Donna schiava zitta e….cucina!

E’ una gabbia gigantesca come quelle che usano nelle prigioni, a separare la cucina dal resto dell’ambiente domestico. E’ un italianissimo spot di un altrettanto italianissimo marchio a lanciare in modo esplicito un messaggio che vorebbe le donne tutte chiuse in cucina a preparare il pranzo e la cena al loro marito, anzichè andare ad una cenetta romantica o uscire semplicemente di casa.

E’ sempre in questo spot, che la donna viene raffigurata come una schiava e pure oca, tanto oca da veicolarci i soliti triti e ritriti stereotipi che sono causa dell’incremento della violenza di genere, nata dalla convinzione che le donne fossero esseri inferiori e schiave addomesticate per servire la propria famiglia.

La protagonista dello spot che per apparire ancor più stereotipata non ha nemmeno una voce sua e indossa un abito rosa anni ’50, contenta del ruolo che la società le ha assegnato e della sua cucina-galera e viene accompagnata da un claim finale che più sessista non c’è n’è.

Perchè la donna in Italia può essere solo due cose: o essere una donna oggetto (o velina) o essere un angelo del focolare e morire di violenza o se vuoi lavorare puoi avere solo un lavoro in nero e morire di precarietà come le operaie morte a Barletta, morte perchè considerate cittadine di serie b, in quanto donne, in quanto lavoratrici.

Perchè essere donna in Italia vuol dire essere relegata al ruolo di moglie (come recita il claim), considerata alla tregua di una schiava e c’è veramente molto da fare dal momento che la nostra percezione è questa. Perchè le pubblicità parlano da sole e rivelano l’indice di civiltà di un Paese, un Paese in cui lla rappresentazione delle donne è ferma agli anni ’50 ed è dirattamente proporzionale agli omicidi per questioni di genere continuamente tramandati di padre in figlio.

Mary

12 commenti

  • Che poi, voglio dire… ma che schifo ‘sti cibi finti!
    ovviamente ironica, sto solo nascondendo la nausea.

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    • “Che poi, voglio dire… ma che schifo ‘sti cibi finti!”

      ma per uomini e donne che non hanno voglia o tempo di cucinare sono utilissimi!
      comunque lo spot è uno schifo, io non ho neanche capito dove volesse andare a parare “se vuoi uscire la sera non comprare 4 salti in padella”?’ ma che slogan è?

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      • Perché tu mangi solo quelle cose? Non sai cosa ti perdi!
        La pubblicità forse vuole dire che i “Quattro salti in padella” sono talmente buoni che il marito non dirà alla moglie:”Hai di nuovo cucinato delle schifezze,andiamo a mangiare fuori, che è meglio!”
        Non apprezzano neanche il lavoro delle donne! Non solo devono essere schiave, ma il poco che le viene concesso di fare, tra cui cucinare, lo sanno pure fare male! Questo riflette la mentalità di molti mariti: non solo ti trattano da schiava ma quello che fai lo fai anche male. Oppure non fai niente da mattina a sera, lavora solo lui.

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  • Che disgusto… Lo avevo visto per la prima volta ieri sera, questo spot. Volevo parlarvene, ma facebook oggi non si vuole aprire. ç_ç

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  • Purtroppo di questi tipi di spot ce n’è a bizzeffe e la cosa forse peggiore è che nessuno si pone il problema di ciò che veicolano pubblicità del genere.
    Proprio oggi ne ho vista un’altra: quella del parmigiano reggiano, del topo che è un “vero intenditore”. La scena era questa: lui e il figlioletto seduti comodi a tavola aspettavano impazienti la moglie che portava felice a tavola la cena. Naturalmente i topi maschi non alzavano un dito, il massimo dell’impegno è stato guardare con concentrazione e desiderio il piatto.
    Dopo tanto tempo di televisione italiana si dovrebbe essere abituati a certi comportamenti e messaggi sessisti, io invece purtroppo (o per fortuna) vengo ancora invasa da un senso di rabbia, frustrazione e soprattutto impotenza ogni volta che mi si presentano certe scene.

