13 commenti

  • sulle malattie mentali: si tende a pensare che “pazzo” voglia dire sempre e comunque “incapace di intendere e volere” (che poi è quello che interessa al diritto penale per valutare la colpevolezza) ma la giurisprudenza non considera l’intera gamma dei disturbi della personalità, chi ne soffre non è mentalmente sano ma al tempo stesso è capace di intendere e di volere.
    Sulla donna che si sceglie il compagno violento..bè si potrebbe ribattere allora che pure quegli uomini che si lamentano dell’ex moglie “arpia”, “avida”, “stronza”, arrogante in fondo non avevano la pistola alla tempia quando l’hanno sposata quindi che vogliono? Ci si sceglie in due e le ragioni le sanno solo loro due, sarebbe però interessante capire perchè non si riesce a interrompere una relazione distruttiva con qualcuno che ci fa del male, ma sono situazioni complesse da valutare caso per caso. Posso solo dire che innamorarsi della persona “sbagliata” non è una colpa e comunque non è una cosa tanto grave da pagarsi con le botte o la morte
    La storia del testosterone poi è ridicola: noi abbiamo gli ormoni, gli istinti ma siamo pure (quasi sempre) in grado di autocontrollarci, scegliamo quando lasciarci andare e quando dominarci, quando sfoghiamo i nostri impulsi violenti è perchè vogliamo farlo, lo decidiamo. se prendessimo per buona questa storia degli uomini dominati totalmente dal testosterone, allora dovremmo impedire ai maschi umani di fare politica, come facciamo ad affidare il governo del Paese a gente totalmente in balia dei propri ormoni e dei propri istinti belluini?

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    • Francesco D'Arcangeli

      Ci sono, purtroppo, molte persone (la mia esperienza personale mi fa dire più donne che uomini) che scelgono partner violenti giustificandone le azioni, facendo finta di non vedere e/o sperando che cambino. Ma questo non vuol dire che i violenti siano meno colpevoli. Se mi butto in un affare dai contorni poco chiari e poi si rivela una truffa, questo non rende chi mi ha truffato meno colpevole, semmai questo fatto è solo una ragione in più per intensificare il lavoro di prevenzione, convincendo le donne a non cascarci neanche per un minuto a dare retta ad un partner violento.
      Sulla questione del testosterone la vedo come Paolo. Io sono perfettamente cosciente dell’aumento di aggressività che si verifica in determinate circostanze e di quanto i miei impulsi distruttivi e rabbiosi siano una parte di me, ma come dicevo sempre ad una mia amica, non permetto alla biologia di essere uno scudo dietro cui nascondere le mie colpe o uno stendardo sventolato cui ispirarmi per dare un senso alla mia vita.
      La biologia non giustifica le nostre azioni, siamo coscienti di esse e abbiamo tutto il dovere di controllare i nostri istinti sempre e comunque.
      Ci sono momenti (almeno per me) in cui il desiderio è tale che veramente si sarebbe portati a cercare di abbordare (ed eventualmente avere rapporti) con una frazione piuttosto generosa delle donne che incontro, e però questa non è una buona ragione per comportarmi in tale modo e trattare queste persone come oggetti (tradendo, se non fossi single, la persona con cui sto) altrimenti dovrei anche spaccare la testa a tutti quelli che mi fanno arrabbiare, rubare tutte le auto che mi piacciono, sfasciare le vetrine della sede del partito opposto al mio etc.

