Non chiamatelo solo bullismo: Perchè la società continua ad opprimere (sessualmente) le donne?

299059_463957380331683_1517145506_nChe bellezza vedere la stampa che strumentalizza la morte di Carolina. Ma non lo avete capito che il bullismo è solo una conseguenza?

Non avete capito che così non date senso alla sua morte? Ma in fin dei conti che senso ha ammazzarsi a quattordici anni a causa dei pregiudizi?

Dalla stampa apprendo che la piccola Carolina veniva presa in giro e perseguitata a scuola e su Facebook. Veniva insultata, stalkerizzata, perseguitata da pregiudizi, come intitola l’articolo di oggi su La Stampa. Il suicidio di una ragazzina è il ritratto di un paese che disprezza una ragazza che non si uniforma ai modelli sociali che le vengono imposti, ma anche ritratto di una società in cui le ragazze danno peso agli insulti ricevuti perchè percepiti come macigni e hanno ragione, perché in una società sessista sentirsi considerate delle puttane solo per “esserci lasciate andare un pò” è veramente riprovevole, anche peggio del bullismo in sé.

 Carolina considerata una ragazza di facili costumi perché «era una ragazza semplice, ma le piaceva mettersi al centro dell’attenzione» , racconta un amico. Carolina considerata una ragazza di facili costumi perché da quando si è lasciata con il fidanzato hanno iniziato a girare cattive voci su di lei. Lasciarsi con un fidanzato significa essere considerata una ragazza di facili costumi, in Italia nel 2013. E ora capisco ancora di più chi arma le mani al femminicida e come mai l’Italia è uno dei paesi con il più ampio gap di genere. Carolina considerata una ragazza di facili costumi perché non aveva alcun diritto di “lasciarsi andare” ad una festa a casa di amici, perché aveva scelto di “lasciarsi andare” con chi voleva lei. Il bullo pentito che la insultava perche’ “gli dava fastidio il suo modo di fare”. Carolina considerata di facili costumi perché ad una festa ha respinto alcuni suoi corteggiatori che avrebbero anche tentato di abusare di lei. Scegliere di non essere sessualmente disponibile ad un uomo significa in Italia essere “di facili costumi”. Perché è proprio qui in Italia che viene coltivato il culto della “donna oggetto” che non può scegliere, che dev’essere scelta, cacciata e posseduta su volere del maschio e che ha compito di soddisfare il maschio. Un abuso sessuale scambiato per rapporto consensuale. Una ragazza considerata colpevole di un abuso sessuale, nel 2013 in un paese che si ritiene più evoluto dell’India. Ma che razza di idea hanno del sesso i giovanissimi italiani? 

Poi dalla stampa emergono altre fonti che accreditano la fattispecie femminicida del reato. Era l’ex-fidanzato ad aver diffuso le voci. Siamo alle solite. Ragazzi maschi che fin da giovanissimi non accettano che una donna abbia l’autonomia di mettere fine ad una relazione. Perchè la donna autonoma ancora oggi viene considerata una puttana che lede l’onore maschile. Per questo motivo il femminicidio in Italia ha numeri così alti.

Ma qui si tratta di un ragazzo che si è servito della solidarietà di altri maschi per distruggere l’esistenza di una ragazzina fino ad indurla al suicidio. L’ex-ragazzo ha diffuso le foto di Carolina mentre baciava un altro. Una ragazza single che bacia un altro ragazzo è immorale?

E ora capisco ancora di più chi arma le mani al femminicida che considera la propria donna come una proprietà nonostante fosse un ex-partner. Ora capisco perché l’Italia ha anche il primato in Europa per femminicidio.

