La spilla sessista e le lavoratrici trattate come oggetti

spilla

Siamo in tempi di crisi e il lavoro è sempre meno sopratutto per le donne che oltre alle conseguenze della crisi devono subire una serie di discriminazioni che vanno da quelle del reddito a quelle a sfondo sessuale, sempre in aumento nel nostro Paese stando ai dati ma anche ai fatti.

Alla Rinascente di Firenze le commesse vengono obbligate a indossare una spilla con su scritto “averla è facile chiedimi come” e tvtb ( ti voglio troppo bene), paragonando la commessa alla fidelity card e obbligate ad indossare tacchi alti e vestiti succinti attirando commenti sessisti da parte dei consumatori che appunto sono stati la causa che hanno scatenato la polemica e facendo notare che i doppi sensi del badge incriminato.

E’ una questione culturale in Italia, la tendenza di vedere le donne come oggetti a causa del modello che si è andato a formare nell’opinione pubblica a metà degli anni ’90 e la diffusione della tv commerciale e quella triste e becera rappresentazione stereotipata della donne che la maggioranza delle emtitenti italiane continua a trasmettere, perchè  qui sono sempre e solo le donne a dover indossare abiti succinti e scomodi, essere belle e quasi nude per attrarre il cliente maschio che nel nostro paese deve corrispondere ai canoni del macho sessualmente arrapato, che molto spesso convivendo affianco ad un modello femminile culturalmente educato ad essere “quasi asessuato” si rivela molesto e fastidioso, permettendosi di trattare le donne come oggetti  a sua disposizione solo per il proprio piacere, poichè culturalmente il piacere sessuale è diritto solo maschile.

Dobbiamo ogni giorno lottare contro la crisi come in tutto il mondo, ma nel nostro Paese dobbiamo anche avere a che fare con la discriminazione delle donne che cresce ancora di più perchè  in un momento di crisi le lavoratrici sono talmente indebolite che non possono protestare per non trovarsi senza lavoro ed è per questo motivo che aumentano le molestie sessuali sul lavoro e iniziative che espongono le dipendenti come fossero merce in vendita.

Lasciamo perdere chi fa del proprio corpo un business, le modelle, lapdancer, le ultime bariste sexy che hanno fatto impazzire i giornali, le escort che guadagnano parecchi soldi eccetera, ma chi non gradisce di essere trattata come un oggetto merita rispetto perchè in caso contrario si tratta di molestia sessuale. E’ preoccupante il fatto che in Italia posti di lavoro normalissimi si trasformano in case di appuntamenti dove alla lavoratrice ignara le si chiede disponibilità sessuale con tutti: datore di lavoro, clienti eccetera…a gratis per giunta, perchè lo stipendio resta sempre quello: precario.

Meno male che nessuno ha taciuto per questo gravissimo episodio e che ci sono state delle proteste. Anche da parte delle dipendenti, imbarazzate dagli sguardi e battute dei clienti. Il nostro Paese deve smetterla da una parte di lasciare a casa le donne e dall’altra di trattare quelle che vogliono lavorare come fossero delle prostitute perchè questo è un atto di inciviltà che nemmeno i paesi meno evoluti del nostro compierebbe.

Mary

10 commenti

  • e anche nel mondo del lavoro come in altri campi chi è che vale è sempre lo stereotipo di donna perfetta—>quella che è facile da avere che basta solo chiederle come.
    ma a chiederle come oggi sono io…
    tu donna come fai ad avere stima in te stessa sapendo che sei costretta ad essere come ti vogliono gli altri e non come vuoi essere tu??

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  • Grace Sofia Ishtar

    Uno degli ultimi lavori che ho svolto prima di tornare a studiare è stato proprio come commessa (telefonia mobile). Be’, qualche giorno dopo aver ricevuto molestie sessuali parecchio pesanti da un cliente e non aver ricevuto sostegno dalla titolare bensì giustificazione per il molestatore, proprio dalla titolare mi sono sentita dire “Vestiti un po’ più da troia che così magari riesci a venderci qualcosa”. Perchè ovviamente se la merce non si vendeva il problema ero io perchè non ero “appetitosa”, non la merce o il fatto che non sapeva gestire il negozio e, soprattutto, la clientela.

    Anche qui: se si pensa che la figura di responsabile di questi negozi è, nella maggiorparte dei casi, una donna, si dovrebbe aprire un capitolo a parte su quanto anche diverse donne, quando si tratta di “affari”, si stiano machizzando.

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    • comunque il titolare non può (potrebbe?) obbligare il dipendente a fare qualcosa che non è previsto dal contratto di lavoro

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      • Grace Sofia Ishtar

        Il condizionale è d’obbligo ;)

        Dire di no ad (o mandare a stendere) un* titolare quando hai il contratto in scadenza è un lusso che non tutte possiamo permetterci. Io l’ho fatto perchè intanto ho dato le dimissioni una settimana dopo l’episodio di cui ho parlato, con il beneplacito dei miei genitori, ma sapendo che comunque di lì a pochi mesi sarei tornata in università :)

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  • Delle commesse della Rinascente, delle commesse in generale, io apprezzo la competenza, anzi forse una strada per uscire dalla crisi del commercio sarebbe proprio quella di investire sulla professionalità delle addette alle vendite, invece di risicare sugli stipendi del personale.
    L’iniziativa della spilla si commenta da sola, forse Rinascente dovrebbe conoscere meglio la sua clientela e magari rivedere le sue strategie promozionali.

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  • Solo una precisazione… l’azienda per nudisti in realtà era un servizio di escort… http://www.ladyblitz.it/ladypic/nude-house-escort-software-naturisti-1344893/

    Per il resto, come ho già detto su FB, forse mi sfugge qualche sfumatura della parlata toscana, ma guardando la spilla della foto, dove c’è scritto in grande “Rinascentecard” con lo slogan ed il disegnino e più sotto la frase incriminata, non riesco proprio a capire come si possa accostare quest’ultima alla commessa invece che alla carta stessa. Se ci fosse stato scritto “averMI è facile” posso capire, ma “averla” è chiaro che si riferisce alla carta scritta sopra, ma forse sono io che ho la mente particolarmente candida…

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    • Grazie mille rettifico:). Per quanto riguarda la card, indossata ad una commessa carina e vestita tutta sexy ha attirato tante battute sessiste quindi è chiaro che sembrava un doppio senso.

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    • ‘Facile averla’ perchè si riferisce all’organo sessuale!
      Il doppio senso, palese o meno che sia, è stato colto dagli uomini e le commesse se ne sono giustamente risentite! Qualsiasi allusione di questo tipo non deve essere fatta, soprattutto nei contesti lavorativi dove le donne vengono discriminate e spesso molestate!
      Per cui, anche fosse una “svista” (lo credo davvero poco) visto che si sono create situazioni poco carine e sessiste la spilla andrebbe rimossa e si dovrebbero pretendere delle scuse da parte di chi l’ha fatta indossare (in questo caso l’idea è di una donna).

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      • Già e fa tanta tristezza che ci sono donne così sessiste che utilizzano un linguaggio maschilista pur di vendere fregandosene della dignità delle tante lavoratrici subordinate.

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  • Oddio, che orrore! Questa è molestia sessuale in tutti i sensi. D: è uno schifo, sono felice, almeno, che ci siano state proteste. :(

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