Il “Fuffidiario” : mini guida per le portatrici di vagina e semplici appassionati

Il Fuffidiario è un mini librettino di 16 pagine sulla Vagina, autoprodotto interamente da Emily Silvestri.

Contiene consigli, vignette, illustrazioni, giochi ed articoli su tale argomento, poco trattato se non in ambito medico o pornografico.

L’autrice, meditando sulle potenzialità dell’autoproduzione, andava cercando le infinite possibilità di trattare temi interessanti per il pubblico, che i benpensanti (?) editori italiani non pubblicherebbero mai.

L’idea del tema è nata da un suggerimento di Samoa Landi durante una delirante chat notturna, Samoa è un’amica che spesso suggerisce idee non rendendosi conto che qualcuno potrebbe decidere di realizzarle veramente.

Il nome “il Fuffidiario” ha assonanza con il sussidiario delle elementari, in effetti vorrebbe essere un piccolo manualetto per imparare a vedere la Vagina con occhi diversi, buffi e ironici.  La “Fuffa” invece è il soprannome che l’autrice ha dato alla sua Vagina. Quello del nome è il primo argomento affrontato ne “il Fuffidiario”.

Tale tema di solito è illustrato o argomento di discussione o di scherzo per motivi salutistici o sessuali, i primi portano ad una visione medica della Vagina, una visione fredda ed estranea, i secondi da una visione da un punta di vista maschile (se non artefatta dal genere porno).

L’autrice vorrebbe dare una visione femminile e scherzosa della Vagina, lontana da queste visioni estranianti.

Questa è la copertina e la presentazione della miniguida creata da Emily Silvestri, una giovane grafica e web designer ,  molto vicina alle tematiche come parità, stereotipi di genere e sessualità femminile,  da tempo se ne occupa attraverso mostre come :“Donne ex fabula” -confronto delle donne oggi e le donne nelle fiabe classiche-  e altre, in  collaborazione con Arcilesbica di Pisa.

Pagine divertenti e colorate, contenuti accattivanti che abbattono i moralismi e i tabù ancora presenti sulla sessualità femminile e sulla vagina.

Ho pensato così di farle una mini intervista in modo che lei stessa ci spieghi al meglio da cosa è nata questa splendida idea del “Fuffidiario”, cosa l’ha ispirata e cosa ne pensa dei moralismi presenti nella società italiana.

Emily, da cosa è nata l’idea del “Fuffidiario”?

Pensando di autoprodurmi un libro illustrato, meditavo sulla possibilità di affrontare un tema che potesse interessare il pubblico, ma che non era mai stato pubblicato da editori italiani. Qualcosa di nuovo insomma, qualcosa che gli editori scarterebbero per moralismo o finto moralismo.
L’idea di parlare della “Fuffa” (cioè come chiamo io la vagina) me l’ha suggerita la mia amica Samoa durante una delirante chat notturna. Samoa mi da spesso idee pensando che io poi non le segua. Ma l’ho trovata un’idea perfetta per me! Ho passato tutta la notte e scarabocchiare i possibili contenuti. Ho scoperto che avevo molto da raccontare sull’argomento che non avevo mai visto pubblicato. Tra i quali argomenti poco affrontati che riguardano la vagina, ma che sono nella vita di ogni donna (le mestruazioni, la spiritualità, ecc).

Nel “Fuffidiario” c’è un’immagine che dice, “Stop de-forestation” ; la giornalista irlandese Emer O’Toole,  in diretta ha mostrato le sue gambe e le sue ascelle non depilate da 18 mesi, cosa ne pensi della sua trovata e di questa smania della depilazione totale dei genitali (e non) ?

Sì, l’ho vista e l’ho trovata molto coraggiosa e ribelle. Penso che la smania di depilarsi sia esagerata, ok depilarsi per estetica, ma se una donna non si fa la pulizia del viso non le viene detto che “fa schifo”, come succede ad una donna pelosa. Perché “che schifo” se è la natura? Non è solo l’idea della trascuratezza, credo che sotto sotto ci sia il rifiuto di pensare alla donna come nata dalle scimmie e quindi di pensarla selvaggia. Cosa che agli uomini è concessa, gli uomini possono essere animaleschi e selvaggi.

Il tuo “Fuffidiario” è anche un modo per abbattere il moralismo, come spieghi anche nella presentazione, pensi ci siano ancora molti tabù in Italia sulla sessualità femminile?

Sì credo ci siano molti tabù. Della sessualità femminile se ne parla solo in ambito medico o pornografico. Sono due ambiti limitati che non possono contenere una visione femminile. Se si pensa che i dottori e i registi porno dettino regole per la sessualità femminile poi… no assolutamente, noi donne dovremmo parlare di più della NOSTRA sessualità, chi meglio di noi?
Ho una visione umoristica della mia vagina, trovo che l’umorismo abbatta più facilmente i tabù, per questo “il Fuffidiario”  non poteva che essere comico.

