Serva in casa, serva in ufficio!

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la pubblicità della ditta napoletana contestata nel 2010

Sulla pagina Facebook ci arriva una nuova segnalazione.

Non c’è da stupirsi se stiamo parlando di Caffè Borbone, famosa per i suoi creativissimi cartelloni che a caratteri cubitali recitavano “TE LA DIAMO GRATIS” con una signorina seminuda che reggeva tra le mani una macchinetta del caffè. Riportiamo comunque il caso, perché questi due spot che vedete vengono trasmessi sulle nostre reti televisive.

1:

Costumi settecenteschi ma ambientazione moderna per far richiamo al cognome della ditta. La scena è accompagnata da un jingle che trasforma il marito “al re della casa”. La donna, invece è sminuita al ruolo di serva, non di moglie, ma di moglie-serva! Aspetta il marito in cucina, è premurosa, prepara il caffè e glielo serve con tanto di inchino soddisfatta. Alla fine dello spot lui si reca al lavoro su una Vespa e la moglie lo segue salutandolo con uno spolverino, per indicare che dovrà pulire la casa. Peccato che nella nobiltà del 700 le donne non erano trattate come schiave, erano rispettate e avevano la servitù reale. Ma nemmeno le donne di oggi fanno l’inchino al marito. Lo spot è infatti un esempio di rappresentazione distorta delle donne.

2: 

Scena seconda. Ovviamente il re non contento esige anche una segretaria sexy, tettona e scollata che gli porta il caffè, gli fa l’inchino e gli mostra le “grazie”. Insomma, se la donna è serva in casa lo è anche in ufficio, dove il suo unico ruolo è essere retribuita per portare il caffè e ringalluzzire il capo. Suvvia care donne non siate così choosy! Sappiamo che l’immaginario offerto dallo spot è surreale, ma possibile che nessuno si sforza a dare un’immagine femminile più rispettosa? Possibile che non ci sia nessun pubblicitario disposto a non rappresentarci solo come angeli del focolare sottomesse o segretarie sexy (altrettanto sottomesse)? 

Lo chiedo sopratutto a quelle ditte che non hanno mai mostrato segni di rispetto per le donne.  Noi consumatrici (ignorate e discriminate poiché secondo Borbone il consumatore è maschio) confidiamo in strumenti come lo Iap (l’unico che ci tutela da questi tristi panorami pubblicitari) compilando l’apposito modulo sul sito QUI.

Ps: gli spot sono stati realizzati da EFC (European Film Communic) Cinecittà Studios Regia Marco Missano: info@europeanfilmcommunication.com. Chiedere loro dei chiarimenti mi sembra un’ottima idea. Ma c’è anche il recapito dell’azienda per chi volesse contattarla esprimendo la propria opinione: http://www.caffeborbone.it/borbone.html