Il corpo delle donne non è pubblica piazza

cosa pubblicizza

Pochi giorni fa una ragazza è stata violentata alla stazione, oggi le cronache riportano altri tre stupri, compreso quello di una minorenne. Notizie come queste riempiono ogni giorno i nostri giornali, quotidiani e telegiornali e avvengono sia fuori dalle pareti domestiche che nelle nostre case. Lo stupro nasce da una cultura che ci percepisce come oggetti sessuali o come pubblica piazza. Ancora oggi si pensa che il corpo delle donne non appartenga a noi stesse ma al nostro partner o sia un bene collettivo da contendere e utilizzare. Così un sindaco di Treviso giustifica lo stupro nei confronti di una studentessa: “colpa della crisi, se avesse soldi per pagari una prostituta non sarebbe successo“. Ancora donne divise tra sante e puttane, emerge ancora la concezione della donna come merce, utilizzata per calmare gli impulsi degli uomini, come se le prostitute in strada non fossero anch’esse vittime di una violenza. Certo, cittadine di serie b per molti.

Ma chi aiuta a incrementare tutti questi reati contro le donne? Oltre alla scarsa informazione sessuale, un’opinione pubblica che tende a giustificare questi reati, viviamo in una società dove il corpo femminile viene sbattuto nei cartelloni 3×6, veicolando l’idea che uso del corpo femminile come fosse un bene pubblico.

Cosa pubblicizza questo cartellone? Questo 3×6 l’ho trovato nella mia città e mi dicono che è presente in tutta Italia, ma non abbiamo capito cosa pubblicizza.

Pubblicizza articoli da sex shop? Mele? o direttamente il corpo femminile? Non si sa, perchè il prodotto pubblicizzato è stato sostituito con il corpo di una donna nuda che interpreta Eva.

Vado sul sito e noto che si tratta di un marchio di abbigliamento. Ma dove sono gli abiti? Perchè la modella è nuda?

Perchè le donne vengono rappresentate come oggetti anche per pubblicizzare prodotti destinati ad un target femminile? Mi pare un triste peggioramento.

L’altra pubblicità è questa:

Qui la donna è ridotta ad una bambola gonfiabile, nuda e a bocca aperta e indosso solo una cravatta, maschile. Perchè il corpo delle donne viene utilizzato pure per vendere prodotti maschili.

E’ una grave discriminazione, come abbiamo sempre detto. Ma cosa hanno in comune queste due campagne?

Tutto, compreso che si tratta di due campagne di marchi napoletani. Come affermava chi me l’ha segnalata, queste campagne vengono dopo Relish, Silvian Heach e Fracomina, tutti brand partenopei.

Non possiamo dire che il made in Napoli maltratti di più il corpo femminile, poichè questa rappresentazione femminile la troviamo proprio dappertutto. Infatti un’altra mia lettrice mi segnala questa roba inviatale per email:

Il sito di quest’ennesima pubblicità sessista è questo (qui).

E ancora perchè dobbiamo ancora tolelrare che i quotidiani italiani mostrino in prima pagina donne nude rischiando di costruire un immaginario retrogrado che vede le donne come esseri inferiori:

Cosa possiamo dire? Questa rappresentazione femminile viene dall’idea di un corpo percepito come un bene pubblico, da vendere, da ridurre a merce, da utilizzare e da violare. Si tratta della stessa società che riduce ogni giorno sempre più donne alla prostituzione forzata, a subire stupri, violenze, discriminazioni e infine barbaramente uccise.

Quello che dobbiamo fare? Segnalare, segnalare e segnalare.

Mary

18 commenti

  • Ho letto la cronaca della violenza a Treviso. Quel genio di Gentilini, ex sindaco lego-fascista, ha commentato nel solito modo (‘sti stranieri etc etc) e poi ha aggiunto: certo, con la crisi non possono più pagarsi le prostitute, e poi accadono queste cose. Ossia, lo stupro è lo sfogo della sessualità repressa. Va be’ che il personaggio ormai ne ha dette troppe, ma nessuno ha protestato per una frase così criminale.

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    • Vergognoso…ancora divisione tra sante e puttane….ancora divisione tra merci comprabili e le altre….le parole del sindaco sono vergognose…come se le donne fossero oggetti per diminuire gli impulsi di certi uomini.

