Uomini che odiano le donne

L’Onu lancia l’allarme: L’Italia ha un numero elevatissimo (e in costante aumento) di casi di violenza di genere, azzeccando perfino un paragone con la famosa (brutta fama) città del Messico Ciudad Juarez, capitale mondiale del femminicidio.

La definiscono prima causa di morte per le donne italiane nel nostro Paese ma quello che sconvolge di più è il fatto che il governo non solo fa nulla per contrastarte il fenomeno ma lo incoraggia, lasciando le donne nelle mani di giudici sempre schierati dalla parte dei violenti.

Il rapporto Onu ha definito la condizione delle donne in italia perfino peggiore di quella afgana, dove almeno la rappresentazione delle donne in politica è più alta.

Ma non solo. l’Italia si è rifiutata di firmare la Convenzione per la prevenzione e il contrasto della violenza in famiglia e sulle donne, stilata dal Consiglio d’ Europa e firmata da paesi come:

Austria, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Lussemburgo, Portogallo, Slovacchia, Spagna, Svezia, e perfino da Turchia e Montenegro.

Non firmando, il nostro Paese, sopratutto in un contesto in cui solo l’anno scorso si sono consumati circa 128 femminicidi, significa non solo ignorare le donne ma schierarsi dalla parte degli aguzzini.

Nell’anno 2012 sono state già uccise circa 25 donne ed è in preoccupante aumento, a tal punto che siamo passati da un femminicidio ogni 3 giorni dell’anno scorso ad un femminicidio ogni due giorni; ma la violenza delle donne che non è solo femminicidio ma anche botte, violenza psicologica e stupri.

Questi ultimi stanno diventando sempre più efferati, espressione del crescente odio verso le donne, spesso da parte di un “branco”. Cosa più sconfortante è che gli auguzzini sono sempre più giovani  e sembrano i nostri esecutori, agendo con un branco che sollecita o partecipa, espressione della solidarietà maschista e dell’odio verso le donne. Perchè agiscono? Sarà una sorta di spedizione punitiva, odio, vendetta? perchè essere stuprate in gruppo è come essere stuprata da una collettività, sei in men che non si dica una cosa pubblica da prendere.

 L’ultima vittima l’hanno trovata quasi morta sulla neve all’uscita di una discoteca, con ferite gravissime in ogni parte del corpo, forse da arma da taglio. Si sono accaniti perfino sui suoi genitali con un odio che non si può non definirlo prettamente “di genere”, poichè martoriare in quel modo una donna non è altro che un gesto di odio. Fosse stato un altro Romulus Mailat il Governo avrebbe preso seri provvedimenti contro lo straniero, mentre il suo esecutore era italiano e pure soldato, uno di quelli che il Governo considera eroi e ha più volte delegato loro il compito di fare la ronda contro lo straniero stupratore, militarizzando le città ed avvalendosi del diritto di possesso sulle “loro” donne e quindi legittimandoli a compiere violenza su di esse.

Gli stupri “selvaggi” come è stato definito l’ultimo, sono sempre più in aumento, siamo memori dello stupro avvenuto a Natale in una discoteca di Perugia, dove la vittima fu anche picchiata selvaggiamente  e non è il solo perchè dalle mie parti sono state picchiate e stuprate tre donne.

Il contesto italiano è un continuo “humus” su cui proliferare reati di questo tipo; partendo dalla magistratura che incoraggia gli stupri di gruppo, alla società che da troppa responsabilità alle vittime, scoraggiando le  loro denunce e incoraggiando la violenza.

Ecco che ritorniamo alla solita “colpevolizzazione della vittima” che non si ferma nemmeno di fronte ad una ragazza lasciata praticamente quasi morta a terra. “Lei sicuramente era vestita in modo provocante o semplicemente provocava” comentano alcuni lettori di giornali online . E’ inaudita un’affermazione del genere, non solo significa violentarla due volte ma anche affermare che lei si è meritata tutto questo, incoraggiando l’auguzzino. Dire “provocava” è sintomo di una società che considera la donna come un oggetto sessuale che deve coprirsi, perchè in quanto oggetto la vedono come tale, oppure rimanda all’idea di donna vista come il male.

Lui si difende con una sicurezza che fa rima quasi con follia. “Era consenziente”, malgrado lei riportasse evidenti ferite che hanno dovuto suturare chirurgicamente. Chi gli dà questa sicurezza? La società.

Una società che rappresenta la donna sempre come carne da macello da esporre per vendere tutto, priva di testa  ma solo di corpo, non è altro che incoraggiare a vederla come un oggetto, poichè i media fanno passare l’idea che il corpo femminile è volgare e l’abbigliamento succinto è provocante e serve solo ad eccitare gli uomini. Una società che è pronta a giustificare una violenza, considerando la vittima, l’unica sul banco degli imputati e responsabile di quello che avrebbe voluto non accadesse.

I mass media invece, quelli che commentano l ‘accaduto, riportano le ferite sul corpo della ragazza, ma non fanno menzione delle conseguenze psicologiche che si porterà a presso per tutta la vita. L’idea della donna solo come corpo è talmente radicata nel nostro paese che ormai gli stupri sono veramente inevitabili, non solo in un luogo dove come tuo diritto vai a divertirti e distrarti ma sopratutto in famiglia come l’episodio di una moglie colombiana filmata dal compagno italiano a Milano mentre subiva uno stupro, minacciando la sua intenzione di pubblicarlo in internet.

