Per Valentina

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Chi ancora crede che la donna è il sesso debole non ha conosciuto Valentina.  Valentina Pitzalis, sarda come me e  più o meno una mia coetanea, ha lottato contro la morte e l’ha sconfitta e ora sta lottando per la sua salute.  Questa ragazza è una delle tante vittime che sono riuscite a sopravvivere al fenomeno del “femminicidio”, quello che nel nostro Paese è diventato ormai emergenza sociale.

Le dinamiche sono praticamente le stesse, quelle di femminicidi che hanno a che fare con il “possesso”: o mia o di nessuno. Valentina, 28 anni, originaria di Carbonia era separata da suo marito ma lui non riusciva a rassegnarsi alla fine della relazione e ha pianificato quello che avrebbe dovuto essere il destino di Valentina: morire assieme a lui. Chi era lui per decidere il destino di una ragazza piena della sua voglia di vivere?

Valentina ha lottato e ce l’ha fatta sconfiggendo il destino che il suo ex aveva tentato di imporle una sera di aprile dell’anno scorso, quando lui la attirò a casa sua con una scusa pianificata talmente bene che pareva credibile. Ma Valentina non poteva mai sapere le intenzioni del suo ex, Manuel Piredda che prima di suicidarsi la cosparse di liquido infiammabile, le diede fuoco, la chiuse in una stanza, dove lei ha lottato con tutte le forze contro le fiamme che cercavano di divorarle la vita.

Da quasi un anno Valentina lotta per recuperare la sua salute ma è ottimista e determinata. Su Facebook è stato creato un gruppo (di cui Vale in persona fa parte come amministratrice) che racconta la sua storia, le lotte e tutte le tappe necessarie per la sua guarigione. Si legge dal gruppo:

I momenti di sconforto ci sono e non potrebbe essere altrimenti, ma Valentina ha trovato la forza per guardare avanti. «Una forza che ho scoperto grazie all’amore della mia famiglia, grazie ai medici, agli infermieri e a tutte le persone che in questi lunghi mesi trascorsi a Sassari non hanno smesso un solo minuto di occuparsi di me e che non smetterò mai di ringraziare».

Il cammino però è ancora lungo e inizia a farsi molto costoso, troppo per una famiglia che da un giorno all’altro si è vista travolgere la vita: ogni intervento necessario a tenere in vita Valentina e a ricostruirle i tessuti devastati dalle fiamme, sinora ha avuto la copertura del sistema sanitario nazionale, ma purtroppo tutto ciò che concerne la parte estetica del caso sarà in buona parte a carico della famiglia.

«Il dolore fisico non mi ha mai lasciato – spiega – i miei mi hanno comprato i cuscini speciali ai quali posso poggiarmi quando sto seduta o sono a letto». Valentina senza speciali compressioni non può nemmeno stare in piedi e per svolgere anche il più piccolo movimento in casa ha bisogno d’aiuto. Ogni giorno tratta le cicatrici con creme speciali molto costose che continuerà a usare per chissà quanto tempo: «Ho subito già ventuno interventi di copertura dei tessuti ustionati e poi inizieranno quelli per ricostruirmi il naso, le orecchie, il volto, ma so bene che non potrà più essere quello di una volta. E poi bisognerà pensare alle mie braccia, alla mano che sono riusciti a salvarmi e a quella che non c’è più». E bisognerà fare i conti con i soldi che ora non ci sono: «In tutti questi mesi abbiamo tenuto il nostro dolore privato – aggiunge la mamma di Valentina – ora abbiamo bisogno d’aiuto».

Valentina ha avviato le pratiche per la pensione di invalidità, ma sono ben altri i soldi necessari per guardare avanti: «Non mi piango addosso – precisa Valentina – le mie foto, di come sono ora e di come ero prima che ho deciso di mostrare parlano per me. E io rivoglio la mia vita». Non ti chiediamo dei soldi per ora, ti chiediamo solo di condividere questa iniziativa. Grazie  

Come blog che si prospetta dare un contributo contro la violenza sulle donne vi chiedo di sostenere Valentina, cosa che noi stesse faremo, di diffondere la pagina facebook dove sono state riportate anche le info per sostenere economicamente la sua guarigione.

Mary

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