Ikea :che delusione!

In queste settimane mi sono scontrata più volte con il nuovo spot Ikea “Sogni” che pubblicizza la nuova linea di cucine.

 Ikea ci ha da sempre abituati a degli spot gender friendly, fantasiosi e innovativi, quindi prima di giudicarlo -e di giungere a conclusioni affrettate- ho cercato di osservarlo diverse volte.

Così  l’ho cercarto su youtube e ho frugato un po’ nel web qualche info circa lo spot. Ho notato così  che non sono l’unica  ad essere rimasta delusa da questa pubblicità.

Lo spot vuole rappresentare i sogni maschili e quelli femminili attraverso l’ambiente più frequentato della casa : la cucina.

Il video si apre con una rilassante melodia di Mozart .

Una donna con un dolce e candido sorriso, in perfetto stile anni’50, intenta a preparare muffin e dolcetti colorati, aiutata da bambini troppo perfetti che in maniera quasi robotica mangiano e decorano il loro muffin, senza sporcarsi e soprattutto senza imbrattare ogniddove come fanno i bambini NORMALI.

Poi complici, mamma e bambini si guardano e sorridono, come in una fiaba.

 All’improvviso la musica cambia da Mozart passiamo alla cavalcata delle Valchirie : la porta si spalanca e un uragano si imbatte sulla perfetta cucina. Uomini, giocatori di rugby -tra questi il marito della candida donna- irrompono nell’immacolata cucina  saccheggiano qualsiasi cosa, distruggono la meravigliosa atmosfera e i soffici dolci preparati dalla “donna perfetta”.

Tanti stereotipi tutti in una pubblicità.

Una donna che sogna :

-una perfetta cucina colorata

-prole numerosa

-uno stile impeccabile  da “signora per bene”

-bimbi poco umani:  non sporcano, non si agitano e da bravi robottini stanno composti sulla loro sedia.

Dall’altra parte invece c’è un uomo infantile che irrompe in casa con il suo gruppo di rugby, rumorosi, un po’ maleducati -lo vogliamo anche dire?- sporchi di fango devastano tutto ciò che trovano a tiro, muovendosi come uno tsunami.

Devo dire che ho avuto le stesse identiche impressioni dell’autrice del post che ho linkato. Anche io a primo impatto, avevo pensato che i sogni espressi erano quelli dell’uomo, anche perchè negli ultimi secondi dello spot quello più sconvolto -svegliato di colpo dal “meraviglioso” sogno- era proprio lui.

Invece ognuno -attraverso quella cucina- immagina i propri sogni. Ma quelli della donna hanno un’ottica un po’ troppo maschile. Ho subito collegato infatti la donna dello spot al film  “La donna Perfetta” con Nicole Kidman.

Non vi sembrano identiche le due donne? E soprattutto ricordate cosa erano Nicole Kidaman e tutte le altre donne (della provincia dove è ambientato il film)? Robot telecomandati e  vuoti.

Nessuna donna nel 2012 sognerebbe una situazione di quel tipo. Avrebbero potuto rappresentare altre mille situazioni come Ikea sa ben fare e ha dimostrato in questi anni. Poi tra le info recuperate sono venuta a conoscenza che lo spot è stato creato in Italia (dalla casa di produzione Enourmus Film). 

Ora si spiega tutto.

Faby

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24 commenti

  • beh i figli dipendi come li cresci e conosco alcune madri che lavorano e hanno figli che sembrano robot!

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    • Non sono solo le mamme che devono crescere i figli. Finiamola di colpevolizzare le donne che lavorano,di tutto. E non è assolutamente vero, (visto che faccio la baby-sitter spesso) che i bambini delle mamme che lavorano sembrano robot.