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  • quanto poi alle “false accuse”, questi casi esistono ma secondo me non sono così diffusi come si pensa e vengono quasi sempre scoperti (cioè non credo che le carceri siano piene di uomini ingiustamente in galera per stupro), certo chi fa false accuse compie una calunnia grave..ma non è giusto dire che ogni volta che una donna denuncia una violenza a priori sia una falsità, bisogna verificare e gli inquirenti sono lì per questo

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    • I giornali italiani si sono fermati a 53 donne uccise dall’inizio dell’anno (avveniva a marzo) poi la crisi ha riportato tutto alla “normalita”, non se ne parla piu’…. ma si parla tanto dei suicidi delle persone che sono “vittime” di equitalia e si definisce cio’ come una emergenza.
      Mi chiedo cosa deve accadere per far in modo che si parli della violenza sulle donne come un’emergenza da stroncare immediatamente, da uomo sono indignato!!! Ci vuole giustizia per tutte, sostegno psicologico, programmi per il reiserimento, sostegno econmico per coloro che decidono di abbandonare il compagno violento ecc…ecc.. ecc… e va fatto subito perche’ siamo in piena emergenza. Immainginiamo il fenomeno a livello globale….e’ una mattanza senza fine…eppure tutti (anche giustamente) si preoccupano dei cani in ucraina… ma nessuno si preoccupa delle donne che vengono costrette alla prostituzione per soddisfare i tifosi proprio in questo momento. Per qualcuno e’ anche un plus per andare a vedersi la partita.

      Amo la mia compagna, mi preoccupo per le persone a cui voglio bene, anche per questo vorrei che venissero intraprese delle azioni nell’immediato.

