglio che dovrebbe fare dello stupro un fatto più riprovevole o per specificare la sua appartenenza ad un partner.
Poco dopo viene arrestato il responsabile, un kosovaro, che ottiene gli arresti domiciliari, pena che secondo i magistrati è sufficiente.
La rabbia dell’opinione pubblica non dovrebbe giustificare un fatto che avviene poco dopo la diffusione della notizia. Una folla di ultras si riunisce sotto casa dell’uomo minacciando il linciaggio. Sono tutti uomini.

Questo fatto rievoca l’episodio accaduto l’anno scorso a Torino, quando una ragazza promessa vergine fino all’altare, denunciò di essere stata stuprata da due rom.

Si può parlare in questo caso di solidarietà verso le donne? NO!
Pensiamo che si tratta comunque della solita scusa per accendere la rabbia verso lo straniero. Immagino che se il responsabile fosse stato il compagno, un italiano qualsiasi, nessuno sarebbe andato a protestare sotto casa sua contro le misure che la nostra bella giustizia italiana gli ha applicato.
Vedere un sacco di maschi virili che fiaccolano davanti a casa di un immigrato mi fa ribrezzo. Quanto è patriarcale un gesto simile? Mi fa pensare all’idea che gli italiani hanno del corpo delle donne e delle donne. Le donne come esseri deboli da tutelare. Il corpo femminile che appartiene agli italiani, ragion per cui non ho visto ancora nessuno andare a linciare uno stupratore italiano o un marito violento quando gli danno i domiciliari o lo scarcerano.
Uomini che invocano il carcere a vita o la pena di morte solo quando sono stranieri. Che bello! Mentre negli altri casi nessuno ha da ridire quando uno stalker viene assolto o scarcerato e il giorno dopo si presenta a casa dell’ex a massacrarla.

Nessuno è andato sotto casa di Tuccia a linciarlo quando un giudice gli ha dato i domiciliari nonostante ha letteralmente ridotto in fin di vita una ragazza, devastandone corpo e anima. Forse, perché lui è italiano e militare.
E’ fuorviante il messaggio che ne viene fuori: solo se italiano lo stupro o qualsiasi forma di violenza sulle donne è legittima. Infatti quando accade il dramma famigliare, il web si riempie di commenti che giustificano la violenza in famiglia. Se invece lo stupratore è italiano, ahimè è per tutti una falsa accusa o la vittima se l’è cercata, ha provocato, era una puttana o la pena é ingiusta o troppo alta. Basta leggere i commenti su un qualsiasi articolo che racconta una vicenda di stupro.

Come è successo ad Annamaria Scarfò, a Marinella stuprata a Montalto di Castro, dove la situazione si era ribaltata: erano, e sono ancora, loro a subire il linciaggio pubblico.
Nessun linciaggio quando un uomo, pochi giorni fa, ha malmenato sua moglie che lo andava a cercare al solito bar dove si ubriacava.

Nessun linciaggio quando un imprenditore italiano ha stuprato sua moglie rumena, l’ha costretta a girare video mentre faceva sesso con l’amante e ha piu’ volte costretto la figlia di dodici anni di “sverginarla”, tanto per usare le sue parole, quelle di un uomo che vive in un contesto culturale dove la verginità femminile è un valore; nessuna malattia quindi. Perché solo gli stranieri stuprano le donne, vero?

In India stanno protestando contro lo stupro senza distinguere gli aggressori dalla razza o dalla casta. Sono tanti gli uomini che sono scesi in piazza, molti di loro hanno indossato la gonna come forma di protesta contro il governo che ha deciso che le ragazze devono usare gonne piu’ lunghe e meno attraenti per non provocare gli stupratori.

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Qui in Italia molti uomini sembra che si vergognino di dire basta con la violenza sulle donne per difendere la loro virilità, figuriamoci indossare una gonna! E che dire dell’idea ancora viva, secondo il quale le donne che vengono violentate provocano a causa degli abiti succinti o non dovrebbero uscire di casa da sole la notte con le amiche?
Basta appunto leggere un qualsiasi dibattito sul web. Troverete persone, sopratutto uomini, usare le parole di Don Corsi per accusare le donne di vestire in modo troppo succinto o di uscire da sole con le amiche. In italia nel 2013. In Italia del 2013 una ragazza non dovrebbe uscire di casa senza essere accompagnata da un uomo, non dovrebbe indossare una gonna. In Italia nel 2013 un uomo non dovrebbe stuprare o non dovrebbe pensarla in questo modo!

