In aumento le pubblicità sessiste

Facciamo un breve punto della situazione. Le pubblicità sessiste, come il femminicidio, le discriminazioni di genere e le violenze sulle donne, quest’anno hanno subito un incremento pauroso. Questi tre fattori rivelano  il clima generale di peggioramento della condizione femminile del nostro paese. Infatti secondo il Wef quest’anno siamo finiti all’ottantesimo posto della classifica stilata dal Global Gender Gap, nata per misurare il divario di genere nei paesi presi in esame. Insomma, tra gli ultimi posti del mondo per quanto riguarda la parità tra i sessi, peggio di noi soltanto una cinquantina di paesi.

Ma come sono percepite le donne in Italia? Angeli del focolare, oggetti sessuali, veline e galline. Sì galline! Questo secondo uno spot che tre giorni fa ho sentito mentre facevo shopping in un negozio della mia zona. La pubblicità reclamizza un negozio di abbigliamento, il Globo, che con una voce maschile interpretante il lupo blu dei fumetti, Lupo Alberto, informava al cane Mosè che doveva assolutamente andare a comprare al Globo perché lì c’erano tante galline. Poi si corregge: “ci sono tante ragazze”.

Quando pensavo che avevamo già toccato il fondo non avevo ancora sentito questo spot che magari si definirà ironico perché giocava con la trama del fumetto dove Lupo Alberto si innamorava di una gallina, Marta. In un’altro spot in televisione veniva presentato uno scenario in cui alcune donne partecipavano ad una gara di sparo al poligono di tiro. Dopo qualche inquadratura, vengono inquadrati dei “Chilit Bang” per pulire le superfici, che le protagoniste tenevano tra le mani al posto della pistola.   E’ proprio nei contesti che fanno uso di linguaggi  e immagini sessisti, che si legittimano tutte le forme di violenza e di discriminazione contro le donne che ogni giorno affiorano nelle nostre pagine di cronaca.

3 commenti

  • icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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  • L’ho scritto anche altrove e non mi stanco di ripeterlo: in Italia la situazione è così tremenda che non basta protestare allo IAP. Lo IAP è una vergogna, una facciata di finta correttezza che in realtà serve solo a legittimare lo schifo che clienti e pubblicitari non si fanno alcun problema a far circolare. Credo che sia ora di protestare per la mancanza di leggi e per la totale assenza di rispetto di quelle che ci sono. Lo IAP è una farsa. Dove si è seri si fa uso del perere preventivo, qui hanno il coraggio di chiamarlo censura, anche se ne fanno ampio uso per le pubblicità di medicinali. Sì, il sessismo in pubblicità aumenta, si fa a volte più sottile ma mai meno pernicioso. Pensiamo davvero alle strategie per mettergli fine una volta per tutte.

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  • mi spiace che abbiano usato Lupo Alberto per questa cosa

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