Per i giornali lo “stalking” è amore

Questo articolo viene dall’Unione Sarda, giornale della mia regione e di stile berlusconiano. La vicenda è quella di uno stalker che perseguita una sex worker per gli stessi motivi di possesso, prima causa di morte delle donne in italia. 

Un cliente e una prostituta. 

Forte l’idea dell’uomo-cliente che deve salvare la prostituta togliendola dalla strada. La rappresentazione dell’uomo come “principe azzurro” e della prostituzione come cattiva strada. L’uomo rappresentato come colui che deve disporre della vita di una donna e decidere quale sorte giusta le tocca. Non pensate che siano le stesse cause che portano allo stalking e femminicidio? le stesse secondo cui l’uomo si erge a padrone della nostra vita. 

Una ragazza descritta come colpevole di non essersi fatta salvare da lui. Colpevole il doppio in quanto puttana. Colpevole perché si è opposta all’addomesticamento e alla sottomissione a quello che sarebbe dovuto essere l’unico uomo della sua vita. Colpevole perché non ha voluto lasciarsi trasformare in una ragazza per bene: colei che si fa sposare e colei che si fa possedere da un solo uomo, sopratutto a scopo di riproduzione.

Qui lo stalking è descritto come un atto di amore, la colpa è di lei, ragazza per male che non ne voleva proprio sapere di diventare una ragazza per bene e quindi di abbandonare la strada per seguire un uomo che molto probabilmente (vista la sua reazione) avrebbe trasformato la sua vita ad un inferno peggiore della vita di strada, ancora più prigioniera, perchè le donne vittime di violenza domestica sono schiave e prigioniere quanto le vittime di tratta. Siccome dall’articolo pare che lei si prostituiva liberamente, maggiori sono le parole di condanna contro una donna che non solo è straniera ma aveva pure scelto di fare il mestiere più antico del mondo. L’articolo accosta termini come “pretty woman” riferendosi al film ma che non hanno nulla a che fare con esso, certo non si può paragonare un violento a Richard Gere!

Stessa musica negli altri giornali:

Si tratta di Leggo ma lo stesso articolo è ugualmente riportato in questo modo su altri giornali. E’ grave leggere come l’opinione pubblica tenta di assolvere questi episodi che invece andrebbero commentati come episodi di violenza sulle donne. Come si pretende di aiutare le vittime a sporgere denuncia se poi viviamo in una società che fa passare questi episodi come “atti di amore”, impedendo alle vittime di denunciare, convinte che loro le picchiano o le uccidono perchè le amano troppo? 

La violenza non è amore ma possesso e sopraffazione!

Badate bene, cari giornalisti, che voi siete complici dei violenti, che voi siete responsabili se tante donne non denunciano perché credono di essere amate nonostante la violenza, perché usate lo stesso linguaggio dei violenti quando ti massacrano di botte e poi ti vengono a chiedere scusa e che non lo rifaranno più perché ti amano.

Ma come andava scritto realmente l’articolo?

Violenza contro le donne: Arrestato per stalking a Cagliari

Nuovo caso di violenza contro le donne a Cagliari. Un 45enne di Sestu è stato arrestato per aver minacciato e perseguitato una ragazza rumena che lavorava come sex worker costringendola a lasciare il lavoro per andare a vivere con lui. Al suo rifiuto ha iniziato a minacciarla insitentemente e dopo la denuncia della ragazza è stato preso dai Carabinieri che lo hanno trovato in possesso di un coltello e una bottiglia di ammoniaca.

Avete visto? Sono due righe ma scritte correttamente.

Mary

9 commenti

  • l’accostamento a Pretty Woman (che è sempre stato visto come la “cenerentola” moderna, quindi una favola) sembra quasi voler dire che lui è un principe azzurro e lei è stata così sciocca da non rendersene conto.

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  • richard gere nel film non era uno stalker, quindi tirare in ballo il film è quantomeno fuori luogo

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  • Ok come l’avete riproposto, ma quel “sex worker”, ennesimo anglicismo inutile per evitare la parola prostituta, davvero è come il gesso sulla lavagna.

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    • Ma sex worker significa lavoratrice del sesso e non ha gli stessi connotati negativi della parola “prostituta” molto frequente nel linguaggio italiano, per fortuna che da pochi anni a questa parte queste parole sta decadendo, sostituita dal nuovo neologismo anglofono “escort”.

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    • Sono pienamente d’accordo con te.

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  • Sì, so che il tuo intento è giusto, ma la parola prostituta secondo me andrebbe usata senza temere la possibile connotazione negativa…sex worker mi sa tanto di “impiegata del sesso” di banalizzazione di un fenomeno che comuqnue è complesso e per molte piuttosto doloroso. A parte ciò, sono d’accordo al 100% con quanto proponi.

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  • Questo è uno dei tanti sgradevoli sterotipi maschili.
    Tempo fa, sono stata avvicinata da un venditore ambulante di noccioline che mi ha visto spesso alla fermata dei un pullman. Vedendo che non prendevo il pullman, mi ha chiesto se volevo noccioline e al mio rifiuto per motivi economici (ognuno gestisce il denaro come vuole!) mi ha detto che non ci credeva che io avessi pochi soldi e che se l’avessi sposato avrei avuto tutte le noccioline che volevo. Al mio rifiuto reciso mi ha detto che stava scherzando e ha cominciato a farmi il terzo grado. Alla fine gli ho detto, seccata, di andarsene. Lui non se ne voleva andar via e mi diceva che nessuno mi avrebbe sposato, data la mia antipatia. Io, senza tanti complimenti, gli ho detto che nessuno lo avrebbe sposato, a motivo della sua bruttezza e ci è rimasto male (bello non lo era per niente!) e ci è rimasto male. Alla fine sono riuscita ad allontanarlo e poi è arrivato il mio pullman. Molto probabilmente mi ha scambiato per una prostituta. Eppure ero vestita come una barbona!

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