Le donne non sono a disposizione del maschio!

Su facebook, si sa, girano sempre messaggi poco edificanti. Si vorrebbe provare a ignorarli. Constatare l’alto numero di condivisioni di materiale di questo tipo però, a fronte di casi di censure su temi che sono invece di altissima importanza sociale, ci dà un bel quadretto della mentalità media della popolazione. Ed è su questa che con fatica cerchiamo tutti i giorni di lavorare.

Sulla nostra pagina ci è stato segnalato questo:

Ennesimo esempio di quel becero pensiero misogino e maschilista rimasto invariato dagli anni della Seconda Guerra Mondiale, di cui abbiamo parlato spessissimo su questo blog.

A parte la solita divisione delle donne nelle due classiche categorie di sante e puttane e il punto di vista, guarda caso sempre maschile, che deve giudicare la femminilità come fosse accessoria del suo ego, vorrei fare qualche osservazione su come è considerata la relazione tra i sessi ancora oggi.

E’ chiaro che non esistono donne e non-donne. Una donna resta tale, a prescindere dalle sue scelte. E risulta alquanto esplicativo che gli uomini spesso denigrino di giorno la “puttana” che si sono portati a letto la sera prima! Questi epiteti evidenziano la mancanza di riconoscimento nell’altro sesso del libero arbitrio, soprattutto quanto concerne la sfera delle scelte sessuali.

In secondo luogo come “vere” donne non vengono considerate donne in carriera, della storia o della scienza. A contrapporsi alla “troia” troviamo la “mammina”, ovvero una compagna dedita completamente all’uomo, che se ne prende cura amorevolmente come una madre, che lo sostiene e lo consola.

Insomma, una donna che è guarda caso sempre al servizio dell’uomo, prima sessualmente attraverso l’avvenenza e la disponibilità sessuale (de portarsi a letto e offendere poi con epiteti di tutti i tipi) e poi a servizio domestico, una badante all’interno di una relazione di cura a senso unico (la donna che è “per sempre”, quella casta e pura che rimarrà dedita al tuo fianco, con un temperamento castigato e un visino angelico).

La soggettività della donna invece dov’è?

Come notiamo la relazione tra generi è vista esclusivamente in un unico senso, con lo scopo di soddisfare e appagare solo le esigenze maschili.

La donna non ha esigenze affettive, sessuali, emotive. Il rapporto di coppia è sempre e solo basato sull’approvazione del maschio soggetto e giudice a fronte di una donna considerata come oggetto da giudicare.

La sfera della femminilità, quella composta da tutte le sue sfaccettature, tra sforzi e sacrifici, studio, lavoro e impegno, dov’è?

Ma soprattutto, l’uomo non è mai messo in discussione?

Leggiamo qualche commento:

appunto.. sono solo troie! ;)” Ecco una semplice spiegazione! Attraverso l’insulto categorizzo quella schiera di donne che vanno bene sono quando sono io a decidere che debbano soddisfare i miei istinti, per il resto del tempo non sono da considerarsi persone. In definitiva buchi ad uso e consumo maschile.

tra l’altro è anke bella” Bene, la donna perfetta a quanto pare deve essere bella e servizievole. Dei suoi di bisogni non interessa a nessuno.

ma la mamma è sempre la mamma” Tutte le altre troie, mia mamma e mia moglie sante.

Insomma, sconforta prendere atto che i soliti cliché non sembrano essere stati messi in crisi. La donna deve farsi spazio all’interno di un contesto culturale fortemente sessista e misogino, che continua a categorizzarla cancellandone la soggettività.

Smantellare retaggi così radicati, che, ATTENZIONE!, sono tutt’altro che semplice goliardia, nascondendo invece fortissime credenze e resistenze culturali, è un lavoro ancora lungo ma andremo avanti ricordandoci che il progresso avviene solo attraverso il cambiamento!

