Quando essere dalla parte delle donne diventa moda

Probabilmente oggi dire di essere dalla parte delle donne, per alcuni, è una moda specialmente nel mondo del dio denaro, peccato che a volte i risultati lascino un po’ a desiderare, vi faccio un esempio: in questi giorni un noto marchio di abbigliamento , Fracomina,  ha lanciato la sua nuova campagna pubblicitaria, che ha nell’immediato creato scompiglio per alcuni slogan utilizzati e  in due comuni, Gallipoli e Brindisi, alcune immagini sono state censurate.

Le pubblicità censurate contenevano i seguenti claim:

 “Sono Maria non sono vergine e ho una forte spiritualità

 “Sono Maddalena faccio la escort e non sono una ragazza facile

Ed entrambe, come tutte le altre del resto, presentano donne bellissime e perfette.

Il marchio di Fracomina si pone come obiettivo, da quanto si legge sul loro sito, quello di sfatare i luoghi comuni:

I luoghi comuni, si sa, dominano il nostro mondo. E’ un dominio, questo, particolarmente irritante, se si passa nello specifico a quelli relativi al “gentil sesso”. 
Dall’intramontabile binomio di “bella e cretina” a quello, in senso opposto, di “brutta e intelligente”, la donna risulta essere, ancora oggi, oggetto di fastidiosissimi e usurati cliché. Una scienziata sarà di certo brutta, mentre una massaggiatrice dovrà necessariamente essere bella e (ovviamente) “disponibile”, così come un’affascinante donna della politica susciterà, a livello conscio o inconscio, maliziosi dubbi sui modi della sua ascesa sociale. Insomma, dopo decenni di discorsi su emancipazione e parità, si potrebbe brutalmente dire che spesso portare la minigonna è ancora oggi sinonimo di facilità di costumi, essere una donna in carriera è ancora oggi sinonimo di madre snaturata e così via, secondo un decalogo davvero poco incoraggiante. E’ proprio contro questi luoghi comuni che vuole combattere, attraverso la sua campagna pubblicitaria, il marchio FRACOMINA. In un momento in cui si parla, in maniera sempre più frequente, di mercificazione del corpo femminile, di escort, di par condicio, di quote rosa, di diritti violati, il marchio vuole puntare il dito e far riflettere sul grado di maschilismo che domina ancora la nostra società. A questo maschilismo, latente e patente, si vuole contrapporre il valore conturbante e rivoluzionario della bellezza. La figura femminile, sulla quale FRACOMINA intende porre l’attenzione, è quella pronta a sfatare naturalmente i luoghi comuni precedentemente citati.

Ma quando poi si passa ai fatti?

Personalmente non noto una grande coerenza per i seguenti motivi:

1)    Si parla di sfatare luoghi comuni, di rappresentare una donna libera dagli stereotipi ma le modelle nelle foto sono perfette e magrissime, gambe lunghissime, sensuali e sexy, rispecchiando così i canoni di bellezza che oggi vuole la società. Contengo lo stereotipo all’interno della lotta contro lo stereotipo.

2)   I chiari richiami religiosi in quale modo aiutano le donne? Non è questa una semplice provocazione per avere una maggiore visibilità? Una Maria non vergine con una forte spiritualità o una Maddalena escort….come vanno a sfatare il luogo comune che vede una donna che indossa una minigonna come una di facili costumi?

3)   Andare a strumentalizzare una professione come l’escort non va a sottolineare ancora di più la distinzione che oggi si fa fra “sante e puttane”  fortificando ulteriormente lo stereotipo e creandone di nuovi?

Oltre a Maddalena e Maria, ritroviamo Chiara, che dichiara di preferire le donne ma di non amare i motori,  Emma, che ha tre figli e un ruolo dirigenziale ( tipica donna occidentale in carriera), Eva, che ha una passione per le mele ma non per questo cede a qualsiasi tentazione (donna peccatrice ma non una preda facile) e Monica, che fa politica senza però andare a letto con qualcuno (inutile dirlo: lo specchio del gossip politico italiano) .

