Oltre i nostri confini

Dopo questa visione vi vorrei parlare di pubblicità “oltre mare”. Questa viene dalla Spagna che grazie ad alcune leggi ora occupa il 12° posto nel mondo contro il nostro 74° per quanto riguarda l’uguaglianza di genere, registrata su 135 paesi dal Global Gender Gap, un rapporto firmato dal World Economic Forum.

Una bella differenza pensando che in Italia pubblicizzano le creme antirughe (cera di Cupra) , veicolando l’incapacità delle donne sul parcheggio. Ebbene sì, l’ho sentita alla radio stamattina mentre ero a letto. Sintonizzata su Rds circa alle dieci, una voce femminile “Sono brava nei parcheggi ma non sono brava a fare marcia indietro” seguita da altre voci di donne che comunicano contente di lavorare 10 ore e accudire figli e cane. Mi sono chiesta perchè la pubblicità italiana continua a svalutare le donne rappresentandole sempre all’interno di vecchi stereotipi, ce lo siamo chieste tutte.

All’estero la cultura è diversa. Altrove (parlando dei paesi industrializzati, anche se l’Italia si dimostra anche peggio di alcuni del Terzo mondo stando alle statistiche) è normale che le donne sono indipendenti e viene spontaneo pensarlo. Nessuno si permetterebbe di formare un governo di soli uomini e poi volere l’applauso quando ne piazza tre (anche se per la prima volta ai ministeri più importanti e non veline) dopo la sollecitazione delle associazioni femminili.

Noi abbiamo deciso di monitorare la situazione estera con la sezione “Oltre i nostri confini”.

Perchè questa sezione vi chiederete?

Ritengo questa sezione molto importante per questo blog perchè è utile per fare un confronto tra pubblicità che vengono dall’estero e quelle del nostro Paese. Questa sezione è stata creata con l’arrivo della nostra amica Giulia che vive in Francia e grazie a lei siamo riuscite a conoscere quanto è diversa (ma anche uguale a volte purtroppo) la pubblicità francese per quanto riguarda la rappresentazione di genere.

Grazie a questa sezione Giulia ci posta di tanto in tanto cosa avviene fuori dai confini italiani e io ritengo che questo lavoro è di estrema importanza perchè non solo ci da l’occasione di conoscere un altro genere di comunicazione ma confrontandoci con paesi più civili potremmo avviarci ad un cambiamento per quanto rigurda la figura della donna.

Sappiamo che nemmeno la Francia è perfetta (48°) e le pubblicità sessiste non mancano ma non è raro vedere a Parigi cartelloni gay-friendly con coppie lesbiche con figli, anzichè le solite pubblicità di intimo femminile sbattute sui 3×6 come succede a Milano.

Nella nostra categoria ci piacerebbe parlare più di pubblicità positive segnalate da tutto il mondo. Qualcun* di voi abita all’estero?

Ricordo vagamente che qualcuna di voi abita in Norvegia, Svezia, Gran Bretagna e via dicendo. Questo dimostra che il blog è seguito anche all’estero e ne siamo felici.

Ebbene sì non esitate a segnalarci una pubblicità gender-friendly del vostro Paese di residenza è un modo geniale per dare un esempio al nostro Paese che esiste un altro genere di comunicazione.

Mary

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