La ministra Fornero e le donne in tv

La ministra Fornero si scandalizza per le donne in tv e soprattutto per la mutanda di Belen ma ci consiglia di spegnere il televisore. Ma come? Volevamo sentire queste parole da una persona delegata a promuovere il rispetto dell’immagine femminile in tv?

Certo che no perchè queste sono le classiche parole di chi non ha nessuna intenzione di intervenire a leggiferare per ridurre il sessismo in tv. In poche parole, i nostri sforzi, quelli della Zanardo che tra non a caso ha sempre detto che le cose non si risolvono spegnendo la tv, vengono mandati a monte (o meglio a Monti), perchè questo Paese non ha nessuna intenzione di abbandonare la tendenza ad usare stereotipi di genere nei media.

Ma nemmeno quella di usare toni moralizzatori. Nessuna di noi ha mai detto ad esempio che la tv offende le donne perchè sono mezze nude, ma perchè a fianco delle “veline” percepiamo l’assenza di altri modelli femminili che stanno in tv perchè sanno fare qualcosa e perchè hanno qualcosa da dire.

Noi non approviamo minimamente quello che ha fatto Antonio Ricci, il quale ha risolto la situazione vestendo le veline e cambiando loro il nome, ma lasciandole comunque prive del potere di parola ad interpetare il ruolo della femmina sottomessa e asservita al conduttore e al telespettatore.

Non si risolve nulla mettendo il cappotto alle veline e spegnendo la tv. Ci vogliono leggi che vietino l’utilizzo di stereotipi lesivi alla dignità femminile e provvedimenti che propongano modelli alternativi, perchè non si può vietare ad una donna di voler fare la velina, ma bisogna proporre altre figure e dare spazio anche a quelle donne che non portino con sè il solo pregio della bellezza estetica.

Bisogna anche creare opportunità lavorative, perchè è normale che se in un paese le opportunità delle donne sono praticamente nulle (e ne parlavo nel caso Amica Chips) è normale che una giovane donna aspiri a scendere a compromessi perchè sa che facendo la velina o facendo calendari e pubblicità guadagnerà molto di più piuttosto che “sposare” la precarietà a vita. La Fornero queste cose le sa? Non mi sembra! Mi sembra triste che in Italia ci sia solo l’alternativa di fare la velina (e sappiamo che molte di loro sono laureate), dove si sa benissimo che bisogna avere dei requisiti estetici che non tutte hanno e bisogna scendere a compromessi perchè quello è un mondo sporco.  

Non mi darebbe fastidio vedere due ragazze semi nude sculettare in tv a patto che “convivano” con altri programmi che danno spazio a donne che hanno qualcosa da dire e che hanno talento.

Castigare l’abbigliamento della valletta di turno, significa tornare nel medioevo. Il ruolo della Velina in tv ha prodotto tantissimi danni e non vorrei ripeterli perchè li conoscete a memoria, ma ha permesso ad un Paese bigotto e spesso moralizzatore verso i costumi sessuali delle donne e l’abbigliamento, di essere più tollerante verso quelle che scelgono di vestire con abiti più succinti.

Oggi però si scade troppo sul sessismo, si vedono conduttori quasi esclusivamente uomini accompagnati da una o più vallette che hanno un ruolo ornamentale. Per me questo non deve esistere, perchè avere gli abiti succinti non significa necessariamente che una debba essere messa affianco ad un conduttore uomo a fare l’oca o non parlare per mostrare il perizoma. Questo è sessismo!

Siccome la Fornero non ha voglia di impegnarsi a valorizzare le donne in tv come non vuole valorizzarle sul lavoro, perchè lo spettacolo è anch’esso un lavoro io propongo:

– Un nuovo modello di Velina che si spogli con autoironia, che parli e che prenda parte attivamente alla conduzione del programma. Non sarebbe un’idea cattiva, vedere Antonio Ricci scegliere due nuove Veline (i nuovi casting sono aperti) in base a questi criteri:

1) Saper ballare,

2) Essere ironica (anche nello strip),

3) Poter finalmente parlare,

4) Degli abiti succinti non ci importa,

5) Senza quell’aspetto malsano e anoressico a cui siamo abituati per 20 anni.

– Programmi politici affidati a donne. Basta con la tendenza di affidare alle donne solo programmi dedicati al pettegolezzo o il reality di turno;

– Più ospiti donne nelle trasmissioni in qualità di politici, medici, avvocati , cantanti, artiste e altre figure che non sono solo ornamentali, mi piacerebbe vedere che la tv cominciasse a sfatare il modello della bella e oca, assumendo donne bellissime e intelligenti;

-Più programmi dedicati a temi femminili che non siano solo quelli dedicati alla moda, cucina o superfluo ma anche uno spazio dedicato alla questione femminile e alla violenza sulle donne (ma non sullo stile di Amore criminale sia chiaro!);

– Meno reality, non perchè sono sessisti ma perchè appartengono alla categoria di tv spazzatura priva di contenuti intelligenti;

– Non programmi che propongono, giustificano e inneggiano al proliferare di una cultura sessista e discriminante;

– No all’omofobia in tv e alla censura dell’omosessualità;

– No alla tendenza di coprire le donne in tv ma nemmeno quella di promuovere il ruolo di donna-oggetto.

Voi che ne pensate?

Mary 

3 commenti

  • Concordo pienamente e sottoscrivo ogni parola. :)

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  • Dunque io sono d’accordo con ciò che hai detto, anche perchè molto spesso a parlare di stesse opportunità fra i generi si sfocia nello stereotipo che il movimento femminista voglia censurare il corpo delle donne. Invece non è così. Tuttavia apprezzo molto le parole dette dalla Fornero, prima di tutto perchè rispetto alle ministre del governo precedente ha avuto il coraggio di far valere la sua idea. In secondo luogo: spegnere la televisione potrebbe essere un’ottima forma di protesta iniziale, per avviarci verso un cambiamento radicale e una più corretta trasmissione dei messaggi multimediali. E sai perché? Perchè i programmi televisivi, le soap e la degrado tv vengono guardate anche dalle donne, forse da molte più donne di quanto immaginiamo. e questo lo dico in base a una piccola ricerca che abbiamo fatto a scuola, non posso dirti quali sono le fonti, tuttavia è stato significativo vedere che molte più donne guardavano programmi con stereotipi di genere rispetto agli uomini.

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  • Devo ammettere -una volta tanto- che questo è un discorso di buon senso!

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