Sii bella e poi sana! Poi.

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Labbra carnose e socchiuse e braccia incrociate per coprire il seno. E’ questa la nuova campagna “nastro rosa” della LILT (lega italiana per la lotta contro il tumore). Perché per prevenire il tumore si deve utilizzare un’immagine di femminilità così artefatta e sessualizzata?

L’opuscolo dice che le donne italiane, sopratutto quelle giovani trascurano la prevenzione del tumore al seno.

Davvero questa immagine rappresenta le giovani donne italiane?

Non si rischia di lanciare un messaggio distorto e di mettere la salute in secondo piano dopo la bellezza? 

Non si rischia di veicolare l’idea che solo le brutte si ammalano di tumore?

Insomma,sii comunque bella e attraente anche se la tua priorità è vivere ed essere sana. Non mi stupisce certo un messaggio simile in un Paese che fa stragi di donne e dove la vita delle donne non conta.

Ps: Roberta (una nostra lettrice) ci fa notare che non si tratta di una percezione personale ma è voluta. Sul comunicato stampa con cui la Lilt ha dato il via all’edizione 2012 della campagna Nastro Rosa (QUI) c’è  scritto: “Per ogni donna la prevenzione deve essere sinonimo di promozione del proprio benessere, della propria salute, ma anche della propria bellezza”:

Le vie simbolo dello shopping di lusso di alcune delle principale città italiane si vestiranno di rosa – nel primo week-end di ottobre – per sostenere la lotta contro il tumore al seno. Due giorni di shopping solidale organizzati da LILT con Estée Lauder Companies e dalle Associazioni di categoria. La moda, il design e il lusso delle più importanti griffe italiane e internazionali, sosterranno il messaggio di prevenzione del tumore al seno devolvendo parte degli incassi del week-end a favore della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. Palloncini, luci, nastri e tappeti rosa addobberanno le vie dello shopping dove volti noti della moda e dello spettacolo – tra cui Cristina Chiabotto, testimonial della Campagna Nastro Rosa in Italia – si daranno appuntamento per sostenere insieme l’importante messaggio di prevenzione lanciato da LILT ed Estée Lauder.[…]

[…]Tanti prodotti di bellezza a sostegno della LILT

Anche quest’anno Estée Lauder Companies sosterrà l’attività degli ambulatori della LILT, contribuendo con le vendite del mese di ottobre di alcuni prodotti di bellezza: siero antiage preventivo e riparativo Advanced Night Repair di ESTÉE LAUDER, Moisture Surge Intense di CLINIQUE, prodotto che apporta la massima idratazione e sollievo immediati alla pelle disidratata, profumo FREEDOM di Aramis and Designer Fragrances, nuova fragranza classica, sportiva e raffinata per l’uomo aperto alla vita, La Mer con the Hand Treatment, trattamento idratante ed emolliente per le mani, e GoodSkin Labs Exten – 10 Instant Youth Boosting, crema idratante antirughe. AVEDA devolverà, inoltre, un contributo alla LILT per ogni vendita di Hand Relief, ricca e idratante crema per le mani a base di emollienti vegetali. Anche DARPHIN, marchio del Gruppo, distribuito in farmacie selezionate, donerà un contributo per ogni confezione venduta in ottobre di Hydraskin Serum, siero dalla texture leggera che idrata a fondo la pelle. I fondi raccolti serviranno a potenziare l’attività degli ambulatori della LILT perle visite e i controlli diagnostici.

SWAROVSKI “PINK HOPE”

Per l’occasione e per il secondo anno consecutivo, Swarovski ha creato la scintillante collezione “Pink Hope”, disponibile nei punti vendita ad Ottobre, tra cui spiccano un charm e una spilla a forma di fiocchetto rosa, simbolo della Campagna Nastro Rosa, oltre che scintillanti pendenti, bracciale, accessori ed oggetti decorativi a tema.
Parte del ricavato delle vendite sarà devoluta alla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, a sostegno della Campagna Nastro Rosa, per la prevenzione del tumore del seno.
“Siamo molto lieti di sostenere anche quest’anno la Campagna Nastro Rosa per la prevenzione del tumore al seno, afferma Michele Molon, Direttore Swarovski Italia della divisione CGB (Consumer Goods Business), che ci vede partner della Lilt – associazione che opera da anni in prima linea su questa problematica –”.
Swarovski “Pink Hope” e Lilt: una Speranza tutta Rosa che riflette la grazia e la femminilità a supporto delle donne.


