La Velina perfetta

Tutto-TV-Casting-Veline-2012

Tra poco ripartono i casting per le due nuove Veline di Striscia, quindi dopo tante polemiche torna tutto a posto, perfino il nome che da “carline” torna ad essere quello di sempre: Veline.

Chissà se Ricci avrà fatto pace con Carlo de Benedetti? Lo hanno informato che l’Espresso è tornato a sfoggiare culi e tette nelle se copertine?

Il casting tornerà di nuovo programma televisivo in onda su Canale 5  che farà passare tutto il genere femminile come una massa di decerebrate. Infatti noi di “Un altro genere di comunicazione” proponiamo a Striscia delle linee guida della Velina perfetta.

Cosa è per noi una Velina Perfetta?

1) Coloro che riescono a coinciliare bellezza con intelligenza e cultura Quindi:

-Non vogliamo più vedere aspiranti Veline che non conoscono la formula chimica dell’acqua, che non sanno nemmeno chi è Dante Alighieri. Non siamo alla Pupa e il Secchione e la bellezza non fa rima con sciocchezza. Basta con gli stereotipi.

– Veline parlanti. Che possano parlare anche fuori dalla pausa pubblicitaria e vari spin-off. Intendiamo all’interno dello studio.

2)  Saper ballare (o cantare):

Caro Antonio Ricci, gli “stacchetti” proposti alle due “vallette” non erano passi di danza, ma una vera e propria offesa alla danza. Nulla da ridire sulla durate di questi ma sui passi che parevano delle convulsioni. Non costa molto cercare anche un coreografo che conosca le regole base della danza moderna. Talenti in Italia ce ne sono tantissimi.

3) Vestire completamente le Veline non significa renderle più giustizia.

Chi si è scagliato contro il ruolo delle donne in tv non è un moralista che si è scandalizzato solo per l’abbigliamento di queste ultime. Avete trascurato che gli stereotipi femminili peggiori sono il fatto che le Veline non possono parlare, devono fare la figura delle sceme e non sanno ballare. Ovviamente quelle inquadrature ginecologiche non rendevano giustizia, ma l’abbigliamento delle Veline era solo una ciliegina sulla torta.

4) Veline più in carne.

Basta con la bellezza contraffatta, la magrezza estrema e le “mastoplastiche” a 18 anni. La Velina Perfetta dev’essere bella ma non essere un canone estetico irraggiungibile. Insomma, deve rappresentare la bellezza mediterranea e comune. No alle taglie 38, sì alle 44.

Visto che non ne vuoi proprio sapere di eliminare il ruolo della donna-oggetto, chiediamo Veline più talentuose e non le solite “grechine”. Chiediamo invece agli altri programmi di non proporci sempre il ruolo della donna-oca e ornamentale ma figure femminili alternative più adulte e una maggior presenza femminile nei dibattiti seri.

Mary

14 commenti

  • bene allora chiamassero una laureata qualsiasi…

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  • Pingback: Sarò io la Velina Perfetta? | LIBERA

  • a me basterebbe sapessero cantare e ballare…almeno come Raffaella Carrà ai tempi d’oro!

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  • ‘No alle 38, sì alle 44’… e perché, non è una ghettizzazione, questa? Non sono normale, io che sono magra?

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    • Livia anche io sono una 38..ho scritto 44 perche’ le donne mediterranee di solito portano la 44 e sulle donne che sono alte 170 una 44 sta meglio d una 38…poi hai ragione se ci fosse una velina con la 44 e una con la 40 sarebbe perfetto e sarebbe meno ghettizzante.

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  • Capisco la preoccupazione di fondo Mary, però una taglia 44 in tv sembra una 46/48. Le ballerine professioniste difficilmente superano la taglia 42, ed è giusto così, saltare, ballare, portarsi dietro un corpo “pesante” non fa bene allo scheletro ma neanche alle coreografie.
    Discorso diverso per le veline che non sono ballerine (ops la rima…), andrebbero eliminate (la loro presenza, intendo, ovviamente) , punto e basta.
    Comunque si parte lontano, da Mike Bongiorno e la valletta quasi muta ai tempi di Lascia e raddoppia.

    Guardate la puntata! Ai minuti 1.08 e 2.37, Totò rimira in continuazione la Sig.ra Campagnoli e poi esordisce con “stia qua signorina, così carina ci porta fortuna… donne e cavalli…” Lei non replica quasi mai in prima persona, si appella al notaio, alle regole imposte da altri.
    Quanti anni sono passati eppure siamo ancora qua a discuterne.
    La Campagnoli era pudicamente vestita eppure il ruolo che rivestiva era coperto di umiliazione, sessismo.