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Commenti

  1. ma perchè queste generalizzazioni inutili che non fanno altro che alimentare gli stereotipi di genere?
    la violenza e il razzismo si basano sulla creazione di CATEGORIE e sull’assunzione che una categoria sia migliore di un’altra.
    La differenza tra i sessi comincerà a scomparire quando scompariranno le categorie DONNA e UOMO, e si comincerà a parlare di PERSONE.
    Un commento idiota resta un commento idiota, a prescindere dal sesso di chi l’ha scritto.

    • Stiamo appunto combattendo contro le categorizzazioni, nessuno ha detto che siano solo gli uomini a pensarla così, ANZI! Per millenni la donna è stata considerata alla stregua di un accessorio ad uso e consumo maschile, questo è un dato di fatto che va constatato! Uomini e donne sono uguali, nessuno è migliore dell’altro, per questo non capiamo come possa essere solo e soltanto la donna continuamente giudicata! Se siamo tutte persone con pari dignità allora che venga dimostrato dai fatti! questa cultura sembra perpetrare una mentalità completamente opposta!!

  2. Grazie Alessia, è sconfortante vedere ogni giorno come siamo sempre punto e a capo, e come i piccoli passi che ci sembrava di aver fatto vengano sistematicamente cancellati. Che fare? Sembra che ragionare non serva, e del resto l’esempio vivente delle donne che hanno un po’ di consapevolezza rimane su un altro piano. Insomma, come controbattere sul piano mediatico, a tutti i livelli? Recuperando il rovesciamento dei termini nelle rappresentazioni? Come facevano le neo femministe degli anni 70: facciamo invece che i ruoli siano rovesciati, allora, come vi sembra? Forse così potrà insinuarsi un (bar)lume di ragione nell’ottundimento diffuso?

  3. Brunoliegibastonliegi dice:

    Meno male che ci sono ancora donne servizievoli, amorevoli, femminili, solo che bisogna cercarle all’estero, che le italiane pensino alla carriera, noi continueremo a cercarci le donne vecchio tipo fiere di servire il loro uomo e in cambio essere protette e mantenute.
    In millenni non è cambiato niente, figuriamoci se un blog gestito da 4 zitelle acide cambierà qualcosa, come vedete passano gli anni ma i ruoli rimangono.La mia fidanzata ucraina mi ha conquistato quando mi ha detto che le “donne sono la decorazione dell’uomo”, neanch’io ero arrivato a pensare a tanto, per fortuna (e sfortuna per voi) esistono ancora donne così.

    • Ho approvato questo commento solo per dare una prova di quello che diciamo da tempo. Purtroppo siamo costrette a ricevere commenti analoghi, pieni di disprezzo misogino e insulti, tutti i santi giorni. Non cediamo alle futili provocazioni dettate dall’ignoranza, tanto più se arrivano da parte di chi non conosce l’interlocutore e la sua vita ma lo riempie di insulti insensati per smontarne le tesi. Grazie al cielo può capitare di incontrare uomini che abbiano il coraggio di rapportarsi alla donna in una relazione alla pari, senza nascondersi dietro a tanta pochezza e fanno parte della mia vita.
      Per dovere di cronaca continueremo a non approvare commenti fini a se stessi, pieni di odio e di insulti, con l’unico scopo di offendere. Grazie.

    • Quello che francamente ci colpisce di più è la presunzione. Nel momento in cui la fidanzata guarderà altrove, dove magari l’essere “decorative” è più remunerativo e gratificante, non vorremmo essere al suo posto. E tranquillo, nessuna mai potrà provare un sentimento vero per te, sempre ammesso che tui abbia la minima idea di cosa stiamo parlando. Per fortuna che esistono ancora donne così per uomini come te. E per fortuna esistono uomini che sanno trasformare in miele l’acido che ci viene dopo esserci scontrate con uomini come te. Have a nice day!

    • E’ difficile non essere acide e zitelle leggendo i tuoi commenti…

    • @Bruno.
      “…fiere di servire il loro uomo e in cambio essere protette e mantenute”. Perché una donna dovrebbe volere una relazione di questo tipo, in cui in sostanza è dipendente dall’uomo che la protegge e mantiene, e di conseguenza non è libera di avere una vita, delle decisioni, autonome?
      Nella sua visione di una relazione come un “do ut des” (un reciproco scambio di favori) dov’è lo spazio per le esistenze autonome di entrambi i partner, e per un vero legame d’amore, che per sua natura si basa sulla fiducia, sulla libertà, e non sulle imposizioni ed il controllo? Dove sono la parità e la reciprocità?