 Ma i giornali che strumentalizzano l’accaduto non si rendono conto di quanto è agghiacciante che una ragazza giovane in Italia non abbia diritto a costruirsi una nuova vita o il solo fatto di scambiarsi un bacio con uno sconosciuto sia motivo di disprezzo e di stigma? Che cosa è un bacio di fronte ad una società ipersessuata che ti schiaffa le natiche di pinco-pallina per vendere anche il dentifricio? Non ci vedono una forma di oppressione sessuale verso le donne? Perché non parlano di violenza contro le donne? Perché continuate a far finta che i rapporti di potere tra uomo e donna non esistano?

 Sappiamo benissimo la condizione femminile nei piccoli paesi italiani, ancora peggio di quella nazionale. Nascere donna, qui, sembra quasi una sentenza di morte. Donne che subiscono non solo maltrattamenti, stupri, violenze domestiche, femminicidi, ma anche l’umiliazione di non poter decidere della propria vita e di autodeterminare il proprio sesso perché controllato da un uomo che si crede il suo proprietario, sostenuto da un intero gruppo di maschi che non tollerano che le donne possano disporre autonomamente del proprio corpo. Ragazzi che imparano già presto a discriminare le donne, forti di quella cultura che li sostiene perpetuando modelli sessisti. Quanto è responsabile il nostro sistema scolastico e più in particolare quello politico, dove la scuola è l’ultimo dei problemi, anzi vogliono anche tagliare i fondi all’istruzione, in un Paese dove la violenza e il pregiudizio si rafforza in quegli ambienti, come conseguenza della mancanza di un’educazione sessuale e relazionale. Così i ragazzi si fanno autodidatti scontrandosi con modelli di genere diseducativi che la nostra società, perfino il sistema politico, promuove (ne parla meglio Lorella QUI).

Questo è femminicidio, il primo femminicidio dell’anno, ma lui non si è voluto sporcare le mani, ha preferito esercitare una forte pressione psicologica e lasciare a lei la “scelta” di morire; molti violenti lo sanno fare benissimo, semplicemente servendosi delle “norme sociali” che hanno  svantaggiato le donne e applicandole per opprimerle. Sarebbe stato femminicidio comunque, anche se fosse viva, perché privare donne della propria libertà è una forma di femmincidio.

10 commenti

  • Blablablabla….Femminicidio….blablablablabla….facciamo una “camminata da mignotte” per protestare….blablablablabla….che schifo gli uomini, se si suicidano loro chi se ne frega, se lo fa una donna a morte…..blablablablabla….diciamo sempre le stesse cagate a ripetizione…..blablablabla….oscuriamo i dati e ignoriamo le fonti……blablablabla,….soldi a centri antiviolenza, togliamoli a scuola e sanità…..blablabla….italia terzo mondo tutte le altre nazioni sono le meglio….blablablabla….non esistono donne che si inventano stupri e gli affidamenti vanno alle donne perché gli uomini puzzano e sono brutti e cattivi….blablablablabla….libera di girare con una sciarpa come gonna perché è il mio più grande problema dell’italia oggi….blablablabla….libere di essere obese, chi se ne frega della salute, devono essere obbligati a prendermi anche così…….blablablabla……se sei bella fai un crimine contro le altre donne e se le critichi sei vittima della società maschilsta….blablablablabla…..se tradiamo esigiamo la separazione e pure i soldi e la casa anche se lavoro e ho un amante, se no come la compriamo l’ultima borsa di vuitton….blablablablablabla

    Prendi un post a caso dei 300 scritti e la base è sempre quella con parole mischiate.E’ davvero un blog con molti argomenti variegati….

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    • E il tuo è veramente un commento costruttivo e argomentato :)

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      • La cosa veramente simpatica non sono tanto i blablabla -che ovviamente apprezzo e ammiro come farei con un discorso sull’omologazione di Pasolini o per qualche poesia della Merini- ma più che altro che certi commenti arrivino sempre da gente senza identità, con email assurde e appena create :D, quando si suol dire avere il coraggio delle proprie azioni (o idee); per giunta chi ti dice di leggerci, te lo ha ordinato il dottore :D ?!