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  • Ho scritto questo alla prima pubblicità: spero che vada bene. :)

    Salve. Sono Gloria. Vorrei porvi alcuni quesiti.

    Ritenete necessario mettere in mostra il corpo nudo di una donna, stampato su un cartellone in formato gigante sul bordo delle strade, per vendere dei vestiti – che alla fine dovremmo indossiamo noi donne – ?
    Non vi sentite un pò ingiusti a mercificare il nostro corpo se avete lo scopo di farci comperare degli abiti del vostro marchio?
    Non pensate che i bambini che vedono questi cartelloni possano crescere con l’idea che le donne, compresa le loro madri, siano delle “donne di strada”?

    Io vi chiedo solo rispetto. Rispetto per tutte noi donne, e per voi stesse che accettate e divulgate quest’immagine di donna vendibile e venduta. State facendo un torto anche a voi.
    RIFLETTETECI Per piacere, per tutte noi.

    Cordiali Saluti
    Gloria

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  • E questa alla seconda:

    Salve. Sono Gloria. Volevo porvi un solo quesito. Ritenete necessario mercificare il corpo delle donne per vendere le vostre bellissime cravatte? E in secondo luogo, a cosa auspicate con la gigantografia della donna – bambola gonfiabile che indossa la cravatta? Che se gli uomini comperano una delle vostre strozza-collo potranno “chiavare” in modo poco rispettoso le donne?
    Spero che nessuna persona rispettabile lo faccia.

    Cordiali Saluti
    Gloria

    + foto.

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  • http://www.pixartprinting.it/

    guardate le foto. Stampa RIGIDA CON PRIXAR – DONNA CHE GUARDA PENE A UOMO E CHE AMMICCA…

    NON TROVO I CONTATTI. PENSATECI VOI A CERCARLI PER FAVORE. IO NON TROVO L’EMAIL.

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  • e questo all’ultimo:

    Salve direttori de “La Sicilia”. Potrei porvi un quesito dopo una breve introduzione? Grazie.

    In un’edizione del vostro rinomato giornale online avete trattato il tema dei “terremoti in Sicilia e in Turchia”. Ritengo che siano tematiche molto interessanti, e soprattutto serie. Di fatto appena ho letto il vostro articolo ho provato una forte irrequiedutine.
    Alla fine della lettura ho capito a cosa questa era dovuta. Alle foto delle donne NUDE in fondo alla pagina!

    Io mi chiedo, a che cosa serve mostrare il corpo femminile come un oggetto? E che cosa c’entra con il terremoto? Io direi un bel niente. Quindi vi chiedo cortesemente se nelle prossime pubblicazioni potrete controllare COSA PUBBLICATE SUL VOSTRO SITO WEB.

    GRAZIE
    GLORIA.

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  • la modella di Sarah Cole è nuda perchè evidentemente cita l’Eva biblica (in forma sexy-patinata): Eva, il peccato originale potrebbe connettersi alla “bad girl” (ma c’erano immagini più consone come la Beatrix Kiddo di Kill Bill). Detto questo, questi manifesti non mi piacciono…non c’entrano nulla col prodotto venduto e sopratutto trattandosi credo di manifesti stradali potrebbero essere visti dai bambini e non mi pare il caso

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    • che quella sia eva penso l’abbiano capito tutti… resta comunque il fatto che se devi vendere vestiti mi fai vedere i vestiti e punti la campagna su quelli, non sull’appeal che ha il nudo, nella speranza che la gente vada a cercare il sito su internet sperando di trovare altre foto simili.
      E che abbiano scelto il mito di eva come scusa per ficcarci una ragazza sexy è ancor più patetico e non può reggere come scusante… Se fosse così allora a ogni donna nuda che non centra niente col prodotto basta dire ad esempio ‘ma sì, pubblicizziamo scaldabagni, ma la ragazza nuda l’abbiamo messa perché richiama visualmente la venere di botticelli, quindi un senso ce l’ha’.