      Io sono fermamente convinta che una relazione dev’essere basata sul rispetto reciproco, dev’essere un incontro di individualità, di due mondi che si dischiudono all’altro/a, perché entrambi i partner si arricchiscano nella condivisione di esperienze, idee, interessi. Ma se uno dei due partner è solo una “decorazione”, se il suo unico spazio è quello del servizio, della cura, come potrà porsi come soggetto alla pari dell’altro, essere riconosciuto come persona, essere rispettato e apprezzato per ciò che è come individuo? Se dipende da lui economicamente, le sue decisioni sono condizionate dal partner, per esempio non è libera di interrompere la relazione se ne sente la necessità.

      Non si stupisca che le donne diano una grande importanza al lavoro e alla carriera: il lavoro è un mezzo per avere un proprio spazio autonomo, nel quale contano le proprie abilità e competenze, nel quale si può mettere a frutto il proprio percorso di studi, e dimostrare le proprie capacità, senza contare il fatto che l’indipendenza economica è il primo passo per poter essere veramente liberi, senza avere bisogno di qualcun altro.

      Secondo me in una relazione la donna non deve essere il riflesso in cui l’uomo può specchiarsi, l’ornamento che lo adorna, ma un individuo che può ricambiare il suo sguardo, sostenerlo. Solo nel confronto con un altro soggetto, un’altra persona, ci può essere vera intimità, vera comprensione.

      • io dirò di più: il rapporto paritario dovrebbe esserci anche se lei non lavora fuori casa e non percepisce reddito. Anche se una donna è casalinga, non per questo diventa “proprietà” dell’uomo nè l’uomo è autorizzato a vederla come tale, lavoratori o no, siamo due persone con la nostra individualità che decidono di stare insieme e appartenersi reciprocamente finchè entrambi lo vorranno

      • Non volevo assolutamente sminuire la condizione o la scelta della casalinga (odio questo aggettivo!), però vedo per esperienza – nella mia famiglia – che il non essere economicamente indipendente è un grosso svantaggio per una donna. In nessun caso, comunque, il proprio partner dovrebbe essere visto come una “proprietà”, perché il voler controllare e possedere le persone è esattamente l’opposto dell’amore, per come la vedo io.

      • Paolo1984 dice:

        anch’io la vedo così, infatti non ce l’avevo con te ma con quegli uomini che pensano “io la mantengo quindi posso farle quello che voglio”

  4. Paolo1984 dice:

    Sì a parte il vetusto stereotipo “santa versus puttana” è il concetto di “vera” donna da contrapporre ad una “finta” che è sbagliato. Pure una velina può avere dei figli, o un genitore anziano non autosufficiente, e anche una casalinga come anche una donna che lavora, di successo può avere dei lati frivoli del tutto legittimi.
    Comunque perchè non hanno fato lo stesso gioco al maschile? Contrapponiamo chessò, un uomo “finto” (un tronista, ad esempio) con uno “vero”: un padre con in braccio un bimbo?

    • La divisione tra donne e puttane (come se queste ultime non fossero donne) è molto diffusa nell’immaginario collettivo delle culture mediterranee e arabo-orientale. E’ una dei fattori che caratterizzano una società maschilista distinguendola da un’altra dove le donne e gli uomini sono percepiti come pari e nessuno di loro viene ridotto a pochi stereotipi. Il problema principale è che in Italia sono anche le donne che portano avanti questi stereotipi lesivi per difendersi contro il velinismo, senza nemmeno accorgersene che difendersi da questa immagine non significa che bisogna andare a dare della puttana alla prima belen di turno o andare ad elogiare un ruolo che ha contribuito a millenni di sottomissione della donna facendo più danni delle veline odierne.
      Dividere le donne in sante e puttane è appunto classica di quelle culture dove le donne vengono percepite come oggetti inferiori al servizio degli uomini,dove ci sono quelle “sante” da sposare e quelle “puttane” per divertirsi. Non è un caso che un Paese come il nostro è anche uno di quelli dove le donne fanno fatica ad emergere e a trovare un posto nella società visto che questi due stereotipi minano l’autoaffermazione sociale delle donne e l’autorevolezza di queste ultime viste sempre in un ruolo secondario e accessorio all’uomo.