La tua guida è molto colorata e accattivante, un linguaggio molto semplice e divertente, un modo per avvicinare le giovanissime alla conoscenza del proprio corpo e della propria sessualità. Cosa pensi che serva per alzare il livello di  consapevolezza nelle giovanissime ?

Da quello che vedo le nuove generazioni sono molto disinibite sessualmente. Probabilmente per la sdoganamento del porno nei media (anche se non ammettono che è porno, parlano del porno continuamente). Ma la pornografia è artefatta per esigenze di produzione, ed è artefatta da quello che i registi/fotografi porno pensano sia il gusto sessuale maschile nei momenti solitari. Per questo non si può imparare qualcosa sulla propria sessualità dal porno, o solo da quello.
Più che mai c’è bisogno di una educazione sessuale ben fatta e mirata. L’umorismo, come dicevo, abbatte i tabù, aiuta una lettura difficile e smorzerebbe la freddezza di una guida medica sulla sessualità, perché è un aspetto che ci coinvolge molto molto più emotivamente del sistema digerente!

Il Fuffidiario è un’autoproduzione in vendita negli stand di happy-brains (nelle fiere del fumetto), oppure potete contattare l’autrice a info@puffsbuff.com e qui trovate il suo blog e le sue illustrazioni!

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8 commenti

  • “le collaborazioni con le riviste femministe”, no, nell’articolo c’è scritto testate femminili alternative..pardon

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  • provo a ripubblicare:
    io mi faccio la barba regolarmente e se fossi meno pigro mi depilerei pure sul sedere) e mi strappo i peli in mezzo alle sopracciglia non perchè ho problemi a pensare che discendo dalle scimmie semplicemente perchè non mi piace avere dei peli sul viso (e non mi piacciono neanche sul prossimo) e ritengo di essere più bello sbarbato anche agli occhi delle ragazze, e spero di non attirare nessuna ira se dico che a me le donne troppo pelose (mi riferisco a gambe ,petto e sopratutto viso, invece la vulva che sia pelosa o depilata non fa differenza per me) esteticamente non piacciono molto..certo non tratterei mai male qualcuno solo perchè non mi piace esteticamente. Se questa giornalista non si vuol depilare ascelle e gambe è nel suo pieno diritto, vedo che anche questo gesto le ha portato fortuna dato che ha aumentato le collaborazioni con alcune testate femminili alternative (comunque non è solo un certo femminismo ad apprezzare le ascelle cespugliose: il regista erotico Tinto Brass è un grande amante delle ascelle femminili pelose) ma vederlo come “gesto di libertà” lasciando intendere che chi si depila è una schiava inconsapevole del sistema che rifiuta il suo lato “selvaggio” (mah..), non mi trova d’accordo..ogni epoca ha i suoi criteri estetici chi li segue non è più o meno libero di chi se ne distacca. La libertà non si vede da come ti vesti e neanche da come ti gestisci i peli.

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    • Paolo leggi bene.

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    • paolo…una donna che d’estate giri per strada con gambe e ascelle non depilate viene guardata come una barbona.sciatta che non si cura, additata..e le viene riso dietro. ad un uomo non succede. è questa la piccola differenza di cui devi tenere conto e di ui non hai tenuto conto nel tuo commento: la società RICHIEDE prepotentemente alla donna un certo tipo di cura estetica per essere accettabile, all’uomo no.

      a parte questo, libro che di certo un giorno leggerò!! peccato solo ch ci si sia “dimenticati” di nuovo che la vagina, in italiano, è il canale interno…e forse parlare di “portatrici di VULVA” (essendo la vulva l’organo genitale femminile visibile) sarebbe tato più adatto….

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      • quella è una forma di maleducazione..ognuno ha i suoi gusti ma non bisogna umiliare nessuno anche se non ci piace esteticamente, se qualcuno ti addita perchè hai le ascelle pelose ti consiglio di rispondergli a tono, anche con un bel vaffa (a volte gli stronzetti vanno rimessi al loro posto).
        Ciò che io contestavo è che non si misura la libertà interiore di qualcuno dall’adeguanento o no a certi canoni estetici diffusi nella società, insomma una i peli se li gestisce come vuole.

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      • E’ vero, acc., Lia, ci caschiamo sempre! Le americane di meno: http://vulvalovelovely.blogspot.it/

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      • Alla visita pre-operatoria (safenectomia) il chirurgo maschio quando vede che dai miei slip escono parecchi ricciolini scuri, sgrana gli occhi stupito e :..”Signora mi raccomando si ricordi di depilarsi…”. Ha fatto bene a ricordarlo ma poteva scegliere un tono e un’espressione visiva diversa. Appunto.

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  • icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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