“Due femmine certe cose è meglio che le vanno a fare di nascosto”

E’ accaduto a Roma l’ennesimo caso di omofobia, questa volta a danno di due donne, “colpevoli” di essersi scambiate un bacio “a stampo” in pubblico. Assai più grave è che l’autore del gesto è un carabiniere che minaccia le due ragazze di usare la forza coercitiva ( o meglio l’abuso di potere).  Il carabiniere, in servizio, si è avvicinato alle due ragazze urlando loro di smetterla, in quanto era ‘uno schifo e una vergogna’, poiché “due femmine certe cose è meglio che le vanno a fare di nascosto”. Poi minaccia di denunciarle per atti osceni in luogo pubblico. A denunciare l’accaduto é Imma Battaglia, presidente Di’Gay Project.

“Alla richiesta ferma di G. di motivare quel comportamento, il carabiniere ha reagito chiedendo i documenti alle ragazze. Dopo averle trattenute per circa venti minuti, ha minacciato di denunciarle per atti osceni in luogo pubblico. ‘Ormai so chi siete’ ha intimato. G. si é quindi rivolta alla caserma di Acilia, che però era chiusa. Al citofono gli agenti le hanno risposto che non erano tenuti a comunicarle le generalità del carabiniere in servizio. I nostri avvocati hanno allora consigliato alla ragazza di sporgere denuncia presso la caserma di polizia di un’altra zona, cosa che G. ha fatto ieri sera”. (Agenparl)

Questa storia è grave in base a due riscontri: da una parte troviamo l’omofobia, con l’aggravante che è esercitata da chi rappresenta lo Stato, colui che deve tutelare i cittadini quando sono vittime di violenza, dall’altra troviamo lattacco-l’ennesimo-al diritto all’autodeterminazione sessuale delle donne.

Dietro un’affermazione come quella del carabiniere si nasconde una duplice forma di discriminazione di due individui in base al genere e all’orientamento sessuale:

  1. Da una parte in base alle aspettative sociali che l’opinione pubblica ma anche la legge si aspetta dalle donne, ossia cosa è considerato lecito o conforme sulla base del genere;
  2. Dall’altra esprime le norme sociali in base a cui la sessualità femminile-o meglio- umana (perché l’omofobia è anche sugli uomini gay) dev’essere funzionale.

La sessualità femminile-ne abbiamo parlato spesso- che da una parte non dev’essere esercitata ai fini del piacere personale, per cui ancora oggi una donna che ama il sesso viene considerata deviante e perciò ancora molti credono che le donne normali devono essere frigide ma brave a letto e disponibili, ossia dare sesso come se fosse un dovere o per “dare figli a Dio“, ragion per cui esiste l’odio verso le donne lesbiche (appunto maggiore rispetto a quello verso le “puttane”), ossia coloro che violano le due aspettative sociali imposte alle donne.

L’omofobia verso le donne lesbiche scatta per ragioni differenti a quella verso gli uomini. Se i primi vengono discriminati poiché violano le aspettative sociali imposte agli uomini, che oltre alla funzione riproduttiva ci si aspetta che un uomo debba ricoprire ruoli “attivi”, l’omofobia verso le lesbiche scatta quando la donna viene percepita come un soggetto, la cui sessualità è fuori controllo. In poche parole, la discriminazione verso le lesbiche è puramente sessuale, per questo le lesbiche sono sempre state invisibili: la sessualità femminile-che sia etero o omo-è rimossa

Le lesbiche, dunque, subiscono le stesse discriminazioni che subiscono le donne etero, marchiate invece come “puttane”, quando la loro sessualità sfugge al controllo. La discriminazione è quindi doppia: in quanto donna e in quanto omosessuale. E allora scatta l’affermazione “tu devi nasconderti, non puoi manifestare la tua sessualità”. “Due femmine certe cose è meglio che le vanno a fare di nascosto“, due femmine, appunto, non solo due lesbiche.

Che dire del carabiniere poi? Quello che magari dovrebbe difendere una donna vittima di stupro, della violenza etero, quella che si consuma nelle case che spesso viene presa alla leggera, perché fa più scandalo un bacio gay piuttosto che un episodio violento. Fa più scandalo l’amore. Assurdo.

Fa più scandalo un bacio a stampo piuttosto che un ex premier che faceva festini ad Arcore con minorenni. Assurdo.

Se nei luoghi dove tantissime donne vanno a rivolgersi per denunciare i propri compagni, si trova così tanto odio verso le persone LGBT e tanto machismo dovuto all’idea secondo cui la famiglia etero è un’istituzione da difendere, come potrebbero ottenere giustizia?

Pochi giorni fa il Papa affermava che i matrimoni omosessuali sono una ferita alla giustizia e alla pace, un attentato alla famiglia. In più si aggiunge un’altro problema: senza una legge contro l’omofobia, non solo l’omofobia ne risulta legale o peggio legittimata,  ma l’omosessualità rischia di essere trattata come fosse un reato e le persone LGBT rischiano sempre più spesso di finire non solo come vittime di violenza, ma anche di abuso di potere e, come spesso accade, denunciati per reati contro la morale.

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