Il tavolo vivente

Sulla pagina “la pubblicità sessista offende tutti”, una donna segnala quest’affissione:

Questo cartellone pubblicitario è affisso da anni e ogni volta che passo vicino mi dà alquanto fastidio!Ho cercato questo gruppo x’ anch’io trovo offensivo l’uso che si fa del corpo della donna e degli stereotipi che vengono divulgati….nn so se questa pubblicità sia stata già segnalata,in ogni caso nn riesco proprio a trovare il nesso dell’immagine con un negozio di abiti da uomo!!!!! — a Grottaglie, Puglia.

Comes uomo, vende abiti da uomo per cerimonia (quindi anche matrimoniali). L’affissione raffigura un uomo vestito in giacca e cravatta che palpeggia un corpo femminile disteso e senza volto, appiattito come se fosse un oggetto inanimato, un tavolo.

L’immagine femminile è inerme e può esprimere tutto tranne che soggettività. Qui non solo la donna è annullata, denudata e frammentata a corpo ma viene resa oggetto di una sessualità passiva solo per l’esclusivo piacere maschile.

L’immagine introduce l’idea di utilizzare una donna, indipendentemente dai propri desideri. Infatti la donna è fissa e la sua passività non esprime alcun consenso. In un Paese dove il tasso di femminicidi e stupri sono in aumento, che immagine femminile si potrebbe produrre se la mentalità è purtroppo quella di considerare la donna come un essere inferiore- come testimoniano violenze e discriminazioni di genere quasi quotidiane?

L’immagine tra l’altro è pericolosa, poiché suggerendo la percezione della donna come un essere inferiore favorisce la normalizzazione degli atteggiamenti di discriminazione volontaria della donna. 

Noi che possiamo fare?

Denunciarla allo Iap, affinché rimuovano l’affissione. Se qualcun* vuole rivolgersi all’azienda, può cercare il recapito all’interno del suo sito internet

info@comesuomo.com

Ps: L’immagine che l’azienda pugliese utilizza nelle sue affissioni è pure copiata poichè fa parte di una campagna della marca Tom Ford firmata da Terry Richardson (quindi non sta pubblicizzando nemmeno il suo prodotto):

Questo è un metodo molto diffuso in pubblicità. Rubare altre campagne per risparmiare i soldi o per chi è a corto di idee.

Era già successo mesi fa quando un’altra azienda italiana per pubblicizzare i suoi prodotti prendeva come spunto l’immagine di questa campagna, quella della donna nuda che stira accanto al marito che leggendo il giornale pretende che siano stirati bene, sempre creazione di Tom Ford.

Sarà un caso? Non lo so, ma quel che è certo è che i pubblicitari italiani restano poco creativi e ma originali nella gara a chi crea pubblicità più sessiste e brutte.

8 commenti

  • icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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  • Credo che moltissime volte nel giudicare le immagini pubblicitaria si faccia l’erro di dimenticar la differenza tra descrivere e giudicare. La differenza tra descrivere e giudicare è la seguente: nel descrivere cerco di rendere, di rispecchiare ciò che percepisco fuori o dentro di me, senza confrontarlo automaticamente con una propria immagine “immagine mentale” di come-dovrebbe-essere-invece o di come era in passato; nel giudicare, invece, faccio una simile valutazione, sulla base di questo subitaneo confronto, mettendomi automaticamente in una posizione mentale che tenta di forzare le cose così-come-sono, attraverso il mio desiderio, la mia preferenza, la mia immagine mentale.
    Ma per quale motivo le preferenze di chi vede una immagine che non gli piace devono prevalere? ci deve essere una giustificazione oggettiva per farle prevalere.
    Tuttavia le accuse che vengono fatte sono soggettive.
    Infatti, la fotografia di Terry Richardson raffigura un uomo vestito in giacca e cravatta che tocca un corpo femminile disteso e senza volto. Il toccare può essere interpretato come un palpeggiare, o come un massaggiare, o come un accarezzare, o come un appoggiare.
    Ma come è possibile dire quale è l’interpretazione vera?
    Innanzitutto bisogna conoscere la differenza tra le varie interpretazioni.
    Se si cerca sul dizionario la parola “Palpare” si trova: “Toccare qlcosa con la mano, oppure toccare ripetutamente qualcuno a scopo erotico. Di due persone, accarezzarsi vicendevolmente, spec. con intenti erotici”.
    Alla conoscenza della definizione della parola “palpare” sapendo che si sta parlando di una foto in cui non c’è movimento e non c’è interazione, sorgono dei dubbi riguardo al come si fa a sapere che chi palpa nella foto ha intenti erotici?
    Inoltre, è necessario chiedersi cosa c’è di male nel mostrare qualcuno che palpa un corpo con intenti erotici?
    Che cosa significa “appiattito come se fosse un oggetto inanimato”? Appiattito perché è sdraiata? quindi ogni persona sdraiata essendo appiattita è come se fosse un oggetto inanimato?
    Dunque, chi è predisposto a sentirsi offeso sceglierà l’interpretazione più negativa, cioè il palpeggiare.