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  • Ho visto lo spot l’altro giorno e già mentre vedevo la scena “perfettina” mi chiedevo che razza di pubblicità stereotipizzata fosse; quando sono entrati nel campo visivo pure i giocatori di rugby ho capito che lo spot aveva fatto l’en plein. Ma tutto potevo pensare meno che lo spot fosse di IKEA. Sono rimasta delusa pure io.
    Penso però che entrambi i “sogni” siano la proiezione di ciò che pensa l’altro sesso; l’uomo credo che la donna sogni per forza la casina perfetta coi figli perfetti, la donna crede che l’uomo sogni di fare quel che gli pare con gli amici e di trovare la sua donna a casa.
    Trovo insomma che nella pochezza del messaggio, entrambi i sessi siano stati rappresentati con lo stesso stile…

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  • Profumo di conservatorismo; voglia di relegare le Donne in casa per via della mancanza di lavoro per i maschi; indiretta pubblicità alla nuova virilità sportiva del rugby (il calcio se la passa male ultimamente); scene da Hitchcock…

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  • “La donna perfetta” è un pessimo rifacimento de “La Fabbrica delle Mogli”. Qullo originale è assolutamente d vedere!

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    • Si infatti, l’ho letto su wikipedia che quel film è il rifacimento de “La fabbrica delle mogli” detto da molti un film straordinario, per giunta un thriller il mio genere preferito!

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      • diciamo che il film originale, maggiormente fedele al romanzo di Ira Levin da cui è tratto, è un thriller horror senza lieto fine, il remake di Frank Oz con la Kidman invece vira decisamente sulla commedia brillante e surreale (del resto Frank Oz è anche il regista di In & Out quindi è portato per la commedia).comunque interessante ma è un’altro genere. Perdonate l’OT

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      • Sono molto interessata al primo film (il secondo, il remake, l’ho già visto! :D ), perchè essendo il thriller/horror il mio genere preferito, mi incuriosisce non poco.
        Tornando all’articolo, non mi meraviglia che lo spot sia stato fatto in Italia, anche se sono stati davvero bravi a prendere attori che sembrassero stranieri e dessero l’illusione che la pubblicità venisse dai paesi che “le bacchettone femministe” considerano (chissà perchè) più gender friendly.

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  • anche a me hanno risposto su youtube che lo spot era tutto italiano… E francamente si vedeva lontano un km, basta compararlo con un qualsiasi altro spot ikea cucina dreams su youtube… Però da quel che vedo mi sa che è tutto nella testa dell’uomo, anche perché l’inizio è davvero imbarazzante, sono perfino scoppiata a ridere alla scena del passerotto: penso che il punto di vista sia quello di lui, che si immagina la moglie in modo stereotipato e infantile (giusto un bimbo di 5 anni può immaginare il genere femminile in modo così lezioso) e poi arriva lui caciarone con gli amici a portare festa nella noiosa vita familiare, solo che il sogno gli sfugge di mano e anzi che fare l’eroe salva-torte fa una frittata… Tant’é che alla fine la moglie lo guarda tra lo sconcertato e il dubbioso, come a dire ‘Tesoro… stai bene? Sei esaurito?’ .
    Insomma, una pubblicità un po’ ermetica, che non si capisce bene che scopo o senso abbia…

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  • sarebbe interessante capire se questa pubblicità è stata fatta solo per l’Italia. Ikea di solito declina le proprie strategie in base al paese e questa potrebbe essere la conseguenza di tutto il caos mediatico che scatenò in passato quella sulle coppie omosessuali. Ho collaborato con Ikea e so che sono molto attenti a non diffondere stereotipi ma allo stesso tempo si adeguano anche al mood del paese d’origine. Ora non so da cosa nasca questo spot, ma il mio timore è che sia figlio di questa Italia. Il ciò, ovviamente, non cambia la delusione che innesca. Però magari potremmo provare a scrivere a Ikea. Di sicuro loro ascoltano.

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    • Credo proprio che tu abbia ragione Francesca, questo spot non è che il prodotto di questo paese. Anche se non si sa molto a riguardo, credo che venga trasmesso solo e unicamente qui, forse proprio per adeguarsi al contesto del paese. Ahinoi!