14 commenti

  • La campagna è per la prevenzione del tumore al seno e l’immagine è di una ragazza con le braccia che coprono il seno, secondo me è una cosa coerente! Perchè dici che rischia di veicolare l’idea che solo le brutte si ammalano di tumore? Per me di fronte a una faccenda seria come il tumore al seno, a NESSUNO verrebbe in mente un pensiero del genere.

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  • “Davvero questa immagine rappresenta le giovani donne italiane?”
    A dirla tutta credo di sì. La beltà femminile oggi è più simile a quella rappresentata in molte pubblicità di quanto non fosse un tempo.

    “Non si rischia di lanciare un messaggio distorto e di mettere la salute in secondo piano dopo la bellezza?”
    Non credo. Il messaggio è molto chiaro e la tutela della salute mi sembra venga fuori benissimo.

    Non si rischia di veicolare l’idea che solo le brutte si ammalano di tumore?
    No, di nuovo non credo. Se ci fosse stata una donna “brutta” forse il messaggio sarebbe stato quello. In questo caso mi sembra proprio il contrario. “Per quanto bella tu possa essere, i rischio di un tumore al seno lo corri anche tu”

    Sinceramente trovo un po’ forzato l’argomento.
    Sembra quasi che quando si parla di comunicazione sia obbligatorio inserire figure meno piacevoli per evitare di passare per maschilisti.
    E’ un po’ come dover inserire per forza l’uomo di colore in un film, per non passare da razzisti (tipico delle pellicole horror e di fantascienza, dove poi costui muore sempre per primo).

    Infine, permettimi Mary, nel tentativo di sostenere questa tesi mi sembra che tu cada nello stereotipo. In barba al “Non è bello ciò che è bello…” hai operato una classificazione e deciso di associare le labbra carnose alla bellezza perché, nell’immaginario comune, le due cose sono associate. Hai sessualizzato le labbra della ragazza, quando in questo caso non c’è alcun riferimento al sesso.
    Se il messaggio fosse stato “La bellezza è nulla senza salute” forse ti sarei venuto dietro. In questo caso no.

    Da blogger so bene quanto, a volte, si sia spinti a vedere mostri anche dove non ce ne sono affatto.
    E questo mi sembra uno di quei casi.

    Credo che, invece, sarebbe il caso di segnalare questa:
    http://www.spotanatomy.it/2012/cracker-gran-pavesi/
    che mi è stata fatta notare qualche giorno fa e su cui ho scritto un post.

    Questa sì, merita una censura verbale davvero decisa.
    Continuo a seguirvi.

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    • Io mi sono orientata su miei percezioni. Secondo me il messaggio non cambiava se avessero usato una figura femminile più reale.
      Quanto alla pubblicità dei cracker l’avevo notata qualche giorno fa in tv e hai perfettamente ragione. Grazie per la segnalazione ne parlerò in questi giorni:)

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  • secondo me invece l’analisi di Mary coglie nel segno! la ragazza è di una bellezza artefatta, risponde ai canoni attuali, labbra carnose, mooolto magra, e le labbra socchiuse rendono l’immagine sessualizzata. Cosa c’entra il tumore al seno con la bellezza?! sembrerebbe una sorta di marketing del tumore al seno! e non è la prima volta, in questo articolo di faS http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2012/09/23/fatevi-belle-o-vi-viene-il-cancro/ si parla sempre della LiLT e della sua campagna sponsorizzata dall’ex miss Italia Cristina Chiabotto e finanziata da Esteé Lauder, perchè, parole della LILT, “per ogni donna la prevenzione deve essere sinonimo di promozione del proprio benessere, della propria salute, ma anche della propria bellezza”. Quindi, è vero a nessuno dovrebbe venire in mente che “le brutte” si ammalano di tumore o che se non previeni le rughe con la crema Estee Lauder sei più a rischio, ma questa campagna sembra quasi suggerirci il contrario!
    E poi tutto quel rosa, a ma da fastidio anche quello!

