Ancora gioco e sessismo

Dopo lo spot della prima volta, la Sisal ci riprova e manda in onda un altro spot che incita al gioco d’azzardo, svilendo gli italiani ma anche i generi.

Insomma siamo alle solite! Qui le donne giocano ma pensano solo alla famigliamentre fanno il bucato e mai al proprio futuro, semmai alla bellezza e cose frivole come la ragazza ammiccante che si fa il bagno nuda che aspira a diventare ubriacona chic (altro stereotipo!) e gli uomini a svariate cose come il tempo libero, lavoro, carriera ecc.

Lo spot è popolato di figure maschili ma vi sono alcune donne, dove la maggioranza di queste sono collocate all’interno delle mura domestiche o nelle circostanze come cortili, terrazzi ed escono di casa solo se accompagnate da marito e figli, pensano alla famiglia e ai figli, a farsi belle  (sempre all’interno delle mura domestiche) o guida lui (e lei muta!).

Le figure maschili stanno quasi tutte fuori dalle mura domestiche e pensano al calcio o meglio diventare presidenti di squadra, non a caso come da stereotipo le femmine praticano la danza. Non ho nulla contro la danza ma è sempre stata una disciplina associata alle femmine sopratutto se classica, per non parlare del fatto che lei se ne sta pensierosa sempre all’interno di un luogo chiuso, mentre il maschio gioca all’aperto. Altra particolarità è il fatto che gli uomini sono spesso al bar (a parlare tra l’altro di vincite per sistemarsi come se le donne andassero tutte a portafoglio), nei locali o in piazza accompagnati da amici di sesso maschile e quando sono soli pensano alla carriera  come imprenditori o sono artisti (come quello che vuole la vigna o quello che vuole produrre un film) mentre le femmine stanno con la famiglia, i figli o il fidanzato  o sole in casa.

Altro particolare: quando sono accompagnate da una figura maschile le donne non parlano (o meglio non hanno desideri, forse è lui a decidere per loro?), sopratutto quando quando il ragazzo prende in braccio la sua compagna e canta “ti prendo e ti porto via” creando anche il binomio donna-schedina.

Non potevano sforzarsi di più i signori pubblicitari? Possibile che per loro le donne non hanno altre aspirazioni che starsene dentro casa anche dopo una vincita milionaria? Che ne so: un viaggio? un anno in crociera lontana da impegni domestici? una vacanza con le amiche? uscire anche solo per una passeggiata da sole? E magari vedere quella con il bucato in mano esclamare “Avrò finalmente tre colf!”.

Diciamo, la sigla è un di troppo vista l’italianità dello spot (ovviamente per quanto riguarda gli stereotipi di genere, tipici del nostro Paese). Non ci crederete ma mi sembra perfino troppo retrogrado per essere uno spot italiano.

Mary

PS: Non date soldi allo Stato non solo perchè ci rappresenta come damine anni ’50 ma perchè ci prendono tutti per il culo, ci fottono i soldi illudendoci, come se non bastassero le tasse!

5 commenti

  • Come ben dici con qusto spot pensano di prenderci tutti per il culo.
    E’ un insulto bell’e buono in primis a tutti gli italiani, che in quanto tali sarebbero sognatori senza cercello, ormai consci di poter sperare in un futuro migliore solo attraverso la schedina (dando soldi ancora a quello stato che invece di combattere l’evasione fiscale e la corruzione sprona al gioco d’azzardo e ci piglia tutti i giorni beatamente per i fondelli).
    E poi un insulto chiaro alle donne, che davvero, mentre i mariti pensano a progetti, al lavoro e alla compagnia, stanno come delle rincretinite tra bolle di sapone, con il bucato per le mani, o a pensare ai figli.
    La cosa che mi sconcerta però è che se guardi bene lo spot vedi proprio l’Italia, e la cosa ha dell’angosciante. Noi siamo questo! Quando ci decideremo a svegliarci davvero? Quando ci renderemo conto di quanto siamo arretrati e di some lo stato può sbeffeggiarci attraverso un semplice spot? Sbeffeggiarci due volte, perchè oltre a far venir fuori un quadretto italiota deprimente (ma verosimile purtroppo) ci invita a spendere i nostri soldi nel gioco per la loro bella faccia! Portar via soldi a gente che magari non riesce ad arrivare a fine mese invece che andarli a pescare ai parassiti della società, in primis chi ci governa! Che orrore, NON ANDIAMO A GIOCARE!!!!!!!!!!
    E il futuro migliore come lo garantisci alle nuove generazioni? Con riforme culturali o con una vincita al gioco? Ma fatemi il piacere!!

    Mi piace

  • vabbè le ragazze che fanno danza esistono (e pure ragazzi certo) dai c’è pure il tizio che sogna di partire con la fidanzata e sono all’aperto no? “Ti prendo e ti porto via..” ma al di là degli stereotipi (che poi chi è quello che sogna una vincita milionaria per continuare a lavorare? Molto più sensato sognare “champagne a tutte le ore!”)..questo spot è proprio fatto male, è stupido e temo lo sarebbe anche se a fare il bucato ci fosse un uomo e una donna volesse fare il presidente di una squadra di calcio oltretutto penso di essere contrario per principio a pubblicizzare il gioco d’azzardo, non voglio che sia vietato perchè i vizi non sono reati ma come non pubblicizzano le sigarette o i superalcolici non dovrebbero pubblicizzare manco il gioco d’azzardo

    Mi piace

    • “(a parlare tra l’altro di vincite per sistemarsi come se le donne andassero tutte a portafoglio),”

      si riferivano al matrimonio? Non mi sembra molto chiaro..forse si riferivano ad una sistemazione economica generica, comunque lo spot rimane idiota

      Mi piace

    • “è stupido e temo lo sarebbe anche se a fare il bucato ci fosse un uomo e una donna volesse fare il presidente di una squadra di calcio ”

      certo almeno sarebbe un po’ più originale comunque ripeto che pubblicizzare il gioco d’azzardo (e in questo modo idiota poi) non mi vede favorevole

      Mi piace

  • Aggiungi che lo Stato italiano, almeno fino a poco tempo fa, aveva un credito stratosferico dalle società che gestiscono il gioco d’azzardo: insomma, non riusciva neanche a farsi pagare il dovuto per l’appalto di un’attività assai discutibile, tanto più se promossa da uno stato. Mi piacerebbe sapere qual’è adesso la situazione. Gli spot sono vergognosamente sessisti, e sbagliamo noi che ci saremmo aspettate qualcosa di diverso: siamo ancora nella televisione italiana.

    Mi piace