Rai: La trasparenza che non esiste

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Pochi giorni fa si è parlato delle possibili nomine nel Cda Rai e Agcom, scaduto da poco. Giorni addietro, l’Onu manda una lettera all’Italia manifestando seria preoccupazione a causa della mancata libertà di informazione del nostro Paese, sottolineando il rischio di un’ennesima assenza di trasparenza nelle prossime nomine in Rai e Agcom.

Nella stessa lettera, l’Onu invita l’italia a coinvolgere tutta la società civile, affinché tutti i cittadini possano mandare i loro curriculum e non riproporre le solite nomine a numero chiuso.

Lorella Zanardo su Articolo21, comunica che non ci sarà traccia di un rinnovamento dei palinsesti in ambiente Rai e che ancora una volta, il nostro Paese avrà un palinsesto privo di trasparenza e pervaso da un’arretratezza culturale, quella che Lorella denuncia nel suo documentario e nel progetto “nuovi occhi per la tv” che da tre anni porta nelle scuole italiane.

Sul suo blog, Lorella Zanardo, denuncia che “chi dirige la RAI non è stato nominato tenendo conto dei desideri dei cittadini, e vediamo ad esempio il disinteresse di Lorenza Lei per la miserabile rappresentazione delle donne nella tv da lie gestita che è PUBBLICA E DOVREBBE FAE I NOSTRI INTERESSI, proprio per questo dicevo un RELATORE SPECIALE dell’ONU ha scritto al nostro Governo preoccupato per la scarsa trasparenza nelle decisioni sulle nuove nomine. CHE VERGOGNA. Quando arriva l’Onu a chiedere e verificare,qui da noi cosa si fa? Nessuno se ne occupa, e questa è la cifra del provincialismo di questa Repubblica ormai simile al sudamerica non di oggi bensì di molti anni fa”.

Voi volete trasparenza o volete ancora essere rappresentati da questa tv pubblica  che vi impone di pagare il canone in cambio di un’informazione imbavagliata?

Ricordiamoci che l’80% degli italiani utilizza la televisione come unico mezzo di informazione e che auspicare una svolta è un passo molto importante per quanto concerne la civiltà e la democrazia di un Paese, affinchè sia ora che l’Italia si allinei agli altri Paesi occidentali e non mantenga una struttura sociale da terzo mondo. Siamo l’unico Paese occidentale privo di libertà di informazione e questo è gravissimo, come è gravissima la sotto-rappresentanza e mal-rappresentanza delle donne, che è frutto anche di questo.

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