  5. PERCHÈ ACCADE? La domanda allora sorge spontanea: ma perché sono sempre le donne ad innamorarsi e praticamente mai gli uomini? Possiamo dire che generalmente la ragione è proprio nella differenza alla base del valore emotivo che una donna attribuisce al sesso . Per una donna la sessualità costituisce il mezzo attraverso cui appagare tutta una serie di bisogni: il bisogno di sicurezza, di appartenenza, di accettazione, di vicinanza, di affettività… Nell’uomo la sessualità può non essere un mezzo per raggiungere o appagare altri bisogni. La sessualità stessa, in quanto tale, è un bisogno primario, come bere e mangiare, e, quindi, nel momento in cui viene appagato, l’uomo è soddisfatto e, in assenza di un forte sentimento affettivo preesistente, non costituisce una ragione, una spinta a legarsi emotivamente ad una donna.

    • Paolo1984 dice:

      Silver Price, solo un osservazione: si innamorano anche gli uomini, siamo moralmente e intellettualmente pari nel bene come nel male

    • Beh secondo me qui la componente culturale gioca un fattore fondamentale nell’attribuire certi bisogni in base al genere di appartenenza anche perchè siamo entrambi umani e non tutte le donne cercano sicurezza, amore ecc, come non tutti gli uomini cercano solo sesso. La componente culturale ha influito su queste celte poichè in epoche remote una donna doveva “sistemarsi” mentre per un uomo noj era fondamentale visto che aveva una certa autonomia sociale ed economica.

    • Anche nella donna la sessualità può non essere un mezzo per appagare altri bisogni.
      Quello che dice Silver Price è una considerazione molto usata e ripetuta, ma completamente falsa, che dà molto conforto a quegli uomini che sono spaventati dall’idea che le donne abbiano una propria sessualità libera e fine a sè stessa esattamente come loro, perchè ragionando nella maniera proposta da Silver Price arrivano alla conclusione che le donne sono fedeli e gli uomini no, quindi giustificano i propri tradimenti e si rincuorano sul fatto che le donne non li commettano.
      E’ una favoletta che alcune persone si raccontano per sentirsi meglio.

      • Paolo1984 dice:

        ma in realtà i motivi per cui si fa sesso sono molteplici: per amore, per piacere, per curiosità, persino per noia esistenziale, per consolazione, per tutte queste cose insieme.
        Quanto alle donne che non tradiscono o tradiscono solo quando s’innamorano di un altro chiaramente non è vero, può essere che si tradisca perchè non si ama più l’altro ma anche no. Credo che ogni adulterio sia diverso.dall’altro, ma certamente può riguardare gli uomini quanto le donne

