Perchè Sanremo è Sanremo!

Immagine da: https://www.facebook.com/noviolenzadonne#!/pages/FACEBOOK-FAVORISCE-IL-CYBERBULLISMO-CONTRO-LE-DONNE/124068320959609

Se pensavamo che solo il servizio del TG1 fosse un siparietto offensivo nei cofnronti della dignità femminile ci sbagliavamo di grosso. Non è bastata la segnalazione alla Direttora Generale che Sanremo ci presenta un siparietto ancora più svilente. La Mrazova si ammala e gli autori non ci pensano due volte a rimpiazzare la valletta straniera trattata come un’oca con altre due “grechine” (come dice la Zanardo) che ci presentano dei siparietti veramente umilianti (dove addirittura Belen è “costretta” a presentarsi senza mutande) poichè anche loro malgrado conoscano bene l’italiano sono state delegate ugualmente a fare la parte dell’oca giuliva, presente solo per eccitare e rassicurare un pubblico di uomini deboli, talmente deboli che hanno bisogno della presenza di una donna oca e asservita ai loro bisogni o alla loro ilarità per sentirsi virili, magari gli stessi che ci stuprano all’uscita della discoteca o massacrano la propria moglie.

Forse probabilmente è la Rai a pensare che il pubblico maschile voglia circondarsi di donne di questa modalità, dimenticandosi che la storia e la società italiana è piena di donne che hanno meriti ma che in realtà guadagnano la metà (o ancora meno) delle varie Belen&Canalis perchè non hanno un paio di belle tette da mettere in mostra o perchè hanno preferito studiare e non essere solo un corpo da mostrare.

Quelli che hanno bisogno di circondarsi da donne che sono disposte a scendere a compromessi e fare la figura dell’oca per sentirsi forti non sono nemmeno degni di essere definiti uomini.

Tornando a noi, durante la seconda serata torna Ivana che le viene  affidato il compito, come da copione, di ripetere frasi allusive e umilianti senza comprenderne il significato. Anche a lei tocca fare la figura dell’oca e per giunta sullo stile “Eva contro Eva” per rafforzare la solidarietà maschile ed indebolire le donne, trattamento riservato anche a Rodriguez e  Canalis non per pura coincidenza ma in quanto donna. E’ capitato che è stato addirittura chiesto di ripetere dall’ auricolare “io ho le tette più grandi di Belen” facendo come da copione la figura dell’oca o della bambolina che si trova sul palco grazie alla misura del suo seno. Insomma una bambolina telecomandata e ridicolizzata!

L’Onu si è appellata diverse volte per chiedere all’Italia di contrastare l’immagine stereotipata e maschilista delle donne sui media, spesso causa del ritardo italiano per quanto riguarda la posizione della donna nella società, perchè sappiamo tutti che se veniamo raprpesentate come oche senza cervello difficilmente potremmo avere credibilità davanti ad un datore di lavoro o una persona che si trova nella posizione di doverci assumere al lavoro, votarci in politica e via dicendo…

Quello che spaventa è la crescita potenziale di molestie sessuali, stupri efferati (anche di gruppo), violenze fisiche e psicologiche, quanto la giustificazione e l’accettazione dell’opinione pubblica di fronte a simili episodi. Forse sicuramente perchè la televisione, assieme alla pubblicità e altre forme di comunicazione, hanno preparato il terreno ad una “cultura violenta”. Ne abbiamo parecchie immagini femminili rappresentate come bestie, disumanizzate, oggettivizzate.  Perchè l’oggettivazione delle donne è una forma di disumanizzazione che predispone tutte noi alla violenza, rendendoci più vulnerabili ad essa, poichè più la donna è disumanizzata e resa simile ad un oggetto, più la violenza su di essa viene considerata accettabile.

Per quasto motivo che nel 2011 abbiamo registrato 127 femminicidi, tutto il resto (botte, umiliazioni,discriminazioni, stupri) cade nel sommerso.