E’ un problema culturale, l’abbigliamento non centra. In gran parte del nord Europa, ma anche in Spagna e Francia, è pieno di ragazze che escono sole la notte e vestite con abiti succinti e nessuno metterebbe in discussione la loro libertà e raramente subiscono molestie come accade in Italia appena una donna, anche vestita con un paio di jeans esce di casa in pieno giorno, come confermano alcune fonti che vivono all’estero. Infatti è un problema culturale che va ricercato nell’educazione sessuale che ricevono alcuni uomini!
Se si iniziasse ad educare la popolazione maschile alla sessualità, come nei paesi citati, dove l’educazione sessuale si fa nelle scuole, nessuno metterebbe in discussione la libertà sessuale e sociale delle donne e nessuno molesterebbe e stuprerebbe una donna.
Non voglio pensare che gli stessi che ora vanno a fiaccolare contro l’immigrato sono gli stessi che umiliano le proprie donne o che si sono macchiati degli stessi comportamenti. Ecco perché. In Italia ancora nessuno ha imparato che lo stupro è un atto vergognoso e orrendo, indipendentemente da chi lo compie.

Provino almeno una volta ad intervistare le vittime. Cosa ne pensano le vittime, magari quelle stuprate da italiani, se si sentono meglio rispetto a quelle violentate da immigrati. Cosa ne pensano quelle che non hanno coraggio di denunciare perché non si sentono credute, perché essere stuprate da un italiano è una doppia sfortuna: avere la certezza che nessuno ti difenderà o ti crederà, che ti considereranno una di facili costumi, che la stampa non scriverà che sei incinta o che sei mamma per dimostrare che sei una ragazza per bene, ma scriveranno di tutto per far sembrare che te lo sei cercato e che non eri una brava ragazza per convincere il lettore che c’è un legame tra lo stupro e il tuo comportamento.
Metteranno la solita immagine di repertorio con la ragazza piacente e svestita che si copre il volto, parleranno di presunto stupro, scriveranno particolari che non hanno nulla a che fare con lo stupro, che non è la tua gravidanza ma il tuo passato o come eri vestita.

Perché non possiamo più girarci intorno. Sono i media con il loro immenso potere ad influenzare l’opinione pubblica, a fomentare razzismo, sessismo e via dicendo. Sono stanca di ripeterlo.

4 commenti

  • Pingback: Gli uomini virili che vanno a linciare lo straniero! « Elena

  • Ho letto tutto d’un fiato, pensando le stesse medesime cose scritte, condividendole parola x parola, anzi anticipandone alcuni contenuti prima ancora di leggerli nel post.
    Ho pensato anche io all’India e a quanto noi avremmo da imparare..perché la loro protesta è nata “dal basso”, dal cuore e dalla pancia, mentre noi spesso, come in questo corteo “punitivo” usiamo la testa, ma nn la nostra, bensì quella influenzato dai martellamenti quotidiani cui siamo, consci o meno, sottoposti.
    Lavoro in 1centro di accoglienza x donne vittime di violenza, e la mia rabbia é immensa quando vedo queste azioni “a senso unico”, o meglio con “l’unico senso” di punire il “diverso”, meglio se straniero. Ma dove sta in tutto ciò l’attenzione alla vittima? Quale lotta si pone in atto a favore di vittime poi regolarmente lasciate sole da 1stato senza risorse (o meglio, mal amministrate). Quali sono stati (e saranno x tutta la vita) i suoi vissuti? No, queste domande sono troppo impegnative e, perdonatemi la divagazione “di genere”, femminili per appartenere ad un uomo.
    Meglio vestirsi da cavernicoli e risolvere le questioni mostrando i muscoli (cervello escluso, ovviamente..). Ma torna a rimbombarmi la stessa medesima questione: dove erano costoro? Dove saranno alla prossima vittima? Perché se hanno deciso di intraprendere questa “missione” sappiano che l’impegno sarà quotidiano, tutti i giorni dovranno far le ronde contro 1maltrattante. Io li aspetto a braccia aperte..chissá che, posata la clava, non si possa iniziare a discutere….

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