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  • Ma già la definizione “violenza di genere” è sbagliata
    Visto che .come abbiamo detto tante volte ,la violenza non ha sesso …
    La violenza è imputabile a chi la commette ,se no allora ha ragione il servizio delle iene , con quello finto rumeno e si è preso dello stupratore solo PERCHè è RUMENO ,non cambia nulla solo che si usa il genere ,è il pensiero di fondo che non va
    Molte femministe ,anche importanti hanno definito l’uomo come un essere geneticamente sbagliato ,di per se violento , altro che non sentirci chiamati in causa ,ma guarda la faccio breve il mio pensiero corrisponde a questo ,che tra l’altro scrive meglio di me e rende l’idea ….
    Era sul fatto quotidiano e sul blog della Zanardo (un pò lunghetto ,ma vale la pena
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    “La Maestra prima di salire in Cattedra lascia cadere un’occhiata stancamente distratta sulla platea, raccoglie le forze e le frecce, attacca a catechizzare alternando abilmente colpi e carezze.
    Lei, che meriterebbe ben altra ribalta, un talkshow di prima serata, un Tg, se soltanto l’oppressione
    maschilista non costringesse pure i giornalisti più aperti e democratici a sfruttare “la meglio gioventù femminile” come avvilente “decorazione natalizia” (Santoro e le Suddite Italiane- http://www.ilcorpodelledonne.n….
    Lei, che, unica femmina libera ma libera veramente, deve patire da sola l’orribile sudditanza delle (altre) Donne, ascoltando “le garrule studentesse universitarie […] colte e rigorosamente di sinistra, commentare dottamente” un siffatto scempio sessista (Santoro e le Suddite Italiane- http://www.ilcorpodelledonne.n….
    Lei, che sognava di scrivere poesie, e saggi, e girare documentari, e invece deve campare con i blog, elargendo perle ai porci. Porci che comunque riescono a fare di un post pieno di niente un “forum” con centinaia di commenti in mezza giornata. E senza avere scritto niente. Niente di niente. E io, che mi prendo pure la briga di commentare, dopo quella già penosa di leggere. D’altronde si sa, l’argomento “tira” sempre, a quelli là piace un mondo scannarsi sul sesso, sulla violenza, sulle porcate… appunto. Basta vedere a che percentuale arriva la chiave “Uomini-Donne” nelle
    statistiche di ricerca di Google, ad esempio (http://www.lavoro-formazione.i….
    Se fossi un Marziano, scaraventato sulla Terra, ignaro della retrospettiva settaria da cui muove la liturgia pedagogica della Maestra, faticherei a capire che cosa in effetti la Maestra ci domanda con questo suo “Discorso agli Uomini” (mai nati). Invece si da’ il caso che sia proprio un Uomo, e capisco quello che non dovrei, perché vedo quello che non si deve dire: che le questioni di genere sono (diventate) uno Strumento di Potere; che il Potere divide per controllare; che per dividere si cambiano
    le forme, ma le sostanze sono sempre le stesse: etnia, sesso, religione, censo, cultura; che le discriminazioni vogliono un incessante martellamento di paure e pregiudizi, operazione facilmente
    accessibile grazie ai massmedia e ai loro messaggi più o meno subliminali; che le cosiddette QuoteRosa sono concepite e costruite in forza del Culto del Privilegio mistificandolo per Parità, così come le QuoteVerdi dei Padàniservono all’accumulo di uffici e risorse al Nord, in forza di una inesistente “Questione Settentrionale” e una simile cultura “ariana”. E che tutto questo non ha niente a che vedere né con la libertà, né con la parità, né con la solidarietà, né con la giustizia, né con la civiltà.
    Del resto, un Uomo soltanto in quanto tale impara già fino dalla nascita l’obbligo della Colpa nell’ordine per: le tragedie della Guerra (violenza maschilista); lo sfruttamento del Capitalismo (avidità maschilista); le oppressioni di Colonialismo e Imperialismo (vitalismo maschilista); gli orrori di
