Le donne sono indignate

Indignati8

In questi giorni si è fatto un gran parlare degli scontri avvenuti il 15 ottobre. Dopo l’arresto di alcune ragazze, la stampa ha scoperto che anche le donne italiane sono state attive.

Ma le donne hanno sempre da secoli partecipato attivamente a guerre, rivolte, proteste ma i libri non le hanno mai citate e nemmeno i media, troppo occupati a dedicare servizi a veline e starlettine.

I mass-media per anni hanno relegato le donne all’invisibilità o alla rappresentazione stereotipata, tanto da lasciare un’opinione pubblica poco abituata (ma anche infastidita) all’esistenza di donne pubblicamente attive.

I media mainstream per questa volta hanno parlato di donne, ma con aria di stupore o addirittura di fastidio verso ragazze etichettate come “cattive” (agli uomini non riservano mai questo trattamento e non li si divide tra buoni e cattivi), mentre negli USA usavano screditarle parlando del loro aspetto estetico.

I commenti ai giornali sono quelli più violenti e dimostrano come nel nostro Paese il maschilismo fosse ancora diffuso. La 27essima ora, un blog che parla di tematiche di genere, ha riportato un post sulla partecipazione delle donne come black bloc con queste parole.

“Diciamo la verità: non ce l’aspettavamo[…]E’ l’assenza di immagini, forse, che ci fa dimenticare come le donne hanno sempre avuto un ruolo nelle guerre, in tutte le guerre. Hanno sostenuto, guidato, ispirato, fiancheggiato. Sparato.Ma c’è qualcosa di nuovo in questa generazione di ragazze – che spesso vediamo più come bambole perfette, aspiranti veline – pronte a spostare cassonetti, scavalcare transenne, dare alle fiamme macchine, scaraventare estintori, picchiare rischiando di essere picchiate in un corpo a corpo che, di colpo, cancella millenni di iconografie femminili”.

Il post si è successivamente riempito di commenti, spesso pieni di ira maschile contro
“donne che si comportano da uomini”. Commentatori sopratutto maschi che immaginano le donne come sul disegno del bambino della pubblicità di Lisoform. In Italia, nel 2011. Eccone qualcuno:

-“Le solite prostitute adolescenti figlie di Maria de Filippi che guardano “Amici” o !L’isola dei famosi” con la presentatrice- escort di turno…ma la cosa piu’ scandalosa è che si dichiarano pure comuniste…non sanno che in un Paese comunista per il loro comportamento,esistono i campi di lavoro in Siberia ?”

-“Le donne si comportano sempre più da uomini in ciò che fanno. Ciò ha aspetti positivi ma anche negativi; abituiamoci a ciò.
concordo con pegaso; nella realtà la donna media non è più quella delicata e premurosa di una volta; la donna si sta avvicinando sempre più all’uomo. La delicatezza, la genuinità la sta perdendo purtroppo”.

Non c’e’ da stupirsi di leggere commenti simili in un Paese che crede ancora che le donne vanno difese dai soldati e di uomini che continuano a sostenere il velinismo tacciando di bigottismo tutte le donne che si dichiarano contrarie a quel sistema di rappresentazione femminile. Ma ce ne sono anche altri più costruttivi:

-“Cosa vuole arrivare a dire questo post ed i poveri benpensanti che attaccano le giovani donne che sabato hanno scelto di VIVERE la giornata di protesta?
Chi puo’ permettersi di giudicare una donna, una ragazza (ma lo stesso vale anche per le centinaia di giovani indignati ed INCAZZATI) per quanto ha fatto sabato?
Io no, la storia deciderà chi era dalla parte del giusto e chi dalla parte sbagliata.
Chi attacca la violenza della piazza è un colluso con il sistema marcio della politica e della finanza mondiale, non solo italiano.
Quei giovani che hanno lottato contro blindati e uomini bardati sono un buon viatico per ricostruire un mondo migliore, abbattendolo prima di tutto.
Li preferisco ai vostri ‘modelli’ di gioventu’, senza cervello dietro alla tv, alle mode, al divertimento sterile, ai miti del successo, carriera ed apparire.
Una giovane vestita di nero è molto piu’ BELLA di una …velina!
La sua bellezza viene dal coraggio che dimostra protestando per un mondo che non le da speranze”.

