Uomini in pubblicità e strumentalizzazione a nostri danni!

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Non pensavo che sarei tornata a parlarne dopo così poco tempo. E’ chiaro che se sono tornata puntuale a parlarne è perchè assistiamo ad un incremento di immagini che sviliscono l’immagine maschile. Noi volevamo un miglioramento dell’immagine femminile, perchè ora alcuni pubblicitari anzichè darci questo, come risposta, hanno pensato di peggiorare anche l’immagine maschile così siamo pari?. Cosa fanno i pubblicitari: “Piazziamo la donna violenta così le femministe non si lamentano più di essere discriminate e rappresentate come oggetti”, quello che i maschilisti penseranno ora vedendo che le città si riempiono anche di questo pattume, ecco che avranno la giustificazione pronta dicendo che siamo noi ad aver voluto questo!

Per non parlare del fatto che qui l’immagine femminile non è migliorata, anzi è pure peggiorata perchè la donna viene rappresentata come una stupratrice o violenta e capisco benissimo come si sente un uomo quando costantemente viene rappresentato come un violento.

Particolare significativo, oltre alla violenza contro un uomo, è che le due aguzzine sono uguali, praticamente gemelle. Questo è un messaggio chiaro è preciso: le donne sono tutte uguali, tutte violente.

Cosa vuole dimostrare questa pubblicità? Un certo diritto allo stupro da parte delle donne, cosa che fino ad ora era riconosciuto solo agli uomini? O porta a tollerare le violenze contro le donne perchè tanto anche noi possiamo essere violente?

Come al solito la pubblicità è italiana, un contesto che non ha rispetto per le donne e che rappresenta la parità di genere come un mondo dove le donne si comportano come i peggiori uomini. E’ questa la visione che il nostro paese ha della parità di genere?

‘Sta parità la vedono come una cosa così brutta da ostacolare? un pò come quella pubblicità della Mercedes che ritraeva donne che si comportavano come ragazzacci e che suggeriva di “tornare ad essere donne”.

Insomma, la donna soggetto è immaginabile e rappresentabile solo come una donna cattiva che picchia, denuda un uomo  forse per stuprarlo, quindi negativamente, ma quanto sono maschilisti questi pubblicitari?

Possibile che la pubblicità in Italia sia caduta così in basso? come si fa a pubblicizzare un prodotto senza prodotto ma con immagini così violente e sessiste?

Questa è la loro pagina Facebook e questo è il loro sito.

Anche resto delle campagne sono pessime. Sono realizzate in successione con finale da “lieto fine” lui cede perchè gli piace o perchè stremato (come loro):

Poi leggo una nota. Non c’è bisogno di chiedere all’azienda di darci qualche spiegazione perchè talmente preveduti hanno anticipato, con questo spot, le ragioni di questa scelta:

DON’T CALL ME BABY! SS 2012 CAMPAIGN
MOOD and CONCEPT In un mondo dove la strumentalizzazione del corpo femminile è alla mercè di tutti, dove i verbi osare, provocare, sono coniugati dai media nei meri modi di volgarità e qualunquismo, in una società maschilista, demagoga, discorde nelle parole e nelle azioni, “Don’t Call Me Baby” è l’urlo piuttosto che il claim della campagna Spring Summer Ntx Italian Fashion Industry , scelto dal brand per presentare la nuova collezione dedicata alle Donne con la D maiuscola. Una modalità di comunicazione irriverente, dove l’uomo è usato, strapazzato, umiliato dall’emisfero femminile: una metafora sociale che vede la resa incondizionata, di colui che crede di governare le società, al potere rosa, una raffigurazione simbolica di una contesa che ha, come sole armi vincenti, la forza del carattere, la potenza delle idee, la sensualità non oscena del corpo. Ma non solo. Una denuncia, forte e disinibita, che passa attraverso una provocazione contro la condizione di diseguaglianza nella quale è costretta a vivere spesso la donna nell’attuale società, vittima silenziosa di violenze tra le mura domestiche, discriminazioni sul lavoro, stalking nella vita privata.