    Nazismo, Fascismo e Comunismo (autoritarismo maschilista); la sudditanza delle Donne nella Storia (patriarcato maschilista); i disastri ecologici e ambientali (si imputano tragedie come Fukushima alla superbia maschilista che sfida le leggi naturali, come si può arguire dalla forma fallica di missili, satelliti, navi spaziali); il vizietto “orale” nella stanza ovale di un Capo di Stato americano (poi sparito all’ombra della più prestigiosa FirstLady); i festini orgiastici di un Capo di Governo (http://www.ilfattoquotidiano.i…
    il presunto stupro di una cameriera africana da parte di un economista socialista a capo del FMI (poi sostituito da una Ministra liberista: http://www.ilfattoquotidiano.i…
    http://www.ilfattoquotidiano.i… infine, per le vessazioni degli omofobi (http://www.ilfattoquotidiano.i…, per i Cimiteri dei Bambini Mai Nati (seppure commissionati da Donne: http://www.ilfattoquotidiano.i…, e finalmente per il naufragio del Concordia (http://www.ilfattoquotidiano.i….
    Quindi dov’è la stranezza, a criminalizzare il Sesso inferiore e portatore di pene (in tutti i sensi), per gli orrori che geneticamente, biologicamente, fatalmente produce? (D’altra parte che la Colpa sia “questione di genere”, è dato per scontato nel commento alla recente sentenza della Cassazione sull’applicabilità di pene alternative nello stupro di gruppo: “non siamo così certe che si valuti, fino in fondo, l’impatto che tali misure possono avere sulle donne e soprattutto sugli uomini. Le une si sentiranno ancora una volta più esposte, gli altri meno colpevoli http://www.ilcorpodelledonne.n….
    Certo, si potrebbe evidenziare, con la storica femminista E.Badinter (La strada degli errori. Il
    pensiero femminista al bivio, Feltrinelli 2004, che spiega come dagli anni 80 le lobbies femministe abbiano voluto “ri-processare” la sessualità maschile per costringerla a cambiare. “E, per far questo, modificare le leggi e impadronirsi dei Tribunali”), la moda a manipolare allegramente le statistiche degli stupri (http://www.comedonchisciotte.o…, o a sfornarne di nuove alla bisogna: c’è il dramma sociale dei padri separati? Pronta la statistica che passa per vittime delle separazioni le mogli invece dei mariti: http://www.senonoraquando.eu/?…. La crisi falcia i lavoratori? Ed ecco la statistica sulle discriminazioni delle Donne nel Lavoro: http://www.senonoraquando.eu/?….
    Ovviamente sarà giusto un caso, che a capo dell’ISTAT ci sia una Donna, piuttosto vicina, diciamo così, a vari movimenti femministi (http://www.noidonne.org/blog.p…, e con una carrioera alle spalle grazie alle “questioni di genere”? Non è un illecito, ma se a capo dell’ISTAT, che dovrebbe essere neutrale e trasparente, ci fosse un aderente a movimenti omofobi, o xenofobi, o associazioni per la bigenitorialità: le statistiche non parrebbero un po’ sospette, se fossero così automaticamente puntuali e ripetitive?
    Si potrebbe obiettare, su un piano biologico, che la Liturgia dell’Espiazione degli Uomini quali portatori di pene (come gli Stupratori) sta allo Stupro tanto quanto quella delle Donne quali portatrici di vagina (come le Meretrici) sta al Meretricio. Oppure, su un piano statistico, che alle cifre delle vittime di Stupri (Colpa Maschile) si contrappongono le cifre delle vittime di False Accuse (Colpa Femminile), che infliggono a centinaia di Uomini povertà, disperazione, morte (8 suicidi su 10 nelle
    separazioni sono padri separati). O ancora, che, se la maternità è biologicamente più essenziale della paternità, le madri che alienano figli (e figlie) al padre separato, che li (e le) devastano per sempre con la PAS, sono Donne che commettono forme di violenza (psichica e fisica) “di genere”.