-“Anche qui, le donne “copiano” i modelli maschili e come ben si sa, spesso quando “non ne possono più”, diventano peggio degli uomini.
Molti psicologi hanno stabilito che la violenza delle donne è una “violenza di risposta”, che si manifesta quando la sopportazione è al limite, come ad esempio quelle donne maltrattate per anni che allo stremo delle forze, prendono un coltello e lo usano contro il marito o compagno (es: Lorena Bobbitt).
Dato che questo governo ha danneggiato molto le donne, trattandole come galline senza cervello (quando va bene), dimenticandosi di loro riguardo ad occupazione, scuola, servizi per l’infanzia, le donne si sono aggregate ai black block”.

Abbiamo stabilito che le donne debbano tenersi fuori da questioni politiche, lo abbiamo fatto per anni senza pensare che spesso quelle che dovrebbero protestare sono proprio le donne, stufe di essere trattate come oggetti e discriminate. Il malcontento che si respira in Italia riguarda sorpatutto le donne, danneggiate da questo governo. In questo momento mi sento di difendere e giustificare le black bloc che hanno usato violenza perchè svilite come cittadine e come donne, per questo hanno scelto la via della violenza, veicolando un altro modello femminile finora sconosciuto o meglio taciuto. Si tratta di donne reali e non di quello che vediamo in tv e indignate per la loro condizione manifestavano contro il sistema di cui sono le principali vittime, chiuse in schemi sociali degradanti. Per questo le donne hanno maggior diritto ad indignarsi, come ha fatto la ragazza-madre che discriminata dal lavoro e abbandonata a se’ stessa in quabto donna e madre ha scelto la violenza per combattere una violenza.

Mary

13 commenti

  • Trovo ridicolo il rimpianto per la “delicatezza” delle donne di un tempo. Mica erano tutte altoborghesi in tailleur. Le donne di un tempo faticavano come bestie, nei campi, in fabbrica, nei lavatoi, nelle risaie, lavoravano fino alle doglie, tiravano su i figli come potevano…altro che dolcezza.

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  • che tristezza.

    noi donne non siamo libere neanche di protestare come più preferiamo. subito corrono a dirci che perdiamo grazia o femminilità, o che copiamo gli uomini.

    perchè una donna non può essere arrabbiata, aggressiva, disgustata?

    posso linkare le foto di due donne belle, davvero belle e non perchè avevano le tette grosse o erano brave a pulire i pavimenti, ma perchè sapevano ciò che volevano e hanno lottato.

    sono Emmeline Pankhurst http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/e/eb/Emmeline_Pankhurst_Arrested_1914.jpg

    e Emily Davison

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    • O peggio che siamo troie….una cosa di altri tempi…

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      • Che schifo :( Ah, no! Non troie, quello non si dice più. Ora si dice escort, perchè così cambiano la parola e non è più offensiva. La escort, poi, è felice di ciò che fa, secondo la mentalità che si è venuta a creare in questi ultimi anni. :D

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  • Bellissimo post, sono pienamente d’accordo!

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  • Sarebbe bello se anche gli uomini migliorassero nel loro carattere, prima di fare la predica a noi donne. Personalmente infatti gli uomini freddi e rudi non mi piacciono.
    Non amo le “veline” ma neanche quelle che hanno devastato Roma; trovo sbagliatissimo prenderle a modello. Credo piuttosto nel principio “Non rendete a nessuno male per male” (Romani 12:17) oppure “La vendetta è mia, io ricompenserò” (Romani 12:19). Mi dispiace Mary ma non è questa l’indignazione.Non si può andare da un estremo all’altro.

