Tg2 e la violenza di genere: un passo avanti?

Ieri ho seguito il TG2 e per la prima volta ho sentito un servizio sulla violenza contro le donne e più in particolare sul femminicidio, fenomeno che in Italia sta raggiungendo livelli allarmanti.

I servizio, (potete vederlo QUI) non parla di omicidi passionali, gelosie, troppo amore e i soliti stereotipi che i mass media utilizzano per descrivere (e giustificare) episodi che coinvolgono donne uccise da uomini, ma di “omicidi contro le donne in quanto donne”, annunciando la denuncia della Casa delle donne sopratutto per la carenza di mezzi a tutela delle vittime, malgrado l’incremento emergenziale di donne vittime di violenza fisica, psicologica e sessuale (Forse se il Governo non si mangiasse i fondi destinati a prevenire la violenza e tutelare le vittime non avremmo avuto un incremento così schoccante di femminicidi).

Il servizio annuncia un primo passo verso il riconoscimento della violenza sulle donne da parte dei mass-media, che spesso “cascano” su stereotipi di genere o mostrano poco interesse a divulgare tematiche di genere.

Ma è troppo presto per cantar vittoria, sopratutto dopo l’affermazione di Rita dalla Chiesa e la maggior parte della stampa italiana e dei tg mainstream che sono ancora restii ad abbandonare vecchi stereotipi di genere, come il “tg” Studio Aperto, sul quale è stata chiesta un’analisi della puntata del 7 ottobre nel blog “il Corpo delle donne”, dove condivido sopratutto queste parole della commentatrice Renata: “[…]quasi tutte le figure di donne cui è stato dedicato un servizio sono (con l’eccezione di Carla Bruni), donne “vulnerabili” o che sono state “rese vulnerabili” e il cui destino sembra dipendere in ogni caso dalla scelta o dalla volontà altrui, in maniera più o meno traumatica”.

Nelle nostre tv è ancora impossibile sfatare gli stereotipi di genere e Rai ad esempio non è esclusa, basta dare un’occhiata ai salotti televisivi che forniscono un panorama molto simile alla strepitosa analisi che è stata fatta recentemente da Renata sul blog “Il corpo delle donne” di Lorella. Oggi sto seguendo “La vita in diretta” e malgrado avessero anch’essi parlato del fenomeno del “feminicidio” (non più di di cinque secondi per carità!), ho notato che gli stereotipi sono sempre gli stessi:

1) la vittima (spesso di violenza) altre rare volte di fatalità o incidenti , il più delle volte è donna;

2) la carnefice o la presunta tale (sopratutto). Anche se ci sono delle ipotesi, l’opinione pubblica dà già la donna per colpevole;

3) la madre di famiglia, la crocerossina o la moglie di casa;

4) Lunghi servizi su showgirl, velne, paperine, topoline, varie Elisabette Canalis e Belen concentrandosi molto sull’avvenenza e sulle relazioni sentimentali;

5) Vip incinte…

Curioso notare che nessuno di questi programmi ha parlato delle tre donne che  recentemente hanno ricevuto il premio Nobel. Perchè questi volti e questi nomi sono stati cancellati?

Se andiamo a dare un’occhiata a Italia sul Due, certe volte è molto ma molto più sessista della Vita in Diretta, in quanto alcune volte si fanno lunghi servizi su quanto sono snaturate le donne e le ragazze di oggi.

Possiamo concludere col dire che TG2 ( e Ansa) ha fatto un grande passo avanti rompendo un tabù e ne siamo fiere, ma una rondine non fà primavera.

Mary

One comment

  • L’ho seguito anch’io e mi è piaciuto molto. Finalmente! Ha parlato anche del futuro dei giovani e ha presentato alcune statistiche.
    Anche il TG1 è da seguire: dice un sacco di stupidaggini e tutto per coprire i veri problemi dell’Italia. Su RAI 3 invece i programmi e i TG sono più seri. Ho trovato un TG sardo serio sul canale Cinque Stelle.

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