Mary mi ha fatto notare inoltre, come lo scandalo fosse suscitato solo dalla presenza della parola escort nessuno si  preoccupa  che il corpo femminile venga ridotto a merce, mi chiedo infatti se nei comuni citati precedentemente si trovino in giro per le strade i cartelloni della bella Irina in boxer (ieri ne ho tristemente visto uno che occupava i ¾ della facciata di una palazzina dalle mie parti).

Sempre Mary mi ha fatto notare l’ipocrisia del mondo in cui viviamo e il forte maschilismo che persiste indisturbato, con una serie di domande che vi propongo: come mai nessuno ha gridato allo scandalo quando entrò nella casa del Grande Fratello un gigolò? vedremo mai parteciparci una prostituta che dichiara apertamente la sua professione? o continueremo a vedere nelle pubblicità e in tv escort che per non essere giudicate male si dichiarano brave ragazze  quasi costrette a  giurare davanti ad una platea di non essere mai state raccomandate e addirittura altre ragazze dello show business, vallette soubrette ecc ecc  dichiarare di  essere illibate? (vidi un volta un noto programma di cabaret dove una loro valletta si dichiarò vergine quasi a voler giustificare degli scatti un po’ hot dei quali era la protagonista).

Perché se la prendono con una donna solo perché fa l’escort ed elogiano chi, grazie ai soldi e al potere, può avere tutte le donne che vuole? Chi paga a livello morale, quando avvengono questi scandali sono sempre le donne in quanto fanno le prostitute e chi invece le utilizza e se ne vanta? Perché non viene criticato?

Perchè nessuno se la prende contro l’uso delle donne? Perchè chi lotta contro la mercificazione delle donne viene preso per bigotto mentre chi lotta contro chi svolge una determinata professione no?

Ritornando alla campagna pubblicitaria credo che sia semplicemente una creatura del contesto in cui viviamo, dove per varie vicessitudini e scandali politici la parola escort crea ancora di più scalpore e disappunto, e già ne abbiamo avuto esempio con le mutande del bunga bunga, la stessa Fracomina dichiara:

In un momento in cui si parla, in maniera sempre più frequente, di mercificazione del corpo femminile, di escort, di par condicio, di quote rosa….” 

Identificano il loro modo di agire come una nuova forma di femminismo che rinnega il femminismo stesso scrivendo inoltre:

 A questo maschilismo, latente e patente, si vuole contrapporre il valore conturbante e rivoluzionario della bellezza”

Combattere il maschilismo con la bellezza… ma non ritorniamo al solito stereotipo che una donna per essere riconosciuta deve essere bella?

Woman Evolution campaign è il nome della campagna… ma quale tipo di evolution è presente?

Sussistono un sacco di stereotipi in queste immagini ed alcuni si vanno addirittura a fortificare, lo stile utilizzato sembra richiamare quello di Oliviero Toscani, il quale ha fatto della provocazione la sua arte, anche se questa volta ,a parte un forte richiamo del suo modus operandi, non c’entra nulla.

Ritroviamo un marchio che sfruttando e strumentalizzando determinate professioni messe in risalto dagli scandali politici, modi di essere che oggi non vengono ancora ben accettati (“Sono Chiara mi piacciono le donne e non amo i motori”) e richiami religiosi(Maria, Maddalena ed Eva)  cerca visibilità, facendo credere di essere dalla parte delle donne e contro gli stereotipi che sussistono nella società odierna.

 “Anche noi come marchio femminile abbiamo sentito forte l’esigenza di dire la nostra in questo momento socio-culturale dove la figura della donna viene costantemente strumentalizzata al servizio delle ideologie di parte – dichiara Ferdinando Prisco, Amministratore Delegato di Fracomina –Fracomina woman evolution è una nuova forma di femminismo che rinnega il femminismo stesso. Auspichiamo una società nella quale le donne, che hanno il coraggio di essere se stesse, non debbano essere definite femministe ma solo donne”.