Loro ci hanno provato, lo hanno fatto in buona fede, dicono. Però parlano di “potere rosa” e di donne che umiliano l’uomo, rappresentando le donne come quelle che cercherebbero la parità per dominare l’uomo (la stessa mentalità degli antifemministi). Lasciare spazio alle donne non significa umiliare e metter da parte l’uomo, perchè in Italia si continua ad avere qeusta visione? Se ci fossero celate le vere intenzioni della campagna?

A noi non ci piace questa rappresentazione perchè non è con queste immagini che si denuncia la violenza contro le donne perchè si produce l’effetto contrario di cui parlavo sopra. E se avessero scelto una campagna contro la violenza sulle donne con claim come “no vuol dire no”  eccetera, non era meglio?

Missà che questi vogliono solo farsi pubblicità e ridicolizzare anche noi che non accettiamo queste immagini perchè non  tutti riescono a cogliere il messaggio da immagini simili. Queste campagne sono un’offesa contro chi si impegna alottare contro il sessismo veicolando immagini positive e paritarie.

Mary

8 commenti

  • credo che dovevamo aspettarci una risposta del genere “siccome dite che la pubblicità italiana mercifica e umilia il corpo femminile?, diamo agli uomini la stessa medicina”
    Poi vabbè la provocazione è riuscita dato che ne stiamo parlando. personalmente però amo le provocazioni in campo artistico (compresi fumetti e serie-tv), molto meno in pubblicità

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    • ma noi ci troviamo costrette a parlarne, siamo sotto tiro! E comunque a parte questo non mi piace nemmeno che il corpo maschile venga ridotto ad oggetto.

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  • io l’ho segnalata immediatamente allo IAP.
    FA SCHIFO.

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  • dio santo. la risposta mi sconvolge più delle immagini stesse.
    “Donne con la D maiuscola”? “potere rosa”? “metafora sociale che vede la resa incondizionata, di colui che crede di governare le società”?
    in pratica si capovolge la situazione facendo credere che in fondo infondo siamo noi a governare la società. spot e risposta veramente sessisti e violenti.
    tra l’altro mi sembra veramente una presa per il culo a chi lotta contro la violenza sulle donne.

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  • Credo che questa è la prima volta in vita mia che vedo una campagna con un uomo nudo e due donne vestite che reagiscono, sicuramente nella peggior maniera possibile,ma non più passive al consumatore o ad un soggetto maschile rappresentato. Non mi dispiace grazie a quello che hanno scritto, nel senso che ogni campagna dovrebbe avere una spiegazione del concetto da parte dei pubblicitari. Si, so che è male, che è sbagliato, che sono paraculi, ma per una volta, per una sola volta, non mi dispiace stare dall’altra parte. A parte tutto, la trovo incredibilmente diversa, una crudele, pessima ed estremizzata rappresentazione opposta a tutte le altre. Mi auguro che migliorino la campagna, perchè alcune idee di base ci sono. Dovrebbero lavorare di più su questo concetto “come sole armi vincenti, la forza del carattere, la potenza delle idee, la sensualità non oscena del corpo” e meno sulla violenza fisica, anche se qui la colgo come un atto estremo ed esasperato di vendetta (che non è mai giusta), più grottesca che reale. Insomma credo che lavorandoci possa uscirne qualcosa.

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    • a me la vendetta più o meno violenta va pure bene…al cinema, nella letteratura e nell’arte, in linguaggi molto diversi e con diverse ambizioni rispetto ad una pubblicità. Comunque come maschio non mi sento offeso nel senso che capisco la provocazione (anche se le apprezzo di più in altri settori), per quanto di dubbio gusto
      e sono d’accordo che è apprezzabile che i pubblicitari, certamente paraculi finchè si vuole, abbiano spiegato questa campagna

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  • Io la trovo provocatoria ma non offensiva, specialemnte dopo il comunicato stampa che ho letto sul web: devo dire che da donna, a me piace anche!

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