Giornali come Playboy e linguaggio sessista

Il sessismo nell’informazione giornalistica è un fenomeno molto presente nel nostro Paese, malgrado ci fosse una deontologia giornalistica da rispettare. Per sessismo giornalistico io non intendo solo i deliri che una volta ogni tanto Massimo Fini ci regala sul Fatto Quotidiano, ma continui articoli costruiti con un linguaggio stereotipato che descrivono la realtà circostante da un punto di vista maschile. 

Nei post precedenti noi abbiamo visto come i giornali, specie quelli locali, utilizzino spesso stereotipi di genere nella costruzione delle notizie di cronaca nera che riguardano episodi di violenza sessuata, anche se spesso ho parlato anche della rappresentazione della donna come oggetto tramite gallery, che varie testate italiane possiedono per incrementare gli abbonamenti, mirando non solo a veicolare un modello femminile distorto ma a creare uno stereotipo gravissimo, secondo il quale i giornali quotidiani vengono letti solo da un pubblico maschile.

Inserire gallery di donne nude all’interno dei quotidiani nazionali o meno non è altro infatti che un fenomeno di “targettizzazione” ed è gravissimo perchè sempre più giornali hanno un taglio mano mano sempre più simile a quei giornaletti che una volta gli adolescenti con tempeste ormonali nascondevano sotto il letto. Vi mostrerò quali giornali esaminati da me che possiedono questa sorta di taglio maschile:

-Libero Quotidiano

-Panorama

-La Repubblica

– Il Resto del Carlino

Ovviamente ce ne sono tantissimi altri, sopratutto quelli locali che sono una vergogna non solo nel modo in cui sono strutturati ma anche per gli articoli che vengono scritti. Nella mia regione ad esempio c’è l’Unione Sarda  che non solo possiede quel taglio stile rivista erotica maschile, ma spesso compaiono articoli formulati con un linguaggio maschilista, che tendono a veicolare messaggi stereotipati della femminilità: sexy da una parte, canone che deve appartenere alle donne di spettacolo, quindi quelle “pubbliche”, caste e pure dall’altra parte, cioè le nostre figlie, mamme, sorelle e più ne ha più ne metta, scatenando una marea di commenti sessisti . Eccone uno:

Della  serie, “ok ragazzi vi forniamo ogni giorno tanto “ben di Dio” ma quando dovete sposarvi sceglietene una coi valori“. Insomma, siamo alle solite. Ma analizziamo bene la notizia riportata sul giornale locale. In un paesino della Sardegna era il giorno di memoria di una Santa Maria Goretti sarda  (una delle tante iniziative misogine della Chiesa) e questo ci fa pensare quante realtà retrograde esistono nel Nostro Paese, salvo poi lamentarsi di quando è arretrato tutto il mondo islamico che lapida le donne impure, se ancora oggi anche in Italia una donna che  perde la verginità a seguito di uno stupro è ancora percepita come una disonorata perché non ha scelto di morire per difendere la sua verginità.

Patetico che un giornale quotidiano abbia lanciato un messaggio offensivo nei confronti di tutte le vittime di stupro, colpevolizzate solo perchè non sono riuscite a difendere con tutte le forze “quel valore”, insinuando che chi non prende come modello questa ragazzina sfortunata allora per forza sicuramente c’è stata, era consenziente e si è fatta violentare perché  non si è ribellata con decisione per difendere quel valore.

Questo articolo mi fa pensare che le donne in Italia non hanno diritto nemmeno di esistere, oltre che una vera e propria incitazione al femminicidio.  Non vorrei sprecare spazio a parlarvi dei commenti perchè immaginate benissimo che alcuni commentatori hanno scritto “che questi sono esempi da prendere e non le veline” (perché per loro esistono solo questi due modelli e non altri), insomma “donne fatevi ammazzare tutte  per non farvi violentare”.

Io sono dalla parte delle scelte di una ragazza, ma sono stanca di vedere che i quotidiani rubano spazio alla vera informazione per veicolare che le donne sono o sante e mignotte, che  il valore di una donna si misura in base a cio’ che ha tra le gambe (la cultura del “buco”) e lo fa in due modi differenti: da una parte con la proposizione di immagini ipersesualizzate e dall’altra con veri e propri articoli che suggeriscono che la moralità di una donna debba essere giudicata in base al suo corportamento con l’altro sesso e questo fatto indica che la parità tra uomo e donna non è stata per niente raggiunta.

Curioso vedere come questi giornali scrivano articoli sulle usanze primitive di pachistani e marocchini, che ammazzano o picchiano le proprie figlie che vestono all’occidentale o che non arrivano vergini alle nozze, se poi condividono le stesse usanze.