Loro quindi tramite le immagini e i messaggi provocatori lanciati dovrebbero trasformare le femministe, che rappresentano come escort ed omosessuali, in donne. Beh… dopo aver letto queste parole ci terrei a dire al signore Amministratore delegato che le femministe odierne, non sono quelle che descrivono (effettivamente mancava la pubblicità con una donna pelosa!) anche perché le femministe sono donne e quelli da loro usati, visti in questa ottica, rappresentano solo degli stereotipi che tristemente sussistono nel tempo.

Mi chiedo come questa campagna pubblicitaria possa indurre nelle persone un rispetto verso quello che oggi è visto come diverso e sbagliato. In che modo riesca a sfatare i tanti luoghi comuni che loro stessi elencano.

 Avete presente quei giochi a premi delle cioccolate che comprate da quando siete bambini? Sono quasi più di 20 anni che mi esce sempre la stessa frase:

Ritenta…sarai più fortunato!

Beh… indovinate a chi la dedico!

fonti: mondoliberonline ,corriere 

Pin@ 

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43 commenti

  • Al di là delle giuste riflessioni mi sembra però che la professione di Escort si basi proprio sulla mercificazione del corpo femminile, e sulla costruzione del desiderio, di quel corpo femminile, nell’immaginario maschile, con annessa industrializzazione finalizzata alla costruzione di quel corpo femminile. Mi sembra che si sottovaluti sempre la dinamica di potere che si instaura nell’accettare il Sex Work come professione “normale”, nel quale lo scambio denaro-potere-prestigio sociale è con il corpo merce nell’immaginario sociale maschile. Riformismo femminista?

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    • Ma io non voglio definire il fare l’escort come una professione normale…
      semplicemente non capisco perchè alla donna venga fatto un processo morale e a chi ne usufruisce no…

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      • pero Pin secondo me o si colpevolizano tutto e due o nessuno , io penso che si dovrebbe fare come in germania o come in olanda ovvero legalizzare e regolamentare la prostituzione , non come in altri paesi dove vengono arrestati i clienti perche in quest’ ultimo caso non puoi fare la distinzione fra le schiave del sesso sotto il controllo di organizzazioni criminali , e diciamo cosi le libere professioniste.

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      • @Amos Concordo che accettare il “sex work” come professione “normale” sia un clamoroso boomerang per le donne, nonché per chi ha a cuore la sorte delle numerosissime schiave del sesso, ma sarebbe un lungo discorso e mi fermo qui.
        @Alessio Sportaro Il fatto che la legalizzazione dei bordelli porti dei vantaggi nella lotta alla schiavitù sessuale è soltanto un luogo comune. C’è un capitolo di “Sex trafficking” di Siddhart Kara in cui si parla dell’Olanda e da cui risulta che mai come ad Amsterdam fiocca lo sfruttamento di schiave immigrate senza permesso di soggiorno. Purtroppo tra prostituzione e tratta ci sono dei legami molto forti e sono dati dalla semplice legge del profitto. L’industria del sesso ha bisogno di diversificare l’offerta e utilizzare donne e ragazzine molto povere in condizioni di schiavitù conviene perché abbassa enormemenete i costi e aumenta i profitti. Inoltre serve a soddisfare la domanda di un target di “consumatori” di basso livello economico che non potrebbe certo permettersi i servizi sessuali “di lusso”.

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      • Valentina S. le prostitute di alto bordo dette anche escort non mi sembrano delle schiave sottomesse.