Chi gli da questa sicurezza? Tenere in pugno una donna con il ricatto sessuale è un arma sempre più diffusa in Italia, paese che non a caso demonizza la sessualità femminile, etichettandoti come una “puttana” anche quando stai facendo sesso con un partner fisso e magari è finito in rete per vendetta come è successo a Belén Rodriguez e come lei tante altre non famose. (Noi invece dobbiamo cercare di liberare i nostri corpi per non dare a certi uomini la sicurezza e  la possibilità di ricattarci sessualmente).

Per non parlare delle molestie sessuali sul luogo di lavoro, che diventano un tutt’uno con il ricatto delle dimissioni in bianco che noi donne siamo costrette a subire per tenerci il lavoro. Caso più sconvolgente è quello della cameriera costretta a indossare un perizoma per attirare un numero possibile di clienti al bar, e non mi dite che questa violenza non è frutto dell’insegnamento impartito da una miriade di pubblicità sessiste e trasmissioni “trash” in televisione, dove la donna è utilizzata come un oggetto sessuale per vendere ogni cosa, la quale sarà consenziente ma il messaggio è pur sempre negativo, quello che Ico Gasparri designa con un appellativo geniale “il maestro del lupo cattivo”.

E la colpa della violenza maschile sarebbe la nostra minigonna? Ricordiamoci che chi percepisce una donna in minigonna come un oggetto, sentendosi legittimato ad usarle violenza, malgrado sesso faccia rima con consenso, è perchè la società tutta lo incoraggia a vederla come tale. Di fatto non è lei a doversi coprire perchè la donna non è un oggetto, ma è lui ad essere incoraggiato a vederla come quello che è: una persona.

E’ uno schifo vedere gente che si indigna per come ci vestiamo e comportiamo, considerando  illecito e più scandaloso di uno stupro, il fatto che una donna possa girare da sola incolume e incurante della sua condizione di femmina che la rende agli occhi dell’opinione pubblica biologicamente e socialmente stuprabile. Perchè c’è ancora così avversità sulla libertà delle donne?

Ci dicono che dobbiamo indossare abiti più lunghi, ragionano come la gente di quei paesi che tanto disprezzano proprio per come viene trattata la donna, roba che se vado a vivere in uno di questi e giro per strada indosando il velo o simili rischio di meno che in Italia, dove magari oltre allo stupro mi scambiano per un’islamica e mi becco anche tante percosse, perchè qui c’è anche il problema del razzismo.

E l’omofobia. Perchè come sapete in Italia c’è gente come Giovannardi che si scandalizza per un segno affettivo come un bacio scambiato  da due omosessuali con consenso reciproco e amore, mentre non si sono mai presi la briga di commentare una notizia di violenza eterosessuale, perchè evidentemente la giudicano meno grave dell’amore gay.

Il mio sfogo su Twitter

Chi se ne frega se il corpo di una donna viene fatto a pezzi da un “uomo” o più che la lasciano perfino a -20 gradi sotto zero a terra perchè evidentemente la volevano morta, è un tentato femminicidio, perchè qui in Italia sei considerata un contenitore, non mi stupirebbe se qualcuno commentasse la notizia affermando che la ragazza ora ha subito vari interventi chirurgici è ancora in grado di fare figli.

Il sessismo è come il razzismo, se appartieni ad una razza, ad un genere o ad un orientamento sessuale, oltre che all’indifferenza dell’opinione pubblica, sei anche responsabile di qualsiasi cosa ti accada, con toni da inquisizione. Quindi se sei nero e ti picchiano a morte, secondo la massa il problema non è il fascismo e chi lo incoraggia ma sei tu perchè sicuramente  “hai provocato, perchè gli stranieri hanno un modo di approcciarsi troppo insolente con il prossimo“, se sei gay e un branco di fascisti ti menahai provocato perchè non dovevi baciarti in pubblico con il tuo partner e non dovevi ostentare la tua omosessualità“, se sei una donna e ti stupranoè perchè te lo sei andata a cercare, non dovevi indossare una minigonna inguinale, innescando la reazione violenta dell’uomo, e diciamo te lo sei anche un pò meritata perchè sicuramente chissà quanto sei zoccola nella vita privata“, se invece il partner ti uccide o ti picchiahai provocato perchè sicuramente eri una iena e lo opprimevi o ti sei permessa a chiedere il mantenimento e spennarlo o ti sei permessa a prendere iniziativa e lasciarlo” , “o sei scema e masochista perchè te lo sei scelta tu uno così violento“. L’unico problema è che ancora lo stupro, la violenza domestica e il femminicidio non sono ancora considerati reati di genere, mentre il razzismo e l’omofobia lo sono. Anche questo è ancora un modo per non avere in cambio alcuna tutela e prevenzione, perchè se un fenomeno non è socialmente riconosciuto difficilmente si può avere tutela.

Mary

4 commenti

  • Gran bel post, nulla da aggiungere.

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  • Per quanto riguarda lo stupro la gente parla sempre di minigonna, ma la verità è che anche con un vestito vittoriano le cose cambierebbero poco (dubito che quando si portavano le gonne lunghe e i veli da suora le donne subissero meno stupri perché si vedeva meno pelle).
    E’ il concetto stesso di donna che è sbagliato nella mente di queste persone: per certa gente una donna che si mette in tiro è come se si appendesse in fronte un cartello con su scritto ‘sono disponibile a qualsiasi approccio’, mentre magari tutto quello che voleva era divertirsi con gli amici o flirtare in modo normale, senza advances inopportune o commenti pesanti.
    Però è radicata nel sentire comune la nozione che se una donna è troppo appariscente è perché vuole attenzioni, e se sono sgradevoli peggio per lei.
    E’ vero quando dici che ci sono ancora troppi tabù sul corpo delle donne, troppe regole non scritte e troppe persone pronte a darti addosso in base a pregiudizi cretini.

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