Chirugia estetica o alimentari?

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Che c’azzecca una quarta di seno per pubblicizzare un prodotto alimentare? Nulla, tant’è che io pensavo si trattasse di un annuncio pubblicitario sulla mastoplastica additiva. Invece no, a diffonderla è stata questa azienda (qui) che l’accoglie sul suo sito in apertura (e sui muri di Foggia e dintorni), e che ci lascia lo stesso sgomento, quello di vivere in un Paese sessista dove se non abbiamo nemmeno la quarta di seno non siamo nemmeno degne di essere definite donne.

Coseme(rda), che ha diffuso la campagna pubblicitaria ha pensato bene a paragonare le donne a delle bambole gonfiabili, utilizzate per vendere i loro prodotti. Come ben vedete ci sono le tette, quelle che nel nostro Paese non possono essere mostrate per manifestare perchè atto osceno in luogo pubblico, ma per vendere un prodotto sì, allora a parer mio questa pubblicità è un atto osceno in luogo pubblicitario non per le tette ma perchè siamo di fronte ad un altro esempio di mancanza di creatività tipica delle medio-piccole aziende italiane, perchè se si fosse trattato di una grande azienda, in mancanza di altrettanta creatività avrebbe optato per l’immagine di una casalinga cuciniera.

Sotto l’immagine una bella nota: Per maggiori informazioni contattateci! Quali informazioni? Chi è la modella? Chi è il chirurgo plastico che l’ha operata? o un bel vaffanculo? Io sarei orientata verso la quarta…non di reggiseno ma di opzione.

Mary

9 commenti

  • Oggi si fá cosí.. La donna la si usa per questo: pubblicità!!! Pff …assurdo..

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  • Ho inviato la seguente lettera:

    Un’informazione la vorrei : quanto siete maiali e poco originali da sbandierare un paio di tette per pubblicizzare del GRANO?

    Mi sapete dire quale sia una vaga attinenza fra il seno e il grano?

    O quantomeno giustificarvi anche lontanamente per essere gli ennesimi che mortificano le donne. NON NE POSSIAMO PIU’ !!

    La prossima volta sulla pubblicità, metteteci una foto come sulla copertina del catalogo,ché siete più convincenti. Vergognatevi.

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  • Che vergogna! Solo per attirare l’attenzione! E’ incredibile la bassezza di certi uomini!

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  • Il solito schifo.

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  • (Al settore commerciale)

    Buongiorno, vorrei chiedervi cortesemente informazioni generiche sul vostro prodotto perchè ero così ipnotizzata dalle tette della modella del popup del vostro sito che non sono riuscita a capire che cosa trattiate esattamente.

    Cordialmente,
    Agnese

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  • Ahahahah XD Geniale l’articolo, anche io opto per il vaffanculo. :P Comunque come al solito c’è gente che non riesce proprio a evitare di utilizzare in questo modo il corpo delle donne, che tristezza assurda. :( Mi rallegra solo che molti si stiano svegliando. :D

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  • Annamaria Arlotta

    Invito tutti coloro che desiderino esprimere il loro disgusto per la pubblicità sessista attraverso azioni concrete ad aderire alla campagna PRAISE & SHAME che il gruppo “La pubblicità sessista offende tutti”

    http://www.facebook.com/home.php?sk=group#!/home.php?sk=group_139046259478883&ap=1

    ha appena lanciato. Oltre a condannare pubblicità lesive manderemo mail di plauso a quelle (rare) réclame in cui la figura femminile è usata in maniera rispettosa. Per la prima segnalazione abbiamo scelto la pubblicità della “Mobil d’oggi” comparsa recentemente sul Corriere del Mezzogiorno:

    Mandiamo ognuno una mail a quattro indirizzi: Ministero delle Pari Opportunità, Iap, ditta e agenzia pubblicitaria, e firmiamo individualmente

    Gli indirizzi sono:
    serep@pariopportunita.gov.it;iap@iap.it;info@mobildoggi.it;info@arthurklein.it

    TESTO DELLA MAIL (n.b. bisogna aggiungere in fondo un’emoticon di faccia con bocca all’ingiù, si chiamano FROWN)

    Aderisco alla campagna PRAISE&SHAME lanciata dal gruppo “La pubblicità sessista offende tutti” che consiste nel valutare réclame rispettose della dignità della donna, meritevoli di plauso, e lesive, da condannare.
    I parametri usati sono estratti dal documento dell’EASA ( European Advertising Standards) che contiene le indicazioni europee, alle quali l’Italia ha aderito, e sono:

    1) Evita rappresentazioni stereotipate che possano essere percepite come offensive o umilianti per le donne.
    2) Da’ un’immagine positiva della donna come individuo e componente significativo della società
    3) Non riduce a stereotipo l’uomo presentandolo stupido, immaturo e inetto nelle réclame in cui compare una donna dominante e aggressiva.
    4) Non fa uso gratuito del nudo femminile in contesti in cui non ha alcuna pertinenza col prodotto reclamizzato, al solo fine di attrarre l’attenzione maschile e non lo usa come semplice aggiunta per vendere la merce.

    Nel caso della pubblicità “Mobil d’oggi arredamenti” , visibile a questa url: http://www.giannacomunica.eu/archivio/arthurklein.jpg

    la comunicazione commerciale non risponde ai requisiti dei punti 1, 2 e 4 e pertanto il nostro giudizio è negativo. Chiediamo che non se ne permetta più l’utilizzo e che la ditta e l’agenzia pubblicitaria responsabili non ricorrano in futuro all’uso lesivo dell’immagine della donna a fini commerciali.

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    • Vorrei avvisare che oggi, 18 novembre, sul sito dell’azienza Coseme si apre in prima pagina un pop up con l’immagine incriminata. Continuiamo a protestare!

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