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      • @alessio Sportaro Dove ho detto che le escort (se le intendi come prostitute di lusso) sono schiave? Di sicuro sono per lo più sfruttate (e non “libere professioniste” come dici tu)da agenzie e affaristi, come ha dimostrato il caso di D’Addario e altre indagini nel milanese, ma la schiavitù è altra cosa. Se rileggi, ho solo contestato che si possa veramente distinguere in Olanda tra vittime di tratta e prostitute “libere”, coniugando promozione e diffusione dei bordelli con la lotta alle forme più crude di schiavismo sessuale. Se così fosse ci sarebbero stati dei risultati in quel Paese e invece la schiavitù è addirittura in aumento.
        Il problema è che, qualsiasi legge si faccia, le immigrate – specie quelle senza permesso di soggiorno – sono sempre nell’ombra e senza diritti. Come dice Isoke Aikptanyi, loro – che sono la quasi totalità di chi vediamo ogni giorno per le strade, ma sono anche rinchiuse negli appartamenti, nei night club, nei centri massaggi, lontano dai nostri occhi – non potrebbero certo giovarsi di una regolamentazione della prostituzione, visto che sono clandestine e che non vogliono prostituirsi. Loro, con le violenze quotidiane, subiscono ogni giorno la normalizzazione del corpo-merce che per noi altri è spesso un gioco e per i mass-media è “ironia” o “provocazione”. Sui loro corpi questo significa invece enormi danni psico-fisici quando non morte.

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  • Ahahahah XD Ma sono uno peggio dell’altro, anche quelli che ci provano cadono negli stessi errori e ormai mi fanno pensare quasi che lo facciano apposta. u.u

    “Ciao, mi chiamo Andrea. Non mi depilo, ma non sono una femminista”. Chissà se qualcuno troverebbe scioccante questo messaggio.

    Ma perchè odiano tutti il femminismo? Ma dove saremo, adesso, noi donne, senza di esso? Ma quanto si può essere più stupidi e ignoranti? Vi assicuro che nei libri di storia se ne parla molto poco del femminismo, anche se avevo un libro (l’unico, forse) che si occupava molto della situazione della donna in ogni periodo storico e forse quello se ne sarebbe occupato, peccato che poi l’abbiamo cambiato prima di scoprirlo. :)

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  • Grande Post, grazie pin@ di queste accurate riflessioni! Condivido tutto e aggiungerei che, nel momento in cui si vuole combattere lo stereotipo secondo me si dovrebbe abbandonare ogni tipo di moralismo. Il difendersi in quanto escort sventolando il fatto di non essere una ragazza facile vuol dire fare il gioco di chi parla di “facilità di costumi” soltanto riferendosi al genere femminile; al maschile, si sa, quello dei casanova è un pregio, le donne invece devono giustificarsi, come succede anche per il binomio verginità-spiritualità (eh sì, l’ho fatto….però prego eh! lo giuroo!). Inoltre escort è una parola sbagliata, bisognerebbe senza alcun moralismo o nessun pregiudizio, chiamarle le cose con il loro nome: prostitute (non importa se di alto o basso bordo). Sono d’accordo con Mary e con te su tutto; questa pubblicità è un frutto delle mode, infondo non era proprio la Montereale protagonista di giallo oro? Si parla di donne e di escort perchè fa notizia, ma si continuano ad usare stereotipi, nessuna sfida, nessun passo avanti, nulla di nuovo. Modelle perfette e irreali, lontane dalle donne che incontriamo nella vita quotidiana, lontane dalla bellezza della diversità che tutte noi rappresentiamo. E ancora uno stereotipo: la bellezza, come hai ben sottolineato tu pina!
    Avrei preferito parlassero più chiaramente di prostitute,(escort è una strizzatina d’occhio alla politica attuale e a quelle incompetenti che in politica ci son finite per davvero a spese nostre!) avrei preferito vedere volti e corpi veri o verosimili. Riguardo all’astio che c’è nei confronti del femminismo poi fatico a pronunciarmi; proporrei una campagna pubblicitaria delle nostre ascelle sissì, ottima idea Hailey, facciam così: sono giulia, mi depilo, uso addirittura il deodorante, eppure sono grata a quelle signore che non troppi anni fa mi hanno permesso di avere il diritto di voto di studio e di controllo del mio corpo”. che paura le femministe eh? Tutte vestite peruviane coi baffi e i peli e la voce da uomo! Quanta ignoranza……..