Pubblico il post oggi anche se mancano ancora due serate perchè non le guarderò.

Mary

10 commenti

  • Ma li avete visti i titoli dei giornali e dei telegiornali sulla conduzione celentanica di saneremo? Di che parlano? degli attacchi, di cui non conosco i contenuti, e che non mi interessano, del celentano contro i giornali cattolici, non certo dei suoi sketch sessisti. E ricordiamoci dei sermoni “antiabortisti”, o meglio contro l’autodeterminazione delle donne, del celentano in questione, anche se è passato un po’ di tempo, e la sua visione paternalistica, invece che normalmente democratica, del nostro ordinamento istituzionale (il governo è come mamma e papà e il popolo sono i figli: anni 80-90). Mi pento di aver pagato il canone televisivo.

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  • hai dimenticato la figa in diretta di belen https://p.twimg.com/AlueLopCIAAzmZY.jpg

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  • Ciao Mary, ti leggo da poco ma trovo le tue analisi socio-semiotiche sempre molto interessanti. Complimenti, e continua così :)

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  • Pingback: paradigma sublimale « giorgio

  • Mi rendo conto che di fronte a immagini come queste c’è da rabbrividire, ma anche la gag di Luca e Paolo non è stata da meno, nel confronto fra la Carfagna (bona ma scema) e la Fornero, vecchia ma intelligente e per questo definita “Sto legno”. Anche questo è sessismo, non trovate?

    http://cosmicmummy.blogspot.com/2012/02/arretratezza-culturale.html

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    • volevano solo dire che sulla Carfagna (ministro incompetente) era più facile far battute che sulla Fornero che essendo un ministro serio e competente non da’ abbastanza materiale alla satira così come non lo da’ Monti rispetto a Berlusconi

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      • detto questo ritengo che la conduzione in generale sia molto maschilista quest’anno (vedi l’orrido servizio del Tg1 “la donna del festival”) e Belen mi piaceva di più l’anno scorso perchè faceva un sacco di cose interessanti (il tango con Miguel Angel Zotto, ha cantato accompagnata dal padre musicista) dimostrando di saperle fare..

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      • però la cosa del “legno” in effetti non è una gran battuta, nel complesso Luca e Paolo li ho trovati deludenti e inutilmente volgari questa volta

