La cultura dello stupro

Le polemiche sulla barzelletta di Sacconi continuano perchè è intollerabile che un atto come lo stupro venga minimizzato, banalizzato e che si trasmetta il messaggio che se la donna viene violentata è colpa sua o c’è stata. Sacconi però non solo non si scusa ma rincara la dose, affermando che voleva essere ironico, come se lo stupro fosse un atto su cui farci tanta ironia e forse per questo motivo che tantissime vittime non denunciano proprio per vergogna, dovuta alla paura di trovare gente come lui.

DONNE COME OGGETTI. Ma il Governo italiano ha dimostrato parecchie volte di mostrare poco rispetto per le donne. Prova sono le donne strumentalizzate per giustificare le leggi contro l’immigrazione, le donne usate a fini elettorali, gli scandali sulle escort, il velinismo e le battute di Berlusconi che anch’egli ironizzò sullo stupro, affermando che i soldati non bastavano perchè in Italia ci sono troppe belle ragazze.

Battute come queste rivelano quanto il nostro Paese fosse maschilista e poco rispettoso verso le donne e quanto la politica contribuisca a peggiorare la situazione, assieme alla Chiesa che fa la sua parte a causa della sua influenza massiccia nel nostro territorio.

INFLUENZA DEL VATICANO. Non so se vi ricordate quando il servizio pubblico Rai ospitò un prete per commentare il caso di Yara Gambirasio ed egli davanti ad una platea affermò che la bambina, quando fu ipotizzato un omicidio a sfondo sessuale, sarebbe una santa perchè avrebbe preferito morire anzichè perdere la sua verginità. Parole simili vengono  anche da Monsignor Bertoldo, il quale affermò che o stupro sarebbe colpa dell’eccessiva provocazione sessuale delle vittime. E che dire della bambina brasiliana scomunicata dal Vaticano perchè osò abortire i prodotti di uno stupro subito dal patrigno?

Cose da medioevo, certo, ma riassumono la considerazione che il nostro Paese (e il mondo) ha delle donne. Oggetti sulle quali disporre nella sfera pubblica, schiave invisibili nel privato.

Per non parlare dell’informazione sessuale osteggiata da Vaticano e quegli stessi governi di destra che poi non si fanno remore a parlare di porcate simili, che contribuisce a non riconoscere il sesso come un rapporto consensuale.

DONNE SOCIALMENTE INFERIORI. Si chiama cultura dello stupro ed è proprio in contesti simili che si diffondono le peggiori violenze contro le donne, considerando che lo stesso governo non fa nemmeno nulla per contrastarle e non si dichiara preoccupato se ogni 3 giorni muore ammazzata una donna, forse perchè convinto che le donne siano socialmente inferiori e quindi per questo, la violenza di genere viene percepita come un problema minore.

VUOTI LEGISLATIVI E LEGGI NEMICHE DELLE DONNE. La misoginia di Sacconi manifestata durante quella barzelletta, infatti,  esprime il suo odio latente verso le donne, tradottosi in provedimenti atti a penalizzare ancor più le donne nel mondo del lavoro e nella vita privata.

Nel blog di Giorgia c’è un interessante post che spiega che l’innalzamento dell’età pensionabile chiesto dal ministro del lavoro non fa altro che peggiorare la condizione già critica delle donne italiane che è dovuta ad una società che ci vorrebbe sfruttate nel lavoro e sovraccaricate in casa.

L’IMMAGINE FEMMINILE NEI MEDIA E I GENDER STUDIES. Il problema è culturale se no non ci spiegheremmo mai come mai vengono fatte inutili ricerche scientifiche per rimproverare le donne di aver privato gli uomini italiani della virilità, solo per aver chiesto in tempo di crisi una mano in casa. Ricerche che confermano quanto ancora in Italia fosse radicata l’idea che il lavoro casalingo fosse un compito prettamente femminile.