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  • Mary, sai l’ altro giorno vedevo il programma di Corrado formigli , piazza pulita su la7 e fra gli ospiti c’ era,Maurizio Landini segretario generale della FIOM, e diceva che comunque la violenza non è giustificabile, perché primo non permette a chi vuole manifestare pacificamente di farlo, secondo se si pensa che la violenza farà fare al governo azioni per migliorare la situazione del nostro paese allora avete preso un gigantesco buco nel’ acqua , al massimo l’ unica cosa che faranno e diminuire le libertà, in nome della sicurezza, e tra latro nessuno in questo caso può accusarli di razzismo, poi e vero che le donne anno combattuto nelle guerra ma più che altro come spie, specialmente prima guerra mondiale,mentre come ruoli combattivi, seconda guerra mondiale , le gazze ladre, è stato scritto un libro, su di loro, mentre se torniamo indietro nel tempo, be in guerra avevano altri ruoli diciamo cosi, poi sul tuo primo commento che posti, be in un paese comunista , se le avessero prese di certo non le avrebbero trattante bene,
    “Quei giovani che hanno lottato contro blindati e uomini bardati sono un buon viatico per ricostruire un mondo migliore, abbattendolo prima di tutto”
    accerchiare un furgoncino dei poliziotti dove dentro c’ è solo un carabiniere , costringendolo a scappare , e poi dare fuoco ad un mezzo da 200.000 euro, e tra latro non ci sono neanche i mezzi per comprarlo uno nuovo e che comunque con i soldi dei contribuenti dovrà essere comprato ,in questo comportamento non vedo nulla di rivoluzionario, e neanche in distruggere utilitarie per cui si deve ancora pagare le rate, distruggere una madonnina,spaccare le vetrine dei negozi (non solo di banche) e ti vorrei ricordare che nella cuna del 1959 , nella Russia del 1917, c’ erano due dittatori a tutti gli effetti non c’ erano libere elezioni,ne libertà di stampa, ne libertà di pensiero ,in pratica non c’ era la democrazia , non mi sembra che siamo a quei livelli, e poi magari se non si riesce a battere mister b , forse non è pure per colpa dell’ opposizione inetta?

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  • Vado ot, comunque da un po’ di tempo i media (tv in particolare: tg, talk show, speciali ad hoc) non fanno altro che ingigantire ogni singolo fatto di cronaca nera che riguarda le donne: trattano spesse volte la notizia, puntualizzano che il colpevole è di sesso femminile, predicano che le donne sono peggio degli uomini quando si comportano “come loro”(???), ecc.
    Ascolti a parte (magari la donna criminale fa più audience… non saprei), è come se si volesse sostituire lo stereotipo della donna angelicata con quello della “donna crudele”; magari per facilitare un ritorno agli stereotipi tradizionali e indicarci la retta via…
    ma le donne sono persone e in quanto tali purtroppo sbagliano e delinquono, scandalizzarsene mi pare l’ennesima manifestazione di sessismo (ok, scopro l’acqua calda :\)

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    • io più che altro vedo un enfasi sulla cronaca nera in generale nei programmi di approfondimento che mi lascia perplesso, non credo che all’estero occupi tutto questo spazio..personalmente gli unici omicidi che mi interessano sono quelli delle fiction poliziesche, donne che commettono crimini anche violenti ce ne sono sempre state, personalmente la cosa non mi ha mai scandalizzato, è la riprova che siamo moralmente pari nel bene..come nel male

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  • Mary, piuttosto che discettare se le donne che hanno partecipato alle devastazioni avessero ragione o torto in astratto, chiediamoci quel’è stata l’utilità di queste azioni, anche volendo restare alle azioni di chi non era venuta in piazza per sfasciare, e sfasciare in primo luogo la manifestazione, ma che magari ha deciso di partecipare, diciamo così, estemporaneamente. Vogliamo dirlo che non siamo in guerra? E che non è una questione di violenza o di non-violenza? Teniamo presente che siamo ancora in uno stato di diritto, ed io vedo alcuni nemici di questo stato di diritto: i nostri attuali governanti, e coloro che, mimando atti insurrezionali, contribuiscono ad indebolire quello stato di diritto che ci rimane. Io sabato ho subito un sopruso: da parte degli squadristi (e delle squadriste, se c’erano) e da parte delle forze dell’ordine che hanno eseguito gli ordini governativi. Quali fossero gli ordini è evidente dalla dinamica degli eventi: lasciar fare gli squadristi (dottrina Cossiga) e intervenire, dopo, per bloccare gli accessi alla piazza e disperdere i manifestanti, magari caricandoli.

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