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  • Io non ho seguito il festival e ringrazio Mary per essersi sottoposta a questa tortura pur di informarci. Terribile l’effetto Sanremo sui mezzi di comunicazione. I quotidiani riportano solo foto del conduttore e vallette (e i cantanti?), un quotidiano dedica addirittura un articolo alla farfalla di Belen ponendo domande al limite della demenza umana “porterà o no le mutande?”.
    Mezzi di informazione….
    Tutti sanno perfettamente che è un gioco costruito in partenza. Le vallette sono vestite da altri e le battute scritte da altri. La mano di Morandi, la farfalla sull’inguine e le battute sulle tette, sono tutte scene costruite. Certo, è più erotico immaginare una Belen che ha scelto lei di vestirsi cosi, e che distratta ha mostrato il tatuaggio senza volerlo(il popolo la vuole immaginare autonoma). I media sanno, ma partecipano al gioco. Credo che tutto questo sia la prova della decadenza di un festival della canzone, dove per tentare di sostenere l’audience si prova in tutti i modi di inserire l’intrattenimento di serie C per fidelizzare il pubblico (oggi ho visto la farfalla, domani chissà! Famme vedè va).
    A me dispiace leggere i soliti commenti in giro che si riducono sempre nelle stesse sterili battaglie di opinioni.
    Mi dispiace perché tra festival, tg e giornali è palese quanto ci prendono per il culo. Primi tra tutti vengono presi per il culo i cantanti, ossia gli unici artisti che dovrebbero essere protagonisti assoluti di un festival della canzone italiana. Vengono messi da parte e si scrivono articoli sulla farfalla di una valletta. Fossi in loro mi sentirei profondamente umiliato. Non voglio parlare del giusto o sbagliato, ma credo che quando l’arte, la musica in questo caso, viene scavalcata dall’intrattenimento, dallo show o dal gossip, allora abbiamo toccato un fondo preoccupante. Non è una questione di moralismo, l’indignazione che provo non è verso un inguine spiccicato al mio, ma nel vedere come al pubblico stia bene la presa per il culo pur di vedere un pezzetto di coscia. E’ la fine dell’intelletto e della ragione. Ormai guardiamo senza sapere cosa stiamo guardando e perché. Cosi come compriamo senza capire che veniamo costantemente influenzati sulle nostre scelte. Persone che si sentono consapevoli ma stranamente in casa hanno solo prodotti con marchi conosciuti grazie alle pubblicità.
    Ormai so che quando qualcuno ha una bassissima opinione sulle donne e le ritiene frivole o interessate solo ai soldi e ai vestiti, non parlano di donne conosciute nella loro vita, ma della rappresentazione che ne fanno i media. Si confonde sempre di più la finzione per la realtà e noi veniamo raccontate e descritte attraverso quelle rappresentazioni. Giudicano una Belen senza capire che è totalmente comandata dagli organizzatori del festival, ugualmente perdono tempo in commenti su qualcosa di finto, di irreale, e ci si affannano talmente tanto da farmi credere che l’idiocrazia è vicinissima, la stiamo già vivendo. Per una volta vorrei che si andasse al di la tutto questo, per una volta vorrei che tutti aprissero gli occhi per vedere che stanno usando degli esseri umani per rincoglionire altri esseri umani. Ci stanno trattando come bestie senza ragione. La domanda più vera, se proprio si vuol fare questo tipo di informazione dovrebbe essere “Gli autori del Festival hanno messo le mutande a Belen?”, ma cosi facendo, parlando della realtà, si esce dal loro sudicio giochino.E loro non vogliono questo. Noi?
    Accettiamo tutto questo ogni giorno. Dovremmo amarci di più, pretendere di più, capire che siamo molto di più.
    Mary scusa la lunghezza, non riesco ad essere sintetica. Grazie per il lavoro che fate, uno dei pochissimi spazi dove si parla di comunicazione e media e delle ovvie conseguenze. Grazie, e solidarietà agli artisti invisibili di un festival del nulla.

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    • “Ormai so che quando qualcuno ha una bassissima opinione sulle donne e le ritiene frivole o interessate solo ai soldi e ai vestiti, non parlano di donne conosciute nella loro vita, ma della rappresentazione che ne fanno i media”

      bisogna vedere quali media..per me nelle serie tv che in molti casi sono di ottima qualità degne del cinema (prese nel loro insieme) il pluralismo c’è, comunque donne frivole, interessate ai soldi ecc..esistono anche nella vita così come esistono uomini dello stesso tipo, il punto non è questo (comunque una donna che parla sempre di moda non è più frivola di un uomo che parla sempre di calcio). Il punto è che è sbagliato pensare che le donne siano SOLO in un certo modo egli uomini SOLO in un altro. Su Belen: gli autori l’hanno mandata smutandata e lei ha accettato di andarci consapevole del fatto che se ne sarebbe parlato (non vedo perchè dobbiamo negarle autonomia di giudizio, Belen ha un cervello e sa usarlo), ma come tu stessa dici il punto non è l’inguine non è il nudo ma il contesto di un festival della canzone dove le canzoni contano sempre meno a vantaggio delle sparate di celentano o della farfallina di Belen.
      Comunque noi in casa abbiamo prodotti che compriamo da anni perchè ci piacciono,marche famose o meno che siano. Anche dire che siamo “tutti lobotomizzati” secondo me è una semplificazione, le cose sono complesse

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