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    • Qui nessuno dice che gli uomini fanno schifo, altrimenti non sarei qui a seguire questo blog. Ho un ragazzo, un ex- ragazzo che non si è vendicato dopo averlo lasciato ed è stato egregio, un migliore amico e una grande ammirazione verso il mio capo inanellatore. Certo, non sono sempre d’accordo su tutto, ma qui non vengono negate le violenze sugli uomini: femminismo in origine vuol dire pari diritti per TUTTI, donne, uomini, bambini, gay, lesbiche, trans, stranieri e anche portatori di handicap. Il tuo commento comunque è talmente pieno di stereotipi che mi fanno capire cosa pensa l’Italia l’Italia delle donne. La borsa di Luis vuitton. Ti svelo un segreto: noi donne nella maggior parte dei casi non ce la possiamo permettere perché la scuola costa troppo e poi prenderemo degli stipendi da fame. Come i nostri uomini del resto.
      Saluti

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    • Caro Sigfrid, se la maggioranza degli uomini italiani, e purtroppo è così, ragionano come te solo per preconcetti ed evitano come la peste una seppur minima argomentazione, ben vengano altri 3000 di questi articoli!!

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  • Era una bella ragazza, con un look appariscente e quindi veniva strumentalizzata a piacimento dei maschilisti. Io non passavo inosservata per i motivi opposti. I ragazzi a scuola mi prendevano in giro dicendomi un sacco di volgarità e facendomi i dispetti. Sono anche stata tentata di lasciare la scuola ma sono stata incoraggiata da una ragazza che non era neppure mia amica. Mi aveva detto che dovevo farmi un futuro. A volte mi immaginavo di morire investita: non ne potevo più. Al lavoro le cose non mi sono andate meglio ma sto imparando a difendermi. Quella scuola aveva di buono che gli insegnanti erano preparatissimi e mai noiosi (pure molto severi).

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  • Pingback: #RIPCarolina: la bellezza non rende felice una donna! – Un altro genere di comunicazione

  • L’autrice del post ha detto tutto, che aggiungere? Forse riprendere il concetto del “controllo collettivo” che opera nei piccoli, o meno piccoli, paesi, e che si esprime in quelle dinamiche che tutte/i coloro che ci hanno vissuto, per tanto o per poco, conoscono bene, e che si possono riassumere in quella che le nostre nonne avrebbero chiamato “maldicenza”, e quindi nel linciaggio simbolico di questa o quella persona. Oggi come ieri, si tratta di dinamiche influenzate, nei loro contenuti, dalla cultura di massa corrente: di fronte a queste tristi ovvietà trovo truffaldino il discorso di coloro che ricollegano la persecuzione personale di un soggetto, agli strumenti del web, come se quelli non fossero la forma contemporanea di un’attitudine antica.

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  • Per me per chi fa il bullo ci vorrebbero meno poverino, e più responsabilità per le proprie azioni, senza tirare fuori la società come entità astratta causa di ogni male, nel senso di quei commenti tipo “eh, al giorno d’oggi, una volta certe cose non accadevano”, sì che la cultura del paese li cresce così, ma poi lì a offendere ci sono loro, mentre dicono a uno che fa schifo non lo sanno che lo stanno offendendo? ma no, non se ne rendono conto, stanno solo informando l’altro della sua condizione di schifezza, così può andare a casa a migliorarsi e adeguarsi agli standard. Anche un po’ di senso di colpa per l’accaduto non gli farebbe mica male, ma no, meglio non turbarli e lasciargli continuare la loro vita tranquilli e sereni.

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  • Comunque prima di scrivere fiumi e fiumi di parole, sarebbe meglio aspettare di sapere quali siano state le varie cause. Le cause sono state spiegate in una lettera il cui contenuto non è ancora noto, il resto (a parte la martirizzazione da “la società non accetta che abbia respinto un abuso sessuale” ho letto di foto sexy rese pubbliche, sfottò via social network vari) sono solo ipotesi avanzate da amici e familiari, ovvero per la maggior parte 15nni.

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