    Inoltre, che vuol dire “solo per l’esclusivo piacere maschile”?
    Quella foto rappresenta una scena, e dunque richiede di immaginare momenti successivi e magari momenti precedenti a quel fotogramma. Ma una scena non è fatta di un solo fotogramma, poiché la vita non è fatta di un singolo fotogramma, dunque è possibile che nei fotogrammi successivi l’uomo soddisfi le esigenze di quella donna. Baciandola, masturbandola, penetrandola, accarezzandola, parlandole. Ma l’osservatore della foto non può saperlo. Ipotizzarlo e crederci come se lo si sapesse è un errore logico.
    Tutte le altre vostre interpretazioni che non ho citato sono soggettive e non verificate.

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    • riprendendo la tua distinzione tra descrivere e giudicare mi sembra che in questo articolo ci siano entrambi i piani di analisi e non si confondano affatto. Mary descrive l’immagine così come la vediamo tutt*, c’è un uomo vestito e c’è una donna nuda, poi esprime un guidizio, ovvero giudica inadeguato l’uso che si fa diquesto corpo di donna per pubblicizzare un prodotto. Nella descrizione dell’immagine non credo che prevalga un punto di vista soggettivo, che la donna sia nuda è un dato di fatto, che l’uomo sia vestito pure, che lui la stia toccando pure (mi sembra fuori luogo il discorso sul termine “palpeggiare”, usa pure il termine che vuoi ma la sostanza non cambia), che lei sia completamente passiva mi sembra anche questo evidente (è un’ immagine, il prima e il dopo non esistono, stiamo facendo una descrizione oggettiva!), anzi a me inquieta parecchio la sua passività, ha un qualcosa di necrofilo quest’immagine! Poi lei non ha un volto, quindi non ha identità, non ha soggettività, è un corpo e basta. Questo è quello che si vede, lo vedo io come lo vedi tu, da qui possiamo giudicare adeguata o meno questa immagine per pubblicizzare un prodotto. Io non la giudico adeguata, la giudico pericolosa, sessista e pure copiata!

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      • Non è vero che usando parole diverse la sostanza non cambia. A meno che quei termini non siano sinonimi, ed è provato dalla definizione che si può trovare nei dizionari di ognuno dei termini, che è diversa per ogni termine che esprime lo stesso atto.
        Innanzitutto bisogna conoscere la differenza tra le varie interpretazioni del termine toccare.
        Quando si tocca un oggetto solido con la mano, si sente quell’oggetto sui polpastrelli come solido. Infatti non c’è pericolo che da un momento all’altro le dita si fondano con l’oggetto, perché c’è uno strato di elettroni che circonda ogni atomo di cui sono costituiti mani e oggetti: cariche elettriche che si respingono fra loro, assicurando così l’impermeabilità dei corpi. Il contatto tra la superficie delle mani e l’oggetto è quello che si chiama toccare. Il contatto può essere coincidente con la forma delle mani e dell’oggetto libera da pressioni, oppure può gradualmente cambiare esercitando una forza sulla superficie fino a un limite massimo. In base al grado di pressione, cambia anche la parola per descrivere l’avvenimento. Toccare, appoggiarsi, spingere, sono tre parole diverse che descrivono tre fenomeni della realtà diversi.
        Se per essere passivi intendi l’essere fermi non è un male in sé. Quando ti fanno un massaggio stai fermo, e non è un male. Se per passività intendi quello che dice il dizionario “Atteggiamento di chi pensa o agisce sotto l’influenza o la guida altrui, senza iniziative proprie” nessuno può sapere se la donna rappresentata ha chiesto lei di farsi fare così, o se è stata minacciata per farsi fare così, o se è stata portata in uno stato confusionale, o se è stata drogata.

        Inoltre la foto originale ha anche la testa, oltre che il braccio. Ed è differente visivamente.

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      • Prince, non e’ detto che una persona e’ passiva solo se e’ costretta anche perche’ il vocabolario non dice quello. E’ chiarissmo che la donna qui e’ posta in una posizione SUBALTERNA come decorazione o oggetto da palpare. Possibile che non cogli?
        Perche’ non se ne puo piu disentire “ma era consenziente” ma che vuol dire?sembri l’avvocato difensore che difende l’imputato da un’accusa di stupro! Qui si sta parlando di un’immagine pubblicitaria e di quello che veicolano e il consenso della modella non e’ importante x stabilire se offendiva o meno. Piuttosto ci interessa il personaggio che sta interpretando.

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      • il punto è che si possaono solo fare congetture su che personaggio stanno interpretando..è una singola immagine, non c’è racconto

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      • @prince non si capisce dove vuoi andare a parare con quella disanima su toccare, palpare, i flussi atomici, elettroni, bha! qui c’è un manifesto pubblicitario con un uomo vestito che ha le mani addosso (va bene così?) ad un corpo di donna nudo che sembra quasi steso su un tavolo da obitorio. Punto. Non è difficile comprendere che sia un’immagine offensiva, inadeguata e aggiungerei anche pericolosa visto il numero di femminicidi che abbiamo in Italia!

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  • in effetti un manifesto pubblicitario non è un film o un romanzo, non racconta una storia. Questa non è arte e non è neanche narrativa, è comunicazione pubblicitaria e va giudicata in quanto tale, io la giudico inadeguata

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