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  • Pura luce che squarcia le tenebre: ecco cos’è il tuo post… A tratti addirittura così abbagliante da costringere a socchiudere gli occhi… tale l’impatto delle verità che condividi! E sono certo che tu faccia questo per lanciare un chiaro segnale a tutti i sostenitori di quello che secoli fa era il “panem et circenses”, ovvero pane e giochi per sedare il popolo, ed oggi è diventato: “Panino dal McDonald’s e Calcio!”. Leggi tutto su-> http://mondocineroma.wordpress.com/2011/10/05/panem-et-circenses-no-panino-del-mc-donalds-e-calcio/

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  • ok capito, quello che voleva dire la pubblicità, ovvero che il prodotto commercializzato è cosi buono che i mariti preferiscono mangiare a casa piuttosto che portare le loro mogli fuori a cena , e la voce nel finale vuole dire se volete che vostro marito vi porti fuori a cena non cucinate più questo prodotto.

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  • Una sera io e il mio ragazzo stavamo cucinando insieme e mi è venuto spontaneo dire: “Sembra una pubblicità dell’IKEA!”.
    Poi ci ho pensato meglio e ho capito perchè: è l’unica azienda nelle cui pubblicità uomini e donne di qualsiasi età e provenienza cucinano insieme allegramente, sia che siano coppie o semplicemente amici.
    In tutte le altre pubblicità in Italia è solo ed esclusivamente la madre di famiglia ad avere accesso alla cucina ed a preparare i pasti per tutti gli altri. Salvo forse una vecchia pubblicità delle sottilette, ma non ne sono nemmeno sicura, in cui c’è un padre con i due figli.

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  • E pensare che I 4 salti in padella sarebbero un prodotto che veramente si potrebbe prestare a farne pubblicitá piú moderne, con uomini e donne di qualunque etá e condizione che li preparano e non devono piú preoccuparsi di fare l’angelo del focolare.
    Che fallimento d’immagine!
    verrebbe proprio da boicottarli.

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  • Io allo IAP:

    Buon giorno, sono una blogger che si occupa di denunciare ogni forma di messaggio che lede la dignità di genere, in particolare in ambiente pubblicitario.
    In merito alle tante segnalazioni che ho ricevuto per email da parte di molte delle mie lettrici vi annuncio l’ennesimo spot sessista apparso in tv che rappresenta le donne in maniera stereotipata e le richiude in gabbia, come testimonia la grande grata che separa la cucina dal resto dell’ambien domestico quasi veicolare il messaggio della moglie ideale che dev’essere rinchiusa in cucina a cucinare per la famiglia.
    Ho scritto un post sul mio blog analizzando lo spot: https://comunicazionedigenere.wordpress.com/2011/10/05/donna-schiava-zitta-e-cucina/
    e vi chiedo di prendere provedimenti per ritirare questo spot arcaico non solo a nome mio ma anche delle mie lettrici (siamo più di 2000) che lo hanno dneunciato e che come me sono indignate dalla rappresentazione grottesca delle donne in televisione.
    Grazie e cordiali saluti

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  • Che pubblicità squallida! Di solito sapevano fare di meglio! Tempo fa ne avevano fatto una dove ha cucinarli per la propria mamma era un ragazzo andato a vivere da solo. La mamma aveva mangiato con gusto e gli aveva chiesto: “Non ti sarai mica fidanzato?”. Il ragazzo scuoteva la testa e pensava: “Mamma invece non cambia mai!”

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  • Mi piace invece guardare il programma “I soliti ignoti”: tra le identità ci sono donne che fanno lavori considerati maschili e viceversa. Tanti concorrenti infatti rimangono fregati perché ragionano alla vecchia maniera!

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