Magrado tutti sanno che non c’è ancora una ripartizione 50 e 50 del lavoro casalingo tra uomini e donne all’interno delle mura domestiche rispetto ai colleghi europei, meno condizionati da stereotipi di genere, giornali e magazine non si fanno scrupoli a pubblicare ricerche degne di una propaganda misogina senza fine.

Forse è proprio la stampa a maleinterpretare le ricerche e si sa quale fosse il ruolo delle donne nei media. Altre fonti infatti mettono in luce che la virilità non sarebbe minacciata dagli impegni domestici  ma lo fa esordendo con un titolo maschilista.

VIRILI MA STRESSATI. La ricerca si focalizza però sullo stress di uomini che devono rispondere ad aspettative femminili molto alte e qui tutto ok, ma chi pensa allo stress che le donne subiscono e subiranno dopo l’attuazione della legge sull’equiparazione dell’età pensionabile e dopo che una platea di uomini smetteranno di aiutare le loro compagne perchè minacciati da ricerche simili pubblicate a mò di propaganda politica?

Già perchè da come si legge dagli stessi articoli, le donne saprebbero gestire meglio lo stress e quindi è giusto che il carico domestico ritorni tutto sulle nostre spalle perchè il nostro ruolo è quello e non si discute, ma bella giustificazione!

SESSUALITA’ STEREOTIPATA. Tornando alla ricerca, si nota che negli ultimi anni, molti uomini italiani in famiglia hanno un approccio più paritario ma forse per via del Vaticano o cultura, restano tabù sotto le lenzuola:

“Il maschio italiano, nell’83% dei casi, dopo il lavoro aiuta la compagna nelle faccende domestiche ma poi, nella sfera intima, ci tiene a non veder sminuita la propria virilità, mantenendo quasi sempre l’iniziativa e lasciandola alle donne solo nel 3% dei casi. A questo aspetto va associato il dato che spesso si preferisce un partner rassicurante (69%) piuttosto che intraprendente (24%). In ogni caso, per mantenere alta la “reputazione””.

Bene, da qui emerge che i ruoli in famiglia stanno iniziando lentamente a parificarsi ma sotto le lenzuola vi è ancora un rapporto impari e forse anche per questo motivo, prettamente culturale, che ancora relega le donne al ruolo di prede sessuali, che la stigmatizzazione delle donne che prendono iniziativa è ancora utilizzata nel linguaggio comune e lo stupro è ancora il  reato più tollerato e giustificato al mondo.

Mary

5 commenti

  • mary bell’ articolo ma nel finale mi deludi molto , perche gli uomini fanno i lavori a casa ,e sotto la lenzuela be mi sembra normale che vogliono una parthner rassicurante , la ricerca non diceva mica sottomessa , sull’ eta pensionabile lo chiede l’ unione europea e più diritti significa anche più doveri ,poi è vero che bisogna fare molte cose a favore delle donne ma per il momento mancano i soldi.

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  • stavo giusto leggendo uno strepitoso articolo sulle responsabilità dei media e femminicidi… spero che lo leggano anche tutti quelli che tentano di sminuire le stime del femminicidio:

