Le tette che servono anche per vendere le patatine!

tette

Dopo le tette per vendere i cracker un’altra azienda impiega un altro paio di tette per vendere patatine con allusioni tra donna e patata. Con questo giochino di parole di stampo fascista, si realizza la fusione del corpo femminile con la merce venduta.

Qui la ragazza la vincitrice del concorso Miss Patata che mesi fa denunciavamo, viene mostrata come un oggetto, in balia di uomini di ogni età (anche anziani) che la scrutano come una preda.

Sembra una pubblicità del secolo scorso ma è tutta odierna e rappresenta uno spaccato della nostra società maschilista che non solo concede soggettività alla donna, nemmeno quella di essere una consumatrice, ma la rappresenta contenta di quel ruolo imposto.

Non provo rabbia, ma tanta pena per quegli uomini italiani con una mentalità così cavernicola. Insomma, la voglia di emigrare altrove, dove le relazioni di genere sono paritarie e dove le donne non sono considerate prede sessuali o meri oggetti, è tanta ma devo restare qui perché vorrei che un giorno anche l’Italia (che occupa  il meritato 80esimo posto per gap di genere) si civilizzi e abbandoni questa visione retrograda e superata della sessualità femminile, riconoscendo alle donne non solo piena iniziativa relazionale (questo vale anche per il contrasto della violenza sulle donne) ma anche abbandonare questa tendenza a subordinare le donne.

Insomma per concludere, vorrei che questo Paese smettesse di pensare che il valore di una donna risiede tutto sulla propria taglia di seno, sul suo aspetto estetico e sull’attrazione sessuale che esercita negli uomini. Perché è vero che in Italia ancora, anche se molti lo negano, questo è il pensiero comune.

Se fosse il contrario le donne (che meritano) avrebbero più accesso al potere, al mondo del lavoro, riceverebbero meno molestie sessuali o stupri.  Fino ad oggi abbiamo assistito a donne che accedono alla politica o al lavoro solo perché hanno un bel fisico o perché  si concedono ai politici. Questa mentalità, non lo dico solo da donna, deve cambiare e noi resteremo qui in Italia finché gli uomini (e le donne) del nostro Paese riconosceranno il vero valore di essere donne!

Finchè non saremo rappresentate come persone, non compreremo più i vostri prodotti, non vi sposeremo e non andremo a letto con voi (e parlo qui di alcuni uomini sessisti), non ci iscriveremo più nelle vostre liste di movimenti di grilli parlanti, non vi voteremo…

6 commenti

  • che poi la pubblicità sessista mostri il corpo femminile in maniera ingiustificabile rispetto al prodotto da pubblicizzare questo è vero e sul blog sono stati fatti tanti esempi

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  • premessa. ragazzi e ragazze si guardano e si ammirano reciprocamente da sempre, anch’io guardo le belle ragazze, non sbavo, non faccio commenti nè fischio nè niente del genere, ma le guardo e non sono un predatore, mi piacciono le belle ragazze ma se ne vedo una che non mi piace esteticamente la tratto con rispetto. L’allusione alla patatina è una “citazione”v dei vecchi discussi e discutibili spot con Siffredi Per il resto lo spot è stupido e anche sessista perchè utilizza il corpo femminile per pubblicizzare qualcosa che col corpo femminile non centra però la donna ha comunque parteipato ad un concorso e ha accettato di girarlo..a lei nessuno ha imposto nulla

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  • Annamaria Arlotta

    @Paolo: “la donna ha accettato di girare questo spot”. Quella donna. Se devi risolvere un problema di matematica ti rivolgi a un esperto o un’esperta della disciplina. Se devi girare uno spot sessista peschi la candidata tra aspiranti veline, attricette ecc. C’è una parte di donne disponibile, c’è una parte di donne con valori e ambizioni diversi. Un’altra considerazione. lì’esercito di donne sexy in tv e sui cartelloni proviene dal cervello dei pubblicitari, non sono “le donne” ad essere fissate col sex appeal ma i pubblicitari che fanno sì che la gente abbia la percezione che sono tutte fissate. Questo specifico spot, nel suo sessismo, è anche abbastanza lineare, ma ce ne sono di più subdoli e viscidi, come quello della Golden lady con la ragazza che si spoglia in biblioteca e non studia sui libri ma studia gli uomini per sedurli. Il messaggio è, in eterno, donna=sesso. La verità è : pubblicitario=sesso.

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    • io non ricavo affatto che tutte le donne siano fissate col sex appeal anche perchè come tutti frequento donne e ragazze nella vita reale e non guardo solo pubblicità,, penso che il sex appeal e la seduzione sia qualcosa di cui le donne e gli uomini non si devono vergognare, credo peraltro che espungere questa dimensione dalla nostra vita sia impossibile e ingiusto. Sullo spot in sè mi sono già espresso spiegando perchè lo trovo stupido e sessista, ciò non implica un giudizio sulla donna che compare nello spot o sulle sue ambizioni. Lo spot Golden Lady pubblicizza calze da donna se ricordo bene, quindi un indumento che si mette sulle gambe, che ha un legame col corpo. Che poi il sesso sia abusato in pubblicità, posso essere d’accordo con lei

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  • Purtroppo molte donne accettano un ruolo dettato da una politica vecchia. Quante donne hanno votato mister B? C’è più attenzione per i Gay che per le donne in politica e guarda caso i Gay in TV sono tutti uomini. Io penso che le donne devono cambiare loro per prime, darsi da fare e per questo pretendere che il loro ruolo non sia solo l’angelo del focolare. Personalmente ho un’azienda con 10 dipendenti di cui 9 donne perchè sono più brave, precise e attente rispetto agli uomini (hanno una paga superiore all’unico maschio assunto). Quindi basta lamentele e piagnistei ma lotte sempre più forti per far valere le vostre capacità che sono moltissime. P.S. Mi spiace per voi ma sono un grillino.

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    • Davide, sono d’accordo sul fatto che le donne non devono più accettare queste discriminazione ma la responsabilità di queste è anche maschile e gli uomini devono essere coinvolti nel dialogo e al cambiamento perché sono loro in prima persona a discriminare le donne. Bisogna coinvolgere sopratutto gli uomini che amano le donne e dovrebbero indignarsi con quei cavernicoli che trattano le donne come bamboline senza dignità. Non vedo perchè gli uomini dovrebbero essere esclusi dal dialogo e perchè tu venga a dire qui che le nostre sono lamentele. Se la pensi su quest’ottica vuole dire che tu reputi solo le donne le uniche responsabili di queste discriminazioni. Non riesco a capire perchè in italia ci sia questa tendenda di tenere fuori gli uomini da queste questioni o escludere che gli uomini abbiano determinato questo. Non pensi che coinvolgere solo le donne possa determinare che gli uomini, non coinvolti al cambiamento, continuino a portare avanti mentalità retrograde e reagire male all’emancipazione delle donne (poichè non abiutati)? Come è successo finora con il femminismo di vecchio stampo che non ha coinvolto il genere maschile o sono proprio gli uomini a non volersi coinvolgere…infatti a causa di questo c’è gente che la pensa come te.

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