Anno nuovo, vecchie questioni!

L’anno è appena cominciato portando con sé campagne pubblicitarie con gravi contenuti sessisti. Leggendo il blog Spot Anatomy blog che analizza i messaggi pubblicitari, ho trovato alcune segnalazioni che sono state fatte tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013.

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Questa pubblicità, annuncia Spot Anatomy, è stata rinvenuta il 21 dicembre a Napoli, Riviera di Chiaia. L’allusione sessuale è esplicita e la donna ridotta ad una specie di oggetto sessuale che dev’essere sempre disponibile al sesso. Ma che bravi! Anziché vergognarsi di fare quell’esplicita allusione al sesso si sono accurati di coprire le “vergogne” alla modella, perché è sono le tette e la fica a fare scandalo non il cazzo. Questo rafforza ancora di più il messaggio maschilista del cartellone, ancora di più dell’immagine della donna-oggetto offerta dalla presenza della modella sessualizzata.

Teniamo a precisare che il cartellone potrebbe essere presente anche nelle città dove è presente la catena di Fast food.

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A Napoli hanno messo in vendita questi adesivi. Realizzato da una nota azienda che produce biglietti augurali della provincia di Napoli, presenta l’immagine di una donna stilizzata “da buttare nel cesso” con accanto una scritta “vietato l’ingresso alle coppie”. Insoma, la donna è un oggetto che va buttato dopo l’uso.  Gli adesivi sono presenti nelle cartolerie e sono stati notati da alcune persone che li hanno segnalati ad alcune associazioni femminili che hanno richiesto la rimozione.

COMUNICAZIONE SEMPRE PIU’ VIOLENTA. La “comunicazione di genere” in Italia è sempre più violenta. Le pubblicità raffigurano le donne in maniera sempre più lesiva. In tv, in questi giorni, è in onda  lo spot di una nota palestra “che ritrae una donna dal corpo perfetto ed un brutto volto” come commenta Maurizio che su Spot Anatomy ha segnalato lo spot, presente anche su versione stampa “che colpisce anche di più per il contenuto sessista e degradante della donna vista solo come un corpo”.

C’E’ CHI TORNA INDIETRO. La versione stampa risale al 2006, tiene a precisare il blog, facendo notare che negli ultimi 5 anni avevano migliorato la loro comunicazione. Un salto indietro ingiustificato che fa solo tristezza.

QUALCHE PASSO AVANTI. Nella comunicazione televisiva si intravede però qualche passo avanti. Aumentano gli spot che danno spazio alla paternità. Uomini che si prendono cura dei loro figli, mentre li portano a scuola, mentre gli preparano il pranzo. Recentemente hanno tagliato lo spot di Jodosan Influmed. Non ci sono più i riferimenti “alla moglie che lavora fuori casa“. Ci chiediamo se è frutto di un caso o l’azienda ha letto il nostro post e i dibattiti sul web. Infine va in onda un’altro spot: è quello di Orogel dove un fidanzato ammiccante prepara la cena alla propria fidanzata.

UOMINI LESI. Ma c’è anche un fenomeno nuovo: la pubblicità sessista che offende la dignità maschile. In questi giorni va in onda questo spot (vedi qui: http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=qOajpjwLgdc). Chiediamo agli uomini che ci seguono se si sentono offesi a vedersi rappresentati come “utensili”. Potrebbe sembrare a prima vista una “rivincita della casalinga” ma vorrei sentire le opinioni maschili.

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