La retorica dei giornali maschili

sexism

Ho sempre pensato che gli stereotipi peggiori si fondano attraverso le riviste maschili. Da anni tantissime lettrici mi segnalano quello che viene veicolato attraverso esse. Ieri, mentre assisto alla scarcerazione di uno stupratore assisto ad una pubblicità in televisione sulla rivista “For Men”. Lo spot oltre a consigli su come essere magro e in forma, mentre esibiva una carrellata di belle donne in lingerie, recitava “Fatti dire sempre di sì dalle donne!“. E’ inutile ripetere che la cultura dello stupro si forma sopratutto da quei giornali (c’è anche uno studio scientifico a confermarlo): dal mito del macho che non deve chiedere mai, alla donna che dev’essere sempre disponibile senza se e senza ma, al mito dell’uomo cacciatore che poi è causa dei numerosi episodi di stalking.

Questi giornali danno consigli su come “stalkeggiare” meglio la propria donna affinché sfinita ceda finalmente alle sue avances oppure alla ricerca della donna di casa perfetta fisicamente:

Con la casalinga e perfino sexy e in mutande e battute tipiche di quei gruppi troll che troviamo su Facebook, questi giornali si pongono a contrasto con l’emancipazione femminile formando una generazione di uomini impreparati ad accettarla.

Il vero uomo, secondo For Men può essere solo perfetti fisicamente, coperto di muscoli fino all’ultimo bicipite, neanche un segno degli anni che passano che si ripercuotono sui capelli, neanche l’ombra di un pelo, circondato da donne grazie al suo aspetto da stallone e la sua prestanza sessuale. L’uomo vero, secondo la rivista non può avere nemmeno un filetto di pancia, soldi,  guai essere brutti, guai leggere un libro perchè se no risulta un nerd, deve avere una marcata tamarraggine, deve interessargli solo il calcio e le donne ma non deve mai sposarsi o essere un padre ma solo usare le donne, gettarle, tradirle, corteggiarle fino al limite legale…Insomma lo stereotipo dell’uomo con un cervello da criceto (basta leggere quanto sono idioti i contenuti all’interno della rivista, sono perfino peggio di quelli delle riviste da bimbiminkia e scritti in un modo come se stessero parlando ad un idiota!).

Sarei curiosa di sapere quali sarebbero le 31 cose che un uomo vero dovrebbe saper fare secondo For Men.

Per non parlare dei numerosi consigli su come tradire la propria partner secondo la correlazione “più tradisci e più sei macho”. Spulciando sul web ho notato che For Men è stato diverse volte sotto attacco a causa delle sue pubblicità offensive. Nel 2003 molte donne hanno chiesto il ritiro di uno spot che veicolava in poche parole che le donne non sono capaci di guidare e per questo è meglio che restassero a casa a stirare. E già questo dice tutto!

Concludo in bellezza con le parole della mitica Littizzetto che ha avuto la “sfortuna” di imbattersi su una copia: “Donne, consoliamoci: noi una volta al mese avremo pure le nostre cose, ma loro una volta al mese hanno For Men Magazine in edicola. Mica lo so’ chi sta peggio“.

8 commenti

  • mi chiedo se abbiano veramente dei lettori.. l’ideale di uomo che descrivono sa a malapena leggere. Vabbe’, si tratta di Cairo Editore… chi ha mai letto qualche altra loro pubblicazione sa quanto possono essere pessimi!

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  • Ciao Mary mi vergogmo quasi a dirti che mio padre è abbonato a For Men e tutti i mesi io e mio fratello ci divertiamo sempre un mondo con la demenzialità degli articoli di fmm (che io paragono a quella di cosmopolitan). Tra le altre cose ci siamo spesso chiesti se questa rivista sia davvero destinata a uomini etero data la forte presenza di immagini di bell’uomini…

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  • icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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  • questa rivista è dichiaratamente idiota e i suoi consigli per “conquistare” le donne secondo me non vanno presi troppo sul serio (anche perchè ogni donna come ogni uomo è diversa), ma non sono così sicuro che lo stalking (che è cosa diversa dal corteggiamento che di solito non è sgradito a chi lo riceve) sia causato da queste riviste nè dalla cultura dell’uomo cacciatore (che di solito se viene mollato, ma di solito molla lui prima, va a cercare una nuova conquista). La cosa è più complessa e riguarda il carattere, la psicologia del singolo uomo, il modo in cui vive la relazione