    Ora, rimaniamo nella nostra sezione di cronaca e procediamo ad un esempio: una persona viene assassinata per un cosiddetto futile motivo, fingiamo che il delitto sia conseguenza di una lite per un parcheggio.
    Il titolo sarà presumibilmente simile ad uno di questi: “Uomo ucciso per un parcheggio”, “Assassinio per un parcheggio conteso”, “Donna morta in seguito a lite per un parcheggio”. Potrebbe anche andar bene il seguente: “Dramma per un parcheggio” . Trovate che siano adeguati?
    Poniamo che dopo tre giorni avvenga un altro omicidio le cui cause sono connesse ai parcheggi: il titolo rimarrà pressoché invariato.
    Dopo il quinto omicidio, questa volta una vera e propria carneficina in cui sono stati coinvolti anche dei minori, il titolo è ancora lo stesso, ma nelle redazioni c’è un certo fermento, e si fa strada la sensazione che quel titolo ora sia inadeguato al fenomeno in atto. Stessa percezione di disagio si potrebbe riscontrare nei lettori, diciamo pure la pubblica opinione, che non vuole e non può derubricare quella che va prendendo forma di una vera e propria criticità sociale, ad un mero problema di beghe personali e di automobili da posteggiare; ci si rende conto che si tratta di una questione che trascende la dimensione privata.
    Poniamo che sia trascorso quasi un anno dal primo omicidio, poniamo di trovarci di fronte ad una media di un omicidio, spesso plurimo, ogni due giorni, ad opera di individui sempre diversi. Ad oggi, 5 settembre del 2011, ci troveremo davanti alla 97esima vittima dall’inizio dell’anno.
    Ritenete verosimile che un giornalista, anche inesperto (ma ritengo che nessun direttore di redazione affiderebbe le cronache di tale vicenda al primo arrivato), possa usare il buon vecchio titolo? Ritenete si possa ancora parlare di “dramma del parcheggio” alla 97esima vittima? “Uomo ucciso per un parcheggio”. Riuscite a ritenerlo tuttora adatto? Io non più.
    Lo troverei invece inadeguato, artificioso, banalizzante, e superficiale. Perché? Perché sarebbe evidente che sta succedendo qualcosa di ulteriore al fatto in sé, che sicuramente c’è un problema sociale che soggiace a tali reati, un comune denominatore da cercare, identificare ed indagare.

    un piccolo fondamentale estratto.
    il resto qui: http://www.donnepensanti.net/2011/09/sempre-sulla-responsabilita-del-linguaggio-e-dei-giornali/
    (se il commento è troppo off topic scusatemi e cancellatelo pure)

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  • francamente chi prende l’iniziativa a letto è cosa che lascerei decidere alla coppia..e anche il/la partner ognuno se la sceglie come vuole. Non so mi lascia molto perplesso, trarre conclusioni sociologiche generali da cosa gli italiani fanno o non fanno tra le lenzuola

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  • Direi che quando si parla di stupro le considerazioni culturali partono esattamente da cosa si fa – e da cosa non si fa – sotto le lenzuola, da come lo si fa, e da come viene letto, vissuto, interpretato dalla società. Di questo si ha difficoltà anche solo a parlarne, in modo serio e costruttivo, il sesso viene solo trattato come argomento di volgari battute, barzellette, banalità quando va bene! A fronte di una falsa libertà – corpi nudi e/o ammiccanti pose che richiamano apertamente il sesso, sbattuti su tutte le pagine di riviste, manifesti, in programmi accessibili a tutte le ore e a tutte le età – c’è un’enorme ignoranza sulla sessualità delle persone e una dose insopportabile di ipocrisia. Sembra che il tempo in questo paese non passi mai, o meglio: passa e porta i frutti sbagliati!!
    Il numero di stupri è la cartina di tornasole del livello di maturità e libertà di una società. Di tutta la società, mica solo degli stupratori. Che non sono dei marziani in visita ma, guarda caso, cresciuti nel brodo di coltura di una società violenta e misogina. Un vero e proprio brodo di… cultura.

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  • ..Cara redazione .sono qui a denunciare sulla gogna della comunicazione pubblica lo stupro professionale di cui sono stata vittima per ben 2 volte negli ultimi anni..La mia unica colpa e stata di aver lavorato oltre due anni in due call center di due aziende con capitale pubblico una e Poste Italiane spa e l altra e Info Camere Service srl azienda del gruppo di Info Camere che si occupa di help desk e customere care per le camere di commercio italiane..In entrambe le esperienze il rapporto di lavoro si e concluso semplicemente perche non mi hanno rinnovato uno dei tanti contratti a tempo determinato che mi avevano fatto durante le collaborazioni professionali.

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