Azioni contro Don Corsi che non si pente

Don Corsi non torna indietro. Malgrado abbia ritirato il volantino (su richiesta del vescovo) non è intenzionato a chiedere scusa e rincara le dosi, smentendo perfino di voler lasciare l’abito talare annunciando un periodo di riposo nel frattempo che si calmano le acque. Dopo aver dato del gay ad un giornalista che non stuprerebbe mai una donna, augura un incidente ad una giornalista in procinto di intervistarlo e afferma che girare in minigonna è una forma di violenza come lo stupro. 

Le donne intento si organizzano. Sono tante le manifestazioni di dissenso organizzate in Italia contro le atroci parole del parroco. Ieri notte c’è stata un’azione sulla bacheca della chiesa di San Terenzio. Alcune persone incappucciate hanno tappezzato la bacheca con scritte che rimarcano la libertà e il diritto (delle donne) di decidere dei propri corpi. Assieme ai volantini è stato affisso l’articolo che parla delle due sorelle massacrate poco lontano da Lerici, nonché ultimo femminicidio, dal marito di una delle due che non accettava che lei lo lasciasse dopo aver scoperto che la tradiva.

Su Facebook è partita un’iniziativa che annuncia che ci  sarà un’altra azione. L’azione prevede che un gruppo di donne si prepari ad andare a messa in minigonna per manifestare il proprio dissenso per le parole di don Corsi. Un’azione simile al movimento “Slut-Walk” nato contro le parole di un poliziotto che accusò le donne di provocare gli stupratori vestendosi da “sgualdrine”.

“Vogliamo esprimere così il nostro dissenso – afferma all’ANSA Alessandra Verdini, promotrice dell’iniziativa che su Facebook sta riscuotendo parecchi consensi – e ci presenteremo in chiesa come ci vestiamo tutti i giorni, esaltando la nostra femminilita”.

La metà sarà il Duomo di Carrara poiché don Corsi ha optato per un periodo di riposo e si è allontanato dalla chiesa di San Terenzo, “altrimenti avremmo svolto questa iniziativa nella sua chiesa e questo faremo se, quando e dove il parroco tornerà a celebrare la Messa” – che non hanno nulla contro il parroco del Duomo di Carrare don Raffaello Piagentini “che ha anzi in più occasioni dimostrato la propria apertura mentale ma non possiamo sottacere il fatto che le tesi di don Corsi non sono solo le sue ma di gran parte della Chiesa e della nostra società”.

“In tutte le città dovrebbe esserci una manifestazione come questa  – conclude la promotrice dell’iniziativa – Ma non possiamo dimenticare che le donne di Carrara il 7 luglio 1944 sfidarono a viso aperto e cacciarono i nazisti: noi vogliamo attualizzare quei valori e calarli in una piaga della società contemporanea come la violenza fisica e psicologica che troppe donne subiscono quotidianamente tra le mura di casa o al lavoro”.

Se non ora quando ha organizzato una fiaccolata a San Terenzo, dove hanno partecipato Arci, Sel, Pd, Psi, ma anche tanti donne e uomini che non si identificano in nessun partito e in nessuna associazione. Mara Biso, membro dell’assemblea provinciale di Sel: “Nel mondo la violenza sulle donne è la prima causa di morte e di invalidità: più del cancro, della malaria, degli incidenti stradali, e non conosce differenze sociali o culturali. Non sono colpite solo le donne belle o appariscenti, ma le femmine in quanto tali: sono compagne, amiche, nipoti, sorelle, nonne, madri, mogli, figlie, zie, vicine di casa, sono soprattutto persone. Non possiamo essere e rimanere indifferenti“.

One comment