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  • … non capisco perchè non compare più il mio commento, forse ho sbagliato qualcosa?… ci riprovo… dicevo che secondo me bisognerebbe parlare anche della responsabilità femminile nel perpetuare una certa immagine della donna… se non ci fossero donne disposte a spogliarsi e a esporsi come donne-oggetto il problema non si porrebbe…. dicevo che io come donna mi sento più offesa dalle donne che ‘si vendono’ piuttosto che da chi le ‘compra’…. Quando avevo i debiti per pagarmi la casa da sola facevo quattro lavori diversi: cameriera, guardiapesca, telefonista e giornalista… per la mia dignità non mi sarei mai spogliata per far soldi o carriera…. non condivido il vittimismo senza assunzione di responsabilità perchè è questa che caratterizza la persona adulta.
    Grazie se vorrete pubblicare anche la mia opinione.
    Lucrezia Spucches

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    • Se una si vend evuol dire che c’è chi compra. La conosci la regola del mercato?
      Senza domanda non può esserci offerta. La responsabilità ce l’hanno ma a me offende più chi compra e propone queste cose come gl iautori televisivi. Certo, si può sconfiggere tutto semplicemente non prestandosi più a certe cose ma prendi un paese in opiiena critisi dove pasre l’unico lavoro redditizio è vendersi..be’ io la penso cos’.

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  • Mie care, mi sembra che questa volta vi siate un pochino impantanate in un paradosso: perché la velina perfetta? A me sembra che è proprio il ruolo di velina, comunque rivisitato, da cestinare del tutto. Facciamo la prova del nove: come lo vedete un velino perfetto? Ce piace? Noooo? E allora lo vedete che anche la velina è da tasto “delete”.

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    • Purtroppo i casting sono cominciati e non ne vogliono sapere d cestinare il ruolo della velina, tanto vale chiedere loro d sostituirlo con quello della ballerina professionista.

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      • Eh già la ballerina, appunto, ormai scomparsa se non nei corpi di ballo televisivi che ancora sanno muovere qualche passo.

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    • Ciao Paola, io condivido il tuo commento e lo quoto al 100%. Volevo fare una piccola precisazione a tutti : questo blog è collettivo, questo si sa, ma siamo persone tutte diverse e ognuna ragiona con la propria testa. Con questo voglio dire che nonostante in comune abbiamo più o meno gli stessi ideali, ognuna di noi si comporta e scrive quello che sente e magari molto spesso quello che sente non viene condiviso dal resto del gruppo. Che significa questo!? Che ci siamo trovate diverse volte a non condividere comportamenti o contenuti di qualcuna di noi; ma penso che questa sia anche una cosa normale in un gruppo di persone intelligenti! Infondo solo i pecoroni e gli ipocriti riescono ad essere d’accordo su tutto ciò che dice il gruppo . Voglio essere sincera: per me è la figura della velina che è sbagliata. Cioè insomma a che serve la velina? Anche la stessa non porta una 38 ma una 44, anche se conosce Dante a memoria o è un genio in matematica, il suo ruolo rimane sempre quello di “carta da parati” o “grechina” (come dice Lorella Zanardo)!

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      • ah, certo, ma io mi sono rivolta a voi come gruppo, proprio perché si capiva che quella dell’autrice del post era una provocazione, però una provocazione a doppio taglio, che potrebbe rinforzare in molti leggenti la convinzione che la velina in sé non fa problema!

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  • Concordo sul fatto che il ruolo di velina non dovrebbe esistere. Comunque mi piace che per una volta si tenta una specie di dialogo per cercare una “via di mezzo”. Forse è arrivato il momento di toccare nuovi punti. Proporrei a Ricci un miglioramento del suo programma (anche per le future edizioni). Ad esempio un casting per due nuove presentatrici triplicherebbe la fila e una novità simile risuonerebbe in tutte le case.
    Se il corpo di due donne porta audience, figuriamoci due donne belle quanto brave nel presentare, ironiche e non volgari, intelligenti quanto geniali. Il balletto lo lasciamo al simpatico pupazzo rosso e allora si che sarà un vero programma per tutta la famiglia. Senza dimenticare che Striscia potrebbe (paradossalmente) essere il primo programma di una rivoluzione televisiva che tanto prima o poi avverrà.Sarebbe visto da molte più persone perché non darebbe fastidio a nessuno e accontenterebbe un po’ tutti. Non siamo le cattive che vogliono eliminare le veline. Al contrario, noi vogliamo di più e crediamo che il ruolo di velina sia limitante per loro, le donne a striscia la notizia meritano molto ma molto di più. Più spazio, più soldi, più visibilità come nella conduzione di un programma. La coscienza nelle persone si sta risvegliando, Striscia non dovrebbe rimanere intrappolata nelle ragnatele di un format vecchio e ripetitivo. Si rinnovano intere aziende, marchi, la comunicazione è cambiata. In più credo che il cambiamento televisivo sia vicino e che prima o poi sarà inevitabile. Le grandi aziende prevedono sempre i tempi futuri muovendosi in anticipo e con la certezza che chi arriva primo ha solo che da guadagnarci.

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