    http://www.gehttp://www.senato.it/documenti/reposi…

    http://www.dirittoeminori.com/…

    Si potrebbe anche domandare perché, se lo stupro è una “violenza di genere”, ci sono madri che partecipano con i mariti allo stupro dei figli?

    http://webcache.googleusercont…

    http://qn.quotidiano.net/crona…

    http://www.crimeblog.it/post/5…

    E perché mai, in cima alla classifica delle fantasie erotiche femminili c’è spesso lo stupro? http://affaritaliani.libero.it…

    http://www.alfemminile.com/sch…

    Potrebbe bastare una sola di queste contraddizioni, a smettere la coperta della “violenza di genere”. Potrebbe bastare, in proporzione, anche quello che è successo qui, dove le Donne non hanno rispettato la richiesta di non intervenire (e hanno fatto bene), per capire che se si può impunemente
    trasgredire un rifiuto, lo si fa piuttosto facilmente.
    Potrebbe bastare uno sguardo alla spirale di violenze commesse da maestre, educatrici, infermiere, per capire che nella Giungla prevale e prevarica la Legge del Più Forte, e che la fisicità maschile non è l’unica né la più violenta” forza che esista: a meno che non si faccia passare la materialità come prioritaria rispetto alla spiritualità, la fisicità all’intelligenza, il corpo all’anima. In tal caso, si dovrebbero però riscrivere da cima a fondo i ¾ di tutte le dottrine, le arti, le filosofie, ecc.
    Si potrebbero dire tante cose, ma la Maestra per metterti alla prova ha ideato la trappola del secolo:
    se non sai dire altro se non che non sei uno stupratore solo perché portatore di pene (è questo il più grande trionfo del Sessismo: ridure le persone ai loro genitali e portare le Donne a temere e venerare quei pochi centimetri e grammi che fanno il DioPene: complimenti), se cerchi di spiegarti con esempi “di genere” al contrario, non per criminalizzare tutti/e, ma per non criminalizzare nessuno/a, se difendi le tue ragioni ed emozioni di “non stupratore”, né potenziale né attuale, ecco, lo vedi? sei uno di quelli che “sviano, parlano d’altro, non affrontano l’argomento”. Geniale.
    E si chiude il cappio: la leggerezza con cui cade quel moralistico “Certo.” a liquidare le fastidiose resistenze alla Colpa da parte di Uomini che “faticano a farsi carico del problema” (guarda un po’, chissà perché), è pari alla maestria di quel doppio colpo di coda con cui si dice “dovete farvi carico
    non per colpe che non avete, ma per provare a capire”. Che cosa, non si sa. Ci sono leggi, c’è tutta una letteratura sterminata, ogni 2 giorni spunta un’associazione di tutela delle vittime di violenza, si fa un continuo parlare di violenza, anche fra uomini (http://maschileplurale.it/cms/…
    e qualche femminista di chiara fama a volte pare addirittura annoiarsi (http://www.ilfattoquotidiano.i…. Che cosa vada ancora scoperto e compreso, non è dato saperlo. Forse vogliono sentirmi dire “sì, confesso, sono uno Stupratore Mannaro, con la Luna Piena mi trasformo e non c’è autocontrollo che tenga, sento una forza irresistibile che mi acceca e mi trascina in cerca di carne sempre più fresca (o calda? bòh)… e la sete non si placa mai!!”… ecco forse è questo che un certo immaginario femminile vorrebbe sentirsi raccontare, per sentirsi come CappuccettoRosso di fronte al LupoNero… se lo conosci lo eviti… Solo che a quanto pare uno dei più forti istinti aggressivi negli stupri è proprio il clima di giustificazione dato dall’immagine della Bestia Cieca dagli Impulsi incontrollabili http://donna.wikia.com/wiki/St….
    In realtà, resta solo un dato di fatto: che il dramma degli stupri resta lì. Dice che è “ormai inutile che se ne discuta tra donne. I numeri raccontano che i nostri sforzi non sono sufficienti”. Che cosa possa mai cambiare se a parlarne siano gli Uomini, ancora una volta non si capisce. Se non mettendoLi in guardia da SèStessi, dallo Stupratore Mannaro che si portano dentro.
    La Maestra chiama a sé le Sorelle, brandisce la bacchetta e arringa la platea, o quello che ne resta.
    Passano in rassegna i “ragazzi”, gli “Uomini”, che stanno lì a giustificarsi, scusarsi, adirarsi, indignarsi, impegnarsi, e poi gettano la spugna con gran dignità. Ogni tanto confabula con il GranGiurì, Prima fra le Pari, e decidono i Voti. Qualcuna pensa che è solo tempo perso, che cos’altro puoi aspettarti da un’orda di sciocchi, se non “una marea di sciocchezze”? Ma no, profetizza solennemente la Maestra: “Ho ancora molta fiducia”.
    Il tono è ieratico, ma soave: perché vabene la catechesi, la dottrina, la propaganda, ma bisogna tenere a mente di avere pur sempre a che fare con dei bruti inferiori, bambinoni pericolosi, e prudenza vuole che vengano sì, addestrati con la frusta, ma anche addomesticati con la ciotola. Dunque, per fargli ingoiare la medicina amara dell’emancipazione femminile “da relazioni di dipendenza millenarie”, ci vuole tanta grinta e altrettanta pazienza, perché il “momento è epocale. E’ difficile, lo capiamo”. Meno male: lo capiscono, Loro. Ci capiscono.
    Finalmente, la Maestra scende i 25 gradini d’aria su cui s’erge il Pulpito, e dal basso della Cattedra
    lascia colare magnanima la Perla d’Oro sui Porci, che, abituati alle ghiande, non potranno che sprecarLa: “Un post per soli Uomini”: “caspita, che Fortuna!!”, direi se fossi un Marziano. Invece, si da’ il caso che sia proprio un Uomo, e capisco quello che non dovrei, e credo in quello che non si può dire

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  • Francesco D'Arcangeli

    Volevo poi aggiungere una cosa: il cretino che considera “violenza” il fatto che una donna ti porti, volontariamente, al massimo dell’erezione e del desiderio e poi non ti si conceda fa parte di una minoranza di uomini, purtroppo non molto esigua, convinti che il sesso (anzi, usiamo i loro termini, la scopata) sia sia un diritto che un dovere di ogni uomo.
    Purtroppo è un modo di pensare molto molto radicato in certe parti della popolazione, ed è da lì che inizia tutta la concezione sbagliata della donna…

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  • L’articolo (che ho dovuto googlare, non potevate mettere un link?) pone delle domande semplici ed innocenti, ma lo fa in un contesto da caccia al lupo che ovviamente porta i commentatori uomini sulla difensiva. E’ il contesto che cambia il significato delle domande.