  6. Brunoliegibastonliegi: quanto mi fai pena, poverino… si vede di quanto hai bisogno della mamma, e lo sai della mamma abbiamo bisogno tutti! Forse fare la mamma e’ un lavoro dopotutto…
    Ma ricordati che la tua ragazza ucraina probabilmente sta con te perche’ ha bisogno dei tuoi soldi, del tuo mantenimento, e non di te come persona, di te come persona non pensare che gliene freghi poi tanto, te ne accorgerai, quando lei trovera’ un migliore offerente… la parita’ nei rapporti consiste nel essere alla pari in tutto: se una donna e’ interessata a te, dico a te e non ai tuoi soldi, allora questa sara’ quella che ti amera’ veramente. Vedrai. E riguardo all’insulto che hai fatto, chiamando quelle donne che scrivono (con un istruzione e che combattono contro il sessismo) le hai chiamate “zitelle acide”: ricordati che non le hai mai viste e che in confronto a quella tua che sta li’ dietro ai tuoi soldi, sono meglio, molto meglio, ma a loro spetta un uomo fiero di essere chiamato tale e non un bambino bisognoso… che poi luomo che riuscira’ a rispettarla una donna, prendera’ anche il suo affetto e le sue cure, fidati. E in ogni caso non voglio offendere o fare confronti fra donne: ci sono donne che hanno capito che la societa’ e’ questa e ci si adattano facendo il lavoro che possono fare, non le demonizzo di certo, la tua ragazza e’ molto furba e si districa in questo mondo che puo’ essere cambiato, ma c’e’ chi puo’ permettersi di combatterlo e cambiarlo, e c’e’ chi no, non puo’ e allora per sopravvivere lo accetta cosi’, con tutte le conseguenze che questo porta.

  7. icittadiniprimaditutto dice:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  8. Il signor Bruno ha seri complessi di inferiorità. E’ dovuto andare in un paese povero per trovare uno straccio di moglie che di certo ha lasciato il suo paese per vie delle condizioni di vita non certo piacevole e non perchè ha trovato un uomo intelligente, colto, brillante che l’ha saputa conquistare. Tra l’altro non sappiamo l’età, è probabile che al signor Bruno possa servire la badante, perchè è chiaro che non cerca un rapporto paritario, nè tantomeno una donna istruita, con amor proprio, con la propria identità. Non saprebbe cosa dirle e quindi come fanno molti, invece di mettere in discussione la propria ignoranza e inadeguatezza, direbbe che le donne emancipate (scusate il termine obsoleto, ma ancora necessario ) sono castranti…..nonchè stronze.

  9. Reblogged this on Womenoclock.

  10. silver price: davvero una donna ha una emotività tale da impedirle di godersi un bel rapporto sessuale occasionale per soddisfare i suoi bisogni? E si collocherebbe dove, nell’utero o nelle ovaie questa tendenza ad innamorarsi sempre e comunque? E poi cos’è il bisogno di appartenenza? Il bisogno di appartenere a qualcuno? Appartenere in che senso? E il bisogno di accettazione? Vuol forse dire che il sesso serve ad una donna per sentirsi accettata? Da chi poi? Io francamente questi luoghi comuni li trovo abbastanza vuoti di significato…

    • devo dire che sono d’accordo, le donne possono innamorarsi o fare sesso “ludico” come gli uomini..e poi chissà dal sesso ludico può pure nascere una storia d’amore

  11. ancora con ‘sta storia che le donne fanno sesso solo se sono innamorate?!?ma basta,ma che noia,ma rendersi conto che siamo nel 2012 è davvero così difficile?allora io che non mi sono mai innamorata in 15 anni di vita sessuale cosa sono?un’aliena?oppure sono un maschio?poi come può un uomo dire “le donne fanno così,le donne si comportano colà”?che ne sanno?sono donne per caso?no!io non mi permetto di dire “gli uomini hanno tale comportamento sempre” perchè non sono un uomo e non è molto intelligente fare di tutta l’erba un fascio!per quanto riguarda il fruitore di mogli dell’est,dico solo che una cameriera l’avresti trovata pure qui in Italia solo che in Ucraina costano molto meno:oltre a tutto il resto,sei pure braccino corto,che pena infinita!cmq anche alcune donne stanno iniziando a cercarsi l’uomo straniero,di solito nordico,che mai pensa a una donna come servizievole e da mantenere e leggendo certi commenti e vedendo certi comportamenti da parte dell’italiano medio,hanno ragione!

    • Paolo1984 dice:

      si può fare sesso e innamorarsi come anche no se si è uomini e se si è donne. Ognuno fra le lenzuola fa quello che vuole tra adulti consenzienti

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  1. [...] in particolare (il blog Un Altro Genere di Comunicazione ha trattato più volte di questo qui e qui) o iscrivendosi a varie amene pagina di facebook che inneggiano a cagne, troie o altre finezze di [...]

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