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    • Grazie Giulia… *_*
      io proporrei di lanciare tipo un evento fb…dove ognuna posta uno stato scrivendo quello che dovrebbe essere, ovviamente in chiave ironica…
      ciao sono Pina non mi depilo le gambe da tre anni ma non sono una foresta… XD

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    • Che idea geniale *_* Ho un’idea, ho un’idea, che ne dite di fare da noi, con photoshop, dei contro manifesti come quello che hai proposto? Tipo, per quello delle ragazzine, si può fare una foto di ragazzine che giocano e si divertono e stanno comode con i loro reggiseni che servono a loro perchè con lo sbocciare dell’adolescenza nascono le prime forme, non per essere sexy. E magari ci mettiamo una firma con scritto: “Donne e Uomini nella rete – I wanna see your true colors”.

      Magari è una scemenza, ma io pensavo di appenderli in giro per le città, facendo capire a chi non conosce tutto questo, perchè non si informa, perchè non ci pensa, i movimenti che su internet cercano di riportare il mondo alla realtà.

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  • Dall’intramontabile binomio di “bella e cretina” a quello, in senso opposto, di “brutta e intelligente”

    in pratica vogliono arrivare al rivoluzionario concetto che i belli sono intelligenti e i brutti sono (pure!) stupidi.
    evvai.

    così come un’affascinante donna della politica susciterà, a livello conscio o inconscio, maliziosi dubbi sui modi della sua ascesa sociale

    cazzo ma è importantissimo difendere le donne al governo da questi dubbi! anche se veramente i dubbi non erano dati dal loro aspetto fisico, ma da alcune intercettazioni, lol…

    gli slogan sono in un certo senso accattivanti.

    mi piace quello della escort che è, al di là del suo lavoro, una ragazza complicata. ma il problema è la normalizzazione di quel lavoro per me. no non è normale vendersi al primo che passa e fare sesso senza piacere – anche se cercano di farcela passare per una scelta come le altre, non lo è. (non per questo non rispetto le prostitute. ma so che a parità di stipendio molte sceglierebbero altri lavori, chissà perché…)

    non c’è nulla di rivoluzionario nel normalizzare, in italia, la figura dell’escort (ci ha già pensato mr b no?) non c’è novità nel dire che le ragazze non devono essere vergini (a me della verginità mi è sempre importato il giusto, cioè NIENTE. ma riconosco che oggi è più spiazzante dire ‘sono vergine’ :\)

    A questo maschilismo, latente e patente, si vuole contrapporre il valore conturbante e rivoluzionario della bellezza

    cioè useranno le solite modelle? innovazione pura!!!!! trasformazione sociale! ancora più potenti delle ironiche veline di striscia!
    ma lol… questi hanno un po’ frainteso il senso di quella frase, “la bellezza salverà il mondo”…

    Fracomina woman evolution è una nuova forma di femminismo che rinnega il femminismo stesso

    ma vaffanculo! :D

    Mi chiedo come questa campagna pubblicitaria possa indurre nelle persone un rispetto verso quello che oggi è visto come diverso e sbagliato.

    riconosciamogli la genialità di presentare L’OMOLOGAZIONE DELLE OMOLOGAZIONI come femminismo rivoluzionario!

    per la cronaca, adesso verrà luzifeszecc. a dirci che abbiamo sovrainterpretato e siamo bacchettone represse… lo saluto caramente.

    P.S. di solito lo lascio sottinteso, ma grazie davvero delle vostre “sovrainterpretazioni”! sono sempre accurate e utilissime. avete tutta la mia gratitudine ragazze. secondo me a questo blog, per essere perfetto, manca solo uno o più autori uomini.