    Ah, ma ovvio, non mi credete perché la mia osservazione è di parte. Ok. Allora ecco come si sarebbe potuto scrivere lo stesso articolo ma rivolto alle donne:

    Quello che da anni alcuni maschilisti, tra i quali io stesso, in Italia andiamo dicendo, cioè che è tempo, è urgente, che la voce femminile si faccia sentire, è accaduto, alla chiamata di un giornalista maschilista, in forma certo non politicamente organizzata, ma è un buon inizio.
    Anche da noi, specialmente oggi che gli infanticidi sono un rosario di dolore quotidiano, sarebbe una bella svolta.

    Ma qui si parla di qualcosa di molto più intimo e interessante. Per cui ecco le mie semplici domande alle donne che abbiano voglia di mandarmi le loro risposte, in forma anonima, o anche firmate: io utilizzerò solo le risposte quando ne avrò abbastanza per raccontare gli esiti di questo esperimento. Quello che assicuro è che darò conto di ciò che ricevo, su questo blog e sulla mia pagina facebook.

    1) Che cosa è per te la maternità?
    2) Pensi che la violenza sia una componente del rapporto madre/figli?
    3) Cosa provi quando leggi di donne che uccidono i propri figli?
    4) Ti senti coinvolta, e come, quando si parla di sindrome ansioso-depressiva?
    5) Essere madre: che significa?
    6) L’alcool influisce, e come, sulla tua vita di tutti i giorni?

    Offese? Arrabbiate? Innervosite?

    Ma guarda un po’.

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    • Ho linkato la fonte, se andavi a passare il mouse con meno rapidita’ (lo stesso si puo dire sulla tua lettura) ti accorgevi che era linkato. Di che contesto parli? Forse lo stesso dove il femminicidio e’ molto diffuso. Appunto per il fatto che e’ molto diffuso non bisogna sentirsi sotto accusa ma schierarsi contro i violento aiutando le donne ad uscire dal silenzio e non lasciarle sole. Non mi ha offeso la tua trasposizione perche’ l’infanticidio, anche se problema reale, e’ meno diffuso numericamente rispetto al femminicidio, quindi io penso che quegli uomini dsi sentono chiamati in casa ma anziché offendersi dovrebbero aiutare le donne. Per quanto riguarda il femminicidio il copione e’ lo stesso: lei lascia X, lui la uccide. Bisogna chiedersi perche’ molti uomini non accettano che una donna possa autonomamemte dire di no o mettere fine ad una relazione. Sugli infanticidi mi sembra che ultimamente rispetto a qualche anno fa sono i padri che li compiono come attodi ritorsione verso la moglie che li lascia, quindi almeno oggi ( e mi baso su cio che leggo) mi sembra che il contesto e’ un altro.