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  • no non credo che il manifesto metta la bellezza come priorità davanti alla salute (e tutti sappiamo che chiunque può ammalarsi di tumore, bello o brutto)..certo visto che il tema è serio potevano evitare la solita modella

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  • Cara ElyDeb, io credo che l’impressione di Mary non sia campata in aria. E lo dico perché ho letto il comunicato stampa con cui la Lilt ha dato il via all’edizione 2012 della campagna Nastro Rosa: “Per ogni donna la prevenzione deve essere sinonimo di promozione del proprio benessere, della propria salute, ma anche della propria bellezza” (http://www.legatumori.it/comunicato.php?id=1893&area=1005). Bellezza? Questo cosa significa? Che per prevenire il tumore al seno devo curarmi, devo essere bella e devo spendere soldi in cosmetici?! Per fortuna ci sono altre donne che, come Mery, si sono arrabbiate per l’utilizzo di immagini di femminilità artefatte e sessualizzate nelle campagne di prevenzione di tumore al seno. Ci sono per fortuna donne che lottano per cercare di cambiare l’immaginario che ruota attorno al tumore al seno. Qui di seguito un esempio interessante di questa lotta: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/14/contro-business-del-cancro-al-seno-bisogna-mostrare-anche-chi-non-ce-fa/351652/.

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  • Io non concordo con la tua analisi secondo cui l’immagine rischia di trasmettere l’idea di una correlazione fra i tumori al seno e la bruttezza; secondo me la ragazza con le braccia incrociate sul seno, come per proteggerlo, vuole trasmettere un messaggio del tipo “proteggi la tua bellezza”. Che l’idea di bellezza sia riproposta secondo il modello contemporaneo, quindi fin troppo levigata, perfetta e “plastificata”, credo dipenda da una certa assuefazione a questo canone che uniforma tutta la pubblicità…in questo contesto stona, e il manifesto non mi piace per niente, ma ci vorrà tempo prima che la pubblicità inizi a percorrere strade alternative.
    Secondo me il difetto principale di questa campagna sta nel fatto che allo slogan, “Forza”, che esprime un’idea di determinazione, di volontà di affrontare la malattia con consapevolezza e coraggio, corrisponda un’immagine da cui sono stati tagliati volto e occhi. Sembra mutilata senza uno sguardo che comunichi qualcosa, sembra davvero solo un corpo come quelli di troppe pubblicità commerciali.

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  • There’s no end to this….. Breast cancer is not pretty. Shame on Estee Lauder (the people behind BCRF) for continuing to sexualize a disease….. So much wrong with this and it’s not only about breast cancer. It’s all women’s issues….. We are not perfect. This is airbrushed perfection and would make even the most confident woman feel inferior. Those of us whose bodies are altered have enough to deal with… let’s not add THIS into the mix.

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  • Ma scusate, che senso ha mettere una modella per una campagna di prevenzione contro i tumori, in cui la maggior parte delle donne non si riconoscerà? Si tratta di salute, di un male che può portare alla morte. Non è una pubblicità di un centro estetico. Se avessero voluto far passare un messaggio positivo avrebbero potuto mettere le foto di chi questo male lo ha superato. E invice ci troviamo ancora una volta i soliti canoni estetici propinati tutti i giorni dai media: anche quando si tratta della salute della donna ci deve stare di mezzo la bellezza. Ma chi lo dice? Come ripostato più sopra da altre utenti i comunicati della LILT parlano chiaro. Badate bene, non è una criminalizzazione della bellezza, è la constatazione di una scelta anacronistica e in qualche modo stigmatizzante. Anche perchè non si capisce se la modella sia bella o meno in senso stretto, l’unica cosa chiara è che è una foto artefatta e, da quel poco che si intuisce, stereotipata e modificata con qualche software. A me non comunica nulla di quello che dovrebbe comunicare…

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    • “dover inserire per forza l’uomo di colore in un film, per non passare da razzisti (tipico delle pellicole horror e di fantascienza, dove poi costui muore sempre per primo)”

      no, non sempre. Questo è un po’ un luogo comune

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    • anch’io avrei preferito un’immagine diversa, magari di una donna (anche “bella”, certo) che ha avuto questo male..o in ogni caso un’immagine diversa da questa e non perchè sono contro la bellezza..anzi!
      Che poi fermo restando che penso che curare il proprio aspetto sia un diritto di tutti, malati e no, il fatto che per sensibilizzare sul tumore al seno ti vendano pure dei cosmetici lo vedo molto discutibile..l’importante è che non siano prodotti cancerogeni

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