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    • ” “Fracomina woman evolution è una nuova forma di femminismo che rinnega il femminismo stesso”
      ma vaffanculo! :D”

      Ma Loool XDDDDDDDDDDDDDD

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  • Da uomo, sono imbarazzato (fortunatamente) da questa pubblicità. Mi vedo il sig Prisco nel suo ufficio che si frega le mani con i collaboratori: “Azz…hai visto quanto clamore!!! abbiamo fatto centro.” E’ un’operazione da anni 60 ( a cui forse il nostro Paese sta, nel male, forse tornando. Da ragazzo ho visto le mie amiche lottare per tanti prinicpi e conqiste. Oggi tutto questo sembra svanito o dimenticato. O forse le ragazze di oggi danno per scontate le conquiste che si sono trovate nel piatto senza fatica e quindi si prendono la libertà di non curarsene…Se poi il sig Prisco capisse un pò di comunicazione, magari, si chiederebbe se la gente poi si ricorderà (e comprerà!) quel marchio che piace tanto alle escort?? Saluti

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    • danzatriceorientale

      O forse le ragazze di oggi danno per scontate le conquiste che si sono trovate nel piatto senza fatica e quindi si prendono la libertà di non curarsene >>> Nel web ho letto i commenti di una di queste “ragazze di oggi” e sai una cosa? Questa è convinta che il femminismo abbia portato le donne alla libertà di spogliarsi, di andare a fare le veline e di prestarsi a favori sessuali in cambio di lavoro… capito? Oramai non ci sono più le prostitute di una volta, quelle che si accontentavano di fare il loro mestiere e che lo facevano per amore del lusso e dei soldi… no no, oggi ci si prostituisce soprattutto per usurpare cariche che in teoria spetterebbero magari a una meno bella, disponibile ma, ohibo, più preparata e competente! Beh, se la prostituzione oggi è questo, io allora mi dichiaro contraria alla prostituzione.

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  • Pingback: - Idem Adv

  • La pubblicità è una cretinata per tante ragioni che sono già state dette, ma la bellezza delle modelle mi sembra la cosa meno importante: si sa che la moda richiede a modelle e modelli certi canoni estetici che non possono essere violati oltre un certo punto: Vogue Italia già ha provato meritoriamente a mostrare un’altra bellezza con il servizio sulle modelle curvy che erano comunque molto belle

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    • “certi canoni estetici che non possono essere violati oltre un certo punto:”

      bè in teoria potrebbero essere violati anche quelli, a esempio facendo sfilare modelli obesi o affetti da vistose deformità fisiche, ma dietro dovrebbe esserci una chiara e violenta intenzione polemica contro il mondo della moda che Vogue e tantomeno Fracomina non hanno

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      • danzatriceorientale

        Ma a me dà enorme fastidio che questi canoni alla fine li dettino quasi sempre stilisti esteticamente inguardabili, ecco perché odierò sempre il settore della moda: cioè, TU, stilista cesso, pretendi di far venire i complessi a me con le tue modelle e i tuoi canoni???

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      • danzatriceorientale ci sono anche stiliste donna però e le maggior parte degli stilisti uomini sono omosessuali.

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      • Anche le stiliste donne sono brutte, per lo più. Saranno complessati, che ne so. Io mi chiedo queste povere modelle trattate malissimo e costrette a diete rigide al punto da averne stroncato la vita, a molte, in nome di cosa fanno quel lavoro. Una persona che fa un lavoro umile e ben più rischioso, ammettiamolo, perchè non ha potuto fare altro e gli/le servono soldi, lo capisco, ma loro fanno anche una fatica enorme ad entrare in quell’ambiente, dunque mi chiedo: perchè?

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  • io penso che nelle intenzioni loro volevano combattere contro gli steriotipi erano in buonafede , e in parte quelle frasi volevano combattere contro quelli stereotipi il fatto e che è stato un tentativo maldestro e mal riuscito.

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  • danzatriceorientale

    Con le belle parole sono tutti bravi, ma all’atto pratico ecco i disastri paradossali che ne vengono fuori.
    Sono uguali identici agli ideatori dei concorsi di bellezza che spendono tante belle parole contro l’anoressia, ma poi sulle loro passerelle guai a vedere un grammo in più che sfila (tranne rari casi di coerenza come Elena Mirò).