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    • Comprendo a mala pena la tua provocazione e ti spiego perchè:
      1. Non comprendo come possano essere coerenti i due fenomeni sociali
      2. Il femminicidio (all’interno di esso vi è anche lo stupro) avviene in un background culturale di forte misoginia e odio verso le donne (non mi pare che avvenga lo stesso per quanto concerne i bambini, infatti le motivazioni sottese alle due tipologie di eventi fanno parte di due dimensioni completamente incompatibili, l’una legata al contesto culturale l’altro ad uno stato emotivo psico-fisico conseguente ad una situazione biologica post partum, aggravata dalla difficoltà di affrontare un evento che stravolge la vita come quello di una nascita spesso e volentieri in solitudine).
      L’uccisione di un figlio da parte della madre può sembrare la cosa più atroce che esista sulla faccia della terra.
      Ad ogni modo leggendo il tuo intervento non mi sono sentità offesa, ne arrabbiata e tantomento mi sono innervosita.
      Da una parte non capisco perchè dovrei prendermela nell’affrontare una discussione che tratta un tema sociale importante come questo, visto che non mi sento assassina in quanto donna pur essendo madre (mentre molti uomini si sentono accusati di essere potenziali stupratori o assassini solo perchè vi viene posta una domanda, chiesta una presa di cosicenza e non si sa per quale strana ragione, pensateci bene! Neanche io sono mai stata vittima di violenza eppure mi interessa e me ne occupo, come anche potrei farlo degli infanticidi nel modo più tranquillo possibile!)
      In secondo luogo non arrivo neanche all’estremo di disinteressarmene perchè in quanto donna e madre posso cercare di indagare le motivazioni che portano a compiere determinate azioni da parte di atre donne e mamme (perchè no?).
      Il ruolo della madre è spesso stigmatizzato all’interno della nostra società e così la maternità, che non è solo pura gioia come si vuol far credere. Quando una mamma partorisce sembra che debba annullarsi dietro al figlio e amarlo alla follia e incondizionatamente. Purtroppo l’utopia a cui devono attenersi questi “angeli del focolare”, madri sempre amorevoli e servizievoli nell’immaginario collettivo, che non hanno più una loro identità di donna se non in funzione della prole, non corrisponde alla realtà e spesso le fa sentire sbagliate e inadeguate.
      Sono la prima a voler sfatare tutta la miriade di stereotipi e tabù legati alla maternità e per quanto mi riguarda si può parlare di tutto a oltranza, ci possiamo interrogare anche noi come donne e come mamme, anzi, già lo facciamo!
      Leggere notizie di infanticidi mi fa soffrire e metto sempre in relazione il mio vissuto con quello di altre donne indagando quali motivazioni e quali vissuti ci stanno dietro e in che cosa cambi la loro esperienza rispetto alla mia.
      D’altro canto per quanto concerne strupri e femminicidi il nostro intento principale non è quello di denunciare per mandare tutti alla gogna ma soprattutto indagare i retroscena culturali di un tale fenomeno per agire a monte, consce di quali condizionamenti socio-culturali possano starci dietro (alla fine sono quelli che combattiamo, non siamo le giustiziere proprio di nulla!)
      Ci sono uomini che ci aiutano in questo perchè si sentono in comunicazione dialettica con noi, altri che per “strane” ragioni non lo fanno. Perchè fondamentalmente si sentono accusati o mistificano la realtà dei fatti. Ora io azzardo che dovreste capire dentro di voi perchè reagite così e vi sentite offesi, noi apriamo solo un dibattito.
      Con me, stai tranquillo, si potrà parlare di tutto quello che volete!

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      • però credo anche nei casi di femminicidio vada tenuto conto della dimensione psicologica individuale di chi li commette come avviene per gli infanticidi

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  • sì, tenendo conto che “nessun uomo (come nessuna donna) è un’isola a sè stante” ma tutti noi abbiamo una storia familiare, un’educazione, cresciamo in un dato ambiente sociale che certo ha un ruolo anche nella formazione della nostra personalità ma non ci rende di per sè “eterodiretti”, per venire al tuo esempio: pure se i due tifosi romanisti erano “su di giri” per via della partita sono comunque responsabili di quello che hanno fatto.

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  • un’altra cosa: quando si parla di psicologia individuale riferita a chi uccide la compagna o la ex, si pensa che si voglia attenuare la responsabilità di questi uomini definendoli “pazzi”, allora mi preme dire che secondo me non sempre i disturbi mentali (in questo caso disturbi della personalità) ti rendono “incapace di intendere e volere” (che è quello che interessa stabilire ai tribunali) e ovviamente non è vero che chiunque soffra di disturbi mentali arriverà ad uccidere necessariamente..insomma è un tema complesso e ne dovrebbe parlare chi ha più titoli di me. Scusate

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  • lo sai cosa mi piacerebbe?
    Che quel Ministro inutile, come si chiama, quella di Napoli, oh Dio mi sfugge il nome!
    Quella che dalle pubblicazioni sul web è risultata essere la più ricca tra i suoi colleghi (!?)
    Quella accademica(!?)
    Quella che non riesce a proporre un decente Disegno di legge o giù di lì (!?)
    Come si chiama…?!
    AH si la Paola Severino, ma giusto in quanto donna, almeno provasse a regolamentare in maniera più civile “Una legge per la violenza sulle donne” e perschè no anche sulla pedofilia, trasportando il tutto a un livello penale e inasprendo al massimo le pene.

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