Una carta per proteggere le bambine dalla sessualizzazione precoce!

La stampa a volte serve. E a volte parla di tematiche importanti come la difesa dell’infanzia!

Dovete sapere che qui a Parigi, come in Italia, ci sono alcuni giornali quotidiani gratuiti che circolano ovunque e vengono letti da un numero elevatissimo di persone, soprattutto pendolari che li reperiscono nelle metropolitane o nelle vie di accesso ai treni regionali. Questi giornali li leggo anche io, tutti i giorni, e sto monitorando la presenza di articoli sulle tematiche care a questo blog.

Ultimamente faccio fatica a trovare il tempo per scrivere e postare articoli, e ne soffro enormemente. Ma vi assicuro che trovo praticamente ogni giorno frammenti di informazioni che vorrei segnalarvi. E di cosa mi stupisco? Non so, correggetemi se sbaglio, magari le cose sono cambiate, ma quando abitavo in Italia su questi giornali ci trovavo solo gossip e recensioni del cinepanettone di turno.

Per questo oggi mi sorprende quella che dovrebbe essere la normalità, e cioè che qui nei giornali quotidiani (a pagamento e non ) si parli moltissimo di donne, di sessismo, di femminicidi, di stereotipi legati alle differenze di genere, e anche, come nel caso dell’articoletto che vi posto e che ho tradotto un po’ di corsa per voi, di protezione delle bambine.

In questo articolo che parla del pericolo della diffusione della “Lolita” si parla proprio della necessità di  liberare e proteggere l’infanzia da un’esagerata erotizzazione che mette le più giovani in serio pericolo.

Leggete! Non è l’articolo del secolo, ma ricordatevi che si tratta di un giornale gratuito, e che come vi dicevo anche per questo motivo viene letto da moltissime persone.  E’ molto importante che si parli di queste tematiche ed è importante che questo sia un problema di cui viene riconosciuto il peso.

 

Iper-sessualizzazione nel mirino

La senatrice Chantal Jouanno è stata incaricata dalla ministra delle solidarietà e della coesione sociale Roselyne Bachelot di occuparsi dell’iper-sessualizzazione delle bambine.

Le bambine trasformate in Lolite attraverso l’uso  in grande quantità di tanga, reggiseni rinforzati e maquillage preoccupano (inquietano). Stephane Clergette psichiatra infantile ricorda che le Lolita dai 6 agli 11 anni mettono la loro energia nella seduzione in un momento della loro vita (periodo di latenza) che dovrebbe essere consacrato all’apprendimento scolastico e sociale. Secondo lui “queste bambine rischiano di pensare che l’essere bella sia la sola cosa che hanno di positivo”, e possono più tardi lanciarsi in una pericolosa corsa alla perfezione ( chirurgia problemi alimentari etc etc) perché il loro aspetto sarà diventato “un’ossessione”.

“Al contrario, una bambina che sarà correttamente educata saprà dirsi: non sarò la più bella, ma sono intelligente/laboriosa…..”e trovare altre fonti di soddisfazione per sopportare di non essere perfetta fisicamente”.   Secondo lo psichiatra infantile, e consiglia ai genitori di spiegarlo alle bambine, “ la seduzione non è che una rappresentazione limitata della femminilità, e che non rappresenta di  certo la sola qualità di una donna”.

(articolo di Bérénice Dublic)

Come dice l’articolo che trovate nel sito online di 20minutes obbiettivo di questo incarico è quello di creare una carta relativa alla protezione dell’infanzia nei media che verrà resa pubblica in gennaio.

E da noi? Continuamo a vivere con il paraocchi e a furia di parlare di banche e tasse fingiamo di non accorgerci che la responsabilità di uno stato non si misura in finte priorità ma in assunzione di responsabilità nei confronti di tutti i cittadini e le cittadine?

Chiaramente la protezione della figura sessualizzata delle bambine è legata a doppio filo alla continua mercificazione ed erotizzazione della figura della donna nei media italiani.

In Francia se ne parla, e si incominciano a prendere dei provvedimenti. Da noi?

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5 commenti

  • Da noi si continua ad usare il corpo delle donne e quello delle bambine, immersi nella nostra cultura provinciale e ignorante.

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  • Sessualizzazione delle bambine e “infantilizzazione” (si puo’ dire così?) della donna http://www.youtube.com/watch?v=NoYck9ZtyVo&feature=share
    Mi sembra tutto molto “disturbing”

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    • eh sì, l’infantilizazione della donna tra l’altro è un fenomeno molto diffuso e come dici tu non è solo inquietante ma pure problematico in termini di istigazione alla pedofilia (donne descritte come bambine, bambine viste come donne). La donna spesso viene descritta come una bambina anche perchè fa parte della tradizione sessista descriverla come una creatura eternamente distratta, dedita ad aspetti futili come la bellezza, la moda, il gioco frivolo ed effimero, mentre l’uomo con i piedi per terra rappresenta secondo lo stereotipo perpetuato eternamente, la figura forte che fa i conti con la realtà e la domina e gestisce con un’intelligenza matematica e pragmatica. L’uomo quindi il raziocinio, il lavoro, l’abilità, la donna (che non sa guidare, non sa aggiustare un rubinetto, non conosce le tabelline) ma è bella quindi piacevole! (questo per farla breve)

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      • ti propongo una simpatica riflessione: perchè mai dovremmo pensare che la moda (tema ritenuto “femminile” sebbene possa interessare anche degli uomini etero) sia un argomento frivolo mentre che so,le partite di calcio, o i motori (cose che almeno in Italia piacciono prevalentemente ai maschi sebbene ci siano anche donne a cui interessano) sono “passioni” degne di rispetto? Preciso che a me frega assai poco sia della moda sia del calcio, ma un uomo che del tutto legittimamente si appassiona di calcio e discute con gli amici di rigori, fuorigioco non mi sembra meno futile di una donna che parla con le amiche dell’ ultimo abito di Armani o delle scarpe di Gucci…perchè la passione per la moda e l’estetica è più frivola di quella per il calcio? Per me sono frivole (e pienamente legittime) entrambi.
        alla fine, tutti, uomini e donne, abbiamo i nostri interessi e le nostre passioni e non sempre si tratta di cose fondamentali per i destini dell’umanità..io sono appassionato di cinema, fumetti e telefilm, cose che per me contano, ma che legittimamente si possono ritenere frivole o meno importanti di altre
        è stigmatizzabile quando il nostro lato frivolo diventa un’ossessione.

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      • “estetica” nel senso di attenzione alla bellezza fisica

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