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  • Io non credo neppure che Maria sia stata sempre vergine. A parte che quando partorisci non lo sei più comunque. Matteo 1:25 infatti dice: “Ma non ebbe rapporti con lei FINCHE’ partorì un figlio e gli mise nome Gesù” Maria ha avuto anche altri figli.

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    • Francesca ma la religione cattolica dice che due persone per fare sesso devono essere sposate , e basta , poi la chiesa non entra nella vita privata di una coppia e in quel caso si può fare sesso solo per piacere e non per procreazione però in quel epoca i preservativi non c’ erano.

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      • Non ho capito cosa vuoi dire. La Chiesa non entra nella vita privata di una coppia? Su questo sbagli. Devi fare sesso ai fini della procreazione sennò non è amore ma solo sesso (testuali parole di un’insegnante di religione) e il preservativo è tassativamente vietato perché anche quello è aborto!

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      • Francesca una coppia sposata può fare quello che vuole, ed ultimamente pure l’ attuale pontefice ha aperto al preservativo,poi quando si dice la vergina maria si fa notare che prima di concepire gesu non andò a letto con giuseppe.

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      • Il punto è che la gente non capisce, in molti, che lo dicevano perchè allora non esistevano preservativi o altre forme di protezione, dunque se una persona stava con un’altra senza tanto impegno e facevano un figlio per poi mollarsi, in breve tutte le famiglie avrebbero avuto un caos inimmaginabile di bambini figli di tantissime persone.

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      • Comunque vorrei dire che prima di accettare il preservativo aveva detto alla gente che moriva in Africa di Aids che, invece di usarlo, per evitare di contrarre malattie bastava l’astinenza dal sesso. e_e Cioè…

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  • Bravissima, ottima analisi! A me la frase che ha più colpito nella dichiarazione della ditta è: “A questo maschilismo, latente e patente, si vuole contrapporre il valore conturbante e rivoluzionario della bellezza” frase che tu hai giustamente analizzato. Notare gli aggettivi che accompagnano “bellezza”. Conturbante ( leggi: eroticamente stimolante) e rivoluzionario. Perché rivoluzionario? Semplice: perché se finalmente le donne capissero che la vera rivoluzione è quella sessuale e la dessero senza fare tante storie, aaah! Allora sì che ci saremmo! Gira e rigira, sempre lì si va a finire, la mentalità che ispira i pubblicitari è il solito gretto maschilismo.

    Trovo questo tipo di pubblicità è ancora più pericoloso e subdolo di quello con la donna oggetto tradizionale, perché il messaggio che trasmette alla donna che vede i cartelloni è: se vuoi essere davvero donna rinnega il femminismo, roba del passato, e sii libera. Dice Ferdinando Prisco, della Francomina; “Auspichiamo una società nella quale le donne, che hanno il coraggio di essere se stesse, non debbano essere definite femministe ma solo donne”. Dove quel “coraggio di essere se stesse” mi sa tanto di libertà sessuale, altrimenti non si spiegherebbero i consueti riferimenti ad escort e Marie che non sono vergini.

    Il 5 settembre il gruppo FB di uomini e donne che ho fondato invierà all’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria una lettera collettiva per richiedere un incontro pubblico nel quale si discuta di sessismo in pubblicità. Chi vuole può aggiungere il proprio nome ai sottoscrittori, un centinaio al momento, e che comprendono alcune note personalità della politica e del giornalismo. La lettera si trova su:
    http://www.facebook.com/home.php?sk=group#!/home.php?sk=group_139046259478883&ap=1
    O, per semplicità, potete comunicarmi la vostra adesione scrivendo a annamaria.arlotta.mueller@gmail.com, e io aggiungerò il vostro nome alla lista.

    Oltre a denunciare e protestare facciamo qualcosa di concreto, perché il panorama è davvero desolante. Vi aspetto numerosi!

