Quando perfino il giudice fornisce l’alibi all’assassino #25novembreSempre

melania-rea1Nell’aprile del 2011 viene ritrovato il corpo senza vita di Melania Carmela Rea nelle campagne di Colle San Marco. Dal primo momento l’unico indagato del delitto fu il marito Salvatore Parolisi, caporalmaggiore che aveva rapporti con alcune soldatesse che addestrava in caserma. Nell’ottobre del 2012 viene condannato all’ergastolo per omicidio volontario nei confronti di sua moglie. 

La stampa e gli inquirenti lo definiscono come un fedifrago con una doppia vita che ha ucciso sua moglie, descritta invece come una moglie e madre modello della figlia che aveva avuto con lui, la piccola Vittoria.

Oggi invece un gup cambia le carte in tavola, fornendo un alibi all’assassino, uno dei tanti autori di femminicidio, fenomeno di cui ogni due giorni si macchia il nostro Paese.

Secondo il gup, Marina Tommolini, Melania era «figura dominante», responsabile nell’aver armato la mano del suo assassino solo perché non accettava di essere sessualmente condiscendente e pure “cornuta”. Il giudice giustifica, infatti, il tradimento coniugale: un marito che tradiva sua moglie per cercare conforto dal ruolo di sudditanza morale a fisica nei confronti della moglie. Secondo il gup di Teramo, Melania avrebbe quindi rifiutato un rapporto sessuale scatenando la reazione d’impeto di salvatore che «ha reagito all’ennesima umiliazione, sferrando i primi colpi». Lui, secondo il gup, voleva un rapporto sessuale perché  «[…] vedendola seminuda (quando andò a fare la pipì ndr), verosimilmente si è eccitato, avvicinandola e baciandola per avere un rapporto sessuale ». Insomma, lei era seminuda, lo ha provocato, lo pressava, era troppo dominante, non si concedeva per il suo piacere e questo viene trattato come fosse un’ umiliazione nei confronti di Salvatore piuttosto che di Melania trattata come un oggetto sessuale, che doveva pure sopportare l’umiliazione di essere tradita; ma si sa che le donne in Italia sono viste come oggetti anche dal sistema giudiziario dove gli stupratori vengono assolti e giustificati, così come chi ci picchia perché ci considera delle proprietà.

Secondo il gup, insomma, lui era un marito perfetto, lei una poco di buono che meritava di essere uccisa. Insomma non è solo Don Corsi a pensarlo. 

E guai a far capire che una donna ha diritto e la libera scelta di rifiutare un rapporto sessuale, di essere indipendente, di non accettare un tradimento. E’ questa la nostra civiltà se ancora oggi si pensa che se una donna non assolve ai suoi “doveri coniugali” allora lede l’orgoglio maschile e per questo debba essere uccisa, stuprata o tradita.  Noi invece veniamo giudicate assassine solo per aver abortito e a pensarlo sono proprio gli stessi che poi giustificano chi ammazza la moglie. Assistiamo giorno dopo giorno ad un arretramento sociale per quanto riguarda i diritti delle donne. Violenti che continuano ad essere giustificati da uomini di chiesa, politici (oggi anche un assessore ha accreditato le parole di Don Corsi senza alcuna presa di posizione da parte dell’intera giunta), dei tribunali, mentre assistiamo alla crescita esponenziale di episodi di violenza contro le donne ignorati da parte del Governo e dell’opinione pubblica, perché se secondo il pensiero comune è la donna ad essere colpevole come può essere aiutata?

Intanto in soli 3 giorni all’inizio dell’anno nuovo, sono stati registrati gravissimi episodi di violenza.

1) A Sassari una prostituta cinese viene aggredita picchiata con calci e pugni e sfregiata in volto. Era la seconda aggressione.

2) A Genova ci sono stati due arresti. Un uomo ha picchiato il figlio, la moglie e pure la suocera. Un secondo è stato la fine di una serie di violenze lunga due anni: l’uomo ha colpito la donna e le sue due figlie.

3) A Como una donna è stata massacrata di botte dal marito ed è in fin di vita. Lui malgrado fosse noto alle forze dell’ordine racconta agli agenti che la moglie lo aveva aggredito. 

4) A Roma una transgender è stata aggredita con una motosega.

5) Spezza le ossa alla moglie causandole la frattura composta del femore e un danno grave alla vescica. Arrestato per lesioni aggravate anziché per omicidio volontario, giacché poteva picchiarla con meno violenza. 

6) Il marito la massacra di botte e tenta di stuprarla perché dice NO, come tutte le donne che sono state uccise. Ma lei dice di no ai rapporti sessuali. Possiamo immaginare  a come avrebbe reagito se avesse detto NO al continuo della relazione. Ma la cosa più interessante della vicenda è che lui, militare e considerato eroe dallo Stato, non è stato arrestato ma è stata la moglie ad essere invitata a lasciare la casa perché era intestata al marito. Trattamento che di solito viene riservato ai violenti anche se troppo morbido. Con la carenza di centri anti-violenza (anche perché i Carabinieri raramente ti ci indirizzano) dove andrà questa donna? se aveva dormito in macchina pur di non stare con il marito ciò deduce che non ha un posto dove andare. 

Già sette casi di atroce violenza  che fanno rabbrividire se pensiamo a come vengono trattati con leggerezza dal sistema giudiziario e ripensando inoltre alle parole del gup, secondo cui gli uomini hanno sempre un’alibi per uccidere una donna, come si fa a sostenere che questi reati non siano in qualche modo anche “incoraggiati” dalla nostra cultura?

5 commenti

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  • Noi assassine abortististe? Se i maschi potessero abortire, i cessi dei fast food sarebbero intasati.

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  • E’ una vergogna e detta da una donna mi fa ancora più rabbia! Un uomo che si eccita solo vedendo sua moglie fare la pipì dietro un cespuglio è un uomo malato. E questo lo si vede anche dal suo modo di parlare. Una signora mia amica ha dovuto sopportare per anni i tradimenti e le umiliazioni verbali e sessuali del marito. Quando decise di lasciarlo gli ordinò di andarsene di casa. Lui non voleva farlo e lei chiamò i carabinieri, così se ne andò. Non avrebbe mai lasciato la casa e i soldi della moglie (poi dicono che sono le donne a spillare i soldi). Ha sempre cercato di screditarla; tra le altre cose disse proprio che lei gli negava i rapporti sessuali, cosa falsa.

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