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    • Sul fatto che la rivista è idiota non ci sono dubbi e oltretutto generalizzano troppo, ma non bisogna sottovalutare che queste riviste (come tv, le famiglie e il contesto sociale) sono delle scuole che insegnano ad adottare certi atteggiamenti che secondo le culture patriarcali sono considerati da macho.Il corteggiamento può piacere e piace anche a me anche se nella mia vita mi è anche capitato di corteggiare ma questi giornali, e tu sicuramente non li leggi, parlano di corteggiamenti insistenti verso una donna avanzando l’ipotesi che se lei non risponde non è perchè in realtà è disinteressata ma perchè sta giocando a fare la preda difficile e questo è un messaggio pericoloso e bisogna chiedersi come mai proprio nei paesi più maschilisti lo stalking è il reato più diffuso e lo compiono più i maschi che le donne per riconquistarsi la “preda” perduta o difficile. Non è nemmeno un caso che l’Italia sia stato l’ultimo Paese ad aver inserito il reato penale di stalking perchè fino a poco tempo fa veniva considerato corteggiamento. E’ una cosa culturale, si può sconfiggere lo stupro e lo stalking solo intervenendo sull’educazione ai ruoli paritari eliminando la tendenza a definire le donne come prede o come proprietà esclusive dell’uomo che le ha cacciate e che è riuscito a conquistarle per primo. il carattere e la psicologia sono cose che vanno in secondo piano ma ricordati che la cultura forma il carattere di una persona. In Giappone ad esempio la timidezza è diffusa proprio perché la cultura impone un’educazione formale e rigida verso gli altri. Nei Paesi dove i ruoli “preda” e “cacciatore” sono meno rigidi ci sono meno casi di stalking e c’è più tutela verso chi lo subisce. A volte messaggi troppo insistenti non sono più banale corteggiamento ma stalking fastidioso se non è gradito dalla donna, in italia si interviene solo quando lo stalking è accompagnato da violenza fisica (anche se con pene blande che non salvano quasi mai la vita della vittima).

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      • la cultura, il contesto sociale è importante e formativo certo ma non so se carattere e psicologia siano proprio in secondo piano: non tutti quelli che crescono in un certo ambiente diventano necessariamente stupratori o stalkers. Comunque se il “corteggiatore” in questione insiste pure dopo che gli hai urlato chiaro e tondo di no e che non stai facendo la difficile, forse un sonoro ceffone potrebbe schiarirgli le idee..io non amo la violenza ma a volte…quanto al “cacciatore” e alla “preda”..a prescindere dal sesso di chi ricopre questi (finti) “ruoli”, vorrei dire che secondo me nel corteggiamento come nella seduzione nessuno è davvero passivo, è un gioco (a condizione che sia gradito)

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      • Non tutti sono violenti però è chiaro che ormai la violenza di genere è una piaga sociale da estirpare e colpa non è che del contesto, poi ci sono anche uomini buoni e rispettosi che non alzerebbero mai il dito ad una donna perchè grazie al cielo hanno avuto una famiglia che li ha educati a rispettare le donne. Infatti la maggior parte dei violenti vengono da contesti familiari violenti ma dare una piccola responsabilità anche alle immagini per quanto riguarda il consolidamento di una mentalità maschilista non è da escludere. Sono favorevole al ceffone ma spesso lo stalker è un violento quindi non ci penserà due volte a massacrarla di botte. La cosa migliore è la denuncia e la tutela dello Stato, ovvio un riconoscimento del peso sociale del reato di stalking ancora troppo “giovane” e poco riconosciuto. Non è sempre un gioco Paolo, sono proprio ruoli, se è un gioco non c’è nulla di male ma il problema è che nella nostra società sono appresi e riconosciuti come standard fissi e ruoli biologici e giustificati da un’errata motivazione biologica che ognuno in base al genere deve rispettare.

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