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  • Mi sarrei stupita infatti se era svedese…perchè in quel paese uomini e donne sono uguali..doveva essere italiano per forza non c’erano dubbi, solo qui siamo così lontani dalla parità di genere rispetto al resto d’Europa :(

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  • icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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  • Io sono vecchia e forse per quello quando mi sono sposata i miei sogni erano proprio quelli dello spot. La prima volta in cui sono entrata in quella che sarebbe stata la mia cucina nuova e appena montata mi sono detta con molta emozione: allora è qui che crescerò i miei bambini, è qui che mangerà la mia famiglia?
    Non so se le ragazze giovani pensano ancora questo ma io sognavo davvero una me stessa intenta a cucinare cose perfette per una famiglia perfetta… Poi la vita è un’altra cosa ma i sogni erano davvero belli..

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    • è molto tenero ciò che dici, tranquilla, nessuno dice che devi vergognarti dei tuoi sogni!

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    • Anche io ho, più o meno, sognato la stessa cosa. Quanto meno mi piacerebbe avere più tempo per le persone che amo visto che ho due-tre lavori.
      Penso che lo spot sia abbastanza orrendo dal punto di vista della comunicazione, ma non credo che sia sessista fino in fondo. O, almeno, penso che lo sia per tutti e due i sessi.
      I maschi caciaroni e idioti non ci fanno una bella figura.
      Sarebbe carino sapere se l’equipe pubblicitaria che l’ha ideato era composto da più uomini o donne.
      Cmq, in questo blog trovo sempre ottimi spunti! Grazie!

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      • Si infatti, più che sessista è stereotipata. Anche agli uomini li relegano sempre agli stessi patetici ruoli, invece ci sono uomini che sanno cucinare e sbrigare le faccende domestiche molto meglio di alcune donne. Gli stereotipi non fanno male solo alle donne.

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  • Pingback: La cucina “perfetta” di Ikea | Tagliatelle al ragù

    • Non credo affatto che questo sia uno spot tradizionale in cui la donna e’ perfettina e l’uomo e’ un energumeno senza cervello. E’ molto ironico e spiritoso bisogna saperlo interpretare.

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      • Non è detto che la tua interepretazione sia giusta e la mia no, ognuno può credere quello che vuole senza però imporlo agli altri e senza farlo diventare legge.

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  • L’idiozia delle pubblicità è un universo vasto e incontaminato.
    Noi, con le nostre caravelle, non possiamo che incontrarne di nuove, di continuo, sbarcare ed esplorare, col naso all’insù e la mascella pendula.
    Ne ho recentemente notate un paio in ambito automobilistico, ma anche qui il dualismo uomo-donna è trattato con una profondità da fare invidia ai migliori film dei fratelli Vanzina.

    Se ti va, sbarcaci anche tu e dimmi che ne pensi…
    http://afterfindus.wordpress.com/2012/02/07/pubblicita-per-idioti-pubblicita-idiota/

    Ciao e complimenti!

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  • Reblogged this on Su Seddoresu.

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  • Io penso che questo spot possa comunicare attraverso diversi piani, non bisogna fermarsi alle prime impressioni superficiali, come di solito facciamo noi italiani in una sorta di cliché troppo semplificato, dove il il bue dà del cornuto all’asino.

    La cucina nei sogni rappresenta il luogo in cui ci si adopera per nutrire d’amore i propri cari: il modo in cui si presenta rivela i sentimenti che nutriamo per loro… chi da bambina/no, non ha mai desiderato avere la perfetta casa delle bambole o un campo libero dove scorrazzare e giocare in modo sfrenato? In questo caso la donna la fa da padrona dal punto di vista emotivo… c’è addirittura verso la fine del film, una sorta di riconoscimento da parte di lui nei confronti di lei… una forma di excusatio non petita. La comunicazione è semplicissima, elementare… ma a me sembra chiarissima ed efficace. Poi può anche essere che Ikea Italia abbia voluto scegliere questo modo di comunicare. E in Italia, dovendoci proprio accanire (se si vuole proprio parlare di coraggio immaginario che latita…) pare che purtroppo la creatività debba piegarsi al volere talvolta inopinabile del cliente. O no? Soprattutto pare che capiti in diverse campagne pubblicitarie, ultimamente.

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