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      • non cercavo di scusarli infatti, ma di capire..infatti ho fatto altri rsempi di icone un po’ più moderne che potevano usare se volevano essere “for bad girls”

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  • @Ragazze del blog, vi chiedo una gentilezza: ogni volta che ci informate su una pubblicità da vomito, potreste indicare, sempre, il nome della ditta, il nome dell’articolo pubblicizzato, il luogo in cui viene esibita la pubblicità, in modo da facilitarci nella compilazione del modulo da inviare allo Iap? Penso che siamo in tante ad avere pronte le lettere standard per lo Iap, ma doversi cercare ogni volta tutti i dati variabili richiede tempo, e non sempre ce l’abbiamo. Grazie e brave.

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  • Mary , nel tuo articolo metti molte cose assieme , partendo che la prostituzione , in alcuni paesi è legallizatà , poi qui parliamo di violenze commesse non dentro le mure domestiche , ma fuori da persone non conosciute, e in un caso che tu hai citato , l’ aggressore è effettivamente straniero, quindi penso che parliamo di persone pericolose(mi riferisco anche agli italiani), che magari vengono da quartieri degradati, che hanno commesso già altri crimini ,e magari sono già pregiudicati.
    P.S. è purtroppo o avuto a che fare in questi giorni con persone del genere.

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  • Mah io credo che non ci sia una vera correlazione tra cartelloni e stupri. In Africa non c’è tanto marketing eppure è uno dei continenti dove gli stupri sono all’ordine del giorno. Io credo che la pubblicità sia solo uno degli strascichi che la nostra società si porta dietro. Povera, sottomessa e illusa. Sia la donna che l’uomo vivono nella condizione di un patto implicito, suggellato da forze sociali made in italy: la chiesa, la famiglia cattolica, la sottomissione della donna come essere dedito alla procreazione e al mantenimento della serenità familiare. Beh io non la penso così. Credo nella parità, e non nel sesso forte. Non c’è nessun sesso in realtà, come auspico, un giorno che la gente comprenda che nessuna donna debba essere asservita a ruoli tradizionali predefiniti.

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    • Lo stupro è certo il reato più antico del mondo e certo accade anche in altri continenti privi di queste forme di comunicazione. Ma la concezionedella donna-oggetto è radicata in tutto il mondo, tramandata di padre in figlio maanche attraverso lapublbicità. Lapubblicità è una delle espressioni che ci dimsotra che la nostra società si porta dietro dei retaggi che sono pericolosi perchè educano a non rispettarele donne alla par dell’educazione pro-stupro inculcata in africa..ci sono varieformedi comunicazione oltrequella pubblicitariama per favore non sottovalutiamo i messaggi che vengono dai media.
      Lo stupro comunque è un reato molto diffuso anche in occidente..

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      • Va bene, lo stupro, gli omicidi, e la pedofilia è anche essa molto diffusa. Non sono d’accordo a istituire una precisa causa-effetto, sarebbe imprudente! Ma come ho già scritto sono d’accordo nel sostenere che questo tipo di pubblicità, ahimè diffusissimo, è uno dei sintomi di malessere della nostra società (mi riferisco a quella italiana). Quella italiana, perché ancora non ha raggiunto il concetto di parità, intellettiva e civile.

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  • quello che è statto detto è tutto giusto, ma cs pensate delle modelle reffigurate ad esempio su queste pubblicità? nn credo che siano state costrette e molto probabilmente hanno preso anche un compenso x quelle foto… o di tutte le soubrette che appaioni in tv, loro sn le prime che mettono in “vendita” il loro corpo… la colpa nn solo dell’uomo!

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    • Infatti accusiamo il sistema… E che noia pero’ sempre un pretesto per farci passare per quello che non siamo, con la fatica che facciamo ogni giorno! Cmq dire che sono prima le donne a vendersi nn solo e una grave accusa ma e’ pure falsa! Le campagne vengono commissionate tramite accordi tra agenzia di moda- azienda o pubblicitario e non tra modella e azienda

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  • Stavano parlando di questi casi di stupro a L’Italia sul 2, peccato che quando mi sono sintonizzata stava per terminare: sarei stata curiosi di sentirli! E’ inaccettabile che nel 2011 una persona che ricopre la carica di sindaco di Treviso dica una cosa simile!
    Questi cartelloni sono al limite della volgarità, sembra che il mondo è diventato un hotel a luci rosse!

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