    P.s. L’idea dei cartelloni alternativi lanciata da Faby è bellissima ( e il suo slogan non è niente male!) Lara Perego ha creato e diffuso delle grandi scritte contro la pubblicità sessista che affigge sui cartelloni stessi in maniera ben visibile:
    http://totem-girl.blogspot.com/2011/08/striscione-via-repetti-milano.html
    I contro-cartelloni proposti da Fabiana costituirebbero un’altra azione di protesta, anche se per motivi di costo dovrebbero ridursi a fotocopie A3 al massimo, penso…ne discuterò con il mio gruppo dopo che avremo inviato la lettera collettiva allo Iap.

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  • Aggiungo una considerazione. Alcuni si chiedono: ma perché con i prodotti ed i servizi destinati alle donne si usa comunque la donna oggetto? Analizziamo il messaggio che il cartellone o lo spot con la donna seducente lancia: “se vuoi essere come questa modella, compra xxx”. La spettatrice è invitata ad immedesimarsi con la modella, e per essere come lei acquisterà quel prodotto. Difficile non cadere nel tranello, a chi non piace essere bella? La trasposizione è immediata, si ricorre a delle aspirazioni basilari, mica a grandi ragionamenti. Ma questo messaggio, ripetuto all’infinito, è deleterio, perché ci viene detto che solo l’aspetto fisico conta. E, come dice Adriano Zanacchi nell’ottimo “Il libro nero della pubblicità”, a lungo andare lo stesso modo di pensare della gente viene influenzato da questo mezzo intrusivo. Bambini e giovani crescono vedendo intorno a loro la donna rappresentata quasi esclusivamente come seducente, e a loro volta la rappresenteranno in questo mod. Non è così all’estero, ve lo posso assicurare dopo aver fatto delle ricerche: tra i post del mio gruppo, ad esempio, c’è un confronto degli spot Muller in quattro Paesi, e solo in Italia la donna è languida.

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    • si purtroppo ad esempio in america la tendenza per la donna è di curarsi sempre meno, senza badare al peso e all’abbigliamento e al trucco. Più che emancipazione della donna sembra solo una mancanza di interesse a conquistare e a mantenere l’attenzione del partner. E’ un “ma si, chi se ne frega” piuttosto che una ribellione ai canoni estetici.

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      • *coff* il problema dell’essere sovrappeso è una cosa su cui non puoi entrare con così tanta leggerezza. Ricordo che in tutto il mondo, a essere sovrappeso sono anche gli uomini. Bisogna colpevolizzare gli uomini americani che osano diventare sovrappeso, non per problemi di delusioni durante la vita o traumi, ma per una crudeltà verso la loro partner? Ah, no, l’uomo è giustificato, è solo per la donna che sia intollerabile essere poco seducente. :) Non è che uno ha problemi di salute, da obeso, non è che magari è malato di tiroide o di qualcos’altro, ma no, è che è così bello non potersi muovere ed essere ricoperti di strati burrosi di adipe che è la tipica cosa che una persona egoista e piena di se vuole fare per sentirsi superiore al suo partner. :D

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  • Pensano di essere molto abili nel rigirare la frittata. E’ uno spot femminista, ma diffida dalle femministe”
    E un vaffanculo cosa fai, non glielo dedichi? Io glielo dedico eccome.

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  • su donnepensanti.net ho letto oggi un altro paio di slogan dell’azienda in questione. (in un post che comunque condanna questa campagna)
    devo dire che un paio di quegli slogan mi piacciono abbastanza e ridimensionano un po’ quelli presentati qui sopra: la situazione migliora se accanto a una “Maria” poco casta e a una “Maddalena” donna complicata mettiamo anche una ministra che non prende scorciatoie, una lesbica che non è un maschiaccio, una mamma lavoratrice… (questi cartelloni c’erano anche prima o li hanno aggiunti in extremis?)
    ma i contorni di questa campagna rimangono poco chiari e poco gradevoli

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