Senza chiedere il permesso

Facciamo il conto alla rovescia: domani 26 settembre esce nelle librerie il nuovo libro di Lorella Zanardo: “Senza chiedere il permesso” dopo  il libro “il corpo delle donne” e il documentario omonimo che ha raccolto milioni di visite.

Io ho avuto l’onore di leggerlo prima della pubblicazione e mi è piaciuto tantissimo, infatti mi impegnerò a diffonderlo perché non solo è un contributo importantissimo ma è un libro che si rivolge alle generazioni più giovani per un tema così importante, quello di incoraggiare le future generazioni a cambiare il mondo che le generazioni precedenti hanno distrutto e stanno distruggendo, arrivando al culmine con la crisi economica.

Il nuovo libro non si pone solo come critica al sessismo veicolato dai mezzi di comunicazione ma anche al regno dell’effimero, del falso, dello stereotipato che da anni va avanti nel piccolo schermo, senza più tenere conto dei diritti dei cittadini ma, al contrario, divenuto ricettacolo di messaggi che fanno più pensare ad un mezzo di consumo, tradendo lo scopo per la quale la tv è nata: quello di essere un mezzo pedagogico.

Si da ovviamente anche spazio al tema della rappresentazione femminile e i vari pareri dei ragazzini delle scuole che hanno avuto la fortuna grazie anche alla disponibilità dei docenti- eh si ai miei tempi queste cose non accadevano:)-di incontrare Lorella nel suo tour per educare i giovani a acquisire nuovi occhi per i media (nome della campagna di Lorella Zanardo), un’occasione a cui i ragazzi hanno potuto dibattere, ascoltare, imparare ad essere critici circa l’immagine femminile che ogni giorno vedono in tv senza spegnere il televisore o subire passivamente quelle immagini offensive e stereotipate.

Il libro tiene conto delle conseguenze pericolose della visione a lungo termine di una Tv allo status quo, dove i telespettatori che subiscono passivamente le immagini televisive e apprendono passivamente i messaggi che la tv impone con ripercussioni negative nei rapporti sociali; si fanno i conti con l’analfabetismo di ritorno-quasi sicuramente conseguenza della tv che ha abbandonato il suo ruolo didattico– che rende ancora più difficile l’avvio di un cambiamento concreto, sul trionfo dell’uso alla TV sugli altri mezzi di comunicazione, della farsa dell’audience, che è diventato una gara con le reti avversarie senza tenere conto dei gusti dei telespettatori, dal mito dell’Auditel e le strategie che ci sono dietro le quinte televisive e di molto altro ancora.

Senza chiedere il permesso sembra un libro di istruzioni per educare all’utilizzo dei media in modo consapevole e critico, è pieno di analisi molto accurate, laddove l’occhio umano sfugge distrattamente o forse per abitudine o per rassegnazione; diventerà un progetto associato alla campagna già attiva da tre anni “nuovi occhi per i media”, un progetto nato per contrastare l’immagine stereotipata delle donne in tv.

Tra crisi economica, un sistema mediatico che non rispetta i diritti dei telespettatori, nella nostra società si vedono solo macerie da rimettere insieme per costruire un ponte dove i giovani potranno riconquistarsi il loro futuro e un mondo nuovo, senza chiedere il permesso a chi ha distrutto il mondo.

Chi e’ Lorella Zanardo. Consulente organizzativa, formatrice e docente, è coautrice con Cesare Cantù del documentario Il Corpo delle Donne, visto da 4 milioni di utenti, e dell’omonimo libro edito da Feltrinelli pubblicato nel 2010. E’ ideatrice del percorso educativo Nuovi Occhi per la TV, che propone l’educazione all’immagine televisiva per i giovani. Nel 2011 TIAW, (The Internationl Alliance for Women), a Washington ha premiato Lorella Zanardo come una delle 100 donne che stanno contribuendo a migliorare la condizione della donna nel mondo.

5 commenti

  • icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

    Mi piace

  • il lavoro che fa Lorella Zanardo nelle scuole è prezioso, però non sono convinto che la Tv debba essere solo “pedagogica” o “didattica” (o forse sarebbe il caso di chiarire cosa si intende), dovrebbe esserci spazio anche per l’intrattenimento 8intelligente e fatto con cura, si spera) e non sono convinto che ogni spettatore assorba passivamente tutto ciò che vede sullo schermo, è più complessa la cosa

    Mi piace

  • In seconda superiore, due anni fa, sono stata con la classe ad una proiezione de “Il corpo delle donne”, e nonostante Lorella fosse assente (erano presenti solo i suoi collaboratori) il documentario per me è stato una folgorazione, soprattutto perché in famiglia non guardiamo molto la televisione e non mi rendevo conto di quanto fosse ampio e degradante il fenomeno. Soprattutto, la visione del documentario mi ha spinta ad interrogarmi sul problema della parità e dei diritti delle donne dal punto di vista culturale, e mi sono sentita davvero come se avessi scoperchiato il vaso di Pandora.
    Sarò tra le persone che compreranno il libro, perché ho apprezzato molto sia il documentario sia il fatto che venisse proiettato nelle scuole – sono convinta che la consapevolezza dei ragazzi e delle ragazze come me sia l’elemento determinante per costruire una società migliore. Purtroppo, non sono così ottimista sul successo dell’iniziativa di Lorella – nella mia classe sarò l’unica a ricordare anche solo di aver visto un documentario del genere, figuriamoci assimilarne i contenuti, e come ho riflettuto spesso sul mio blog, per le ragazze e ragazzine “femminismo” è una parola aliena, vecchia e che fa storcere il naso perché richiama alla mente immagini anti-sesso e di odio verso gli uomini…

    Mi piace

  • Pingback: “SENZA CHIEDERE IL PERMESSO. Come cambiamo la TV (e l’Italia).” – Un altro genere di comunicazione